Anno nuovo classifica nuova? Oppure sempre gli stessi nomi in classifica, anche se parliamo di classifica degli eBook? Andiamo a vedere più da vicino gli eBook in classifica questa settimana (ricordiamo che la classifica è redatta secondo dei determinati criteri adottati da Booksblog: al momento attuale, infatti, non esiste una classifica unica per il territorio italiano).
Al primo posto troviamo Un diamante da Tiffany di Karen Swan (Newton Compton) che la settimana scorsa occupava la quinta posizione; numero due della classifica è un altro testo pubblicato dalla Newton Compton: Il mercante di libri maledetti di Marcello Simoni; a pari merito al terzo posto troviamo Margaret Mazzantini con il Mare al mattino e Giorgio Faletti con Tre atti e due tempi, entrambi pubblicati da Einaudi.
Agli altri posti della classifica troviamo più o meno gli stessi nomi, con qualche eccezione, come, per esempio Se non sei felice è tutta colpa tua. Il libretto dei proverbi tibetani a cura di Fabio Zanello pubblicato da Stampa Alternativa/Nuovi Equilibri o la serie di fumetti politici della edita da BeccoGiallo che la fa da padrone sullo store BookRepublic. Di seguito, comunque, l’intera classifica.
Chi si aspettava che gli eBook avessero portato un vento di freschezza nel mercato dei libri (per quel che riguarda nomi e case editrici) rimarrà un po’ deluso, forse, nel constatare che, alla fine, sia nella classifica dei libri cartacei che in quella degli eBook i nomi sono più o meno gli stessi, con qualche piccola variazione. E, dato forse ancora più significativo, è che i singoli store hanno classifiche più o meno sempre uguali, come se ognuno facesse molto (più o meno) per il proprio orticello e poco per uno sguardo più ampio.
La classifica degli eBook di questa settimana redatta secondo i criteri di Booksblog mostra un dato interessante: al quinto e al sesto posto troviamo due pubblicazioni sul Kindle (rispettivamente: Kindle, il manuale non ufficiale – AO Edition – e Il mio Kindle – Hoepli), il che mostra che il lettore di casa Amazon sta iniziando a riscuotere un buon successo. Da sottolineare anche la presenza di due evegreen: Il barone rampante di Calvino e Anna Karenina di Tolstoj.
Al primo posto in assoluto di questa classifica troviamo Faletti con Tre atti e due tempi (Einaudi); al secondo gradino del podio troviamo I contendenti di John Grisham (Mondadori) e medaglia di bronzo se l’aggiudica Miglio 81 di Stephen King (Sperling&Kupfer). Al quarto posto troviamo la Littizzetto e la Valeri con L’educazione delle fanciulle, che la settimana scorsa si trovavano in sesta posizione. Il resto della classifica la trovate di seguito.
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La particolarità della classifica degli eBook – oltre ai criteri con cui è redatta, visto che non esiste a oggi una classifica unica in Italia – risiede in due aspetti, secondo me: la presenza di titoli (e autori ed editori) meno noti al grande pubblico che affiancano, seppur a volte per solo una settimana, i titoli più blasonati presenti anche nella classifica dei libri cartacei e l’assenza, al contrario, di titoli anche di autori ben noti, che sono solo in cartaceo e o non hanno la versione eBook del loro titolo o, capita, che in edizione digitale vendono veramente poco.
Quali titoli e autori ed editori hanno venduto di più questa settimana? Ecco la classifica degli eBook secondo noi di Booksblog. I contendenti di John Grisham (Mondadori) dominano la classifica, seguiti al secondo posto da Giorgio Faletti con Tre atti e due tempi (Einaudi) e da un terzo posto con tre titoli: Karen Swan, Un diamante da Tiffany (Newton Compton), Stephen King, Miglio 81 (Sperling&Kupfer), Fabio Volo, Le prime luci del mattino (Mondadori).
Il mercante di libri maledetti di Marcello Simoni (Newton Compton) è in quarta posizione, mentre in quinta troviamo, tra gli altri Murakami con 1Q84 (Einaudi), la Mazzantini e il suo Mare al mattino (Einaudi) e Sophie Kinsella con Ho il tuo numero (Mondadori). Tra le new entry c’è da notare L’educazione delle fanciulle di Luciana Littizzetto e Franca Valeri, pubblicato da Einaudi, che si attesta in sesta posizione. A seguire la classifica intera.
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Nella classifica settimanale degli eBook secondo Booksblog entrano, da oggi, anche i titoli venduti su Amazon.it, in modo da avere un quadro più completo della situazione italiana.
Il podio di questa settimana è dominato da alcuni sorpassi. Schizza al primo posto, da solo, John Grisham con I contendenti (Mondadori): la settimana scorsa era al sesto posto della classifica. In seconda posizione troviamo Murakami con 1Q84 (Einaudi) che la settimana scorsa era al terzo posto e infine, medaglia di bronzo, è Mare al mattino (Einaudi) della Mazzantini che sale di ben quattro posizioni (era al settimo posto nella precedente classifica).
