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Tutti gli articoli con tag gabriella sica

Emily e le altre, di Gabriella Sica

pubblicato da Roberto Russo

Emily e le altre, di Gabriella SicaÈ una lettura sapienziale e colma di passione che sgorga dal cuore quella che Gabriella Sica ci propone nel suo ultimo libro Emily e le Altre, pubblicato recentemente da Cooper. L’Emily a cui fa riferimento il titolo è la Dickinson. Le Altre sono Charlotte ed Emily Brontë, Elizabeth Barrett Browning, Elizabeth Bishop, Sylvia Plath, Margherita Guidacci, Cristina Campo, Nadia Campana e Amelia Rosselli. Il risultato è un libro intenso, oserei dire quasi religioso (togliendo a quest’aggettivo ogni connotazione confessionale), che permette di abbeverarsi alla poesia e alla sua declinazione attraverso la penna e i sentimenti di varie donne poete.

Prima di tutto, Emily Dickinson che, per la Sica,

“è la gigantesca antenata dei poeti che hanno abbracciato la poesia con la stessa esclusiva dedizione. Si cimentò in quell’impresa ardua, prima tra le prime, come la talpa che apre sentieri sottoterra per trovare la luce, una talpa cieca a cui qualcuno deve indicare che esiste il cielo. Solo scavando energicamente gallerie su gallerie la talpa è arrivata a scoprire la luce, il respiro di altre donne a lei somiglianti, madri o sorelle, donne che scrivono e che leggono, madri a cui si rivolge e figlie che a lei si riferiscono”.

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Giornata mondiale del libro e del diritto d'autore 2010: quali sono i libri più belli che avete letto quest'anno?

pubblicato da Roberto Russo

Giornata mondiale del libro e del diritto d'autore 2010: quali sono i libri più belli che avete letto quest'anno?Il 23 aprile 1616 morivano William Shakespeare, Miguel de Cervantes e El Inca Garcilaso de la Vega. Per questo motivo l’UNESCO ha deciso di istituire la Giornata Mondiale del Libro e del Diritto d’Autore proprio in questa data. Una mia personale classifica dei libri letti nel corso di quest’anno è la seguente:

Consiglierei a scatola chiusa l’ultimo libro di Sebastiano Vassalli, Le due chiese, uscito ieri per Einaudi, ma lo sto leggendo ora e mi riservo di tornarci sopra.

Quale è la vostra classifica di libri che avete letto nel corso di quest’anno e che volete celebrare nella giornata odierna?

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Libri per Natale: la poetessa Gabriella Sica consiglia Emily Dickinson, Marianne Moore ed Elizabeth Bishop

pubblicato da Roberto Russo

Libri per Natale: la poetessa Gabriella Sica consiglia Emily Dickinson, Marianne Moore ed Elizabeth Bishop

Tra i regali classici di Natale figura il libro. Le case editrici in questo periodo sfornano strenne, novità, ristampe e via dicendo per allettare i potenziali acquirenti. Abbiamo chiesto alla poetessa Gabriella Sica – autrice, tra l’altro, della bella raccolta di poesie Le lacrime delle cose – di darci alcuni consigli per i regali dal suo punto di vista. La poetessa – che abbiamo intervistato per Booksblog qualche tempo fa – ci ha risposto con un verso di DanteTre donne intorno al cor mi son venute – e ha suggerito questi tre titoli di poesia declinata al femminile, dandoci anche le motivazioni di questa sua scelta. A questa terna di libri in poesia consiglio di aggiungerne un quarto: Le lacrime delle cose di Gabriella Sica, appunto, che è veramente una silloge preziosa.

Emily Dickinson, Tutte le poesie
Milano, Mondadori (Meridiani), 1997. A cura di Marisa Bulgheroni.
Ogni volta che leggo una poesia di Emily Dickinson vedo che si accende una luce: è lei Emily che accende la sua lanterna perché i posteri possano entrare nel suo magnifico cerchio di luce, sostare anche per pochi secondi e uscirne con un bel regalino:
L’allegria è la corazza dell’angoscia
di cui questa si arma guardinga,
perché nessuno noti il sangue
e “sei ferita!” gridi
.

Marianne Moore, Le poesie
Adelphi, 1991. A cura di Lina Angioletti e Gilberto Forti.
Provate a entrare anche voi nella galleria di animali e uccelli della stravagante americana dai capelli rossi Marianne Moore, che io ho incontrata con stupore da ragazza in una prima edizione di Guanda, insieme alla voliera di Saba: di poesia in poesia saltellano la lumaca, il pavone, l’unicorno, il cigno, lo struzzo, descritti con apparente svagatezza e in realtà con disciplinata, elegante, sornione attenzione da parte di quest’americana che aveva un orecchio sensibile anche all’integrità morale del suono che i versi trasmettono.

Elizabeth Bishop, Miracolo a colazione
Milano, Adelphi, 2005. Traduzione di Damiano Abeni, Riccardo Duranti e Ottavio Fatica.
Allieva indisciplinata e amica a calcolata distanza, per lo più per lettera, di Marianne Moore, apprezzata da Robert Lowell, Elizabeth Bishop è una vagabonda e imperdonabile poeta americano che non urla né strilla nonostante il male di vivere si sia accanito su di lei fin da piccola. Semplicemente scrive splendide poesie che sono un miracolo nel quotidiano.

Foto | macinate

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Le lacrime delle cose di Gabriella Sica. Intervista all'autrice

pubblicato da Roberto Russo

Gabriella SicaHo letto con piacere Le lacrime delle cose, raccolta di poesie di Gabriella Sica pubblicata pochi mesi fa dall’editrice Moretti & Vitali. Lacrime di dolore di cose, uomini e donne, animali ma anche lacrime che il dolore lo leniscono perché, con il tocco sapiente della parola poetica, riconciliano l’uomo con se stesso, con gli animali, con le cose. Come dice l’autrice: Le lacrime scorrono come scorre la nostra vita. È qualcosa di oggettivo, non personale, qualcosa che appartiene alle cose, quelle che appaiono già nel titolo.

Il libro ha vinto il Premio Garessio-Ricci 2009 e il Premio Dessì 2009. Tra un premio e l’altro siamo riusciti a scambiare due parole con l’autrice, Gabriella Sica, che ringraziamo per la disponibilità. Ecco l’intervista per gli amici di Booksblog.

Le lacrime delle cose è l’ultima di una serie di opere (quattro in poesia, due in prosa e due saggistiche) che mostrano una ricca ispirazione, ampia e frastagliata. Come nasce questa raccolta di versi e come si inserisce nel suo percorso poetico?
Guardando il mio libro dall’esterno mi accorgo che non c’è un centro né un tema unico. Una struttura stellare, qualcuno ha osservato. Le poesie sono arbusti di una stessa fascina, come le oche trafitte o macellate, i bambini uccisi a Beslan, le famiglie separate, gli amici e i poeti scomparsi, o sono tizzoni che emergono dal fuoco in cui hanno bruciato, come le torri gemelle, sono relitti del tempo passato, reliquie, come sempre è la poesia. Quando scrivo penso a una presenza e a un luogo. E quando la poesia è scritta, immancabilmente è una poesia dell’assenza e dell’invisibile, di quello che ci è stato tolto o di quello che manca o di quello che è nascosto e sepolto. La poesia è sempre un porto sepolto.

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