Eccoci con la nostra periodica segnalazione di nuovi titoli mainstream in uscita nei prossimi mesi: best seller assicurati, dato il “peso” degli autori, che andranno a gareggiare sul podio delle classifiche dei libri più venduti.
Con gioia annuncio anche la prossima uscita, per Adelphi, di uno dei tanti lavori ancora inediti di Irène Némirovsky, “Il signore delle anime”, che stando alle anticipazioni è la storia di un ambiguo medico che si macchia le mani e la coscienza promettendo guarigioni dell’anima alle signore bene del secolo scorso.
Sempre grazie ad Adelphi attendo anche l’ultimo di Alan Bennet, “Due storie sporche”, due racconti lunghi su voyeurismo e tradimenti da parte di insospettabili-rispettabili, che promette il suo consueto e unico humour nero.
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La parola manomissione ha due significati…nel primo è sinonimo di alterazione, violazione, danneggiamento. Nel secondo, che discende direttamente dall’antico diritto romano (manomissione era la cerimonia con cui uno schiavo veniva liberato) essa è sinonimo di liberazione, riscatto, emancipazione.
Il titolo del nuovo libro di Gianrico Carofiglio, e l’idea che vi sta dietro, ha un’origine davvero curiosa. Il brano da cui il testo prende spunto, infatti, era stato inserito dall’autore in un suo romanzo (Ragionevoli dubbi), e in particolare all’interno di un libro che l’avvocato Guerrieri comperava in una libreria.
Carofiglio spiega che molti lettori del romanzo avevano cercato, invano, quel libro inventato. Un libro inventato e funzionale al romanzo che però lui, nel tempo, ha sentito il bisogno di scrivere davvero. Curioso no?
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Unicà vera novità, in questa classifica settimanale, è il lento avanzare di Licia Troisi, con “La clessidra di Aldibah” (decimo posto, ma con buone possibilità di salire più in alto, nelle prossime settimane); il suo ingresso in classifica provoca l’uscita dei “Vangeli e atti degli apostoli”, che in quella seconda posizione, settimana scorsa, pareva sinceramente fuori luogo, piccola anomalia nella classifica delle profanità.
Ma la top ten di questa settimana non tiene ancora conto del nuovo romanzo di Stephenie Meyer (riuscirà a fare il botto di Twilight?), mentre Bruno Vespa (con “Nel segno del cavaliere”) osserva ancora i primi dieci dalla sua diciannovesima posizione. Ma se è vero che nel 2009 il libro di Vespa è stato il saggio più venduto, è facile prevedere che prima o poi si affaccerà anche lui in classifica.
Il resto è tutto prevedibile, dato che non ci sono ancora (ma ci saranno?) i gialli che solitamente d’estate fanno incetta di lettori. Quelli che ci sono occupano la testa della classifica (Andrea Camilleri, “La caccia al tesoro”), o svivacchiano da settimane a metà classifica (vedi Glenn Cooper, salito in quinta posizione). Ma la lotta, si sa, è per il podio, e vediamo un po’ chi c’è dietro Camilleri.
L’uscita del nuovo libro di Camilleri (”La caccia al tesoro“) ha reso inutile qualsiasi discorso sul primo posto della classifica. C’è lui in vetta, naturalmente, e a nostro parere ci rimarrà per un bel po’. Quello che non ci si aspettava proprio, invece, è di vedere subito dietro, in seconda posizione, quel “Vangeli e atti degli apostoli” (ovviamente San Paolo) che la settimana scorsa bussava alle porte della top ten. E invece è lì, tra Camilleri e “Non esiste saggezza” di Carofiglio.
Il prezzo (1 euro e 60) e il periodo favorevole a comunioni e cresime potrebbero facilmente spiegare il suo successo, ma confessiamo comunque il nostro stupore davanti a vendite da Dan Brown. La classifica, oltre a questa prepotente new entry, non dà grandi sorprese, ma qualche sconvolgimento sì.