Faletti con Tre atti e due tempi (Einaudi) e Glenn Cooper con Il marchio del diavolo (Nord) si attestano al quarto posto, mentre al quinto troviamo, solo soletto, Il mercante di libri maledetti scritto da Marcello Simoni e pubblicato da Newton Compton. Scendono al sesto posto Sophie Kinsella e Fabio Volo che la settimana scorsa occupavano, rispettivamente, il quarto e il quinto posto. La classifica è chiusa dall’edizione italiana di Steve Jobs. Di seguito, come sempre, la classifica completa degli eBook secondo i criteri di Booksblog.
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Giorgio Faletti con Tre atti e due tempi (Einaudi) domina la classifica settimanale degli ebook di Booksblog. Sul secondo gradino del podio si attesta Miglio 81 (Sperling&Kupfer) di Stephen King. Al terzo posto, invece, abbiamo un pari merito: Il mercante di libri maledetti di Marcello Simoni (edito da Newton Compton) e Haruki Murakami con 1Q84 (Einaudi).
Dopo il quarto posto occupato da Sophie Kinsella con Ho il tuo numero (Mondadori), abbiamo una quinta posizione che vede tre titoli: Fabio Volo e Le prime luci del mattino (Mondadori), Dedopulos con La caccia al tesoro più grande del mondo su Google Earth (edito da Sonda) e, dato interessante, Blue Water Operations di James C. Copertino, pubblicato in self-publishing con Narcissus.
La classifica continua con un sesto posto molto affollato tra cui segnaliamo Il sarto di Ulm di Luigi Magri (venduto in abbinamento a Il Conte di Montecristo) le new entry: Andrea Camilleri, Acqua in bocca (Minimum Fax) e I contendenti di John Grisham (Mondadori). La Mazzantini con Mare a mattino (Einaudi) e Cristopher Paolini con Inheritance (Rizzoli) sono al settimo posto della nostra classifica, che si chiude con Viaggio nella grande crisi. Da Lehman Brothers al Governo Monti (edito da La Stampa/40K) e L’uomo di paglia di Michael Connelly (Piemme). Dopo il salto la classifica completa.
Nonostante tutte le uscite previste per Natale, solo due sono gli esordienti di questa classifica della settimana, e neanche nelle prime posizioni: al quarto posto troviamo “Educare alla vita buona del Vangelo” della Cei (sì, la conferenza episcopale italiana), Paoline editoriale (1 euro e 50) e all’ultimo posto, nonostante le pubblicità imponenti che campeggiano sui giornali (oggi un paginone intero su “Repubblica”) “Solar” di Ian McEwan, la divertente storia di un ex premio nobel della fisica alle prese con ex mogli e centri di sviluppo delle energie alternative.
Tutto il resto è la solita brodaglia rimescolata, anche se c’è da constatare che Giorgio Faletti, con i suoi “Appunti di un venditore di donne“, non riesce a conquistare la vetta della top ten (terzo). In prima posizione, dopo diverse settimane in classifica, c’è Umberto Eco con il suo “Cimitero di Praga“, che si avvia a essere uno dei regali libreschi più gettonati di questo Natale.
Dunque il vecchio (in senso buono, ovviamente) semiologo riesce a superare il bestseller della scorsa settimana, “Se qualcuno mi apre la porta” di Dionigi Tettamanzi, che scende al secondo posto. Ecco riassumendo la classifica dei primi quattro: Eco, Tettamanzi, Faletti, Cei, sacro e profano a posizioni alterne. Ma Camilleri?
“Intanto che dormivate di giorno e vi illudevate di vivere la notte, il mondo è cambiato e non ve ne siete accorti. Il ‘68, il ‘77, la lotta di classe, la lotta armata. Tutte cose senza senso, per voi. Peggio ancora, tutte cose sconosciute. Siete solo nebbia sottile, quel tratto di nulla fra il bene e il male”.
“Qualcuno a suo tempo ha “pesantemente decurtato la mia possibilità di essere. Quello che mi resta è la possibilità di avere”. E’ così che si presenta il protagonista di ‘Appunti di un venditore di donne’, l’ultimo romanzo di Giorgio Faletti, uno che “nella sua vita si è trovato sempre dalla parte sbagliata di una pistola o di un coltello”.
Lui, conosciuto da tutti semplicemente come ‘Bravo’, ci svela la sua verità fin dall’incipit: qualcuno lo ha evirato. Da quel momento, si è tenuto per sé il suo segreto, e ha deciso di rifugiarsi nell’anonimato che gli consente il suo soprannome.
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C’è uno scrittore (che scrittore non è, almeno di professione) che sta vincendo la classifica dei panettoni più venduti in questo anticipo di Natale. E’ uno scrittore che riesce a battere Umberto Eco, Andrea Camilleri e Giorgio Faletti. Al primo posto nella classifica di questa settimana, infatti, c’è nientepopodimenoche: Dionigi Tettamanzi, che di lavoro non scrive bestseller.
