
Attenzione ultima chiamata! C’è tempo fino a domani per partecipare all’esperimento proposto dalla casa editrice Transeuropa per dare il benvenuto al libro della scrittrice americana Sarah Shun-lien Bynum. E’ sufficiente scaricare e leggere l’inizio del suo romanzo, “Madeleine dorme” , fino al punto in cui la protagonista si addormenta, per poi immaginare il suo sogno (in un massimo di 2000 battute) e inviarlo entro il 20 novembre a: madeleinesogna@transeuropaedizioni.it
I dieci scritti selezionati dalla redazione, saranno pubblicati on-line e l’autore del prescelto sarà invitato ad una cena con l’autrice Sarah Shun-lien Bynum che si terrà in occasione della presentazione del romanzo a Roma, durante la manifestazione romana Più Libri Più Liberi 2011. Un’esordiente, ma tutt’altro che sconosciuta (tanto da meritarsi un posto nella classifica dei 20 migliori scrittori under 40 del New Yorker) rappresenta infatti la “prima pietra fondante” della una nuova politica di internazionalizzazione sostenuta dall’editrice. Il suo libro è già stato premiato con il Janet Heidinger Kafka Prize oltre a risultare fra i finalisti del National Book Award, per un debutto degno di nota per la scrittrice amata da Franzen.
Tantissimi i contributi inviati dagli scrittori italiani, pubblicati sulla pagina Facebook di Madeleine dorme , che potranno essere votati per condivisione, in palio 5 copie… di “Madeleine dorme!” naturalmente.
Via | transeuropaedizioni.it
So che Booksblog (o “Books” come lo chiamano in molti) viene quotidianamente letto da tanti uffici stampa, editori, direttori editoriali di piccole medie e grandi case editrici. E’ a tutti voi che diffondo questo appello che viene da Eboli (Salerno).
L’appello è quello a rifornire di libri la bancarella di Riccardo Rossomando, che ha ricevuto, il primo giorno del mese, proprio un bruttissimo “pesce d’aprile”: infatti alcuni bulli hanno bruciato il suo bancone e i libri contenuti, unico strumento di sostentamento per Rossomando e famiglia.
I bulli, due minorenni e un maggiorenne, sono stati identificati ma i libri – nuovi e usati – ormai sono andati perduti. Leggo così che due giovani, Federica Salvagno e Laura Naimoli, hanno iniziato una azione di solidarietà prima in paese, poi su Facebook, per recapitare gratuitamente a Rossomando libri che lui e la moglie possano rivendere.
La pagina Facebook su cui documentarsi è Aiutiamo Riccardo Rossomando a ripartire (la vedete nalla foto accanto), e sarebbero soprattutto le case editrici a fare un bel gesto decidendo di recapitargli i propri titoli, consentendogli di rimettere in piedi la sua attività. Sulla home della pagina Facebook c’è anche un codice postepay da ricaricare.
Via | La voce del Meridione

Le parole sono importanti! Parto da questo diktat morettiano perchè vorrei condividere con voi una sensazione che spesso mi assale durante cene ed eventi sociali vari: che la maggior parte di noi usi sempre le stesse parole.
Ieri ad esempio, mi sono ascoltata pronunciare dopo non so quanto tempo il termine “irriverente”. Da quant’è che non la sentivo in giro? Senza scomodare lo Zanichelli, volevo semplicemente descrivere l’atteggiamento di una persona che con fare giocoso mette un po’ alla berlina gli altri (va bene, avete capito, la persona in questione sono io). Avrei potuto usare la parola “criticona” ma irriverente era più esatto, perchè il “punzecchiamento” avviene non alle spalle della persona in questione ma in sua presenza.
Irriverente è, infatti, anche l’atteggiamento di chi in pubblico si “profonde” regolarmente in rivelazioni importune di beghe altrui di cui sia a conoscenza, per strappare una risata all’uditorio (“importune” specialmente se la persona in questione è il tuo fidanzato - che hai appena presentato ai tuoi amici - ma questa è un’altra storia).

Da qualche giorno è online uno di quei profili di Facebook che mai ci aspetterebbe di vedere sul social network più famoso del mondo: sto parlando niente meno che del profilo di Umberto Eco, il Professore, la cui pagina personale su Facebook è stata segnalata oggi dal Fatto Quotidiano.
Ma Umberto Eco non è l’unico scrittore che negli ultimi giorni si è lasciato, almeno apparentemente, tentare dai social network. Stando a quanto afferma infatti il Fatto, nell’ultima settimana pare che sia stato avvistato un’altra pagina “sospetta”, quella di Abraham Yehoshua.
