Se fossi Dio…, di Meg Rosoff, apprezzata e pluripremiata autrice per ragazzi e adolescenti, americana trapiantata in Inghilterra, è un libro assai particolare. Ritenuto estremamente brillante da critici, recensori e lettori, qualche accusa dalle parti della blasfemia ha dovuto, però, affrontarla. Una scuola di Bath, forse un po’ troppo ligia all’etica cristiana, ha ritenuto, infatti, che diffondere l’idea di un Dio giovane e incasinato potesse non corrispondere all’immagine che i testi religiosi danno di Dio e ha ritirato l’invito a un incontro a cui la Rosoff avrebbe dovuto partecipare. L’allibita scrittrice, che tutto avrebbe pensato fuorchè di non essere adatta a un incontro sulla letteratura per ragazzi, data la sua sensibilità - e i molti premi specialistici vinti - proprio per i temi giovanili, ne ha dovuto, però, prendere atto… e se n’è rimasta a casa. («I’ve been called blasphemous […] It’s disappointing that some schools feel that the subject of my book is unsuitable for their pupils as I consider it part of my job as a writer to explore sensitive issues, and to let my adolescent readers find hope, humour and redemption in a world full of danger and loss») (*)
D’altronde la trama è davvero singolare. A voi decidere se si tratta di blasfemia o di un modo sfacciato, ma sicuramente originale e brillante e da prendere in modo ironico, per tentare di dare un senso allo stato di caos in cui versa il mondo. Cosa ci sarebbe di più logico se a crearlo e a “gestirlo” ci fosse un adolescente - di nome Bob - con le caratteristiche tipiche di un… adolescente?
«In the beginning there was Bob / And Bob created the heavens and the earth / and the beasts of the field / and the creatures of the sea / and twenty-five million other species / including lots and lots of gorgeous girls / And all of this, he created in just six days / Six days! / Congratulations, Bob! / No wonder Earth is such a mess ». (Scommetto che una Genesi così non l’avevate mai letta! Qui quella vera).
La via dei Re, di Brandon Sanderson, è il primo volume della nuova serie di fantasy epico The Stormlight Archive/Le cronache della Folgoluce.
Dopo la fine della bella e originale serie Mistborn e il quasi completamento postumo di una pietra miliare del fantasy come La Ruota del Tempo, del compianto Robert Jordan (manca solo il quattordicesimo volume, Memory of Light, previsto per il 2012), il brillante autore del fantastico, nato in Nebraska e trapiantato in Utah, dà avvio a una nuova serie che, a detta dei lettori americani, pare essere pressoché spettacolare.
Il primo volume, La via dei Re, riccamente illustrato e vincitore del David Gemmell Legends Award, ci porta a Roshar. Roshar è una terra in cui la furia degli elementi è feroce. Tempeste e venti sono talmente violenti che gli uomini corrono rischi mortali se sono colti alla sprovvista. Nel corso delle ere gli agenti atmosferici hanno pesantemente modellato la geologia di questi luoghi e con essa anche la flora, la fauna, la geografia politica e le società che sono andate via via svilupppandosi.
Picabo Swayne. Le storie della camera oscura, di Alessandro Gatti e Manuela Salvi, attivi nella letteratura per ragazzi, è un romanzo distopico YA tutto italiano e, pare, particolarmente intenso.
Siamo in un futuro prossimo venturo. Il mondo è profondamente cambiato. E’ in piena crisi energetica, e la possibilità di usare l’elettricità è circoscritta a casi specifici e limitati. Il mare non esiste più, è stato “sostituito” da rifiuti e sostanze tossiche di varia natura. Le persone che vivono in questo mondo sono identificate da un numero seriale, attraverso il quale il Governo - che non concede alcuna libertà di scelta - controlla ogni aspetto della loro vita. A sedici anni, ad esempio, le ragazze devono sposarsi e fare figli.
In questo mondo triste e grigio - archetipo di mondi distopici più “classici” rispetto alle attuali e più o meno “morbide” versioni adolescenziali, quali Matched, Delirium, Beauty, Hunger Games (e parliamo di 1984 di Orwell, ad esempio, o Fahrenheit 451 di Bradbury - anche in Picabo Swayne i libri, così come i computer e altri supporti o sistemi di informazione/conoscenza o in grado di mantenere vivi i ricordi vengono soppressi) - seguiremo le avventure della quasi sedicenne Picabo Swayne, abitante di Coldbay.