Con la sua prima posizione (stiamo parlando di “Se qualcuno mi apre la porta. Lettera per la visita alle famiglie”, 60 centesimi) il cardinale (arcivescovo) sembra preparare il terreno all’imminente uscita del nuovo libro di papa Ratzinger, “Luce del mondo“, nelle librerie da questa settimana. Ma si sa, la pubblicistica di stampo cattolico costituisce un posto a sé nel panorama editoriale italiano. Dunque, con tutto il rispetto per il sacro sinodo, partiamo dalla seconda posizione.
Non capita spesso di vedere nove scrittori italiani nelle prime dieci posizioni, eppure è così. Evidentemente la letteratura italiana è in crisi per chi la studia, un po’ meno per il grande pubblico che legge. Ognuno decida da che parte schierarsi. Ma sforniamo finalmente questi nomi.
Camilleri è proprio una macchina da guerra: con l’ennesimo libro uscito quest’anno riesce a battere in un solo colpo i super blasonati Ken Follett e Umberto Eco: nessun cimitero di Praga o intrigo storico-thrilleroso riesce a incrinare “Il sorriso di Angelica“, nuovo episodio della serie dedicata al commissario Montalbano. Primo dunque Camilleri, senza il timore di essere insidiato da altri pretendenti minacciosi.
Al secondo posto, infatti, compare un quasi inedito Dionigi Tettamanzi (!), che con “Se qualcuno mi apre. Lettera di Natale” riesce a convincere all’acquisto tutto il popolo cattolico (tra l’altro il libro, del Centro Ambrosiano, costa 60 centesimi). E il bello è che replica al quarto posto con un’altra lettera natalizia: “Ho anch’io qualcosa da dirti Signore. Lettera di Natale alle famiglie” (ancora a 60 centesimi). Proprio vero che con l’editoria cattolica non ci sono Melisse P. o similia che possano concorrere (tra parentesi: pare che il passaggio a Einaudi dei 100 colpi di spazzola sia l’unico caso in cui il celebre Struzzo non ha fatto aumentare le vendite. Melissa P. non è presente nei primi 35 e nemmeno nei primi 25 della narrativa italiana…)
In ogni caso le strenne natalizie, quest’anno uscite in anticipo rispetto agli anni scorsi, ci sono tutte in questa top ten: il già citato Umberto Eco, dalla sua terza posizione, sembra il miglior candidato a rubare il secondo posto a Tettamanzi. E al sesto posto spunta anche Sandro Veronesi, con il suo “XY”, libro molto particolare, in cui riescono a convivere uno strano albero, dei personaggi morti misteriosamente e le acute osservazioni di un sacerdote. E non poteva mancare Niccolò Ammaniti, con un libretto, “Io e te“, di certo non all’altezza di “Io non ho paura”.
Esce oggi “Appunti di un venditore di donne”, il nuovo libro di Giorgio Faletti, ormai considerato dalle cifre di vendita (milioni di copie), il più grande scrittore italiano.
Facciamo un passo indietro. Otto anni fa, Faletti era un cabarettista sulla via del declino dopo anni di Drive In ed una canzone-denuncia al Festival di Sanremo sulle stragi di mafia. Finché non giunse nelle librerie “Io uccido” un noir-thriller ambientato a Montecarlo, edito sempre da Baldini Castoldi Dalai, che lo rende - non senza qualche polemica - famoso in tutto il mondo (”I kill” terzo in classifica in Inghilterra nell’estate 2010). In otto anni ha pubblicato diversi libri: Io uccido, Niente di vero tranne gli occhi, Fuori da un evidente destino, Pochi inutili nascondigli, Io sono Dio, tutti che hanno confermato il suo successo come scrittore, sia per vendite che per critica.
Ed ecco che oggi arriva nelle librerie Appunti di un venditore di donne, sempre per i tipi della Baldini Castoldi Dalai. Un altro noir mozzafiato, che viene presentato già dalla sua frase di apertura, assai sconcertante “Mi chiamo Bravo e non ho il cazzo”. Ma dove saremo “finiti” in questo nuovo libro di Faletti? Chi è questo Bravo e perché ci tiene così tanto a farci sapere questa sua “mancanza”? Siamo nel 1978, nei sobborghi di Milano un attimo prima che si trasformi nella Milano dei vip, la “Milano da bere”. Siamo in un’Italia provata che sta cercando con tutte le forze di superare gli anni di piombo, che è tormentata dai comunicati dei rapitori di Aldo Moro, sporcata dal sangue dei delitti delle Birgate Rosse, soffocata dalla mafia ed i suoi personaggi, Vallanzasca e Baladamenti, che continuano ad alimentare gli scontri sociali. Ma Milano lotta per diventare diversa, per lasciarsi dietro gli anni 70 ed entrare negli 80 come capitale della vita sociale, capitale della notte, del vivere bene. E’ in questa Milano che c’è Bravo, uomo misterioso ed affascinante, che ha subito la menomazione che ci dichiara già dalla prima frase del romanzo per colpa di uno “sgarbo” e che lo ha reso cinico e vendicativo. Lui è un uomo d’affari. Vende le donne.
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