La crisi, si dice, è come la morte, non guarda in faccia a nessuno. E, nel caso di Mantova, dall’implacabile falce della Crisi, non si salva nemmeno l’appuntamento più importante dell’anno, un evento come il Festivaletteratura, che porta in città 100mila persone e che rappresenta, per l’intera comunità, l’occasione per diventare, anche se solo per 5 giorni, il centro del mondo culturale italiano.
Qualche giorno fa, infatti, è stato infatti ufficializzata dal Comune – nell’occasione travestito da implacabile giustiziera con tanto di falce e di cappuccio – la decisione di tagliare del 50% i fondi messi a disposizione ogni anno per l’organizzazione del Festivaletteratura, passando così dai consueti 120mila euro ai 60mila.
Fortunatamente il Festivaletteratura ha, tra le sue migliori carte, l’aver cercato in ogni modo, in tutti questi anni, di rimanere autonomo e slegato dalle istituzioni, probabilmente perché la lungimiranza degli organizzatori aveva già capito l’antifona da tempo, vale a dire che la Cultura, in un paese come l’Italia, non vale nulla.
Per fortuna, dunque, il Festivaletteratura continua vivere e, di fronte alla decisione comunale, non mostra segni di preoccupazione: «Il Festival ci sarà e lo dimensioneremo a seconda di ciò che avremo a disposizione», dice Luca Nicolini, uno dei creatori del Festival. E sapendo che sul budget dello scorso anno, che era di 1milione e 400mila euro, soltanto 235mila euro provenivano da istituzioni, non potrebbe essere altrimenti. Insomma, il Festival continua, «forse con qualche totem in meno e qualche tenda meno eclatante, ma puntuale come sempre».
Via | Gazzetta di Mantova
La motivazione ufficiale dell’Accademia Svedese nell’assegnare il Premio Nobel per la Letteratura alla scrittrice rumeno-tedesca Herta Muller è stata”la forza della poesia e la franchezza della prosa” con cui la scrittrice “descrive il panorama dei diseredati”, ma di questa forza e di questa franchezza i lettori italiani (e forse non solo) non sanno praticamente nulla.
Ma a dimostrare la più completa ignoranza di questa poetessa e scrittrice, almeno in Italia, non sono solo i lettori più sprovveduti, come me, ma sono persino i critici, quelli che dai giornali danno ordine, con i loro giudizi, al caos letterario che ci circonda. Ma anche loro, temo, questa Muller non l’hanno mai sentita nominare.
Valga l’esempio di uno per tutti: Antonio D’Orrico, il critico letterario più letto d’Italia, quello che scrive sulle pagine del Corsera e di Sette, per intenderci, il quale oggi, poco dopo la proclamazione della Muller ha affermato ad AffariItaliani: “E’ la conferma che non va dato più nessun valore a questo premio. La Müller è una perfetta sconosciuta, non è assolutamente un’autrice da Nobel”. Come se fosse la fama a decretare le nomination al premio più ambito del mondo.
E’ per questo, per iniziare a conoscerla, che vi propongo, con dedica particolare ad Antonio D’Orrico, un’intervista esclusiva, rilasciata dalla Muller a Mantova durante l’ultima edizione del Festival al sito La Compagnia del Libro. Sperando che la maggior parte dei lettori reagisca al meglio a questa inaspettata proclamazione: vale a dire cominciando a leggere questa scrittrice, piuttosto che screditando l’Accademia Svedese.
Via | La Compagnia del Libro

Il vincitore del Premio Nobel per la Letterature del 2009 è Herta Muller, scrittrice e poetessa, nata in Romania, ma di nazionalità tedesca. Ancora una volta la scelta dell’Accademia Svedese che assegna ogni anno il premio più importante del mondo in campo letterario, il Premio Nobel per la Letteratura, va ad una outsider.
Fino a poco fa ci si sarebbe aspettato un altro nome, uno che scalano le classifica di tutto il mondo come Philip Roth o David Grossman, qualcuno aveva parlato di una possibile vittoria di Bob Dylan, certo nessuno si aspettava una vincitrice sconosciuta ai più come la Muller, autrice tanto emarginata dal mercato editoriale delle majors che in Italia le sue opere sono pubblicate da una casa editrice relativamente piccola come la Keller.
Ma l’emarginazione da parte delle grandi casi editrici e del mercato non deve ingannare, perché quest’anno l’evento a lei dedicato da Festivaletteratura è stato preso letteralmente d’assalto, a dimostrazione che la Muller non è, come già qualcuno dice “una perfetta sconosciuta”.
Questo Nobel, in fondo, sembra un segnale che l’Accademia ha voluto dare al mondo della letteratura, un mondo talmente governato dai numeri e dalle vendite da perdere di vista la qualità. Una volta i nomi dei vincitori premiati a Stoccolma erano i nomi degli scrittori che più vendevano perché più facevano sognare i lettori: saremo noi ad avere cambiato i nostri gusti tendendo alla cultura main stream o è l’Accademia ad essere diventata più snob? Io propendo per la prima delle due ipotesi.

