Personalmente aspetto con curiosità l’ennesimo libro di Marcela Serrano, Dieci donne. Non mi aspetto grosse variazioni rispetto al filone a cui l’autrice ci ha abituato (storie di donne, appunto, di passione e sofferenza, di scelte controcorrente) ma diciamo che per me i suoi romanzi sono ormai una piacevole consuetudine di lettura.
La storia del prossimo romanzo di Serrano, che uscirà sempre per i tipi Feltrinelli, è ambientata a Santiago, dove nove donne si ritrovano - in una sorta di Decameron post moderno al femminile - a raccontare ciascuna la propria storia, stimolate dalla terapista che hanno in comune.
Ognuna di loro racconta il motivo per cui ha deciso di entrare in analisi da Natasha - che non figura fra le voci narranti - e la “croce” che ha fatto ombra alla loro vita, l’ossessione che ha rischiato di mangiare la propria esistenza. Dall’angoscia per la vecchiaia al tormentato lesbismo, al modo in cui si vivono tradizionali ruoli assegnati - di figlia, madre, sposa. Arrivando così a dare l’impressione che tutte le donne - pur nelle differenze - abbiano in fondo sempre la stessa storia da raccontare.
Personalmente sono davvero curiosa di sapere come Banana Yoshimoto svilupperò il tema del “primo amore” in questo nuovo romanzo, High and dry. Primo amore, in uscita il 22 giugno prossimo per i tipi Feltrinelli. Sono curiosa vista la capacità della scrittrice di esplorare con delicatezza le più piccole inquietudini dell’animo umano, arrivando molto spesso ai confini con il mistero.
Secondo le anticipazioni, protagonista di questa storia è la ragazzina Yuko, che come tutti i personaggi dei romanzi della Yoshimoto ha un dono particolare (che a volte può trasformarsi in un grosso handicap) ovvero indovinare i pensieri e i desideri delle persone che la circondano.
Yukio scopre pian piano la vita grazie al suo maestro di disegno, che la introduce ai misteri nascosti dietro l’apparenza (non solo intesa come ipocrisia delle persone, ma anche come bellezza naturale) che ci circonda. Fino ad attraversare, grazie alla esperienza del maestro, il sottile confine che separa la nostra fantasia dalla realtà, alla scoperta di sentimenti più adulti nel proprio cuore.
B. Yoshimoto
High and dry. Primo amore
Feltrinelli
10 euro
Continua a rimanere in vetta dei libri più venduti della settimana, nella rilevazione della Nielsen, anche per questa settimana, il pamphlet di Hessel Indignatevi!, al terzo posto. Il ritorno nella classifica dei libri più letti dipende dall’annuncio del nuovo libro dell’autore tedesco naturalizzato francese, ex partigiano ultraottantenne (Impegnatevi!), che sarà in libreria a partire dal 19 maggio.
Per il resto, oltre all’immancabile Mazzantini, rimangono in classifica il papa con Gesù di Nazareth, Saviano e l’immancabile Camilleri, con tre new entry tutte italiane di rilievo: Mario Giordano con il suo dossier sulle pensioni d’oro dei nostri quadri dirigenti, Simonetta Agnello Hornby, best seller Feltrinelli, e infine Margherita Hack con il suo infinito raccontato a metà fra divulgazione scientifica e autobiografia.
Al primo posto dunque, c’è Mazzantini con Nessuno si salva da solo (Mondadori), storia della crisi sentimentale e bilancio della vita a due da parte di una coppia al giro di boa dei quarant’anni, Delia e Gaetano, con figlio a carico.
In questi giorni in cui, vicino Roma, è ancora in corso il Salone dell’Editoria dell’impegno (si trova a Grottaferrata) mi fa piacere segnalare alcuni titoli che affrontano personaggi e realtà di interesse sociale, usciti in questi giorni.
Paolo di Stefano, un bravissimo giornalista del Corriere della Sera, ha messo elmetto e divisa e si è calato, anche fisicamente, nei pozzi profondissimi della miniera belga di Marcinelle, dove a metà degli anni ‘50 morirono 262 persone, di cui 136 italiani. Dall’ascolto dei minatori sopravvissuti, figli, mogli, dei morti è nata la sua ricostruzione La catastrofa, Marcinelle 8 agosto 1956 (Sellerio editore Palermo), in cui il nostro si è “immerso” metaforicamente nel racconto di chi non ha mai dimenticato.
