
La casa editrice Intermezzi, giovane realtà esistente dal 2008, cerca 50 lettori forti a cui sottoporre le proprie opere. Tra i requisiti per essere selezionati figura l’iscrizione ad aNobii e la partecipazione a blog e forum di discussione sui libri.
L’idea è quella di creare un canale di promozione basato sul passaparola. Niente da obiettare, soprattutto considerata la serietà che la piccola casa editrice (con all’attivo otto titoli, tra cui anche esordienti) ha dimostrato da subito. Intermezzi, infatti, non chiede alcun contributo per la pubblicazione, cosa che, in questi tempi, appare oltremodo straordinaria.
Ai lettori scelti verrà quindi chiesto di parlare in giro dei libri letti, ovviamente nel caso in cui li abbiano ritenuti degni di essere promossi. E allora fatevi avanti amanti della lettura e partecipate al bando. Se verrete selezionati potrete gustare gratuitamente i titoli della casa editrice (la cui qualità ho potuto constatare) e aiutare allo stesso tempo una coraggiosa realtà editoriale.
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Vi segnalo due corsi che si svolgeranno a Padova tra febbraio e marzo. Ve ne parlo perché a organizzarli è Giulio Mozzi, scrittore, critico, talent scout e outsider dell’editoria. L’ultima espressione è forse un po’ azzardata, ma a me Mozzi dà questa idea. L’ho conosciuto alla fiera di Roma del 2008 e mi ha subito colpita con le sue osservazioni sparse sul mondo delle fiere del libro (da cui ho tratto ispirazione per scrivere un post).
Era con la sua borsa piena di libri, il suo aspetto da professore di liceo (di quelli che tutti vorrebbero avere o avere avuto), di quelli che ti aprono la mente e ti insegnano a pensare con la tua testa. E’ sempre in giro qua e là, rigorosamente in treno, fa presentazioni porta a porta, promuove gli esordienti che gli piacciono, cura collane editoriali e, immagino, tanto altro. Allora, per tornare all’argomento del post, ci saranno due seminari guidati da Mozzi su Il dialogo e la costruzione della scena e su Come presentarsi a un editore.
Il primo verte appunto su come si inseriscono i dialoghi nelle diverse scene dei romanzi, ci saranno esempi di autori italiani e, in minor misura, di scrittori stranieri. Il secondo sarà invece incentrato sui principali dubbi di aspiranti scrittori e curiosi rispetto all’editoria: “Qual è il modo migliore di presentare il proprio lavoro a un editore? Quali sono gli editori più attenti alle nuove produzioni? Di che cosa vanno in cerca, oggi, gli editori? Come funziona il lavoro editoriale?” Queste sono alcune delle domande, per conoscere meglio programma, luogo e date cliccate qui.
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Continua a leggere: Giulio Mozzi propone due seminari su scrittura e editoria
Un interessante articolo di Angiola Codacci-Pisanelli su L’Espresso sostiene che è giunto il momento degli scrittori esordienti (dopo il sondaggio ci sono le caratteristiche dello scrittore esordiente destinato al successo):
“Ora o mai più. Chi ha un romanzo nel cassetto si sbrighi: è il suo momento. Mai come ora gli editori hanno puntato sugli esordienti: negli ultimi mesi abbiamo contato più di venti primi romanzi, una media ben più alta del passato. E soprattutto, mentre prima l’esordiente era considerato una pedina debole, ora è la star su cui puntare i riflettori. Bisogna far presto, però”
Continua a leggere: È il momento degli scrittori esordienti?
“Forse dipenderà dal periodo storico che stiamo vivendo, dal fatto che le nostre vite galleggiano senza urgenze vere. Ma trovare un bel libro da leggere diventa sempre più raro”.
Parole di Margaret Mazzantini, che stasera inaugurerà il Festival Letterature di Roma con Andrew Sean Greer, best seller Adelphi con ‘Storia di un matrimonio’, che invece presenterà un brano in cui immagina che il sole sia scomparso dagli Stati Uniti: “la sensazione che ha provato quando nel 2004 è stato eletto George Bush“, ha detto.
Mazzantini presenterà un brano sulla sua passione per la scrittura, sul tema della ‘luna’ ‘quella piccola sfera fosforescente che accompagna il lavoro degli scrittori, viaggiatori notturni della vita’, ha spiegato, con quella sua parlata veloce.
Continua a leggere: Festival Letterature: Mazzantini, Greer e le scrittrici italiane
Si sa: noi italiani siamo un popolo di santi, navigatori… e scrittori. Santi un po’ meno, forse; i navigatori in questo periodo se la vedono brutta con i pirati. Rimangono gli scrittori, che sono tanti. A giudicare dai testi che arrivano nelle redazioni delle case editrici – e parlo per esperienza – il popolo degli scrittori esordienti (o emergenti, se volete) è molto numeroso. All’universo degli scrittori in erba è dedicato il libro di Simone Maria Navarra Io scrivo, edito da Delos Book. Non tanto un corso di scrittura creativa (ce ne sono tanti in giro), quanto veri e propri consigli agli scrittori che intendono inviare i propri testi agli editori.