Secondo il Fatto Quotidiano, dietro al mistero dell’apparizione dei finti profili ci sarebbe Tommaso Debenedetti, giornalista famoso per aver inventato e venduto a quotidiani di tutta Italia decine di interviste inventate a grandi scrittori da Philip Roth a John Le Carré, da Herta Muller a Abraham Yehoshua.
Continua a leggere: Il mistero della creazione dei finti profili di Eco e Yehoshua su Facebook

Ci mancava (anche) questa: la possibilità di creare un libro dal proprio profilo Facebook. Il progetto – YourSocialBook – è in fase di elaborazione e dovrebbe essere pronto dal prossimo mese. A seconda dell’investimento che si intende fare, si potrà avere in un libro la propria attività rilevante su Facebook relativa agli ultimi sei mesi (libro di una cinquantina di pagine) o degli ultimi due anni (siamo intorno alle 400 pagine). Va da sé che i costi cambiano: da un minimo di 18 euro a un massimo di 75.
Al di là dell’inutilità di trasformare in cartaceo dei messaggi online, mi chiedo chi sia così megalomane da voler racchiudere in un libro i propri messaggi e/o stati d’animo (spendendo soldi per una cosa che è disponibile gratuitamente online, comunque) oppure chi sia così masochista da volerseli leggere. Più che un odioso regalo da lasciare ai prof dopo la maturità, sinceramente, non vedo altri usi.
L’idea – ne sono quasi certo – avrà il suo successo e porterà soldini nelle tasche di chi l’ha avuta. Dal punto di vista “librario”, però, mi sa tanto che aumenterà ancora di più l’orda di scribacchini vari che troviamo in giro, convinti di aver partorito qualcosa che rimarrà a imperitura memoria. Spero solo che gli autori esordienti non vorranno inserire nel curriculum che invieranno agli editori insieme alla loro opera la dicitura: “2011: pubblicazione del libro tratto da Facebook”. Semmai dovessi incappare in qualche curriculum del genere, lo manderei “direttamente in prigione senza passare dal via”.
Molto carina la formula scelta dall’editore Nottetempo: a Roma il 28 ottobre si terrà infatti una ‘Festa degli oggetti’. Si tratta di portare con sè l’oggetto che ci rappresenta di più. Si entra nel locale (lo splendido Caffè Letterario di via Ostiense) e si scambia il proprio oggetto con quello di un’altra persona.
I primi cinque ’scambisti’ ricevono libro+drink gratis. Cosa c’entra questo con la presentazione - book party del libro Nottetempo che dà origine all’iniziativa? C’entra perchè in ‘Il futuro è nella plastica’ di Eleonora Sottili (qui il primo capitolo del libro), il protagonista, dopo la morte del padre, va in giro a fotografare oggetti e dettagli come alla ricerca della ricomposizione di un impossibile puzzle di realtà.
Non solo una presentazione, quindi, ma un modo per far incontrare i lettori, con il filo rosso della storia del libro protagonista della serata. Ecco, questa formula potrebbe essere applicata ad altri libri da altri editori, e il risultato finale potrebbe essere quello sperato: far conoscere un libro e la sua storia rendendo protagonisti i lettori stessi. Avete mai partecipato ad altri ‘esperimenti’ del genere? Raccontateceli.
Segnalo volentieri l’apertura di questo sito, che segue un’iniziativa nata su Facebook, ovvero l’idea di ‘invogliare’ a leggere un libro dandone un piccolo morso, l’equivalente di 10 righe tratte direttamente dal testo.
L’idea sta piacendo a molti editori (finora 20, ma altri seguiranno) che hanno fornito al sito anche primi capitoli in anteprima. D’altronde il successo dell’idea è innegabile: il tutto è nato a dicembre 2009 su Facebook, per opera di lettori appassionati e professionisti, tutti volontari, e oggi conta oltre 10.000 iscritti.
I lettori potranno inserire i loro commenti e i passi ritenuti più emozionanti dei loro libri preferiti. Naturalmente tutto con 10 righe. Gli editori che hanno aderito al progetto finora sono: Salani, Elliot, Castelvecchi, Arcana, Ponte alle Grazie, Newton Compton, Fazi, Bompiani, Edizioni Angolo Manzoni, Avagliano, Il Maestrale, Asengard, Reverdito, Vallecchi, Il Saggiatore, Testepiene, Sperling & Kupfer, Gambero Rosso, Fandango, Garzanti. E speriamo che altri seguiranno. In bocca al lupo!
