“All’arte…proprio come in guerra, si sacrificano addirittura vite umane: centinaia di migliaia d’uomini si dedicano sin dalla giovane età e per tutta la loro esistenza…a rigirar le frasi nei modi più diversi e a trovare la rima in ogni parola. E tali uomini, spesso molto buoni, intelligenti, adatti a ogni lavoro utile, s’inselvatichiscono in queste occupazioni singolari e stupefacenti e diventano sordi a a tutte le manifestazioni serie della vita, si trasformano in specialisti limitati e pienamente soddisfatti di sé, capaci soltanto di virtuosismi (…)”
Che cos’è l’arte, si chiede Lev Tolstoj alle soglie del Decadentismo? I versi dei poeti si fanno incomprensibili, le pennellate sui quadri impazziscono in un garbuglio di colori, e a lui stesso i nuovi movimenti artistici risultano oscuri. Con molta onestà intellettuale, Tolstoj ammette: “io, uomo educato nella prima metà del secolo, non ho il diritto e non posso condannare l’arte moderna solo perchè non la capisco; posso dire soltanto ch’essa mi risulta incomprensibile”.
E tuttavia, al di là delle nuove forme d’arte, è bene secondo lo scrittore russo interrogarsi su cosa sia in effetti la ‘vera arte’, soprattutto in un momento in cui essa sembra – come il suo intuito coglie chiaramente, ancor prima delle teorizzazioni della cosiddetta industria culturale – diventare qualcosa di furbescamente riproducibile da parte di autori prezzolati, per il solo ’svago’ e il solo ‘piacere’ effimero dei fruitori.
Apriamo l’appuntamento con Editori coraggiosi partendo da Las Vegas edizioni, che è stata la più veloce a rispondere al questionario, (che troverete in chiusura di post) e che ho avuto modo di conoscere in fiera. L’editore è Andrea Malabaila e racconta che quando decise di aprire una casa editrice, quasi tre anni fa, temeva di essere preso per pazzo. Noooo… Come mai? Ci chiediamo. L’editoria è un settore in crescita, i lettori forti aumentano e poi in un paese come l’Italia che fa del sostegno alla cultura la sua bandiera! Facile ironia a parte, Andrea ha comunque scelto di buttarsi e il bilancio a fine 2010 è di quindici titoli: molta narrativa italiana, molti esordienti.
Las Vegas edizioni si rivolge a un pubblico “giovane”, ma non parliamo del genere Young Adult costellato di vampiri e fenomeni del momento, bensì di una specie di categoria dello spirito e, allo stesso tempo, di coloro che non si sentono rappresentati dalle etichette spesso affibbiate a una certa fascia di età. Copertine colorate e fumettistiche, la varietà dei temi (il fil rouge è la qualità), insieme all’impegno per cercare penne talentuose e all’imperativo “non pubblichiamo a pagamento” (hanno anche organizzato una fiera, Vento letterario, in cui per la prima volta vengono scelti gli editori in base alla loro politica editoriale) sono i segni particolari di questa giovane casa editrice.
Uno degli autori di punta è Marco Candida, unico scrittore italiano apparso nell’antologia americana Best European Fiction 2011, accanto ad autori del calibro di Ingo Schulze ed Enrique Vila-Matas. Di Candida Las Vegas edizioni ha pubblicato Il diario dei sogni e si appresta ora a mandare in stampa Il bisogno dei segreti. Se vi siete incuriositi, come spero, e volete conoscere meglio questa casa editrice, qui potete leggere degli estratti di tutti i titoli usciti fino a oggi, alcuni dei quali sono disponibili anche in formato e-book. Dopo il salto troverete il questionario, liberamente ispirato a quello di Proust, a cui Andrea Malabaila ha gentilmente risposto.
Un altro gruppo Facebook che segnalo volentieri, per il suo divertente decalogo, che ben esprime i sentimenti di coloro che si sono trovati di fronte a un’offerta di pubblicazione a pagamento da parte di un editore.
Il gruppo è ‘Contro l’editoria a pagamento’ ed è stato fondato, come scrive l’organizzatore, per “unire gli autori esordienti e non, operatori del settore, lettori e simpatizzanti, che condividano la totale opposizione al principio del pagare per essere pubblicati.
“Questo avviene ovviamente sottoforma di oneri di varia natura, fra cui i più frequenti sono l’obbligo di acquisto e il cosiddetto “contributo alla stampa”, continua. E allora ecco, dopo il salto, il divertente decalogo (anche se i punti sono solo otto, non sottilizzate su).