Nessun problema per “Cotto e mangiato”. Pensavamo che stesse andando incontro a un lento ma progressivo declino, e invece eccolo lì, ancorato alla sua ottava posizione da due settimane (e da mesi in classifica). Nessuna grande novità nemmeno per “Il palazzo della mezzanotte” di Zafón, che scende al quarto posto.
Da un paio di settimane, la prima posizione della classifica dei libri più venduti se la contendono Zafón e Camilleri. Come avevamo (facilmente) pronosticato la scorsa settimana, l’uscita di un nuovo libri di Camilleri (”La caccia al tesoro”, un nuovo episodio del commissario Montalbano) ha il potere di decidere inderogabilmente il primo in classifica. E Camilleri sia, dunque, una macchina da guerra (editoriale) che, oltre al primo posto, mantiene anche la quarta posizione (con “Il nipote del Negus“).
Zafón scende in terza posizione, lasciando il secondo posto a Carofiglio, con i racconti di “Non esiste saggezza”, che dopo un inizio in sordina guadagnano i piani alti della classifica. Ecco dunque le prime tre posizioni, gli autori che salgono sul podio della classifica. Glenn Cooper, con il suo noiosissimo “Libro delle anime”, perde una posizione e scende al quarto posto, ma a rimetterci le penne più di tutti sono due libri: Marco Galli, con “Una voce tante voci”, che esce dalla classifica, e Eugenio Scalfari, che scende in sesta posizione.
Ma la vera notizia di questa settimana riguarda “Cotto e mangiato” di Benedetta Parodi, che per la prima volta (credo) arriva a lambire i piani bassi della classifica (ottava posizione), mentre “L’ultima riga delle favole” di Gramellini e “Nel mare ci sono i coccodrilli” di Geda guadagnano rispettivamente il nono e il settimo posto. A chiudere la classifica, come settimana scorsa, José Saramago, con il suo “Caino“.
Questa settimana la saggistica irrompe nella classifica: fatto molto strano, e difficilmente spiegabile se il libro di cui stiamo parlando (che raggiunge la seconda posizione) non fosse “Per l’alto mare aperto” di Eugenio Scalfari, fondatore di Repubblica e penna attentissima alla società, che in questa occasione ci fa addentrare tra alcuni grandi della letteratura.
Ma le stranezze, se così si vogliono definire, non finiscono qui. Scompare dalla classifica infatti Paolo Sorrentino, scrittore in orbita premio Strega, ed è ancora presto per vedere la risalita di Michela Murgia, dopo la sua vittoria al Mondello . Carofiglio (”Non esiste saggezza”) non sfonda, posizionandosi al quinto posto. Va bene, sono racconti, ma sinceramente pensavamo che bastasse il nome a fargli raggiungere l’olimpo della classifica. Aspettiamo la prossima settimana (dove, probabilmente, si vedrà anche Tiziano Scarpa col suo nuovo romanzo).
Per il resto, “Il nipote del negus” di Camilleri lascia la prima posizione (ora è quarto), ma il vorticoso scrittore siciliano è appena uscito con un altro libro, che sicuramente, la prossima settimana, vedremo ai piani alti. L’ingresso in classifica di Scalfari e Carofiglio fa retrocedere Sorrentino, come si è detto, e Catherine Dunne, con il suo “Donna alla finestra”, che, presumiamo, non tornerà più in classifica.

Anche quest’anno, per la 48esima volta, il premio Campiello è approdato alla fase finale, quella che sancirà, il 4 settembre prossimo al teatro venezioano La Fenice, il vincitore del premio Campiello 2010 tra la cinquina di nomi che sono stati selezionati oggi dalla giuria.
Nell’ordine i cinque nomi finalisti e i rispettivi titoli in gara sono: Antonio Pennacchi con Canale Mussolini, della Mondadori, che ha avuto 11 voti su 11, Gad Lerner con “Scintille. Una storia di anime vagabonde”, edito da Feltrinelli con 8 voti; Gianrico Carofiglio con Le perfezioni provvisorie edito da Sellerio, con 7 voti; Laura Pariani con Milano è una selva oscura di Einaudi con 7 voti e infine Michela Murgia con Accabadora edito da Einaudi.
