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Tutti gli articoli con tag editoria

Festivaletteratura 2011: una scelta degli eventi imperdibili (secondo me)

pubblicato da Andrea Coccia

consigli, eventi culturali, festivaletteratura 2011
Anche quest’anno il Festivaletteratura di Mantova sta per partire, per la quindicesima volta, con la sua valanga di eventi - quasi trecento - tra conferenze, presentazioni, laboratori e spettacoli. In occasione di questa vigilia, dunque, anche quest’anno come gli anni scorsi, mi permetto di stilare per voi una lista di eventi secondo me imperdibili. Ovviamente confido che non tutti i lettori di booksblog seguiranno queste mie parziali indicazioni, prima di tutto perché ognuno ha i propri gusti, spesso divergenti, ma soprattutto perché se così non fosse ci ritroveremmo tutti in una serie di code infinite, cosa che spero francamente di evitare.

Ma bando alle ciance, ecco al mia wishlist per quest’anno…

Mercoledì 7:
Il primo evento da non perdere - o meglio, che non mi voglio perdere - riguarda uno dei miei scrittori contemporanei preferiti, il grandissimo Bjorn Larsson, autore di libri indimenticabili come La vera storia del pirata Long John Silver o Il cerchio Celtico, che parlerà al pubblico di Mantova nel chiostro del Museo Diocesano alle 16.15. Il secondo obiettivo del mio primo giorno di festival poi, magari dopo aver fatto due chiacchiere con Larsson, è la conferenza di Baricco su quel genio incredibile di Walter Benjamin, non tanto per il relatore - che non ammiro moltissimo - quanto per il soggetto, Benjamin, il miglior pensatore del Novecento.

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I protagonisti dell'editoria sul Manifesto, ovvero un bel reportage soltanto a metà

pubblicato da Andrea Coccia

editoria, generazione tq, lavoratori precari, manifesto Sulle pagine del quotidiano Il Manifesto, per quasi tutto agosto, è stato dato spazio alle voci di alcuni dei protagonisti del mondo editoriale italiano - agenti, editor, redattori, grafici, revisori, uffici stampa - personaggi che solitamente agiscono nell’ombra, almeno per chi non conosce dall’interno il settore, e il cui punto di vista è molto interessante per capire meglio come funziona l’editoria italiana.

Da poco più di una settimana, questo reportage a puntate è disponibile online sul sito della Generazione TQ. Oltre a consigliarvene la lettura, assolutamente interessante, vorrei metterne in luce un forte limite che mi sembra altrettanto interessante e significativo per comprendere alcuni problemi ancora irrisolti che affliggono l’editoria italiana contemporanea e, più in generale, l’intero sistema culturale italiano.

Scorrendo i nomi e i ruoli dei personaggi chiamati in causa per costruire questo reportage, infatti, non posso non accorgermi della evidente mancanza di considerazione per una parte decisiva dei lavoratori dell’industria editoriale, i lavoratori precari.

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I preadolescenti maschi e la lettura. Una battaglia persa?

pubblicato da sara

nytimesQuesta del titolo è la provocazione dell’articolista del NyTimes, già membro dell’associazione dei Bibliotecari americani, che tocca un tasto dolente dell’editoria contemporanea.

Ovvero, il fatto che alle donne piaccia leggere più che agli uomini, e – detto in termini di mercato – che gli editori non riescano a conquistare il pubblico maschile altrettanto di quanto accade con quello femminile. E questo, specifica, a partire dal 12 anni di età.

“I maschi non sono a loro agio nell’esplorazione delle emozioni e dei sentimenti presente nella narrativa (…) Non hanno abbastanza modelli di ruolo maschile positivi, per la letteratura…i ragazzi non vedono la lettura come una attività al maschile”, scrive un autore citato, lo scrittore Jon Scieszka. E oltretutto è un clichè ma “abbastanza vero, quello che mentre le ragazze adolescenti leggono libri con protagonisti maschili, i ragazzi adolescenti raramente leggeranno libri con personaggi prevalentemente femminili”.

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Scrivere sotto pseudonimo, una moda d'altri tempi?

pubblicato da sara

sibilla aleramo L’articolista del New York Times passa in rassegna i più famosi pseudonimi inventati, in passato, dagli scrittori: Lewis Carroll (Charles Dodgson), George Orwell (Eric Blair) e Isak Dinesen (Karen Blixen).

Ma anche Agatha Christie scrisse romanzi d’amore con lo pseudonimo di Mary Westmacott, ed Eric Blair prese un bel nome inglese, George Orwell. Anche noi ne abbiamo avuti(basti pensare a Italo Svevo – Ettore Schmitz; Sibilla Aleramo-Rina Faccio; Alberto Savinio-Andrea de Chirico).

Molti decisero di cambiarsi solo il cognome, per la vanità, forse, di renderlo più aulico (Alberto Moravia-Pincherle; Elsa Morante-Lo Monaco). Ma perchè usare uno pseudonimo, in fondo?

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Cosa NON fa un lettore Doc

pubblicato da sara

lettore doc
Se dopo che avete citato Una stanza tutta per sé qualcuno vi chiede “chi l’ha scritto, questo romanzo?”; se dopo mezzora di conversazione vi accorgete che qualcuno ha scambiato P.G. Wodehouse per P.D.James; se capita che qualcuno ti chieda: “ma perchè dici sempre La vecchia/Il vecchio” davanti ai nomi degli scrittori (mai sentita nominare la vecchia Phoebe? Ma neanche a Salinger mi stai? Madddai).

