Quasi fosse un’agiografia – con tutto lo stile adulatorio del caso – il primo capitolo de Il segreto del Morbillaio descrive i fatti a monte: vita, opere, morte e fortuna di Saturnetto Vinceslovo, detto Morbillaio (1888-1921), sommo poeta di Vermiziano al quale, ad imperitura memoria, è stata dedicata la scuola del paese.
Danilo Giovanelli mette in piedi un romanzo gustosissimo che cattura l’attenzione e diverte. Tra le pagine de Il segreto del Morbillaio – vincitore del Premio iNarratori 2008 per il miglior romanzo fantastico – si muovono vizi e virtù degli scrittori (reali, supposti, sedicenti tali), degli amanti della letteratura (anche questi veri amanti o fanatici) e di tutte le persone che, per un motivo o per l’altro, vivono all’ombra di un grande scrittore.
Dopo averci magnificato le lodi di Saturnetto Vinceslovo, il romanzo ci presenta la situazione al giorno d’oggi: la scuola, che è stata una palestra per architetti che l’hanno sempre modificata e stravolta, gli alunni che questa scuola frequentano, gli Amici del Morbillaio – una sorta di associazione culturale volta a tenere viva la memoria del Poeta –, i conoscenti di Saturnetto e anche un fantasma che ha preso possesso definitivo di una ragazza. Ognuno vive la propria vita, con i tic e le fissazioni, fino a quando, per caso, viene scoperta una cassetta con un inedito del fu Saturnetto Vinceslovo…
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Tarot. Ludus Hermeticus è un’antologia delle Edizioni XII – curata da Luigi Acerbi e Daniele Bonfanti – che ruota intorno al misterioso mondo dei tarocchi. Ventidue racconti – uno per ogni Arcano Maggiore più il Matto – con una introduzione e, da notare, una outtroduzione.
I racconti partono da un gruppo di amici in un locale che, dal mazzo dei tarocchi, scelgono due carte ognuno e su queste devono scrivere racconto. Visto che è il libro stesso ad autorizzare una scelta nella lettura, ho preso il mio mazzo di tarocchi e ho pescato a caso due Arcani Maggiori per iniziare a leggere: l’appeso e le stelle. Dai due racconti corrispondenti (L’Appeso di Enrico Proserpio e Le Stelle di Davide Cassia) è partita la mia lettura ed è interessante notare come i simboli dei tarocchi vengano declinati nei racconti. Per rimanere ai due che mi sono toccati in sorte, l’appeso è un candido pastore che però si lascia appendere ai ganci della lussuria, del furto, della violenza e, alla fine, fa proprio una brutta fine; le stelle, invece, diventano gli astri della nostra fantascienza, con tanto di Star Trek e di Stargate.
Tarot. Ludus Hermeticus è ben costruito e lo stile degli autori - seppur diverso per forza di cose - riesce a coinvolgere e a stimolare la curiosità del lettore, non fosse altro per scoprire come vengono interpretati i vari tarocchi. L’idea, poi, di scrivere dei racconti pescando a caso dei tarocchi mi sembra un ottimo suggerimento per chi si diletta di scrittura: uno spunto interessante che può portare ad affascinanti conclusioni.
Tarot. Ludus hermeticus
a cura di Luigi Acerbi e Daniele Bonfanti
Edizioni XII, 2007
pp. 332, euro 12,60
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Scene di uccisioni, violenze, di serial killer efferati ci vengono proposte a ogni ora del giorno e della notte da tutta una serie di telefilm che furoreggiano sulle varie emittenti televisive. Una pecca di queste fiction, a mio modo di vedere, è che non ti lasciano il tempo di pensare, e di elaborare quanto viene trasmesso. Possibilità di pensare che invece viene offerta dal libro di Giuseppe Pastore e Stefano Valbonesi, In due si uccide meglio. Quando i serial killer agiscono in coppia da pochi giorni in libreria per i tipi delle Edizioni XII.
