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I Canti di Leopardi nella lista dei 100 notable books of 2011 del New York Times

pubblicato da Andrea Coccia

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Scorrendo la lista dei 100 libri più notevoli usciti in America nel 2011, pubblicata un paio di giorni fa dal New York Times non possiamo certo stupirci nel trovare l’ultimo romanzo kennediano di Stephen King o l’attesissimo 1Q84 di Murakami, o ancora il Re Pallido, primo inedito postumo di David Foster Wallace (primo, ci scommettiamo, di una lunga serie).

Quello di cui non possiamo non stupirci, in effetti, è un altro piccolo dettaglio. Al sesto posto della lista dei top libri del 2011 appare infatti un italiano. E non si tratta di Roberto Saviano, fresco fresco di apparizione a Zuccotti Park, e neppure di una ristampa di Italo Calvino, idolatrato negli States da quelle Lezioni Americane censurate dalla morte prematura, né di Baricco, di Eco o di Faletti. Si tratta di Leopardi.

Si, avete capito bene: Giacomo Leopardi, il poeta e l’intellettuale più avanti che l’Italia abbia mai avuto e, nello stesso tempo, lo scrittore meno letto e più scolasticamente odiato da generazioni intere di italiani. Ad apparire nella toplist del NYT è una traduzione dei Canti, ritenuta talmente importante da meritare un cappello del genere: “With this English translation, Leopardi may at last become as important to American literature as Rilke or Baudelaire”.

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Recensioni atipiche: I pensieri di Giacomo Leopardi

pubblicato da Andrea Coccia

Recensioni atipiche: I pensieri di Giacomo Leopardi In un momento come questo, contraddistinto da una produzione editoriale ipertrofica e da una recrudescenza del perverso fenomeno che vede, nel nostro paese, aumentare a dismisura gli scrittori e, contemporaneamente, crollare il numero di lettori – tanto da arrivare alla constatazione paradossale che la maggior parte degli aspiranti scrittori non legge – la pubblicazione di questo piccolo volume tascabile di un giovane esordiente completamente controcorrente come Giacomo Leopardi non può che far piacere.

Quello che colpisce di più in questo formidabile ragazzo nato e cresciuto nella desolante provincia marchigiana è l’acutezza del suo sguardo, la formidabile capacità di analizzare il mondo che lo circonda e che non ha mai visitato, alla perfezione, dimostrando una conoscenza così profonda dell’animo umano e di questo secol nostro, che a fatica si riesce a credere che, come scrive Alessandro Baricco nella sua introduzione:

Lo sguardo di Giacomo è uno di quelli ampi, come la vita. Ed è straordinario per uno che come lui non si è praticamente mai mosso da Recanati. Ma Giacomo è un mutante, un barbaro. Giacomo ha le branchie e respira dove noi crediamo di affogare. Le sue branchie si chiamano Twitter, Facebook, Anobii. Leopardi rappresenta perfettamente il prodotto della nostra evoluzione.

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Vulcani islandesi e letteratura italiana: il "Dialogo della Natura e di un Islandese" di Giacomo Leopardi

pubblicato da Roberto Russo

Vulcani islandesi e letteratura italiana: il Dialogo della Natura e di un Islandese di Giacomo LeopardiLa nube del vulcano islandese Eyjafjöll continua a far parlare di sé. In questi giorni si è anche risvegliato un altro vulcano islandese, l’Hekla, che nei secoli passati ha più volte creato problemi agli islandesi e agli europei in genere. Di questo vulcano ne parla anche il nostro Giacomo Leopardi nel Dialogo della Natura e di un Islandese.

Questo famosissimo Dialogo – nel quale, bene o male, ci siamo imbattuti ai tempi della scuola – racconta di un islandese che viaggia per il mondo alla ricerca di tranquillità. Giunto in Africa, però si imbatte in una donna, gigantesca, bellissima, austera: è la Natura.

Rileggere Leopardi è sempre un’esperienza nuova e affascinante. Ecco perché vi propongo il passo del dialogo con la menzione dell’Hekla, sia per gustare la scrittura di un grandissimo autore italiano sia per riflettere sui corsi e ricorsi storici, per dirla alla Giambattista Vico.

