Avere conferme rilassa, se attestano un qualche aspetto positivo. Quando hai tra le mani il libro di uno scrittore di successo, e che ti piace, ti viene il dubbio che prima o poi potrebbe deluderti. Se poi il libro è schizzato primo in classifica in un batter d’occhio, potresti avere un motivo in più per sospettare una fregatura.
Con Le perfezioni provvisorie di Gianrico Carofiglio è successo più o meno così. E, invece, arrivati già alla seconda pagina tiri un sospiro di sollievo (ti ricordi perché ti piace: è uno che sa scrivere), ti rilassi e ti lasci trascinare nel vortice della storia.
Una storia, appunto, che comincia con una telefonata all’avvocato Guido Guerrieri; all’altro capo del telefono c’è Sabino Fornelli, avvocato civilista che si tiene alla larga dagli uffici giudiziari penali giacché pieni zeppi di malavita, per questo passa i clienti con un certo tipo di problemi a Guerrieri.
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Come avevamo già annunciato, fra i più attesi del 2010 c’è il nuovo libro di Gianrico Carofiglio che torna oggi in libreria con la sua ultima fatica: Le perfezioni provvisorie, al solito edito da Sellerio.
“Ho scritto un romanzo di investigazione perché, adesso che non faccio più il pubblico ministero, le indagini mi mancano”, ha dichiarato lo scrittore, attualmente senatore del Pd, in un’intervista all’Unità.
Nel romanzo troveremo l’avvocato Guerrieri alle prese con la scomparsa di una ragazza, Manuela. Al centro del racconto, viene anticipato, anche una storia sentimentale, e la presenza della sua amica, la escort Nadia, che ha un ruolo importante nella storia (ma che nulla ha a che fare con la più recente attualità, assicura lui).
Gianrico Carofiglio
Le perfezioni provvisorie
Sellerio
14 euro
Via | L’Unità

Stilare la classifica dei migliori qualcosa del decennio 2000-2009 (i cosiddetti anni zero) è un esercizio che diletta molti giornali in questo periodo.
La redazione di Booksblog, dopo lunghissime consultazioni, ha deciso di proporvi non una classifica ma un elenco, senza gradazioni di merito, dei 20 libri italiani più rilevanti degli ultimi dieci anni. Solite avvertenze del caso: niente di esaustivo né scientificamente ponderato. Ci hanno guidati il cuore e la memoria, che in noi italiani è notoriamente cortissima. Perciò sì, non c’è Tizio che meritava assolutamente di esserci e al suo posto c’è invece Caio, da molti considerato poco più che un pennivendolo. Ogni operazione di questo genere si espone a siffatte critiche, perciò vi invitiamo a proporre la vostra opinione nell’amato spazio commenti. Se voleste anche votare un preferito tra i preferiti, nessuno ve lo impedirà.
Ciò detto, dopo il “continua” inizia il viaggio sulle montagne russe dei 20 libri italiani che, secondo noi, hanno caratterizzato gli “anni zero” e rischiano seriamente di segnare anche gli anni che, da dopodomani, ci pioveranno addosso. Come si dice in questi casi: buona fine e buon inizio!
Una manifestazione da non perdere? Quella di Mantova. Parlo ovviamente del Festival della letteratura che anche quest’anno, dal 3 al 7 settembre, torna ad affascinare gli esperti del settore e non.
Molti gli eventi e gli incontri organizzati e gli ospiti? Tutti d’eccezione. Volti nuovi e già ‘collaudati’ si alternano sul palco per incontrare i lettori. Tra i debuttanti abbiamo Jonathan Safran Foer, il giovane autore del romanzo “Ogni cosa è illuminata”. Ma è la prima volta anche per Scott Turow, Nicole Krauss, William Langewiesche, Eugenio Scalfari, Paolo Villaggio e Sebastian Faulks (inventore delle nuove avventure di James Bond).
C’è chi però alla manifestazione è di casa come Gianrico Carofiglio, Michele Serra, Corrado Augias, Carlo Lucarelli, Daniel Pennac, Eric-Emmanuel Schmitt, i giovani Flavio Soriga e Valeria Parrella e tanti altri. Ma questo è solo un assaggio di quello che offre il festival. Per maggiori informazioni consultate il sito.
Per sradicare certe erbacce ci vogliono le maniere forti. Anzi, fortissime. Come quelle della ’squadra fantasma’, il gruppo di investigatori legibus soluti protagonisti di “Cacciatori nelle tenebre” (Rizzoli, 143 p.), romanzo a fumetti scritto da Gianrico Carofiglio e disegnato dal fratello Francesco.
Gianrico, lo dica chiaro: il crimine si combatte meglio senza regole?
Assolutamente no. Una cosa sono le storie, un’altra è la vita reale. Una cosa è il mestiere di scrittore, un’altra il mestiere di magistrato.
E lui sa di che parla, essendo sia magistrato che scrittore. Come Sostituto Procuratore di Bari ha combattuto la mafia nelle sue peggiori manifestazioni, guadagnandosi sul campo i gradi di membro dell’apposita Commissione bicamerale. Come scrittore ha fatto onore al codice di procedura penale del 1988, inventandosi il legal thriller all’italiana. Ha sfornato un best seller dopo l’altro (”Il passato è una terra straniera”, Rizzoli; “Ragionevoli dubbi”, Sellerio) e ha venduto più di un milione di copie. Perciò Gianrico Carofiglio è oggi nella “top 5″ degli scrittori italiani più letti e amati dal pubblico. E per di più, è uno che ha fissato il diavolo negli occhi.
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