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Come si suicidano gli scrittori?

pubblicato da Roberto Russo

Come si suicidano gli scrittori?

Non è poi così sorprendente notare che tra gli scrittori molti sono suicidi, come diversi sono impazziti in un modo o nell’altro. Gli scrittori (e le scrittrici, ovviamente) tendono ad essere persone particolarmente sensibili, volubili, vulnerabili e iperestetici. Questo è dovuto a diverse motivazioni ma, principalmente, è dovuto al fatto che scrittrici e scrittori si nutrono della propria sensibilità per creare storie che commuovono. Spesso, poi, gli scrittori hanno bisogno di una pacca sulla spalla per andare avanti e una critica – anche piccola – può avere effetti devastanti. Si aggiunga, poi, che il suicidio ha sempre quell’aria decadente che è sempre molto apprezzata in ambito letterario e il quadro è completo.

Così il salto di Virginia Woolf nel fiume Ouse con le tasche piene di sassi quel 28 marzo 1941 assume un’altra dimensione. Antonin Artaud ingerì chloral per porre fine alla sua vita; Cesare Pavese prese più di dieci bustine di sonnifero nell’Hotel Roma a Torino; Hemingway si sparò alle tempie; Stefan Zweig si uccise in Brasile insieme alla sua segretaria Carlota Altman, con la quale si era sposato ed era scappato dalla persecuzione nazista; nel 1970 Alejandra Pizarnik si suicitò con barbiturici e nello stesso anno Paul Celan si gettò nella Senna; Vladimir Majakovskij si sparò.

Nel 1911 Emilio Salgari, povero, con problemi familiari e con gli editori sempre alle calcagna si uccise con un coltello da cucina, quasi come un harakiri gastronomico. Stessa aria gastronomica possiamo trovare nel suicidio di Sylvia Plath che, dopo aver preparato pane e burro e due tazze di latte da lasciare sul comodino nella camera dei bambini sigillò porte e finestre e infilò la testa nel forno a gas.

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Anniversario salgariano: un omaggio di Michele Mari

pubblicato da Andrea Coccia

Anniversario salgariano: un omaggio di Michele MariGiorno dopo giorno si avvicina sempre di più il centesimo anniversario della morte di Emilio Salgari, il grande maestro dell’avventura capace di far sognare milioni di lettori con le sue storie di avventura per terra e per mare, suicidatosi il 25 aprile 1911 a colpi di rasoio.

Per celebrare la sua memoria, Einaudi ha oggi ripubblicato sul proprio sito un bellissimo raccontino di uno dei più grandi estimatori di Salgari della contemporaneità, Michele Mari. Il racconto, intitolato Mamapraciam e pubblicato per la prima volta dieci anni fa in una antologia pubblicata da Strade Blu di Mondadori, grazie alla sanguigna fantasia di Mari ci fornisce uno dei più bei ritratti dello scrittore veronese, un ritratto passionale e fantastico, assolutamente da leggere insomma.

Chissà mai che, cullati dalla magica prosa di Michele Mari, non vi venga voglia di immergervi nelle rocambolesche e appassionanti avventure partorite dalla fantasia più fervida che l’Italia abbia conosciuto negli ultimi centocinquantanni.

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L'isola di fuoco di Emilio Salgari, illustrato da Luca Caimmi

pubblicato da Andrea Coccia

L'isola di fuoco di Emilio Salgari, illustrato da Luca Caimmi
Emilio Salgari è una vera e propria icona della letteratura italiana, soprattutto per quella generazione che, nel dopoguerra, si è vista passare tra le mani tutti i suoi innumerevoli libri, le sue avventure di pirati, corsari e marinai, i suoi viaggi fantastici verso mondi sconosciuti persino a se stesso, ma resi con una tale passione e sanguigna fantasia da renderli non solo credibili, ma anche suadenti.

Eppure, nel giro di una generazione la sua fortuna è sfumata, il suo potere di conquista sul cuore e sulle menti fantasticanti dei ragazzini italiani è tramontata: un po’ messo da parte dall’accumularsi di nuove storie, da Harry Potter alla carica dei vampiri emo, un po’ dal progresso tecnologico dell’intrattenimento, dalla Playstation alla Xbox, il destino del Capitano di Lungo Corso che sfidò i mari di tutto il mondo non muovendosi di un passo sembra segnato.

Ma forse non tutto è perduto, e, come nei milgiori tra i suoi romanzi, quando il destino sembra avverso e il successo impossibile succede l’inaspettabile, qualcosa che cambia gli equilibri in gioco a favore dell’eroe. Nel caso di Salgari questa fortuna si è materializzata in una serie di omaggi, di riprese, di ricordi che, negli ultimi anni, stanno dando nuova vita alle sue opere.

Quest’ultimo libro illustrato, pubblicato da pochi giorni da Orecchio Acerbo è uno di questi esempi, ma non è solo un omaggio. Questa riproposizione illustrata de L’isola di Fuoco – un racconto che Salgari scrisse ispirato dalla vicenda dell’isola Ferdinandea, comparsa e scomparsa nel giro di pochi mesi di fronte alla coste siciliane – è infatti molto di più di una riproposizione illustrata di una vecchia storia, è una convergenza temporale di due linee narrative che si intrecciano: da una parte quella fantastica scritta da Salgari, dall’altra quella crudelmente veritiera disegnata da Luca Caimmi, ispirata al disastro che lo scorso anno ha devastato il golfo del Messico.

Emilio Salgari & Luca Caimmi
L’isola di Fuoco
Orecchio Acerbo
euro 18

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Tutte le avventure di Sandokan, di Emilio Salgari

pubblicato da Monica Cruciani alias AyeshaKru

sandokan-salgari-volume-unico-newton Tutte le avventure di Sandokan, di Emilio Salgari, è il corposo volume unico in cui Newton Compton ha raccolto i cicli della jungla e dei pirati della Malesia.

L’occasione per la pubblicazione di questo bellissimo libro - che, per la prima volta, vede riunito l’intero ciclo di Sandokan - è il centenario della morte del celebre scrittore veronese che tanti sogni avventurosi ha regalato a generazioni di lettori. L’uscita del volume il 9 dicembre, inoltre, ha coinciso anche con un altro evento: la cerimonia per il conferimento a Kabir Bedi dell’onorificenza di Cavaliere dell’Ordine al Merito della Repubblica italiana.

D’altronde, come dimenticare il Sandokan interpretato dallo splendido attore indiano che, nel lontano 1976, fu il protagoista dell’indimenticato sceneggiato tv che incollò al piccolo schermo ben 27 milioni di telespettatori?

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