“(…) La grandezza del Progetto Sud, sta nel fatto che ha nel proprio dna i cromosomi sani per dare al paese una forma nuova, una visione differente da quella che ha avuto finora. Progetto Sud ha una nuova, diversa abilita’ nel dare speranza e futuro al paese”. Con queste parole invece Roberto Saviano firma l’introduzione a Qui ho conosciuto purgatorio, inferno e paradiso, un’intervista di Goffredo Fofi a Don Panizza (Feltrinelli).
Continua a leggere: Libri & sociale: dai sopravvissuti di Marcinelle a Capodarco e la monnezza
Sono passati quattro anni dalla morte di Ryszard Kapuscinski, avvenuta il 23 gennaio del 2007, e ancora continuano a uscire libri postumi. Ma a differenza dell’ultimo e deludente Nel turbine della storia, pubblicato nel 2009 da Feltrinelli – brutta operazione editoriale che smembrava e ricomponeva interviste concesse dal reporter polacco negli ultimi 50 anni, quest’ultimo Cristo con il fucile in spalla è un ottima chicca.
Scritto oltre trent’anni fa, nel 1975, ma tradotto solo ora in Italia dalla solita e brava Vera Verdiani, questo volume raccoglie alcuni dei più intensi e bei reportage che il grande reporter polacco scrisse, a cavallo tra gli anni Sessanta e i primi anni Settanta, parlando delle rivoluzioni in Africa, America Latina e Medio Oriente.
Come tutti i libri di questo grande maestro dell’arte del giornalismo, anche questo sarebbe da ascrivere alla lista – invero sempre più corta – dei libri che tutti i giornalisti e gli aspiranti tali dovrebbero leggere, per fare in modo che che l’arte del giornalismo non soccomba negli anni a venire, colpita a morte dall’arte, molto meno nobile della prima, di riscrivere comunicati stampa e di trasformare la professione del reporter in una scienza delle merendine.
Ryszard Kapuscinski
Cristo con il fucile in spalla
Feltrinelli
euro 15,00

E’ ufficiale, il 2 marzo prossimo la casa editrice Feltrinelli pubblicherà una versione arricchita e adattata dei monologhi che tanto pubblico hanno attirato durante le quattro settimane di vita del programma “Vieni via con me”, campione di ascolti e di plausi, scritto e condotto da Fabio Fazio e Roberto Saviano.
Dunque le voci di un possibile abbandono da parte di Saviano della casa editrice che lo ha consacrato con Gomorra, voci che circolavano nei giorni scorsi supportate dalla dura querelle a distanza tra lo scrittore e i vertici della casa editrice Mondadori, paiono in parte confermate da questa, per certi versi inaspettata, zampata della storica casa editrice milanese.
Per ora, in ogni caso, la notizia si ferma a questa pubblicazione. Non ci sono ancora state dichiarazioni in merito ad un passaggio “ufficiale” di Roberto Saviano a Feltrinelli, anche se certamente questo è un primo importante passo, che segnala quanto meno che probabilmente Mondadori non è più così interessata a pubblicare i suoi libri, anche perché le cifre del potenziale giro di affari che si può stimare per questa versione cartacea di Vieni via con me” (capace di record di ascolti quasi impensabili su Raitre) prevedono sicuramente una gran quantità di zeri.
Via | Corriere.it
Leggere un diario – sia esso cartaceo o virtuale come un blog – significa entrare nell’intimo di una persona e coglierne taluni aspetti. Se poi l’autore del diario è uno scrittore del calibro di José Saramago, allora anche degli “appunti” possono diventare un’esperienza di lettura arricchente e profonda.
L’ultimo Quaderno di José Saramago è la lettura ideale agli inizi di un nuovo anno, dal momento che aiuta a ri-leggere alcuni eventi del passato e, soprattutto, ad avere una forma mentis atta a cogliere le entusiasmanti sfumature della quotidianità. Ne L’ultimo Quaderno – edito da Feltrinelli – sono raccolti gli scritti che il Premio Nobel ha pubblicato sul suo blog da marzo a novembre 2009, tra due ricoveri (il primo in clinica a seguito di una polmonite e l’ultimo, quando poi è morto). Le riflessioni di Saramago vanno dal panico di pandemia per l’influenza suina alle riflessioni sul laicismo, dalla tragedia de L’Aquila alla “cosa Berlusconi”, dal razzismo in Francia a considerazioni sul “Corpo di Cristo”/“Corpo dell’Uomo”.
