In Se una notte d’inverno un viaggiatore, uno dei romanzi di Italo Calvino più marchiati dagli influssi strutturalisti pubblicato nel 1979, il Lettore, protagonista del romanzo, dopo aver letto il primo capitolo si ritrova a proseguire la lettura su un altro binario, come se nel libro che stava leggendo fosse stata incollata una parte di un altro libro. A quel punto il Lettore si reca in libreria per reclamare una copia senza difetti e da lì comincia la sua folle avventura.
Ieri, mentre stavo per terminare il libro di Kurt Vonnegut, Mattatoio n.5, anche a me è successa una cosa simile: dopo pagina 133 del volume, edito dalla Feltrinelli nella collana Universale Economica, le avventure di Billy Pilgrim, sventurato viaggiatore nel tempo protagonista del romanzo visionario di Vonnegut, con mio grandissimo disappunto, ripartono da pagina 33.
Ora, in attesa di aver un briciolo di tempo per inviare il volume disgraziato alla casa editrice e aspettare l’arrivo, in questi casi solitamente molto rapido e puntuale, di un suo parente normale, sono costretto a macerare nella curiosità. E tanta è la voglia di continuare a seguire la trama sballonzolante nel tempo e nello spazio dell’assurda vita di Billy Pilgrim che, quasi quasi mi tengo questa copia per ricordo, e corro in biblioteca.
In ogni caso, anche senza averlo ancora finito, vi consiglio vivamente di leggerlo, ma state attenti: prima di acquistarlo controllate bene l’impaginazione!
Kurt Vonnegut
Mattatoio n.5 o La crociata dei bambini
Feltrinelli
euro 7
Anche la Marsilio editore di Venezia ha annunciato il suo candidato per il premio Strega 2010, si tratta dell’esordiente Giacomo Lopez, 40 anni, il cui primo tentativo romanzesco, dal titolo Non resterà la notte, è stato selezionato e proposto alla giuria del premio più importante d’Italia dallo scrittore Paolo Barbaro e dal regista Giuliano Montaldo.
Il libro è incentrato sulla figura di una donna incinta che d’improvviso, mentre si trova in un grande parco romano, perde la vista, ritrovandosi a brancolare disperata per tutta una notte nel buio più assoluto, in una sorta di cecità saramaghiana ribaltata e solitaria dove al bianco è sostituito il nero: insomma, un viaggio nel buio e dentro se stessi, un viaggio scandito dal linguaggio asciutto ed essenziale di Lopez.
Tra i candidati di quest’anno pare che ci siano poi anche altri titoli, da Sono comuni le cose degli amici di Matteo Nucci, edito da Ponte alle Grazie, a Un anno fa domani di Sebastiano Mondadori edito da Instar, fino ad Hanno ragione tutti di Paolo Sorrentino per i tipi Feltrinelli e Chi ha ucciso Sarah? di Andrej Longo per l’Adelphi. Chissà se sarà tra loro c’è il prossimo vincitore dello Strega, quello che finalmente riusicrà a rompere l’egemonia che la galassia Mondadori ha ormai impresso al premio negli ultimi tre anni.
Giacomo Lopez
Non resterà la notte
Marsilio
euro 15
Via | MarsilioBlog
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Ormai viviamo in un mondo che ha fatto della multimedialità la sua base, è forse per questo che nel mondo artistico è sempre più frequente il fenomeno del crossing over, vale a dire del passaggio degli artisti da un media all’altro. L’ultimo esempio di questo tipo riguarda il regista Paolo Sorrentino, autore tra gli altri de Le conseguenze dell’amore e de Il divo, che ora ha deciso di affrontare il pubblico dei lettori. Sarà infatti nelle librerie a partire dal 10 di marzo, edito da Feltrinelli, il suo primo romanzo dal titolo “Hanno tutti ragione”.
Sorrentino, dopo essere diventato forse il migliore dei giovani registi italiani contemporanei, prova così a proporsi anche nell’affollato mercato editoriale con un romanzo che ha per protagonista una tipologia di personaggio a lui già nota: si tratta di Tony Pagoda, un personaggio che chi ha visto L’uomo in più non potrà non associare al Tony Pisapia interpretato magistralmente da Servillo, “un cantante da night che riceve i complimenti anche da Frank Sinatra, dipendente cronico dalla cocaina e kamasutra vivente“.
Avendo amato moltissimo i film di Sorrentino sarò certamente costretto a leggermi il libro il prima possibile, sperando che sappia far ballare la penna come sa far ballare la macchina da presa.