Io scrivo – che nella copertina fa il verso a Io uccido di Faletti – è suddiviso in undici capitoli che, fin dalla titolazione, illustrano il percorso da compiere. Si parte da un provocatorio Davvero vuoi scrivere un romanzo? (cap. I) per poi domandare di cosa parla (II) e sincerarsi sull’autore (III). L’autore, poi, nel IV capitolo – Non sarà ora di mettersi a scrivere? – offre alcune indicazioni su come scrivere un libro per davvero e qui giù giù con le cose che cominciano a farsi serie (V), il libro che prende forma (VI e VII), come reagire alle critiche (VIII) fino a giungere alla pubblicazione vera e propria. Particolarmente accattivante lo stile di Navarra: non si pone in cattedra ad elargire consigli, ma, tra il serio e il faceto come si suole dire, si fa quasi compagno di viaggio degli emergenti.
Dal mio punto di vista – che non è quello degli scrittori esordienti come ho detto prima ma di chi lavora in una casa editrice – trovo il libro di Simone Navarra molto interessante e i suoi consigli azzeccatissimi (la digressione su quanto guadagnano i piccoli editori – pagine 92-96 – mi sembra un po’ troppo ottimistica, ma forse il mio caso è cronico!)
Simone Maria Navarra
Io scrivo. Manuale di sopravvivenza per scrittori esordienti
[sottotitolo dalla copertina]
Delos Book, 2009
pagine 150, euro 14,00
Continua a leggere: Consigli ai giovani scrittori: Io scrivo di Simone Maria Navarra
Facciamo anche noi, come fa Tellus folio fra le righe tramite Gordiano Lupi , un ‘in bocca al lupo’ alla neonata casa editrice Voras edizioni. Innanzitutto perchè, nell’intervista alla rivista, giurano di non chiedere soldi agli esordienti. Poi perchè la partenza di pare molto buona: uno dei primi titoli pubblicati è un’antologia ‘Corpi d’acqua’, curata da Gianluca Morozzi.
L’antologia, in particolare (e complimenti per la copertina) contiene racconti di 15 autori sul tema dell’attesa, dei tanti ’stand-by’ che rallentano la nostra vita, leggo.
Per il resto, gli intenti mi sembrano ottimi: la casa editrice pubblica autori “che hanno belle storie da raccontare e, soprattutto, che sappiano come farlo. Le uniche cose che richiediamo - leggo nella home page - sono buoni testi, volontà di migliorare e impegno nel promuovere il vostro lavoro”. Li terremo d’occhio.
AA.VV.
Corpi d’acqua
Voras ed.
12 euro
Via | Tellus Folio
Quattro scritti sulla droga. Un tema di sempreverde attualità, affrontato però da quattro ‘penne’ d’eccezione: Balzac, Baudelaire, Freud e Tolstoj. Sono infatti questi autori, romanzieri poeti (a parte Freud, of course) a dissertare sugli effetti, le cause e i comportamenti dell’uomo riguardo a queste sostanze.
In particolare, nel libretto ‘Stupefatti!’, una vera ‘chicca’, Balzac firma Il trattato degli eccitanti moderni, Baudelaire Il poema dell’hashish, Freud la dissertazione Sulla Coca e Tolstoj una sull’eterno interrogativo (in chiave umanistica più che scientifica, ovviamente): Perché la gente si droga?.
E’ l’occasione anche per conoscere meglio questa casa editrice interessante, Piano b edizioni, i cui libretti potete trovare anche in qualche caffè letterario (io li ho visti al Lettere caffè di Roma).
“Scrivere è impugnare la mente, pugnalare il cuore, e asciugare tutt’intorno”.
Il Parra, forse per lieve assonanza fonetica, mi ricorda il Kabra, protagonista del romanzo-rivelazione di Gianluca Morozzi, “Despero” (ed. Guanda). Una testa con dentro tante domande, a cui nessuno vuole rispondere: perchè Zanna non parla mai dei suoi genitori? E perchè Sarah si mette sempre con i ragazzi sbagliati (e cioè mai con il Kabra medesimo?).
Anche il Parra, Gianluca Parravicini, lascia noi che leggiamo i suoi racconti raccolti in “L’officina dell’outsider” (e scaricabili su Lulu) con tante domande in testa.
Continua a leggere: L'officina dell'outsider, di Gianluca Parravicini
Un premio letterario che ha l’ambizione di “fotografare l’Italia nascosta” dando “carta bianca” ad autori italiani esordienti abili nel raccontare le periferie delle metropoli e la vita in provincia nelle tinte del noir, del giallo, dell’horror.
Il riconoscimento si intitola “I delitti di cronaca vera” ed è stabilito da diversi soggetti: il settimanale Cronaca Vera, Aliberti Editore e Tonic Network Benessere, e Ilbox.
La domanda di partenza è questa: “A che punto è l’Italia? Cosa pulsa ancora nelle periferie delle metropoli o nelle province dimenticate? Cosa sogna, se sogna, cosa odia, se odia, cosa spera, se spera, ma soprattutto cosa raccontano oggi le nuove generazioni di scrittori soffocati da tonnellate di sondaggi, tv, caste e castelli di carta?”
Continua a leggere: Un premio letterario: I delitti di cronaca vera
“Sì, per quanto ci riguarda, l’amore per i libri esiste ancora”. Marianna Martino è la più giovane editrice che io conosca: appena 25 anni ma, dalle sue parole, già con le idee molto chiare.
“Questo amore per la lettura appartiene a una ristretta cerchia di persone che ancora credono nella magia dei libri, come strumento di cultura e di evasione - ci spiega - una cerchia, appunto. Per questo molte piccole realtà editoriali indipendenti, come appunto la nostra casa editrice, cercano di proporre idee innovative di promozione e libri interessanti e di qualità per far sì che la “cerchia” cresca in futuro”.
Zandegù, ci spiega, è nata nel marzo 2006 a Torino e si occupa di “narrativa surreale di giovani autori italiani”.