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Scarabocchi per ragazze

pubblicato da roberta

scarabocchi ragazzeEsercizi di stile senza essere necessariamente degli artisti, per liberare la fantasia, sfogare le tenzioni, rimanere fanciulli, migliorare la manualità, disegnare con libertà senza ci sia per forza qualcuno pronto a darci il voto per l’interpretazione giusta o meno del tema. È quanto ospita l’ultimo libro di Andrew Pinder, nato per essere imbrattato con tanti “Scarabocchi per ragazze”. Diversi da quelli dei ragazzi che privilegiano pirati, dinosauri e alieni.

Per lei non solo vestiti e bambole da colorare ma anche l’invito a costruire il pupazzo di neve più grande del mondo, disegnare qualcuno che stanno pedinando, riempire gli alberi di creature del bosco, far roteare il nastro della ginnasta, aggiungere una coda all’uccello del paradiso, inventarsi un fumetto o completare i barattoli di caramelle.

Centoventiquattro pagine bianche disegnate con un segno nero, da riempire seguendo le indicazioni che sono poi dei titoli dati al quadro che si chiede di completare. Simile a una Settimana Enigmistica dell’arte, questo grande album delle meraviglie aspetta solo d’essere scarabocchiato. Al pari di altri sui simili che finora hanno venduto 20mila copie: come “Scarabocchi creativi”, “Scarabocchia con gli insetti”, “Scarabocchi da viaggio”, “Il libro delle vacanze per le ragazze”, “Il libro delle vacanze per i ragazzi” e la new entry “Scarabocchi per ragazzi”.

Andrew Pinder
Scarabocchi per ragazze
Magazzini Salani
Pagine: 128
Prezzo: 9,90 euro

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Gli esercizi di stile di Raymond Queneau tradotti da Umberto Eco

pubblicato da Roberto Russo

Copertina degli Esercizi di stile di Raymond QueneauUn libro affascinante. Anzi, direi quasi, che è il libro per antonomasia che non può mancare, soprattutto, nella libreria degli scrittori esordienti (e anche dei lettori attenti). Gli Esercizi di stile di Raymond Queneau (pubblicati – in diverse edizioni – in Italia da Einaudi con l’introduzione e la traduzione di Umberto Eco) sono un testo splendido. Queneau parte da un episodio di ordinaria quotidianità e cioè:

Sulla S, in un’ora di traffico. Un tipo di circa ventisei anni, cappello floscio con una cordicella al posto del nastro, collo troppo lungo, come se glielo avessero tirato. La gente scende. Il tizio in questione si arrabbia con un vicino. Gli rimprovera di spingerlo ogni volta che passa qualcuno. Tono lamentoso, con pretese di cattiveria. Non appena vede un posto libero, vi ci butta. Due ore più tardi lo incontro alla Cour de Rome, davanti alla Gare Saint-Lazare. È con un amico che gli dice: “Dovresti far mettere un bottone in più al soprabito”. Gli fa vedere dove (alla sciancratura) e perché (pag. 3)

Da questa semplice notazione Queneau parte con delle variazioni sul tema per ri-dire la stessa storia ma sempre in maniera nuova e facendo ricorso a diverse figure retoriche: così per ben novantanove volte si racconta l’episodio. Bellissimo l’originale francese e ottima la traduzione di Eco, anzi, il gioco che Umberto Eco continua. Come facilmente si comprenderà, non si è trattato di un semplice lavoro di traduzione, ma si è dovuto giocare con la lingua italiana così come l’Autore l’ha fatto con la francese. Il mio esercizio preferito è Parole composte (pag. 35):

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