Facciamo anche noi, come fa Tellus folio fra le righe tramite Gordiano Lupi , un ‘in bocca al lupo’ alla neonata casa editrice Voras edizioni. Innanzitutto perchè, nell’intervista alla rivista, giurano di non chiedere soldi agli esordienti. Poi perchè la partenza di pare molto buona: uno dei primi titoli pubblicati è un’antologia ‘Corpi d’acqua’, curata da Gianluca Morozzi.
L’antologia, in particolare (e complimenti per la copertina) contiene racconti di 15 autori sul tema dell’attesa, dei tanti ’stand-by’ che rallentano la nostra vita, leggo.
Per il resto, gli intenti mi sembrano ottimi: la casa editrice pubblica autori “che hanno belle storie da raccontare e, soprattutto, che sappiano come farlo. Le uniche cose che richiediamo - leggo nella home page - sono buoni testi, volontà di migliorare e impegno nel promuovere il vostro lavoro”. Li terremo d’occhio.
AA.VV.
Corpi d’acqua
Voras ed.
12 euro
Via | Tellus Folio
Quattro scritti sulla droga. Un tema di sempreverde attualità, affrontato però da quattro ‘penne’ d’eccezione: Balzac, Baudelaire, Freud e Tolstoj. Sono infatti questi autori, romanzieri poeti (a parte Freud, of course) a dissertare sugli effetti, le cause e i comportamenti dell’uomo riguardo a queste sostanze.
In particolare, nel libretto ‘Stupefatti!’, una vera ‘chicca’, Balzac firma Il trattato degli eccitanti moderni, Baudelaire Il poema dell’hashish, Freud la dissertazione Sulla Coca e Tolstoj una sull’eterno interrogativo (in chiave umanistica più che scientifica, ovviamente): Perché la gente si droga?.
E’ l’occasione anche per conoscere meglio questa casa editrice interessante, Piano b edizioni, i cui libretti potete trovare anche in qualche caffè letterario (io li ho visti al Lettere caffè di Roma).
“Scrivere è impugnare la mente, pugnalare il cuore, e asciugare tutt’intorno”.
Il Parra, forse per lieve assonanza fonetica, mi ricorda il Kabra, protagonista del romanzo-rivelazione di Gianluca Morozzi, “Despero” (ed. Guanda). Una testa con dentro tante domande, a cui nessuno vuole rispondere: perchè Zanna non parla mai dei suoi genitori? E perchè Sarah si mette sempre con i ragazzi sbagliati (e cioè mai con il Kabra medesimo?).
Anche il Parra, Gianluca Parravicini, lascia noi che leggiamo i suoi racconti raccolti in “L’officina dell’outsider” (e scaricabili su Lulu) con tante domande in testa.
Continua a leggere: L'officina dell'outsider, di Gianluca Parravicini
Un premio letterario che ha l’ambizione di “fotografare l’Italia nascosta” dando “carta bianca” ad autori italiani esordienti abili nel raccontare le periferie delle metropoli e la vita in provincia nelle tinte del noir, del giallo, dell’horror.
Il riconoscimento si intitola “I delitti di cronaca vera” ed è stabilito da diversi soggetti: il settimanale Cronaca Vera, Aliberti Editore e Tonic Network Benessere, e Ilbox.
La domanda di partenza è questa: “A che punto è l’Italia? Cosa pulsa ancora nelle periferie delle metropoli o nelle province dimenticate? Cosa sogna, se sogna, cosa odia, se odia, cosa spera, se spera, ma soprattutto cosa raccontano oggi le nuove generazioni di scrittori soffocati da tonnellate di sondaggi, tv, caste e castelli di carta?”
Continua a leggere: Un premio letterario: I delitti di cronaca vera
“Sì, per quanto ci riguarda, l’amore per i libri esiste ancora”. Marianna Martino è la più giovane editrice che io conosca: appena 25 anni ma, dalle sue parole, già con le idee molto chiare.
“Questo amore per la lettura appartiene a una ristretta cerchia di persone che ancora credono nella magia dei libri, come strumento di cultura e di evasione - ci spiega - una cerchia, appunto. Per questo molte piccole realtà editoriali indipendenti, come appunto la nostra casa editrice, cercano di proporre idee innovative di promozione e libri interessanti e di qualità per far sì che la “cerchia” cresca in futuro”.
