Si intitola Alla fine di un giorno noioso l’ultimo giallo di Massimo Carlotto, in uscita in libreria l’11 maggio prossimo. Protagonista della vicenda Giorgio Pellegrini, già conosciuto in Arrivederci amore ciao.
Per una serie di coincidenze beffarde, dopo undici anni di vita da onest’uomo, Pellegrini si ritrova a dover fare da galoppino della criminalità organizzata.
Una scelta a cui lo conduce il suo avvocato, che lo deruba e lo costringe a rientrare in giri criminali da cui era riuscito a stare alla larga, mettendolo al centro di un incastro di interessi, e costringendolo ad abbandonare la tranquilla vita di imprenditore di successo del Nordest che si era ritagliato nel frattempo.
Uscirne non sembra facile, almeno nell’immediato, perchè lo scaltro e crudele Pellegrini non resterà a lungo con le mani in mano, riuscendo a trovare un modo intelligente di sfruttare a suo vantaggio - rivoltandole contro i suoi nemici - le infinite vie del crimine. Il titolo riprende chiaramente la strofa d’attacco di un celebre motivetto.
M. Carlotto
Alla fine di un giorno noioso
e/o
Prendo spunto da una dichiarazione di Valerio Massimo Manfredi, che inaugurando ieri la Fiera Internazionale del Libro per Ragazzi di Bologna ha detto che “e’ fondamentale leggere libri fin da piccoli. Purtroppo la scuola non incoraggia molto la lettura, quando i ragazzi arrivano alle superiori non leggono piu’”.
D’altra parte una rilevazione effettuata dalla Nielsen per il Centro per il Libro e la Lettura rende noto che solo un terzo dei nostri connazionali legge e compra “almeno un libro all’anno”. Accosto la dichiarazione di Manfredi ai dati di questa rilevazione perchè la speranza – e la categoria su cui le istituzioni dovrebbero “investire” - sarebbero invece proprio i giovani.
Infatti la maggior parte dei lettori (46%) è costituita da persone fra i 25 e i 34 anni, e soprattutto l’amore per i libri va di pari passo con l’istruzione, visto che aumenta se si è diplomati (43%) o laureati (59%). Soprattutto perchè – altro dato – non è detto che i giovani non siano ricettivi, visto che i classici piacciono proprio ai giovanissimi (23%).
Continua a leggere: L'amore per la lettura si impara grazie ai classici?
Ecco qualche chicca scovata per voi, o per i vostri regali di Natale: raccolte di racconti (tradizionali, insoliti o cattivissimi) sul tema Natalizio, e romanzi ambientati proprio nel periodo delle festività.
Per chi ama i gialli, un evergreen è Delitti di Natale, l’antologia Polillo. Per i cinici della prima ora, invece, rimane sempre valido il divertente Babbo Natale è strunz (ne abbiamo straparlato) oppure Black Christmas 2.0 (ed. Zona) e ‘Caro Babbo Natale, quest’anno ti ha detto male’ di Pulsatilla. Classiche le raccolte di racconti in audiolibro ‘Racconti italiani di Natale’ (il Narratore) oppure ‘Natale d’autore’ (Ancora ed.)
C’è ‘Il Natale di George’, ovvero le feste viste con gli occhi a mandorla di un ragazzo speciale, oppure ci sono dei romanzi divertenti e ironici su come vive le feste la nostra generazione di precari sul lavoro e nella vita sentimentale, come La cena di Natale, di M.K. Andrews, oppure delle ‘chicche’ di autori classici, che trovate in photogallery.
Nella quarta di copertina di Batti il cinque, di Janet Evanovich, appena uscito per Salani, c’è una frase di Caterina Soffici che su Vanity Fair scrive: «Quando arrivi a pagina tre, capisci che sei fregata […]».
Com’è possibile? E invece è possibile, perché c’è un solo aggettivo per descrivere la protagonista Stephanie Plum: irresistibile. E purtroppo per lei anche estremamente simpatica – dico “purtroppo” perché di solito è un aggettivo che si accosta alle meno belle. Be’, forse avrà un paio di chili di troppo, ma sono convinto che si sono fermati nei posti giusti.
La quinta avventura di Stephanie comincia con un problema di liquidità: ultimamente fare la cacciatrice di taglie non è remunerativo. L’unica occasione di guadagnare una manciata di soldi è nel caso di un nano che non si è presentato all’udienza, cui era stato chiamato per possesso di arma da taglio. Stanarlo dal suo appartamento, però, sarà più complicato di quanto si immagini.
Il quesito potrà sembrare banale, perchè nasce un po’ da un luogo comune, ovvero che ad esempio ali cuni generi letterari ci piaccia più leggerli in una stagione particolare.
Ad esempio i gialli: in genere per me la stagione estiva per leggerli è l’estate. Però in effetti anche durante le festività natalizie o similia, un bel giallo non guasta. Nel primo caso è perchè si tratta di un genere più leggero, secondo me, adatto nel momento in cui il neurone viene lasciato vagare libero, e ho bisogno di qualcosa di meno impegnativo.
Però è anche vero che l’estate mi ispira la lettura di ‘mattoni’ (vedi: libri di robusta corporatura, non per forza impegnativi, in effetti). Quindi nella mia personale classifica l’estate è tempo di gialli e mattoni. E voi? C’è un genere che vi attira di più, in estate, o non siete soggetti a questa ’stagionalità’?
Foto | Flickr
Non c’è niente da fare: quando si inizia un libro Andrea Vitali, bisogna arrivare fino in fondo, e l’ultimo La mamma del sole, uscito da poco per Garzanti, non è certo da meno.