In copertina un libro in uscita per Newton & Compton, di cui potete leggere qui i primi due capitoli.

Sta prendendo sempre più piede tra gli autori una specie di autopromozione, per la serie: là dove le case editrici non si spingono, arrivo io. Poco tempo fa giravano su Facebook e, immagino, su altri canali, una serie di video contenenti degli indizi su un fantomatico libro in uscita. Oggi è apparsa la notizia che un giovane scrittore ha tappezzato Marsiglia con delle foto segnaletiche, offrendo una ricompensa per chi avesse notizie su un certo Bashir Yahiaoui. Si è scoperto poi che il presunto scomparso altri non era che il protagonista di un libro, scritto appunto dall’organizzatore della messinscena, Lofti Zitoun.
Quando gli hanno chiesto spiegazioni dell’insolita iniziativa ha risposto che era l’unico modo per attirare i riflettori su di sé. Tutto ciò, secondo me, ci dice che siamo arrivati a un punto in cui l’unico modo per farsi leggere sembra rimasto quello di creare un caso attorno al proprio libro. Niente di nuovo, è una pratica ormai consolidata, ma se prima a farlo erano le case editrici, oggi sono gli scrittori a doversi ingegnare.
Questo accade, a mio avviso, soprattutto per coloro che pubblicano con piccoli editori che non possono o, in alcuni casi, non vogliono, investire in pubblicità. Con i vari social network, you tube e blog è ormai alla portata di tutti provare a richiamare l’attenzione su ipotetici lettori. Che stia nascendo una nuovo ambito creativo? Non basterà più infondere originalità al proprio scritto, ma si dovrà soprattutto trovare un modo attraente di proporlo al pubblico. Voi che ne pensate?
Via | Repubblica
Foto | Flickr
Vi voglio segnalare una iniziativa molto interessante, nonché parecchio divertente, recentemente nata su Facebook. Si chiama La Loggia dei Poeti Sintetici Dadaisti, è stata fondata da Nino Princi e raggruppa quasi trecento appassionati associazionisti, vale a dire amanti delle libere associazioni, dei sincretismi tra tradizioni, che mettono in gioco la propria creatività e fantasia “creando collages di poesie auliche e di canzoni pop, seguendo esperimenti di derivazione dadaista”.
Il gruppo, che per ora conta poco meno di 300 iscritti, ma che senz’altro vedrà la propria popolarità salire nei prossimi tempi, si fonda su tre semplici regole:
1. Chi si iscrive deve postare una poesia in bacheca.
2. Chi posta una poesia in bacheca deve citare le fonti.
3. Nella scelta delle fonti non c’è alcun limite.
Inutile dire che nella lunga bacheca del gruppo crescono poesie a grappoli, abbondanti e succose, ma soprattutto divertentissime. Qualche esempio? “Ma tu chi sei che avanzando nel buio della notte inciampi nei miei più segreti pensieri?/Chiamami Peroni, sarò la tua birra.”, o ancora “Padre nostro/che sei nei cieli/dì qualcosa di sinistra/a chi dentro di sè /il vuoto misurò/amen.”
Dopo il post “Nasce su facebook il primo libro collettivo” sono arrivate diverse segnalazioni su un altro libro nato dal mondo virtuale del più famoso social network, “Facebook caffè, il luogo dei pensieri“. Vi riporto la segnalazione, ma non posso esprimermi sui contenuti di tale scritto, poiché non ho avuto modo di leggerlo.
Gli autori e l’editore rivendicano “la paternità del progetto di aver scritto un libro tutti insieme per PRIMI. In assoluto. Nessuno mai aveva scritto un libro nato da Facebook prima di noi.” L’antologia raccoglie i racconti di 50 autori provenienti da tutta Italia, accomunati appunto dall’essere iscritti e frequentatori di facebook. Ognuno di loro ha elaborato uno o più racconti della lunghezza massima di 5000 battute che sono poi confluiti nel volume.
A differenza quindi del libro di Luis Casadevall, che è nato quasi per caso dai commenti di numerosi lettori, “Facebook caffè” è stato pensato e poi realizzato. L’ispiratrice del progetto è Loredana Costantini, che ha dichiarato: “L’idea è sorta quasi spontanea, suscitata dal desiderio di dimostrare che Facebook è una costellazione di destini e che ciascuno, traboccante di riflessioni, desideri e creatività, va ben oltre il nome e l’immagine che lo contrassegnano nel network.”