Zandegù, ci spiega, è nata nel marzo 2006 a Torino e si occupa di “narrativa surreale di giovani autori italiani”.
Volentieri segnalo questa bella iniziativa riservata a chi abita o ha abitato a Roma. In pratica, la casa editrice Memori scarl, con il patrocinio del Comune di Roma-Ufficio per la Memoria e con il patrocinio dell’Istituzione Biblioteche di Roma indice la prima edizione del Concorso “Diari romani” .
Come spiegato nel bando, “il concorso è riservato a scritti inediti e ha la finalità di reperire testimonianze personali legate alla città di Roma. I testi presentati dovranno essere strettamente autobiografici. Potranno partecipare con scritti della lunghezza massima di 15 mila (quindicimila) battute tutti i residenti a Roma, senza distinzione di sesso, religione, nazionalità o provenienza.
Saranno accettati i testi che perverranno all’organizzazione del concorso, in forma cartacea o via e-mail (presso la redazione di Memori – Via Ostiense 89 – 00154 Roma (farà fede la data del timbro postale), o via e-mail a: redazione@memori.it), dal 1° gennaio 2008 al 1° settembre 2008. I testi selezionati per la pubblicazione saranno resi noti ai rispettivi autori entro il mese di dicembre 2008. ph. mafaldablue@flickr.com
C’è Sara, una “dura”, sempre incavolata con il mondo, che decide di lasciare gli studi per trovare un lavoro a Roma. Ma fra capi che la pagano “a seconda dell’oroscopo”, manager che la mandano via appena sanno che si deve sposare, dirigenti donne che scappano con i soldi della società insieme all’amante di turno, finisce nelle spire del lavoro interinale: pagata una miseria mentre all’agenzia che l’ha fatta assumere vanno ogni mese oltre 3mila euro (sic!).
A tutto questo, nella storia di “Mi vendo” di Saradisperata (Newton & Compton), alias Serena Basetti, una ragazza romana, si aggiungono il giovane barista sotto casa che vorrebbe portarla via, e il fidanzato storico che la convince a sposarlo per poi tradirla con una tipa incontrata a una festa (e che a differenza di lei ha anche un contratto di lavoro!). A quel punto, Sara esplode.
E apre un blog in cui offre “una e una sola notte di sesso” in cambio di un lavoro. A tempo indeterminato, ovviamente. Sembrerebbe un gesto di estrema disillusione, ma in realtà Sara lo fa perché vuole lanciare una provocazione, vuole che qualcuno finalmente si occupi di un problema pesantissimo. E qualcosa, alla fine, accade davvero.
La nostra generazione è spesso accusata di non “scendere in piazza”. I problemi ci sono, ma noi non protestiamo in pubblico. Perché secondo te?
“E’ vero: se ci pensi una casa oggi, senza contratto, non me la dà nessuno. Ma magari riesci ancora ad andarti a mangiare una pizza fuori, a farti una vacanza, a comprarti a rate un mega telefonino di 500 euro. Ci manca l’indispensabile ma abbiamo ancora abbiamo il superfluo, e quindi sopravviviamo così.”
Le Edizioni ARPANet non finiranno mai di stupirmi.
Dopo i Concepts Books, di cui abbiamo avuto modo di parlare più volte qui su Books, ecco la novità: il libro double-face.
L’argomento del primo volume, in verità, non è così nuovo, ma l’idea di dare al lettore la lettura duplice e contrapposta di un testo, rende l’iniziativa davvero particolare ed innovativa.
Ci troveremo tra le mani un libro dalla doppia faccia, e saremo liberi di decidere da “che parte stare”. Da un lato il trasporto dei sentimenti e dall’altro l’eros e la bramosia delle passioni. Poesia e prosa che s’incrociano.
E nella filosofia che caratterizza l’ARPANet, gli autori del libro non saranno selezionati preventivamente dalla casa editrice, ma potranno auto candidare i propri testi attraverso il sito www.eroseamore.it, fino al 6 gennaio 2008 (e guardate che meraviglia l’home page del sito!).
Il sito letterario Tellusfolio cerca racconti “rigorosamente” inediti a cui dare visibilità in primis sul sito internet e poi da pubblicare in una antologia edita dalle Edizioni “Il Foglio” .