Continua a leggere: Un gruppo contro l'editoria a pagamento, su Facebook
Un libretto smilzo, firmato da un esordiente che vive a Roma da dieci anni e italiano per metà nonostante il nome. Questo è ‘Prove di felicità a Roma est’, di Roan Johnson, che vi consiglio di leggere per tutta una serie di motivi.
Primo per il tipo di scrittura godibile, veloce, e la storia del protagonista, poco più che ventenne, che cerca di ‘ingranare’ la vita lontano dalla sua famiglia.
La mamma è infatti rimasta a casa e, visti gli insuccessi scolastici del ragazzo (21 anni e non ancora diplomato) ha deciso di iscriverlo a una fantastica scuola ‘tre in uno’, dove ti basta pagare per avere il risultato assicurato, e dove il preside si è fatto installare una jacuzzi nella stanza del suo ufficio e un megaschermo che sembra quello dei cinema.
Continua a leggere: Prove di felicità a Roma est, di Roan Johnson

Vi avevo parlato della manifestazione Libri Come, in corso all’Auditorium da giovedì 25 marzo fino a domenica 28. Ho seguito nel pomeriggio di ieri la tavola rotonda sul tema Come si scrive il primo libro su cui si sono confrontati cinque giovani autori, moderati dal giornalista e scrittore Maurizio Bono. A tutti è stata posta la domanda oggetto dell’incontro e le risposte sono state diverse e articolate, a testimonianza del fatto che non esiste una ricetta adatta a tutti quando si parla di scrittura. Romantica e sentimentale la testimonianza dell’esordiente Alessandro D’Avenia che ha raccontato con trasporto la sua esperienza di insegnante “Le vite dei miei studenti, ha detto, mi si sono appiccicate addosso e si sono poi pian piano trasformate in romanzo. Il mio cuore si è trasformato in orecchio e dopo tre anni di ascolto e due di fatica è venuto fuori il libro.”
Più scanzonato e ironico Christian Frascella autore del romanzo “Mia sorella è una foca monaca”; apre con una frecciata al collega D’Avenia “Vorrei essere uno dei tuoi alunni: leggi il tuo libro in classe, gli parli delle traduzioni del tuo libro, ma quando insegni?” E ha poi continuato adottando un registro più serio: “Le idee, la storia e i personaggi mi arrivano come folgorazioni, sotto la doccia. Il primo romanzo è particolare perché si attinge dalla propria esperienza personale, nel secondo, in genere c’è più storia.“
Continua a leggere: Libri Come. Prima puntata: Come si scrive il primo libro

La casa editrice Intermezzi, giovane realtà esistente dal 2008, cerca 50 lettori forti a cui sottoporre le proprie opere. Tra i requisiti per essere selezionati figura l’iscrizione ad aNobii e la partecipazione a blog e forum di discussione sui libri.
L’idea è quella di creare un canale di promozione basato sul passaparola. Niente da obiettare, soprattutto considerata la serietà che la piccola casa editrice (con all’attivo otto titoli, tra cui anche esordienti) ha dimostrato da subito. Intermezzi, infatti, non chiede alcun contributo per la pubblicazione, cosa che, in questi tempi, appare oltremodo straordinaria.
Ai lettori scelti verrà quindi chiesto di parlare in giro dei libri letti, ovviamente nel caso in cui li abbiano ritenuti degni di essere promossi. E allora fatevi avanti amanti della lettura e partecipate al bando. Se verrete selezionati potrete gustare gratuitamente i titoli della casa editrice (la cui qualità ho potuto constatare) e aiutare allo stesso tempo una coraggiosa realtà editoriale.
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Vi segnalo due corsi che si svolgeranno a Padova tra febbraio e marzo. Ve ne parlo perché a organizzarli è Giulio Mozzi, scrittore, critico, talent scout e outsider dell’editoria. L’ultima espressione è forse un po’ azzardata, ma a me Mozzi dà questa idea. L’ho conosciuto alla fiera di Roma del 2008 e mi ha subito colpita con le sue osservazioni sparse sul mondo delle fiere del libro (da cui ho tratto ispirazione per scrivere un post).
Era con la sua borsa piena di libri, il suo aspetto da professore di liceo (di quelli che tutti vorrebbero avere o avere avuto), di quelli che ti aprono la mente e ti insegnano a pensare con la tua testa. E’ sempre in giro qua e là, rigorosamente in treno, fa presentazioni porta a porta, promuove gli esordienti che gli piacciono, cura collane editoriali e, immagino, tanto altro. Allora, per tornare all’argomento del post, ci saranno due seminari guidati da Mozzi su Il dialogo e la costruzione della scena e su Come presentarsi a un editore.