Crepuscolo cremisi, di Jeaniene Frost, è il primo volume della serie spin-off, più precisamente una side series, Night Huntress World, focalizzata sugli interessanti personaggi secondari dell’amata serie madre, Night Huntress aka Cat & Bones. I nuovi libri saranno più orientati verso il paranormal romance che non sull’urban fantasy.
Il primo, Crepscolo Cremisi, idealmente da leggere dopo il quarto volume, L’odore della notte, della serie principale, riguarderà il vampiro Spade, il miglior amico del nostro Bones, anche lui trasformato da Ian ai tempi del “soggiorno” penale in Australia, quando, nell’800, l’isola, pur parte del glorioso Impero Britannico, ne costituiva la prigione a cielo aperto. Spade, ormai parte integrante dell’allegro gruppetto di potentisimi vampiri - composto, tra gli altri, dall’antico egizio Mencheres, “nonno vampirico” di Bones, da Vlad Tepesh, il vero Dracula, ma anche dal nuovo utilissimo acquisto, il fantasma Fabien, tutti amici e validi alleati della Mietitrice Rossa - lo vedrà protagonsita di una storia tutta sua. Sua e di Denise, la migliore amica umana di Cat.
Spade viene chiamato in socccorso da Denise, vedova da un anno che, dopo una serie di lutti familiari, si trova invischiata in una situazione… demoniaca, per colpa di un antenato che, dopo aver venduto l’anima al demone, è sparito, lasciando la creatura infernale furiosa e decisa a servirsi di Denise per ritrovare il fuggiasco, pena la morte sua e della sua famiglia.
Il fascino della notte, di Kim Harrison, è il quarto volume della serie urban fantasy su Rachel Morgan, The Hollows, e il seguito de Le creature della notte.
La serie è ambientata a Cincinnati, Ohio, in un mondo che, qualche decennio prima, ha visto gran parte della popolazione umana morire a causa di una pandemia scatenata da esperimenti genetici sui pomodori. Quella circostanza fu anche la causa della c.d. Svolta, l’uscita allo scoperto delle immuni creature soprannaturali (vampiri, licantropi, streghe, folletti, demoni, fate…). In questo mondo - comunque modernissimo - la scienza è stata messa al bando e il suo posto è stato preso dalla magia. Rachel Morgan è una strega ed ex agente della IS, l’Inderland Securities, la polizia soprannaturale gestita direttamente da creature non umane (mentre la FIB è la polizia umana che si occupa del soprannaturale). Dopo aver dato le difficoltose dimissioni, Rachel, insieme alla vampira vivente Ivy e al folletto e padre di famiglia (54 figli) Jenks, ha aperto un’agenzia investigativa e di sicurezza privata. Vive in una chiesa sconsacrata, assieme ai soci (anche se nell’ultimo volume c’è stata una temporanea defezione), sta con un vampiro, Kisten, subentrato dopo l’abbandono del fidanzato umano, Nick, ha rapporti lavorativi con il potente Trent Kalamack, il bad guy della situazione, di cui andiamo scoprendo sempre più aspetti (a parer mio, il personaggio più intrigante della serie), si è da poco fatta amica del famiglio di un demone, l’elfa Ceri, liberata da 1000 anni di oscura schiavitù nell’Altromondo, è appena riuscita a scampare lei stessa al destino di famiglio di Algaliarept ed è anche diventata socia e membro del branco (da due elmenti) del lupo mannaro e liquidatore assicurativo David.
Cosa succederà ora, ne Il fascino della notte, alla nostra strega di terra (che sta imparando anche la magia dei flussi eterici) e al suo vizio di cacciarsi in guai sempre più grossi di lei?
Continua a leggere: Il fascino della notte, di Kim Harrison. Quarto libro per Rachel Morgan
I Canti di Hyperion, di Dan Simmons, spettacolare saga di fantascienza, inaccettabilmente assente dagli scaffali italiani ormai da qualche anno, è stata acquisita da Fanucci e rivedrà finalmente la luce il 3 novembre. I quattro volumi della serie - vincitrice o finalista di molti premi, tra cui l’Hugo, il Nebula, il Locus, il BSFA - usciranno in una nuova edizione economica contemporaneamente.