Gli autori presentano nove coppie (uomo/donna, donna/donna, uomo/uomo) che hanno commesso delitti seriali e, proprio per il fatto di compierli in coppia, diventavano sempre più forti e uniti ad ogni omicidio. Una coppia per tutte, quella formata da Wolfgang Abel e Marco Furlan, meglio noti come Ludwig. Ogni coppia viene presentata in maniera duplice: una parte è squisitamente storica e racconta i fatti, l’altra è una riflessione sui delitti e sulle motivazioni che possono averli scatenati. La trattazione degli argomenti è anche un modo per leggere il libro: si può procedere seguendo la narrazione degli eventi o si può scegliere di leggere la parte motivazionale. O, ancora, si può optare per la lettura delle storie in maniera separata.
Qualunque sarà il percorso che sceglierete per la lettura di questo testo di Pastore e Valbonesi sarete senza dubbio affascinati sia dalle storie presentate che dal mondo in cui sono descritte. E se si vorrà approfondire ci si potrà affidare alla bibliografia e sitografia riportata al termine del libro.
Giuseppe Pastore - Stefano Valbonesi
In due si uccide meglio. Quando i serial killer agiscono in coppia
Edizioni XII, 2010
pp. 240, euro 15
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Ho atteso un po’ prima di iniziare a leggere il Diario Pulp di Strumm. Era lì, sulla scrivania, che occhieggiava, ma non mi decidevo a leggerlo. Poi, complice una visita dal dentista, me lo son portato appresso… ed è stato amore fin dal primo rigo!
Vado a casa del Sellero, dobbiamo organizzare una manovra per domani sera. Il Sellero abita in un bilocale al terzo piano di una vecchia palazzina alla Garbanza. Di solito lo trovo spalmato sul divano a mangiare fagioli direttamente dalla scatola, canottiera bisunta e ciabatte infradito anche d’inverno. È magro come un foglio, non ha un pelo neanche disegnato, eppure riesce a stare in tenuta estiva anche a gennaio. Suono il campanello e aspetto […] Il Sellero spalanca la porta, ovviamente indossa una canottiera lurida e le infradito […]
“Sellero, ma che cazzo è ’sta roba?”
“Di che parli?” mi fa sinceramente sorpreso.
“Ci sono due cadaveri sedute sulle sedie, legati con dello spago per non farli cadere a terra.
“Chi sono questi due stronzi?”
“Ah, quello è il lavoro della scorsa settimana…” mi fa eco distratto.
“Hai deciso di farci il presepe?” (pp. 9-10)
Così, in una Roma “malfamata”, assistiamo ad omicidi trucidi, a soldi facili, a battute al vetriolo… il tutto descritto con una proprietà di linguaggio ed una scelta del vocabolario veramente degni di nota. I personaggi descritti da Strumm fuoriescono dalla pagina e sembra di poterli incontrare dal vivo, tanto sono ben descritti e rispecchia qualche tipo particolare che, bene o male, abbiamo incontrato nelle nostre città. Un plauso alle Edizioni XII che ha ripubblicato questo testo, con la cura grafica che ormai è ben nota.
Strumm
Diario Pulp
Edizioni XII, 2009
pp. 340, euro 16,00
Reminiscenze di racconti paesani narrati dinanzi al camino, con l’occhio della coda rivolto alla porta per essere pronti nel caso in cui qualche personaggio dei racconti sbucasse all’improvviso da fuori. È questa la sensazione che si prova nel leggere il romanzo La corsa selvatica di Riccardo Coltri, pubblicato recentemente dalle Edizioni XII.