Il primo verte appunto su come si inseriscono i dialoghi nelle diverse scene dei romanzi, ci saranno esempi di autori italiani e, in minor misura, di scrittori stranieri. Il secondo sarà invece incentrato sui principali dubbi di aspiranti scrittori e curiosi rispetto all’editoria: “Qual è il modo migliore di presentare il proprio lavoro a un editore? Quali sono gli editori più attenti alle nuove produzioni? Di che cosa vanno in cerca, oggi, gli editori? Come funziona il lavoro editoriale?” Queste sono alcune delle domande, per conoscere meglio programma, luogo e date cliccate qui.
Foto | Flickr
Un interessante articolo di Angiola Codacci-Pisanelli su L’Espresso sostiene che è giunto il momento degli scrittori esordienti (dopo il sondaggio ci sono le caratteristiche dello scrittore esordiente destinato al successo):
“Ora o mai più. Chi ha un romanzo nel cassetto si sbrighi: è il suo momento. Mai come ora gli editori hanno puntato sugli esordienti: negli ultimi mesi abbiamo contato più di venti primi romanzi, una media ben più alta del passato. E soprattutto, mentre prima l’esordiente era considerato una pedina debole, ora è la star su cui puntare i riflettori. Bisogna far presto, però”
Continua a leggere: È il momento degli scrittori esordienti?
“Forse dipenderà dal periodo storico che stiamo vivendo, dal fatto che le nostre vite galleggiano senza urgenze vere. Ma trovare un bel libro da leggere diventa sempre più raro”.
Parole di Margaret Mazzantini, che stasera inaugurerà il Festival Letterature di Roma con Andrew Sean Greer, best seller Adelphi con ‘Storia di un matrimonio’, che invece presenterà un brano in cui immagina che il sole sia scomparso dagli Stati Uniti: “la sensazione che ha provato quando nel 2004 è stato eletto George Bush“, ha detto.
Mazzantini presenterà un brano sulla sua passione per la scrittura, sul tema della ‘luna’ ‘quella piccola sfera fosforescente che accompagna il lavoro degli scrittori, viaggiatori notturni della vita’, ha spiegato, con quella sua parlata veloce.
Continua a leggere: Festival Letterature: Mazzantini, Greer e le scrittrici italiane
Si sa: noi italiani siamo un popolo di santi, navigatori… e scrittori. Santi un po’ meno, forse; i navigatori in questo periodo se la vedono brutta con i pirati. Rimangono gli scrittori, che sono tanti. A giudicare dai testi che arrivano nelle redazioni delle case editrici – e parlo per esperienza – il popolo degli scrittori esordienti (o emergenti, se volete) è molto numeroso. All’universo degli scrittori in erba è dedicato il libro di Simone Maria Navarra Io scrivo, edito da Delos Book. Non tanto un corso di scrittura creativa (ce ne sono tanti in giro), quanto veri e propri consigli agli scrittori che intendono inviare i propri testi agli editori.
Io scrivo – che nella copertina fa il verso a Io uccido di Faletti – è suddiviso in undici capitoli che, fin dalla titolazione, illustrano il percorso da compiere. Si parte da un provocatorio Davvero vuoi scrivere un romanzo? (cap. I) per poi domandare di cosa parla (II) e sincerarsi sull’autore (III). L’autore, poi, nel IV capitolo – Non sarà ora di mettersi a scrivere? – offre alcune indicazioni su come scrivere un libro per davvero e qui giù giù con le cose che cominciano a farsi serie (V), il libro che prende forma (VI e VII), come reagire alle critiche (VIII) fino a giungere alla pubblicazione vera e propria. Particolarmente accattivante lo stile di Navarra: non si pone in cattedra ad elargire consigli, ma, tra il serio e il faceto come si suole dire, si fa quasi compagno di viaggio degli emergenti.
Dal mio punto di vista – che non è quello degli scrittori esordienti come ho detto prima ma di chi lavora in una casa editrice – trovo il libro di Simone Navarra molto interessante e i suoi consigli azzeccatissimi (la digressione su quanto guadagnano i piccoli editori – pagine 92-96 – mi sembra un po’ troppo ottimistica, ma forse il mio caso è cronico!)
Simone Maria Navarra
Io scrivo. Manuale di sopravvivenza per scrittori esordienti
[sottotitolo dalla copertina]
Delos Book, 2009
pagine 150, euro 14,00