Un prete anziano predica da tanti anni, forse da prima che io nascessi, su una tv della mia provincia. L’altro giorno sosteneva che un ascoltatore [vero o immaginario] gli avesse espresso forti perplessità sulla validità teologica del rosario, motivandole col fatto che le più diffuse preghiere cattoliche sono state in tutto o in parte interpolate dalla Chiesa, e quindi non derivano direttamente da Dio.
Dopo aver enunciato la Verità - per lui auto-evidente e auto-dimostrantesi - che la Chiesa ha tutto il potere per imporre le preghiere che ritiene più opportune e basta, il saggio tele-prete ha gettato nel malaugurato spettatore, e in tutti noi innocenti testimoni, il sospetto che chi ha qualcosa da ridire sul rosario “appartiene dalla testa ai piedi, parti nobili e meno nobili, al demonio“.
Pare infatti che il rifiuto del rosario sia segno inequivocabile di possessione demoniaca. Per provarlo, il Nostro ha mostrato alle telecamere il volume di Francesco Bamonte Possessioni demoniache ed esorcismo, edito dalle Paoline (”quindi non ci possono essere dubbi”, dixit).
Cercando su Google il manuale di esorcismo di Bamonte ci si accorge che ne sono disponibili ampi estratti su Google Books (che Dio lo benedica); estratti talmente ampi che tutto sommato bastano per una buona lettura indipendente dall’acquisto del libro. Il quale, tuttavia, può rappresentare un’ottima compagnia sotto l’ombrellone (e per me sicuramente lo sarà).

Il demonologo Jose’ Antonio Fortea, autore di “Summa Daemoniaca” afferma in una intervista rilasciata a Papanews.it che Harry Potter, preso a piccole dosi non fa male.
Secondo il demonologo è fuorviante l’idea che la lettura dei libri di Harry Potter induca al satanismo e allontani dalla fede, come affermato da padre Francesco Bamonte l’anno scorso; tutto sta nella moderazione.
Neanche l’inquisizione dice Jose’ Antonio Fortea proibì libri a contenuto cavalleresco, nel quale fossero presenti figure magiche. Naturalmente tutto deve essere fatto con misura, altrimenti i lettori più giovani potrebbero essere portati all’imitazione. L’intervista lascia sbalorditi. Prima di tutto perchè viene da una figura, il demonologo, che ci sembra perlomeno anacronistica e se vogliamo dai connotati più fantastici di Harry Potter stesso.
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