“Sono convinto che in Italia esiste un sottobosco di narratori underground molto fertile e produttivo – spiega il caporedattore della casa editrice Gordiano Lupi - conduco da anni una battaglia contro la narrativa del niente, senza sangue, contro i libri sfiniti, esausti, privi di nerbo, frutto di ricerca stilistica e voglia di trasgredire”.
Agli autori Lupi, che si occuperà di selezionare i racconti, richiede l’età anagrafica (“under 35, ma faremo delle eccezioni”) e soprattutto che “abbiano storie da raccontare e messaggi da lanciare”. L’email a cui inviare i testi è: lupi@infol.it.
Il primo racconto pubblicato sul sito Tellusfolio riporta una frase che è un bellissimo leitmotiv: “Siamo teatranti in festa con la morte nel cuore”, e il secondo è quasi una favola breve su un venditore di palloncini che diventa poverissimo, perché non riesce proprio a chiedere soldi ai bimbi che gli si avvicinano con la gioia negli occhi.
Simone, nostro lettore e mente sagace, nonché scrittore (sul suo blog disponibili diversi ebook da scaricare) lancia un’interessante provocazione sui games, il mestiere dello scrittore e tutti quei siti e case editrici per esordienti che sono un po’ come le macchinette delle slotmachines: ci lasci un sacco di soldi.
Questi stralci del suo post, che aprono in effetti un discorso molto più ampio su cui l’editoria italiana nn troverà mai un accordo ed una conclusione.
“Se seguite un po’ il mercato dei videogiochi, vi sarete resi conto che - un po’ come accade anche per il cinema - ormai esiste un gioco dedicato a qualsiasi cosa.
C’è il gioco del chitarrista, il gioco del calcio, il gioco delle corse, il gioco in cui dovete ballare, cucinare , provare la vostra intelligenza, il gioco in cui siete il ladro o quello più classico in cui siete il poliziotto… insomma si può dire che per ogni attività possibile e immaginabile sia stato creato il videogioco apposito, nella speranza di attirare l’interesse dei relativi appassionati e di conseguenza spillargli qualche soldo.
A questo punto i lettori più svegli avranno già capito qual è la domanda che sto per pormi: dove sta il gioco dello scrittore? Perché nessuno ci ha ancora pensato?
Effettivamente è un po’ strano: c’è il giochetto di tutto, ma quello del romanziere no? Con così tanta gente che vuole fare lo scrittore, perché nessuno si è messo in testa di venderci qualcosa in grado di offrire se non la reale possibilità, almeno l’illusione di realizzare i nostri sogni di fama e successo?
E invece - colpo di scena! - il gioco dello scrittore lo hanno già inventato. E c’è da dire che è talmente ben fatto che probabilmente molti di voi ci stanno già giocando da anni senza nemmeno accorgersene.
Il gioco dello scrittore si chiama sito per scrittori dove magari t’iscrivi gratis e paghi un tot per dei /servizi aggiuntivi/ o per la raccolta a cui prima o poi parteciperai. Si chiama anche Antologia Letteraria di autori esordienti che non ci guadagnano una lira. Si chiama concorso per testi inediti dove l’iscrizione costa tot, oppure pubblicazione con contributo che poi tanto ci rientri
[…] io continuo a vederci alcuni schemi tipici dei giochetti: c’è un gettone da pagare, ci sono delle difficoltà da superare. Infine c’è la stessa sensazione di divertirsi senza però combinare niente di concreto. E la cosa peggiore di tutte è che, proprio come in tutti i videogiochi finisce sempre che vince qualcun altro.
E intanto una scritta sullo schermo del mio gioco preferito ha già ripreso a lampeggiare: /vuoi fare lo scrittore? Insert coin. /
Ho deciso di dare rilievo a questo intervento di Simone proprio come apertura del prossimo speciale di Booksblog, che sarà dedicato alle case editrici e al mondo degli esordienti.
Interviste, recensioni di testi in cerca d’autore, e retroscena di case editrici, sperando di trovare e capire le logiche editoriali italiane, e soprattutto scoprire che il mondo dell’editoria non è sempre così brutto come ultimamente qualcuno lo disegna.