Alle sett’albe di Fabio Centamore è una raccolta di racconti ambientati in un non precisato futuro e in luoghi vari che non sono questa terra. Ma non solo. Alle sett’albe si può anche leggere come un unico romanzo che ha diversi punti di vista sulla nostra terra e, soprattutto, sulla nostra dimensione di essere umani. Il titolo può essere ben compreso alla luce dell’ultimo racconto che così inizia:
– Mi aiuti Dottore, sono l’uomo più disperato del mondo.
Raniero Frediani, medico condotto da ormai sedici anni, si trasformò in una statua di sale per lo stupore. Era ormai sua consolidata abitudine alzarsi prestissimo, “alle sett’albe” dicevano i suoi vecchi zii. Gli piaceva proprio venire ad aprire lo studio di prima mattina
Quindi, se si vuole, una traduzione pratica del detto popolare Il mattino ha l’oro in bocca. Ma, scavando più a fondo, l’ultimo racconto può essere anche una chiave di lettura per tutti gli altri sette racconti che, in un certo qual senso, raccontano di sette albe, di sette inizi, di sette situazioni diverse per guardare gli altri e se stessi da punti di vista sempre nuovi e diversi, perché, come leggiamo in quarta di copertina “tutto cambia, tutto si trasforma e nulla rimane uguale a se stesso. Troppe forme di vita, troppe incognite. Come non impazzire davanti ad una simile vastità”.
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Un blogger ricorda James Graham Ballard. Considerato uno dei padri del cyberpunk, è stato il cantore del vuoto della contemporaneità attraverso i suoi romanzi fantascientifici e surrealisti. Con lui il mondo della letteratura e della cultura lo scorso 19 aprile ha perso un grande autore di sci-fi, ma anche di romanzi introspettivi. Tanto che Ballard non si riteneva più un autore di fantascienza, considerandolo un genere finito con lo sbarco dell’uomo sulla Luna.
Oggi veniamo a sapere da Marco Mattioli che è disponibile “Facebook2013“, un racconto di sci-fi (abbreviazione di science-fiction) sull’evoluzione dei social networks, scritto per rendere un piccolo omaggio al grande Ballard. Nove capitoli che partono dallo stato virtuale, passano per il social dating e una network reputation che arriva all’epilogo. Toccando prima il divorzio e la rimozione, il racconto inzia così:
Ricordo chiaramente lo sciopero globale del 2009, il primo referendum per ottenere i diritti sulla privacy, le prime conquiste sociali (molto poche a dire il vero, rispetto alle aspettative in corso). Eravamo ancora in quello splendido periodo di gioco, dove Facebook era considerato un comune social network su scala mondiale in grado di ricongiungerci con amici e compagni di scuola persi di vista, fare un po’ di conoscenze nuove, cazzeggiare insomma. Ero iscritto a FB da qualche anno, più che altro lo utilizzavo per condividere vecchi video anni ’80, leggere i buongiorno, tenere vive parvenze di contatti. Oggi che sono stato rimosso, mi sembra quasi impossibile la facilità con la quale tutto sia potuto accadere, e così in fretta.
Foto | Flickr.com
Questa volta parliamo di una casa editrice senza occuparci del suo profilo editoriale o delle sue pubblicazione, ma solo per segnalare un suo gesto di solidarietà, che avviene in occasione del terribile terremoto che ha colpito nei giorni scorsi l’Abruzzo.
Si tratta di Delos Books, che ha annunciato che tutto il ricavato delle vendite online dei suoi libri, da oggi fino al 14 aprile, sarà devoluto alla Croce rossa italiana, che ha istituito un conto corrente di solidarietà per gli sfollati della regione colpita.
Guardate il catalogo, e se qualcosa vi interessa, effettuate l’acquisto in quei giorni. Io personalmente vi consiglio ‘Guida agli editori che ti pubblicano’, un manuale utile se avete manoscritti o progetti editoriali nel cassetto.
Leonardo Pappalardo
Guida agli editori che ti pubblicano
Delos Books
15.50 euro

Gli effetti della diffusione sempre più massiccia delle tecnologie digitale nell’editoria iniziano ad essere veramente interessanti e potenzialmente rivoluzionari. Dopo i lettori di e-book e le biblioteche digitali, questa volta la “rivoluzione” riguarda il processo di ditribuzione e di marketing del libro.
L’americana Random House, infatti, una delle più grandi multinazionali editoriali, che pubblica autori come John Grisham, Danielle Steele e Michael Crichton, ha recentemente annunciato il rilascio, completamente gratuito e a scopo soprattutto pubblicitario, di alcuni titoli del suo catalogo in formato elettronico.