Splendido, potente, epico esempio di space opera (e certamente non solo) il ciclo narra storie che si ambientano, inizialmente, nel 28° secolo, in un universo in cui gli esseri umani si sono diffusi in tutta la Galassia, prima attraverso navi e poi attraverso la creazione di un “servizio pubblico” di teletrasporto, una Rete gestita dalle Intelligenze Artificiali, in grado di collegare tutti i pianeti - con sviluppo sociale, politico, economico e religioso diversi - di una federazione chiamata Egemonia (dell’Uomo). Fa eccezione la Terra, distrutta dal Grande Errore (un esperimento su un buco nero finito male).
Il volume - modellato sui Canterbury Tales di Chaucer e sul Decameron di Boccaccio - che ci introduce in questo mondo è Hyperion. Hyperion è un pianeta dell’Egemonia (oltre che il titolo di un poema incompleto di Keats, il grande poeta romantico inglese che, in forma di cibrido, mente artificiale in corpo umano clonato, sarà uno degli ingranaggi di quel grande meccanismo religioso, filosofico, poetico, socio-politico e quant’altro rappresentato dal ciclo di Dan Simmons). Su Hyperion, uno dei nove pianeti dotati di un immenso labirinto sotterraneo di funzione ignota, si trovano le misteriose Tombe del Tempo, giganteschi e incomprensibili monumenti che si spostano nel tempo, in procinto di aprirsi. Le Tombe del Tempo sono “presidiate” dallo Shrike, il Signore della Sofferenza, inquietante creatura metallica, organica e semidivina ricoperta di aculei e lame in grado anch’egli viaggiare nel tempo e in adorazione del quale, nell’Egemonia, è nata una Chiesa. Se gruppi formati da un numero primo di pellegrini riescono ad arrivare allo Shrike e a fargli la propria domanda, uno di loro riceverà risposta. Gli altri moriranno. Nel primo volume seguiremo proprio 7 pellegrini che, prima di arrivare alle Tombe del Tempo, racconteranno le loro sorprendenti storie. Sarà partendo da queste, narrate alla vigilia di un attacco nemico, che l’articolato ciclo si svilupperà, in un crescendo di intrecci e complesse situazioni in divenire che, nel corso delle pagine, cambierà radicalmente la situazione di partenza.
Tempest, di Julie Cross, è il romanzo d’esordio dell’autrice e il primo volume di una pianificata trilogia YA che unisce viaggi nel tempo, avventura, azione e romance, che si sta rapidamente diffondendo nel mondo, dall’Europa all’America Latina all’Estremo Oriente, prima ancora della sua uscita negli Usa (gennaio 2012). I diritti cinematografici sono stati acquisiti dall’ormai nota Summit Entertainment che, prossimamente, ne trarrà un film.
Sono rimasta davvero molto colpita dai commenti fatti sul web dai lettori americani che hanno ricevuto il libro in anteprima. Sono quasi tutti estremamente favorevoli, spesso addirittura entusiastici. Pare che Tempest abbia tenuto incollate alla sedia, fatto piangere, ridere ed emozionare non poche persone. La storia che va a raccontare, d’altronde, pare davvero intrigante.
Siamo nel 2009. Jackson Meyer è un diciannovene che vive a Manhattan nel lussuoso quartiere dell’Upper East Side (quello di Gossip Girl, per intenderci). E’ ricco, è un bravo ragazzo, ha un amico, Adam, che è un geek & genius, e una fidanzata di Brooklyn adorabile, Holly. Jackson, oltre a molte belle caratteristiche (e un triste passato: la sorella Courtney morì qualche anno prima), ha anche l’abilità di spostarsi indietro nel tempo. Solitamente non più di qualche minuto o, al massimo, di un paio di giorni, senza creare apparenti paradossi temporali o cambiamenti nel presente. L’unico a conoscere questa capacità, scoperta di recente, è Adam, che sta cercando di monitorare i salti per capire meglio il fenomeno. Un giorno, però, due persone fanno la loro comparsa e sparano a Holly. Impaurito, Jackson fa inavvertitamente un salto indietro di 2 anni, fino al 2007. Rimanendovi bloccato.
Continua a leggere: Tempest, di Julie Cross. Viaggi nel tempo, cospirazioni e... amore
La maledizione delle tenebre, di Karen Chance, è il quarto libro della fantasiosa serie urban fantasy su Cassandra Palmer, veggente e viaggiatrice del tempo, e il seguito de L’abbraccio delle tenebre.