E’ proprio vero che a scorrere la lista degli autori che hanno animato la cinque giorni festivaliera di Mantova, si capita in nomi di assoluto primo piano sulla scena culturale nazionale e internazionale. Quest0′anno è il caso di due uomini in fondo non troppo diversi tra di loro: uno è Alain Touraine, uno dei più acuti sociologi francesi contemporanei (almeno dopo la scomparsa di Pierre Bourdieu), l’altro si chiama Avraham Burg, è un cittadino israeliano, per quattro anni, dal 1999 al 2003, è stato presidente della Knesset, il parlamento israeliano.
Entrambi hanno delle idee forti, entrambi le hanno scritte in libri di estremo interesse e profondità. Alain Touraine, nel suo Il pensiero altro, mette in discussione il pensiero interpretativo dominante, rimettendo al centro del discorso l’individuo e i suoi diritti, da quelli politici a quelli culturali, “per costruire un nuovo modo di pensare i fatti sociali e analizzare i comportamenti umani”.
Avraham Burg, invece, in Sconfiggere Hitler con estrema lucidità e profondità, cerca un via di fuga al sionismo, una nuova strada da battere per la politica, ma soprattutto per la popolazione israeliana che deve assolutamente riuscire a superare la fase post olocausto e riuscire a costruire delle nuove basi su cui fondare lo stato di Israele, basi che hanno i nomi di diritti umani, solidarietà, pace. Due libri che consiglio vivamente di leggere e, anche se non certo di facilissima lettura, permettono di ragionare, con nuovi strumenti e punti di vista, sulla situazione terribilmente critica a cui ci siamo ridotti di questi tempi.
Come ormai di certo sapete, tra poco più di un mese inizierà l’edizione 2009 dell’ormai ultradecennale Festivaletteratura di Mantova, e da oggi ( o meglio da ieri sera, quando è stato presentato in Piazza Alberti a Mantova) è disponibile anche sul sito internet del festival il programma ufficiale della manifestazione.
Dei nomi vi avevo già parlato a suo tempo, poco dopo la cerimonia di elencazione di Alessandro Della Casa, e già quella lettura, tra nenia e preghiera lunga diversi minuti, era il segnale dell’avvicinamento della manifestazione. E’ ora però, con l’ufficialità del programma che si inizia a respirare l’aria magica che da sempre caratterizza questa emozionante manifestazione.
E basta sfogliarlo velocemente sullo schermo del computer per iniziare a tratteggiare percorsi probabili tra un evento e l’altro, sentieri che si biforcano e si incontrano nei posti più belli di Mantova inseguendo i propri autori preferiti e la propria curiosità: da Nadine Gordimer a Donato Carrisi, da Valerio Evangelisti a Ignazio Marino, fino a Michele Mari, che ormai, se legegte i miei post, avete imparato conoscere, e Tiziano Scarpa, neo vincitore del premio Strega.
Via | Festivaletteratura

«Se il 10 settembre il Cern di Ginevra non avrà messo la parola fine all’universo come lo conosciamo, entro la fine del mese un romanzo stravolgerà le vostre esistenze italiane.»
Inizia così il comunicato con cui la redazione di Frenulo a Mano presenta Civitavecchia alla fine del mondo, primo romanzo di uno scrittore misterioso di nome Mattia Walker in uscita per l’editore Zandegù.
Civitavecchia alla fine del mondo sarà presentato in anteprima al Festivaletteratura di Mantova presso la libreria “Il Pensatoio” alle 22 del 6 settembre. Ma prima dell’anteprima irrompiamo noi di BooksBlog, che - avendo rubato copia del manoscritto grazie al nostro servizio di spionaggio - pubblichiamo qui di seguito l’incipit di Civitavecchia alla fine del mondo. Senza diritti né autorizzazione, ovviamente, ma con l’orgoglio di rendere onore alla libertà dell’Arte e della Cultura.
Foto | Flickr
Continua a leggere: Scoop! Anteprima di "Civitavecchia alla fine del mondo"