Ne L’ultimo Quaderno ci sono anche diverse riflessioni su scrittori e libri e letture. Tra queste, al 10 luglio 2009, troviamo Letture per l’estate che, al di là delle differenze stagionali, può essere un ottimo consiglio per come organizzare le letture nel corso del 2011 e degli anni a venire in genere.
Il concetto cabbalistico di “gilgul” (reincarnazione) è uno dei temi portanti del libro di Gad Lerner, Scintille. Una storia di anime vagabonde.
Il gilgul rappresenta un principio molto complesso e tuttavia affascinante e avvincente. La reincarnazione, infatti, non viene inquadrata come il semplice ritorno delle anime nei corpi viventi, ma presuppone a monte la misericordia divina che dà a tutti – buoni e cattivi – la possibilità di non perdersi nella distruzione della vita. Singolarmente gilgul ripropone lo schema sillabico di galgal che in ebraico significa ruota: il continuo divenire e al tempo stesso il continuo tornare della vita.
Cosa sono le scintille di cui ci parla Lerner? Sono le particelle che nel nostro essere provengono e vivificano tutti i nostri avi e si proiettano in tutti i nostri posteri. Nel libro, un racconto giornalistico in forma romanzata, Lerner ripercorre con curiosità e onestà la vita della sua famiglia passando attraverso il difficile rapporto con il padre – il “vero” Lerner come si definiva –, le sue complesse origini: nato a Beirut da famiglia ebraica e ora cittadino italiano e la tremenda esperienza esperienza della shoah che si è abbattuta non senza generare dolore sulla famiglia del giornalista.
Continua a leggere: Scintille. Una storia di anime vagabonde, di Gad Lerner
Il nuovo libro di Amos Oz (Feltrinelli, pp. 184, 16 euro) è una sorta di puzzle di personaggi. Sullo sfondo di una cittadina, Tel Ilan, si muovono i suoi abitanti, il sindaco, un’insegnante, un ragazzino, una bibliotecaria. Persone dall’apparenza comune, ma che in realtà nascondono segreti, finiscono per trovarsi in situazione strane o assurde che - e questo è uno dei tratti più caratteristici del libro - non trovano mai soluzione.
Sono storie che rimangono sospese, e che denunciano attese mancate, dilemmi dell’anima, frustrazioni. Come accade ad Arieh Zelnik, il personaggio del primo racconto, che un giorno si vede arrivare a casa uno strano personaggio che intende comprare la casa in cui vive, che in realtà appartiene alla madre, e dopo un po’ di tergiversamenti si ritrovano tutti e tre sdraiati nel letto dell’anziana donna, senza spiegazioni.
O come accade a un altro personaggio, che un giorno si vede recapitare un biglietto della moglie con su scritto: “Non ti preoccupare per me”, senza altre spiegazioni. Non sapremo mai perché la donna se ne è andata, ma ci rimarrà l’angoscia, l’attesa, le abitudini del protagonista infrante.
Continua a leggere: "Scene dalla vita di un villaggio" di Amos Oz
Ok. E’ andata così: dopo tutti i miei bei discorsi (condivisi da alcuni di voi) sull’editoria a pagamento, che non crea cultura etc…è successo. Ero in fila alla cassa alla Feltrinelli e ho visto un cartello che mi suonava come una presa in giro, e che diceva pressappoco: e se invece di leggere il prossimo libro fossi te a scriverlo?
Stiamo molto calmi, ho pensato. Sarà magari uno di questi concorsi letterari a tema sostenuti dall’editore Feltrinelli. Macchè era solo la pubblicità di Miolibro.it, che promette la possibilità di pubblicare (a spese proprie) un testo e poi poterlo vendere anche sul sito della Feltrinelli.
Sì, perchè è vero: in America sono tanti i libri che stanno avendo successo grazie al passaparola, autopubblicati dall’autore e poi best seller (vedi Il club delle ricette segrete). Però, dico: ma come si fa a sperare di riuscire a ’sfondare’ come scrittore/scrittrice? Si ha una ‘vetrina’ dove esporsi? Il mio libro sul sito lafeltrinelli.it può essere ‘trovato’ solo se già si conosce il titolo.
Continua a leggere: Libri autopubblicati: quali sono i più belli?