Siamo ancora una volta in quel microcosmo che è Bellano, in grado, fortunatamente per noi lettori, com’è evidente anche dalla produzione di Vitali, di contenere un numero incredibile di storie.
Siamo in piena epoca fascista, nel 1933, per l’esattezza, l’anno in cui i trasvolatori italiani sono alle prese con la Seconda Crociera Atlantica (organizzate da Italo Balbo, l’allora ministro dell’Aeronautica, sin dal 1928) che da Orbetello, passando per Rejkiavik, faceva scalo prima a Chicago, poi a New York e faceva così ritorno a Roma.
Qual è il successo dei polizieschi scritti da autori del nord Europa? Dopo l’enorme eco dei best seller di Stieg Larsson sembra infatti impazzare una vera mania per questo filone. “Tale successo si fonda su tre fattori – sentenzia l’Economist – ovvero lingua, protagonisti, ambientazione”.
Lo stile usato dagli autore, ad esempio, è realistico, “semplice e preciso, la scrittura priva di metafore”. Piacciono anche i personaggi: “l’ispettore nordico è spesso trasandato e logorato dalle preoccupazioni”.
Infine, l’ambientazione: “i paesi a cui gli scrittori nordici fanno riferimento sono prosperi e organizzati, una ’società morbida’…però dietro la protezione offerta dal welfare state si nasconde un lato oscuro”. Ad esempio, i personaggi di Larsson non vogliono essere ’salvati dalla polizia o dalle autorità’.
Continua a leggere: Il successo dei polizieschi nordici secondo the Economist
E’ un duro caso quello che si presenta all’indomita Petra Delicado, personaggio inventato dalla giallista spagnola Alicia Giménez-Bartlett. La scena si apre con il furto di una pistola. Niente di eclatante se non fosse che l’arma in questione è proprio quella di Petra e che a sottrargliela è stata una bambina. Il tutto avviene mentre l’ispettore si trova nella toilette di un ipermercato.
Da qui prende vita una girandola di eventi che porterà Petra e il suo vice Fermìn in un terreno piuttosto accidentato, quello dell’infanzia. I bambini sono infatti, in questa vicenda, le vittime e i carnefici (se di carnefice si può parlare riferendosi a un bambino), anche se poi in realtà non si rivelano altro che povere marionette nelle mani di adulti insospettabili. In mezzo a tanto torbidume, però, per una specie di reazione uguale e contraria, il commissariato verrà colpito da una raffica di frecce di Cupido.
Sembra quasi di leggere due romanzi diversi. Nella prima parte l’angoscia fa da sottofondo alle pagine che scorrono, mentre poi nella conclusione, proprio per la sofferenza accumulata per via dell’immersione nel marciume sociale, c’è un’esplosione di gioia festosa. I personaggi sembrano colti da un’euforia contagiosa che li spinge a celebrare il sentimento amoroso senza paura di cadere nella retorica. Perfino la cinica Petra, paladina della solitudine e dell’indipendenza, verrà travolta dal vortice dell’amore.
Nido vuoto
Alicia Giménez-Bartlett
Sellerio, 2007
€ 13,00
I miei complimenti agli autori dell’originale ‘Dizionario atipico del giallo’ (Cooper ed.) che come apprendo anche quest’anno festeggerà una edizione, dato il successo della prima uscita. Complimenti perché si tratta di autori che si sono ‘fatti le ossa’ con siti web e progetti editoriali indipendenti.
Alessandra Buccheri su ‘Angolo nero’ e Maurizio Testa, fra i fondatori della Roma Giallo factory, ideando il primo magazine italiano sul giallo, ‘Il Falcone maltese’, e il NoirBook (avventure purtroppo finite).
Il libro ci ripropone così anche quest’anno, dalla A alla Z, tutto ciò che ci siamo persi nel mondo della letteratura e dello spettacolo, riguardante questo genere letterario. Non a caso, come aveva reso noto il ministro dei Beni culturali Sandro Bondi all’ultima Fiera più libri più liberi, sono proprio i gialli, insieme alle biografie, i generi letterari che più piacciono agli italiani
Nel testo anche interviste (da Nicolas Cage a Valeria Golino, da Vincent Cassel a Werner Herzog) e recensioni di libri e film.
Maurizio Testa, Alessandra Buccheri, Claudia Catalli
Dizionario atipico del giallo
Cooper
18 euro

Andrea Camilleri è in trasferta a Pechino per una settimana di incontri tra autori noir italiani e cinesi e da lì ha dichiarato: “Al tempo del mio quinto romanzo, mia moglie mi fece notare che stavo realizzando un lungo ritratto di mio padre, aveva ragione. L’80% per cento di Montalbano ha la personalità di mio padre”.
Presenti all’iniziativa, organizzata dall’Istituto Italiano di cultura, anche altri giallisti nostrani, tra cui De Cataldo, Faletti, Fois e Lucarelli. Proprio quest’ultimo è stato contattato da alcuni editor per un’eventuale traduzione delle sue opere in lingua cinese. L’evento si è rivelato un prezioso momento di condivisione tra autori di diversa cultura, accomunati dalla passione per un genere letterario.
Sempre Lucarelli ha affermato che scrivere gialli significa “indagare sui rapporti difficili dell’individuo col potere, mettendo in scena la parte nera dei meccanismi della nostra società, non perché sedotti dal male, ma perché vorremmo far conoscere questa realtà per riuscire a cambiarla”. E con lui si è detto d’accordo Qui Xiaolong, autore noto in Italia per il suo ispettore Chen Chao, pubblicato da Marsilio.