Via | Campaniasuweb.it
Foto | Flickr, dal film “Il divo”
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Il 4 febbraio alle 21 al teatro Argentina c’è un appuntamento da non perdere: Stefano Benni incontra Daniel Pennac per discutere di scrittura e lettura. La protagonista sarà la parola e, in particolare, “il gusto dell’affabulazione, l’abilità del narrare, la capacità di tessere e stravolgere trame, ma anche la passione per la lettura.”
L’evento è organizzato per promuovere lo spettacolo in programma dal 5 al 7 febbraio Bartleby lo scrivano che vedrà in scena proprio lo scrittore francese. Il testo del monologo è ispirato al personaggio del racconto di Melville Bartleby lo scrivano: una storia di Wall Street. I due autori sono legati, oltre che da un’intesa letteraria, anche da un rapporto di amicizia. Fu proprio Benni a proporre all’editore Feltrinelli le opere di Pennac che ebbero poi un grande successo in Italia.
Dopo aver saputo della chiusura imminente del Libraccio di via Solferino, a Milano, ma soprattutto dopo aver appreso dai colleghi di 02blog della decisione della suddetta libreria di effettuare una giga-liquidazione a base di sconti tra il 30% e il 75%, mi ci sono subito recato, sperando di poter trovare, come spesso capita, una chicca nascosta tra gli scaffali del Libraccio.
Il primo dei libri che ho trovato e di cui vi propongo una breve rilettura è Il lavoro culturale di Luciano Bianciardi, un breve libretto di poco più di 100 pagine, scritto per la gran parte nel 1957, entro le quali Bianciardi, uno degli intellettuali più pungenti degli anni ‘60, prematuramente scomparso nel 1972, descrive il proprio percorso di formazione intellettuale nella sua città di origine, Grosseto, nel primo dopoguerra.
Dallo sbarco massiccio del cinema nella vita culturale cittadina, alla riorganizzazione della biblioteca, ai convegni, ai dibattiti, al cineclub: il mondo culturale del primo dopoguerra italiano, appassionato e in fermentazione, è dipinto da Bianciardi attraverso il suo solito sguardo disincantato e, al contempo, quasi divertito, emergendo in tutta la sua dimensione grottesca, ma contemporaneamente sincera, vera.
Continua a leggere: Diario di una liquidazione/1: Il lavoro culturale di Luciano Bianciardi
La via dell’inferno è lastricata di buone intenzioni, si sa. Ma anche di buoni propositi, aggiungerei io scorrendo la mia lista di ‘buoni propositi letterari del 2009′ che avevo condiviso con voi.
Che senso ha allora aggiungerne ulteriori per quest’anno? Sono ancora lontana dall’aver letto l’opera omnia di Shakespeare (tanto forte il senso di colpa che oggi appena sveglia ho cominciato il Re Lear, che ho solo visto a teatro) per diventare una provetta ‘citatrice’ del bardo in ogni tempo e circostanza.
Lo scaffale di Agatha Christie, che avrei voluto arricchire come ‘provvista per l’estate’ (da sempre per me la stagione ideale per i ‘gialli’) è ancora identico a un anno fa. Devo riconoscere però che ho arricchito la sezione reportage (l’acquisto di cui vado più fiera è ‘Tre tazze di tè’ di Gregory Mortenson, che devo ancora iniziare).

Luca Rinaldi su Giornalettismo lancia il sasso con un pezzo dal titolo Quel libro di De Luca che tanto somiglia ad un’altra storia e trova analogie tra Il peso della farfalla di Erri De Luca (Feltrinelli, 2009) e il romanzo La forza della natura di Luisa Mandrino (Cda & Vivalda, 2002). Ed è curioso, come afferma l’autore dell’articolo, come le cose, spesso involontariamente, si somiglino. Rinaldi nel suo articolo riporta dei passi che accostano i due libri. Il ragionamento, secondo me, è interessante per le domande che pone: non tanto plagio (del resto il libro della Mandrino è di 222 pagine e quello di De Luca ne conta 70) quanto una questione etica:
“Ispirazione senza menzione, per De Luca? Forse e nemmeno senza ringraziamento per chi, prima di lui, consegna nelle mani della gente ed imprime su carta lo stesso fulcro della storia, la stessa emozione […] Sorge un interrogativo: De Luca, per una questione esclusivamente etica, avrebbe fatto lo stesso prendendo l’episodio più emozionante di un libro di Umberto Eco ‘riciclandolo’ allo stesso modo, senza citare il nome del famoso scrittore?”
Non sappiamo se effettivamente De Luca conoscesse il testo della Mandrino; non sappiamo se La forza della natura gli sia servito da ispirazione; ma, sempre per dirla con Luca Rinaldi, in un’epoca comatosa del diritto d’autore, quale sarebbe, secondo voi, il miglior atteggiamento da tenere? Se, come dicono le Scritture – che De Luca conosce molto bene – “non c’è niente di nuovo sotto il sole”, si rischia sempre di dire qualcosa che altri hanno già detto. Qual è, allora, secondo voi, il discrimine fra originalità e ispirazione?