Per ora, visti i primi cinque titoli annunciati, si tratta per lo più di saghe fantasy o fantascientifiche, trilogie o tetralogie di cui la Random House mette a disposizione il primo episodio, in modo da incuriosire ed avvicinare il maggior numero possibile di lettori e catturarli con l’intreccio, in qualche modo fidelizzarli. Un’operazione di marketing nient’affatto stupida, ma che trova la sua forza nella serialità delle pubblicazioni e sembra dunque applicabile soltanto ai generi che questa serialità sfruttano a pieni mani, come il fantasy, la fantascienza o il poliziesco al massimo. Se sarà possibile esportare questa interessante tecnica ad altri generi lo scopriremo presto…
Via | Fantascienza.com
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Ecco un interessante punto di vista di un autore su come l’editoria digitale deve modificare il modo in cui autori ed editori riscuotono il loro dovuto compenso, senza catastrofismi.
Secondo Cory Doctorow, la teoria con cui si deve guardare al web è questo: non pretendere soldi da tutti, ma solo da chi apprezza finalmente il libro. E’ la strategia del “dente di leone”: spargere i semi (il passaparola sulla qualità del libro) servendosi anche della Rete, permettendo cioè di scaricare gratis il libro, e poi aspettare che, grazie al passaparola virale, arrivino i lettori “veri”, quelli cioè che ordineranno l’edizione cartacea, magari potendo scegliere fra edizione economica e non.
Una delle cose più interessanti dell’intervista è il fatto che Doctorow non invochi il rapporto diretto autore-lettore nella diffusione e distribuzione del libro ma rivaluta la necessità dell’editore, perchè, come traduce l’articolista, “Quando il lettore diventa cliente diretto ha il diritto di trattare lo scrittore come se fosse un editore e di esigere da quello che compra quello che più desidera”.
Via | Fantascienza.com
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Esce il 5 agosto per Harper Collins, l’ultimo romanzo di Sir Arthur Charles Clarke, “The last theorem”. Il libro è stato concluso dall’amico, Frederik Pohl, conosciuto scrittore americano di fantascienza, che aveva già partecipato alla stesura della prima parte del romanzo, quando a causa della malattia che lo aveva colpito, Clarke non poteva più scrivere in autonomia.
Arthur Clarke, che è morto all’età di 91 anni lo scorso 19 marzo, è stato un prolifico autore di fantascienza “hard” o “classica”, data l’attenzione alla verosimiglianza scientifica dei suoi romanzi.
Il suo nome è noto per il romanzo “2001: Odissea nello spazio” ispirato ad un suo racconto del 1948, “The Sentinel” e cresciuto di pari passo con la sceneggiatura dell’omonimo film diretto dal regista Stanley Kubrick.
Gli appassionati potranno ora godere dell’ultimo contributo di uno dei maggiori rappresentanti del genere. Non si sa se in Italia qualcuno abbia acquistato i diritti per il libro. Pare che Harper Collins abbia sborsato circa 100.000 dollari per assicurarseli. Tanto per un’opera postuma di fantascienza. Più che giustificati data l’importanza e il passato dell’autore. Qui un estratto del romanzo dal Telegraph.
Fonte | Il Disinformatico
Due giorni fa abbiamo salutato su queste pagine uno dei più grandi autori di fantascienza scomparso all’età di 90 anni, Arthur C. Clarke.
Apprezzato dai lettori di scrittura fantascientifica, ma anche molto ammirato per le sue teorie scientifiche, è noto al grande pubblico soprattutto per aver ispirato l’opera cinematografica di Kubrick 2001: Odissea nello spazio con il suo racconto The Sentinel, del 1951, a cui fece seguito il romanzo (omonimo del film) del 1968.
Oggi vi segnaliamo un sito su cui potete ascoltare l’audio-file del racconto completo in lingua inglese, cliccando qui.
“Si potrebbe provare a vedere se veramente la saga di Harry Potter manca di elementi tratti dall’ampio bagaglio della fantascienza. E si rimarrebbe sorpresi…”. Parte da questo presupposto un interessante articolo contenuto all’interno del numero 104 di Delos Science Fiction.
In realtà la tesi è risaputa, ed è stata già dibattuta durante le polemiche scatenate nel 2001 dall’attribuzione del più prestigioso riconoscimento della fantascienza, il Premio Hugo, al quarto romanzo della saga di J.K. Rowling, “Harry Potter e il Calice di Fuoco”. E’ interessante però, per un lettore, andare a scoprire nel dettaglio quali siano le invenzioni della letteratura e del cinema fantascientifico all’interno della saga del maghetto.
Lasciandovi alla lettura dell’articolo, segnalo solo come l’autore cerchi di ricondurle ad idee accennate in Star Trek (la “smaterializzazione”) o Isaac Asimov (la “metropolvere”) finendo con Orson Welles (il primo a immaginare, scrive l’articolista, un “uomo invisibile” nell’omonimo racconto). Ma vengono citati anche Robert Louis Stevenson, Kafka e “Dune”. E le Giratempo? Quelle sembra che siano in assoluto “made in Rowling”. Interessante anche il saggio su Harry Potter al cinema.