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Il falso intervistatore di Philip Roth, infine, ha svelato i suoi misteri. Vi ricordate cos’era successo? Riassiumiamo per chi si era perso questa notizia. A febbraio Paola Zannuttini, intervistando lo scrittore americano per il Venerdì di Repubblica, gli aveva chiesto di motivare la delusione che aveva espresso, in un’intervista su Libero, sull’operato di Obama (ve ne abbiamo parlato qui).
Philip Roth sbiancò di colpo. Si fece dare il nome del suo presunto intervistatore, Tommaso Debenedetti, e controllò col suo agente: non aveva mai incontrato quel tizio. E’ scattata la bagarre e, infine, la rivelazione: “Volevo lavorare come giornalista culturale, però non trovavo spazio”.
E’ per questo che ha incominciato a inventarsi di sana pianta le interviste (e lo spazio, a questo punto, lo ha trovato). Ma ecco altre dichiarazioni: “L’informazione in Italia è basata sulla falsificazione. Io mi sono semplicemente prestato a questo gioco per poter lavorare”.
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