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Sono di Dante i versi più rappresentativi dell'Italia secondo gli internauti

pubblicato da Andrea Coccia

dante alighieri “Ahi serva Italia, di dolore ostello,
nave sanza nocchiere in gran tempesta,
non donna di province, ma bordello!”
(76-78) VI, Purgatorio

Questi versi, incancellabili nella mente di chiunque abbia frequentato,ache solo sporadicamente, la commedia del sommo maestro Dante Alighieri si sono aggiudicati un curioso contest, promosso dal sito Internet della Società Dante Alighieri, www.ladante.it, attraverso il quale è stato chiesto ai lettori di scegliere i versi più rappresentativi dell’Italia, quelli che più limpidamente descrivono la nostra penisola.

Chi se non Dante poteva aggiudicarsi questo curioso concorso, che ha visto piazzarsi, dietro al glorioso 36% del Sommo, la splendida All’Italia di Giacomo Leopardi con appena il 9%. Al terzo posto, invece, con l’8% dei voti, si piazza Il canto popolare di Pier Paolo Pasolini. E voi cosa ne dite? Quali sono secondo voi i versi che meglio rappresentano il nostro paese? Io personalmente proporrei i versi finali della canzone “Ad Angelo Mai” di Giacomo Leopardi:

Or di riposo
Paghi viviamo, e scorti
Da mediocrità: sceso il sapiente
E salita è la turba a un sol confine,
Che il mondo agguaglia. O scopritor famoso,
Segui; risveglia i morti,
Poi che dormono i vivi; arma le spente
Lingue de’ prischi eroi; tanto che in fine
Questo secol di fango o vita agogni
E sorga ad atti illustri, o si vergogni.

Via | Società Dante Alighieri

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Giacomo Leopardi. Le donne, gli amori, di Raffaele Urraro

pubblicato da Andrea Coccia

leopardi L’immagine comune che tutti noi abbiamo di Giacomo Leopardi è quella di un uomo deforme, ingobbito dallo studio, i cui rapporti con il gentil sesso erano circoscritti a qualche amore desiderato e mai ricambiato, tutt’al più celebrato in versi. Qualcosa di vero senz’altro c’è, in primis la salute sempre vacillante del poeta, nonché quel suo rapporto tutt’altro che facile con le donne, tuttavia, fuor dal senso comune, c’è la certezza del ruolo di non poca importanza giocato dalle donne nella sua pur breve vita.

Con questo libro, dal titolo eloquente di ”Giacomo Leopardi. Le donne, gli amori”, l’autore, Raffaele Urraro, dopo un lungo lavoro di ricerca su documenti, nonché nella folta corrispondenza privata del poeta recanatese e nelle testimonianze della sua cerchia di amicizie, rivela con precisione le esatte dimensioni dell’universo femminile di Leopardi che, tra rapporti di varia natura si compone di 35 donne, dai rapporti familiari con la madre Adelaide e la sorella Paolina, fino a rapporti sentimentali veri e propri, Teresa Carniani Malvezzi, Fanny Targioni Tozzetti, Adelaide Maestri o Charlotte Bonaparte.

Raffaele Urraro
”Giacomo Leopardi. Le donne, gli amori”
Olschki editore
euro 33,00

Via | Affaritaliani.it

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Libri e cibo! Arriva Degustibooks

pubblicato da cristiano

Degustibooks

Letteratura e cibo, due termini similmente declinabili, sono un binomio inusitato ma non sconosciuto. Arriva alla Fortezza da Basso di Firenze, dal 23 al 26 di ottobre, un evento culinario e letterario: Degustibooks. L’evento, aperto a tutti, gente comune, giornalisti cuochi e così via, è un occasione tuta da gustare, nel vero senso della parola.

Per quattro giorni sarà possibile alternarsi tra degustazioni gastronomiche e reading o ambedue, per saggiare la differenza tra la cucina raccontata e quella degustata. Da segnalare Leopardi a Tavola (Logo Fausto Lupetti Editore), di Domenico Pasquariello Dègo e Antonio Tubelli, che raccoglie 49 ricette d’epoca, ricavate da una lista autografa di Giacomo Leopardi.

Non solo, la grande libreria deGustiBooks e gli stand dedicati all’editoria ed ai progetti culturali proporranno tutte le novità del settore e molto altro ancora, tra cui spiccano due novità editoriali, presentate il giorno 24 ottobre. La prima è “In tutti i sensi” (APT Firenze e Edizioni Aida), ovvero una guida, per itinerari, alla scoperta della tradizione enogastronomica toscana. Seguirà la presentazione di “Vini da mangiare” di Paolo Saturnini. noto enogastronomo, che presenta 200 ricette per cucinare con bianchi, rossi e distillati.

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