Dopo gli inaspettati e singolari risvolti del buon volume precedente (sicuramente il migliore sin qui, anche se sempre un po’ confusionario), ci troviamo con una situazione relativamente chiara delle forze in gioco, delle loro motivazioni e di molte caratteristiche dei vari personaggi. A carico dei quali le scoperte relative a Pritikin sono senz’altro quelle più sorprendenti.
Anche il “motore” delle Pitie si è rivelato piuttosto interessante… Quel “motore” (attenzione, seguono limitati spoiler per chi non è in pari con la serie), cioè il Dio Apollo che, a quanto pare, un dio non è, il cui legame Cassie ha rifiutato, creandosi un nuovo, potente nemico. Nemico che si va ad aggiungere alla lunga lista nella quale ora troviamo anche il pericoloso demone Rosier (contanto padre di cotanto figlio). Di essa, inoltre, farà sicuramente parte anche il Re fatato oscuro, dato il trattamento del promesso Codex Merlini da parte di Cassandra. Le uniche notizie buone sono che il geis pare finalmente annullato, che il Senato vampirico, per ora, è una forza alleata, che due uomini decisamente notevoli stanno per dar vita a un triangolo amoroso davvero molto interessante e che il Cerchio d’Argento, vista l’inaspettata comunione di intenti, potrebbe rivedere le proprie ostili posizioni (oppure no). Ma entriamo nel merito de La maledizone delle tenebre.
Il ciclo di Belgariad. Vol. 1, di David Eddings, e I rinnegati della foresta, di Robin Hobb, sono due libri fantasy Fanucci di recente uscita o in arrivo. Il primo riprende in mano una saga i cui volumi successivi non erano più in commercio da qualche tempo, il secondo conclude una trilogia.
Il ciclo di Belgariad. Vol. 1, di David Eddings, è l’edizione economica dei primi due volumi, Il segno della profezia e La regina della stregoneria, della saga che rese famoso l’autore americano, considerato uno dei più grandi scrittori di fantasy “classico”.
Il ciclo - collegato alla pentalogia seguente, la Saga dei Mallorean, di analogo successo, a due romanzi prequel, Belgarath il mago, Polgara la maga e a Il codice rivano, raccolta di tutto il materiale usato per la predisposizione delle due saghe - racconta il viaggio del giovane contadino orfano Garion alla ricerca del Globo di Aldur, un gioiello di origine divina, fondamentale per contrastare l’avanzata del male. Durante il viaggio, in cui sarà accompagnato da Polgara e Belgarath, personaggi particolari, inizialmente sotto mentite spoglie, Garion incontrerà molte persone, conoscerà terre lontane e un mondo - ben strutturato - ricco di magia, poteri soprannaturali, guerrieri, maghi, dei e re, scoprendo, infine, la propria identità e il proprio profetico destino.
Io mi chiamo Yorsh, di Silvana De Mari, Ossidea. La città del cielo, di Tim Bruno e Il ragazzo dei mondi infiniti, di Neil Gaiman e Michael Reaves sono tre libri fantasy per ragazzi, in arrivo o di recente uscita.
Io mi chiamo Yorsh, di Silvana Da Mari, in libreria dal 3 novembre, è l’atteso prequel de L’ultimo elfo, il primo, fiabesco volume - ambientato in un mondo medievaleggiante - di una pluripremiata serie fantasy italiana, apprezzata e venduta in tutto il mondo (L’ultimo elfo, è stato definito dal New York Times «una storia potente […] un gioiello di incalcolabile valore»).
Ne L’ultimo Elfo si erano seguite le toccanti vicende di Yorsh, elfo bambino, smarrito e solo che, accolto e cresciuto illegalmente da due umani misericordiosi (in un mondo in cui gli umani temono e uccidono gli elfi), era diventato amico dell’ultimo drago e aveva, da grande, salvato una ragazza (la figlia della coppia che l’aveva allevato), consentendo, così, l’avverarsi di una fondamentale e antica profezia destinata a salvare proprio il genere umano. In Io mi chiamo Yorsh, il romanzo in uscita, conosceremo i fatti che precedettero quelli narrati ne L’ultimo Elfo, cioè l’incontro dei genitori di Yorsh e la sua nascita, durante la deportazione e il genocidio degli elfi. E lo faremo non solamente attraverso la struggente voce dei genitori, ma anche di chi quel genocidio lo stava compiendo…