Foto | Luca Rinaldi (per la copertina del libro della Mandrino)
Scrittore complesso e spesso maltrattato dalla critica letteraria, Erri De Luca è in libreria, dopo il recente Penultime notizie circa Ieshu/Gesù (Edizioni Messaggero Padova), con il testo Il peso della farfalla (edito da Feltrinelli). Oltre al racconto principale che dà il titolo al libro, Erri De Luca inserisce un altro testo molto breve dal titolo Visita a un albero.
Il racconto Il peso della farfalla è una storia singolare di due sovrani accomunati dallo stesso titolo di diversa provenienza. Il re degli stambecchi, gigantesco padre di piccoli “principi” che corrono sulle creste montane e un re di sangue: il cacciatore. Un re che insegue un re. Un re che sfugge dal potere incontrastabile di una doppietta lucida che semina morte incurante delle stagioni e delle regole dinastiche del branco. Fra i due, una farfalla:
Andò a posarsi lì una farfalla bianca. La scacciò con una mossa lieve, per toglierla senza toccarla. Il suo volo spezzettato, ad angoli, era l’opposto della palla di piombo caricata nel buio della canna lucente, con la sua linea dritta al bersaglio grosso. Una farfalla sopra un fucile lo prende in giro. La sua mira è derisa dal volo spezzettato che dovunque cade, porta con sé il centro raggiunto. Dove si posa la farfalla, è il centro. L’uomo la scostò con una mossa lenta e un soffio di vita (pag. 30)
Continua a leggere: Il peso della farfalla, nuovo libro di Erri De Luca

LaFeltrinelli.it lancia un nuovo portale: YouEffe, che fa il verso sia a YouTube che alla Vodafone. Il lettore viene coinvolto attivamente e invitato a postare video di presentazioni avvenute nelle varie librerie Feltrinelli in giro per l’Italia:
YouEffe è il nuovo portale che ospiterà i video degli eventi realizzati da LaFeltrinelli. Alcuni eventi saranno ripresi direttamente da una “nostra troupe”, ma la maggioranza dei video arriverà direttamente dal pubblico, dalle telecamere e dai cellulari dei clienti di LaFeltrinelli. Da tutti coloro che hanno postato su YouTube migliaia di filmati realizzati nei nostri punti vendita.
La proposta è senza dubbio interessante, sia perché coinvolge i lettori e li rende partecipi delle varie iniziative sia perché è un’interessante apertura verso questo benedetto web 2.0 di cui tutti parlano. Inoltre ogni mese la redazione sceglierà tre video (tra i più originali, divertenti e innovativi) e ai vincitori andrà un buono sconto da 50 euro.
Iniziativa interessante per avvicinare sempre più lettori e libri e per promuovere le presentazioni che, siamo onesti, a volte sono una vera e propria tortura! Ci sorgono un paio di domande: sarà possibile inserire anche le presentazioni di piccoli editori e/o autori esordienti? E se arrivano tanti video di una stessa presentazione saranno tutti postati?
Continua a leggere: La Feltrinelli lancia YouEffe per i video dei lettori
Io l’ho già ordinato, e vi farò sapere quanto ne rimarrò soddisfatta. Per ora vi informo che quando ho letto che la rivista Sudest ha dedicato la monografia di settembre a Mariateresa Di Lascia non ho potuto resistere e appunto ho ordinato quel numero.
Si tratta di un’autrice, prematuramente scomparsa, che vi consiglio di leggere anche solo per il suo straordinario modo di scrivere e di guardare dentro l’indimenticabile personaggio di Chiara in ‘Passaggio in ombra’ (ed. Feltrinelli), il romanzo con cui vinse lo Strega nel ‘95 (lei è morta nel ‘94). Vicina ai Radicali, è stata moglie di Sergio d’Elia, attuale presidente della associazione da lei ideata (Nessuno tocchi Caino).
Leggo fra l’altro che il numero di Sudest ospita anche alcuni brani dell’ultimo romanzo incompiuto di lei, Le relazioni sentimentali. Intanto vi dò un assaggio di Passaggio in ombra, che contiene uno dei miei incipit preferiti: “la creatura sgraziata che mi viene incontro dallo specchio ombrato dell’ingresso, che separa la cucina dal bagno, e quello dalla stanza del divano, sono io”. Si tratta di Chiarache ha fermato la sua vita, e vive sola assediata dai suoi ricordi, mentre fuori il mondo scorre.
Mariateresa di Lascia
Passaggio in ombra
Feltrinelli
9 euro
Via | Teleradioerre
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