Una letteratura senza patria, che va dagli scritti di Aristotele alle tradizioni contadine e popolari, cha parte dalla Bibbia e giunge alle “Memorie” di Casanova, porta dritti alla ricerca dei cibi afrodisiaci. L’uomo ne ricerca da quando è nato. Perchè se Aristofane “salvava” Ercole con la zuppa di fave dai suoi doveri olimpionici, Ovidio ci ha lasciato scritto grandi performance con l’erba d’eruca, ossia la rucola.
Per non consumare 50 ostriche e 12 uova prima di ogni incontro amoroso, come faceva Giacomo Casanova, regalate alla dolce metà per San Valentino “La cucina dell’amore”, un volume arrivato da tempo in libreria ma che promette ore di passione passando in rassegna 101 ricette d’amore create a dovere con lo scopo di accendere il desiderio di coppia.
Si parte con l’anguilla alla fiorentina e si finisce con le uova al funghetto, ossia delle uova sode ricoperte da funghi porcini saltati in padella, passando per una macedonia al miele e gustando delle ostriche marinate. Tra curiosità, dosi, ingredienti e procedimento, c’è da giurare che vi troverete sotto le coperte senza neppure accorgervene… Leggere per credere.
La cucina dell’amore
De Agostini
Pagine: 124
Prezzo: 9,90 euro
Si parlava su Booksblog della sceriffata di Casanova con tutte le mirabolanti conseguenze descritte dallo stesso Casanova nel libro Il duello. Ho, così, ripreso dalla mia biblioteca Dux di Sebastiano Vassalli che narra gli ultimi anni di vita di Giacomo Casanova trascorsi in Boemia, nel castello di Dux, appunto (oggi Duchcov), a fare da bibliotecario nel castello del conte di Waldstein.
Sebastiano Vassalli romanza gli anni di Casanova che vanno dal 1785 alla morte – avvenuta nel 1798 – e ci mostra come il grande seduttore sia ormai diventato un attaccabrighe antipatico che trasforma piccole questioni (come dei litigi condominiali) in una lite annosa e sfibrante. E così tra amoreggiamenti vari, scritture di libri in un medio francese (che se li avesse scritti in italiano sarebbero, forse, state delle belle pagine della nostra letteratura del Settecento), piccoli scandali, Casanova si avvia alla morte.
Fa quasi tenerezza vedere questo grande amatore ridotto ad una macchietta. E Vassalli, corroborato dai documenti e dal suo scrivere (che è tra i migliori nel nostro panorama letterario), narra con arguzia le vicende del vecchio Casanova. E, in filigrana, possiamo leggervi alcuni aspetti della nostra italianità.
Sebastiano Vassalli
Dux. Casanova in Boemia
Einaudi 2002
60 pp., euro 6

Polonia, 1766. L’avventuriero veneziano Giacomo Casanova sta facendo il provolone con una donna di spettacolo subito dopo un’esibizione. I due ridono, scherzano, diremmo oggi che flirtano, almeno stando al racconto di Casanova. A un tratto sopraggiunge un tale potente Pòstoli, che dichiara di amare la dama (nel senso della donna) e di esserne piuttosto geloso. Senza pensarci due volte, Pòstoli caccia Casanova con «sommo disprezzo», minacciando «di subitanea risoluzione a via di fatto, se pronto non ubbidisse».
Il nostro illustre connazionale, per non avere rogne, ubbidisce eccome, battendo in ritirata. Mentre però si trova ancora a portata d’orecchio, sente il Pòstoli commentare: «quel poltrone veneziano prende, andandosene, il buon partito; ero per mandarlo a farsi fottere». Apriti cielo.
Il problema per Casanova non è tanto l’essere stato cacciato in malo modo, o chiamato “poltrone”, o mandato a farsi fottere. Infatti se «al termine, benché grossolano, di poltron, egli non avesse accoppiato l’epiteto di veneziano, avrebbe forse l’altro sofferto l’affronto; ma una parola che vilipende la nazione, non v’è, a mio credere, uomo che possa soffrirla». Non potendo rischiare che l’amata Venezia perda di prestigio, Casanova sbotta: «un veneziano vigliacco, da qui a un pochetto, manderà all’altro mondo un valoroso polacco». A questo punto le parole lasciano spazio alle pistolettate.
L’intera sceriffata, con tutte le sue mirabolanti conseguenze, è raccontata nel libro Il duello di Giacomo Casanova, ora disponibile per il download gratuito grazie alla Biblioteca Virtuale Multilingue della Fondazione Logos. L’indirizzo per scaricare l’ebook integrale è questo. Buona lettura.