Mio nonno – mi diceva Bepi – che ne sapeva più del diavolo, mi diceva sempre quando ero piccolo: “Bepi dài retta a me, se l’uomo sapesse veramente cos’è la notte nessuno mai si sognerebbe di mettere il naso fuori di casa la sera, dopo il tramonto, specialmente attorno alla mezzanotte quando il mondo si rovescia!” Io lo guardavo con tanto d’occhi sgranati immaginando chissà cosa, ma la sera quando calavano le tenebre avevo paura ed ero ben contento di essere in casa, sotto le coperte al calduccio, protetto dalla mamma che cuciva o filava vicino al camino (dall’Appendice di Dario Spada, pag. 179)
Riccardo Coltri attinge ai racconti popolari tirolesi e li rivisita con la propria sensibilità di scrittore dei nostri giorni. In questo sta un primo pregio del romanzo: è ambientato nelle nostre zone e non, come (purtroppo) spesso accade, in luoghi lontani, quasi come se un’ambientazione “straniera” possa conferire maggior importanza alle parole.

Lo scrittore e giornalista Luigi Milani ci consiglia dei libri per Natale (sia da leggere che da regalare). Milani è autore di una raccolta di racconti breve – Memorie a perdere – nei quali la quotidiana normalità spesso confina con l’allucinazione. Ecco i consigli di Luigi Milani:
Giulio Leoni, La regola delle ombre (Mondadori)
Un affascinante thriller storico che ha per protagonista un giovane Pico della Mirandola nelle vesti inconsuete di detective.
Luca Poldelmengo, Odia il prossimo tuo (Kowalski)
Un romanzo spietato ma assolutamente realistico nel quale la violenza non è mai fine a se stessa.
Archetipi (Edizioni XII)
Dodici storie sul fascino oscuro degli aspetti remoti dell’inconscio collettivo, scritte da nomi importanti o in forte ascesa nell’Olimpo della narrativa di genere, quali Danilo Arona, Daniele Bonfanti, Giuseppe Pastore, Biancamaria Massaro e molti altri ancora.
Foto | stuartpilbrow
Non so perché, ma da un po’ di tempo mi capita di soffermarmi sulle notizie “in breve” dei giornali, soprattutto su quelle che parlano di morti “strane”: cadaveri scoperti dopo mesi, persone sparite e ritrovate senza un arto e altre amenità del genere. Per pura coincidenza mi è capitato tra le mani l’ultimo libro di Danilo Arona dal titolo Ritorno a Bassavilla. E non ho potuto fare a meno di stringere una relazione tra le due cose. Relazione che spero, prima o poi, di scoprire.
Una raccolta di spaccati, epifanie, storie che vedono al proprio centro gravitazionale le nebbie di una città particolare, che un po’ è Alessandria e un po’ non lo è […] Perché a Bassavilla – e nei suoi dintorni – di cose strane ne succedono parecchie, in questo territorio di “folclore di pianura, in cui l’occulto, la cronaca nera e le vecchie storie contadine si mescolano sovente in affabulazioni dai percorsi inestricabili”
Così Daniele Bonfanti introduce il libro. E lo stesso Danilo Arona, scrittore, giornalista, critico e autore di culto della letteratura fantastica italiana, in un’intervista precisa:
Partirà tra pochi giorni la seconda edizione di uno dei concorsi letterari più curiosi in circolazione, il cui nome, L’invasione degli Ultracorti, è una riuscitissima rievocazione di uno dei più famosi film di fantascienza della storia, organizzato da Edizioni XII.
L’invasione degli ultracorti, come ben si capisce, offre uno spazio a tutti coloro che prediligono, nella stesura delle loro storie, la misura breve o brevissime. Tre sono infatti le categorie di lunghezza previste, si va dalle 1800 battute, più o meno una paginetta, alle 900, già più arduo, ai 200 caratteri, una vera impresa che necessita un bel miscuglio di genio, di fantasia e di rapidità.
Per tutti coloro che volessero cimentarsi nell’impresa, i termini del concorso vanno dal 1 maggio al 15 luglio e il regolamento completo si trova qui. Si potrà partecipare con un massimo di 9 racconti di vario genere: Fantastico, Horror, Weird e Fantascienza, Thriller, Noir, Pulp, Azione e Avventura. Buona fortuna a tutti!
Via | Fantascienza.com
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