E’ un mondo fatto d’erba, di calzoncini macchiati di fango o di verde, di righe tracciate con la polvere bianca, di olio per massaggi, di calzini bagnati, di ferite e infortuni…Questa è la serie B…Sono passati trentatre anni, giorno più giorno meno. E anche per me, oggi, è arrivata una croce.
E’ un invisibile, Silvano detto ‘Silver’, protagonista del nuovo romanzo di Faletti, Tre atti e due tempi. Da trentatre anni, “senza rompere mai” come aveva promesso al suo capo - l’unico a parte sua moglie Elena, che gli aveva dato fiducia dopo il carcere – è magazziniere di una squadra di calcio di serie B.
Silvano detto Silver, con la sua vita abitudinaria, colorita ogni tanto – dopo la morte di Elena – dal gran cuore della coetanea cameriera Rosa, è abituato a vedere dietro le quinte le squadre giocare in serie B.
Continua a leggere: Tre atti e due tempi, di Giorgio Faletti

Tutti conoscono scrittori come Camilleri, Faletti, Giordano, Terzani e Moccia. Ma se invece di Andrea Camilleri parlassimo di Salvatore Camilleri? E se Faletti non fosse Giorgio, ma la meno nota Loredana?
Booksblog lancia una inedita TOP 5 di libri firmati da omonimi di scrittori italiani famosi.
5. TERZANI: Controllo di gestione nelle imprese di alta moda. Lungi dall’essere l’ennesimo postumo del giornalista fiorentino Tiziano Terzani, questo saggio edito da Franco Angeli è firmato dall’omonimo Simone Terzani. Il titolo parla chiaro: è un saggio sul controllo di gestione delle imprese di alta moda. Che altro?
Lo scrittore di “Io uccido” & company ci regala quest’anno una rosa di racconti dal titolo (molto falettiano) “Pochi inutili nascondigli”, pubblicato sempre da Baldini Castoldi Dalai.
Leggo su Wuz una entusiastica recensione di questa nuova pubblicazione, che mi ha veramente messo l’acquolina in bocca.
Leggo dell’assassinio di un “cattivo” da parte di “qualcuno che non può essere punito”, di attese cariche di suspence, di brividi horror ambientati sull’isola di Ischia, di un inquietante set dove si svolge l’orrore fuori di ogni finzione e di come l’indifferenza dei genitori nei nostri confronti possa produrre disastri cruenti. Non mi resta che “leggere, per credere”.