Contemporaneamente alla decisione della cinquina finalista, è stato anche consegnato il premio “Opera prima” a Silvia Avallone per Acciaio, con la seguente motivazione: per «le molteplici transizioni incompiute dal proletariato alla piccola borghesia dall’adolescenza alla giovinezza; il romanzo li trasforma in elementi letterari attraverso lo sguardo di due ragazzine che passano dalla complicità alla competizione». Io continuoad avere dei dubbi su questa giovane scrittrice, ma prima di pronunciarli sarò costretto a leggere questa sua prima fatica: Acciaio.
Via | Corriere del Veneto
Rispetto alla scorsa settimana sono ben poche le novità (due): la classifica sembra la celebrazione del già detto e del già letto: l’immortale “Nipote del Negus” di Camilleri è da quando è uscito che sale e scende di posizione seguendo le misteriose logiche delle vendite. Ora è tornato al primo posto, cacciando “Il palazzo della mezzanotte” di Carlos Ruiz Zafón al secondo.
Sopravvivono Geda, con il suo “Nel mare ci sono i coccodrilli” (quinta posizione) e “Caino” di José Saramago (al sesto). Di “Cotto e mangiato” di Benedetta Parodi quasi non parliamo, visto che sono settimane (ma quante?) che vegeta tra il terzo, il quarto e il quinto posto (ora al terzo). La Vallardi ha trovato la gallina dalle uova d’oro.
L’unica novità tra questo primo gruppo è “Il libro delle anime” di Glenn Cooper, seguito della “Biblioteca dei morti“, e pare voler dimostrare che riproporre quasi la stessa storia, in libreria, funziona. Ma tant’è: qui si registrano i gusti del pubblico sovrano. Al settimo posto spicca la casa editrice Alacrán, con “Una voce tante voci” di Marco Galli, beniamino degli ascoltatori di Radio 105.
Sono Roberto Saviano, Gianrico Carofiglio e Benedetta Parodi i testimonial radio televisivi della campagna “Se mi vuoi bene il 23 maggio regalami un libro”, promossa dal Centro per il Libro e la Lettura in occasione della Giornata nazionale per la promozione della lettura. Gli spot che invitano alla lettura ruotano intorno alla congiunzione se:
Mi piace la frase che pronuncia Saviano (nello spot radiofonico) “Se pensi che leggere sia un modo per vivere di più”; un po’ meno mi piace quella di Carofiglio “Se per te il fruscio di una pagina è più musicale del clic di un mouse” dal momento che è portatrice di una mentalità secondo la quale il libro vero è solo quello cartaceo.
Inauguriamo con questo post una rubrica di commento sui libri più venduti della settimana, qualche riga per vedere un po’ cosa va e cosa non va nelle librerie italiane. Il punto di riferimento saranno le classifiche stilate da “Ibuk“, basate su un sistema, chiamato “Arianna”, a cui attingono moltissime librerie della penisola.
Non stupisce certo, questa settimana, vedere al primo posto “Caino” di José Saramago, uno scrittore di qualità che piace molto al grande pubblico; e non stupisce neanche la presenza di “Cotto e mangiato” di Benedetta Parodi al quarto posto, dato che l’appeal televisivo è garanzie di vendite in libreria, e per molti le veloci ricette parodiane sono perfette come regalo…
Entra invece in classifica Carlo Fruttero, con “Mutandine di chiffon” (sesto posto), un libro che riporta alcuni scritti del geniale autore della prima antologia della fantascienza in Italia; un libro di memorie, in cui emergono i ritratti di alcuni grandi della letteratura italiana. Per il resto, la classifica testimonia il grande successo del giallo in Italia, con Camilleri al secondo posto (anche se il suo “Nipote del negus” non è un giallo!), Fred Vargas con “Prima di morire addio” in terza posizione e “Le perfezioni provvisorie” di Carofiglio al quarto posto.