Ecco, nei tre semplici casi qui sopra elencati, NON vi trovate davanti a un lettore/lettrice Doc. Ne parlo spesso: in Italia, si sa, l’editoria campa con quei “pochi ma buoni” che da soli comprano libri per dieci persone cumulativamente. Sono i “lettori forti”, identificati da un parametro numerico (almeno 6 libri l’anno). Nella mia personale definizione invece lettore “DOC” implica l’introduzione di un parametro qualitativo, inerente appunto la qualità delle letture stesse.

Insomma, non pretendo che si sappia per esteso il secondo nome di Philip K. Dick, ma allo stesso tempo ho ben chiaro chi NON è un lettore Doc, che è colui/colei che:

NON nomina sempre e invariabilmente i soliti tre-quattro autori (conosco gente che campa per secoli citando sempre e solo, l’ultimo di Stefano Benni o Isabel Allende o Banana Yoshimoto che siano. Ma come si fa?)

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La poesia (in Italia) è morta. Viva la poesia!

pubblicato da sara

poetic flowerChi bazzica il mondo dell’editoria, o è semplicemente un appassionato lettore, lo sa già: la poesia non è per tutti. Anzi, è per pochi (pochissimi), come diceva Wislawa Szymborska in un componimento che citerò alla fine del pezzo.

Anche voi, lettori Doc, quanti libri di poesia avete in libreria, in percentuale, sul totale dei vostri titoli? Il nome del primo poeta contemporaneo che vi viene in mente? Ci state ancora pensando vero?

Quante volte vi è capitato di leggere sui siti delle case editrici “non si pubblicano volumi di poesia” nell’informativa rivolta ad aspiranti esordienti? Eppure quante volte avete sentito qualcuno dei vostri conoscenti ammettere di aver scritto (e magari pure pubblicato) un libretto di poesie con qualche piccolo editore? Tutti la vogliono scrivere, nessuno la legge: anche questo in Italia è un dato di fatto.

Onore ai (veri) poeti e soprattutto ai lettori di poesia, innanzitutto. Poi passiamo ai dati Aie che mostrano quanto la poesia sia emarginata nel mondo editoriale italiano.

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Scelti 15 personaggi rappresentativi di 150 anni di cultura italiana. Chi manca?

pubblicato da sara

libri antichi
Quanto è cambiato il volto del “lettore italiano” medio, in 150 anni di storia italiana? Tantissimo, visto che ad esempio nel 1861 l’Italia aveva il 70% di analfabeti e oggi siamo il settimo mercato editoriale al mondo.

A dedicare una mostra all’argomento sarà la prossima edizione del Salone del Libro di Torino (12-16 maggio) che prevede una esposizione dedicata al tema. Il percorso è organizzato in cinque filoni (150 grandi libri, 15 Superlibri, 15 personaggi, Editori, Fenomeni editoriali)

L’elenco dei personaggi, che trovate qui sotto, comprende i maggiori, ma purtroppo (ovviamente) ne mancano tanti (soprattutto qualche donna, visto che ce n’è solo una!). Io avrei inserito come minimo Matilde Serao ed Elsa Morante. Voi?

Francesco De Sanctis; Giosue’ Carducci; Gabriele D’Annunzio; Emilio Salgari; Benedetto Croce; Luigi Pirandello; Filippo Tommaso Marinetti; Giovanni Gentile; Antonio Gramsci; Leo Longanesi; Cesare Pavese; Indro Montanelli; Leonardo Sciascia; Pier Paolo Pasolini; Oriana Fallaci.

Foto | Flickr

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Internet e gli scrittori: latrina digitale o base di lancio?

pubblicato da sara

latrina“Internet somiglia tanto alle pareti delle latrine, dove uno arriva e scrive cio’ che vuole. Ma non determina l’autorevolezza. Mi fido molto di piu’ del lavoro editoriale”. Questa l’opinione dello scrittore e giornalista Pietrangelo Buttafuoco (autore fra gli altri di “Le uova del drago”) intervistato dall’Adnkronos sulla scelta di molti scrittori di pubblicare i loro libri in maniera indipendente, e solo in versione digitale.

Buttafuoco ha espresso un parere controcorrente commentando la notizia dello scrittore che vende il suo e-Book nella versione per Kindle, Stephen Leather, spodestando in classifica John Grisham e Stieg Larsson, cone duemila copie al giorno.

“Molti scrittori stanno pensando di diventare editori in proprio e vendere direttamente”, ha ammesso nell’intervista Buttafuoco “ma la casa editrice è l’unica che, per mestiere e tradizione, sa sostenere gli autori”.

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Ebook Lab Italia 2011: le nuove possibilità del mercato editoriale

pubblicato da lara

Una grande e con l'accento giallo

Dal 3 al 5 marzo il nuovo Palacongressi di Rimini ospiterà la 1° edizione del primo evento italiano interamente dedicato all’editoria digitale: Ebook Lab Italia. La vision della manifestazione organizzata da Rimini Fiera in collaborazione con Simplicissimus Book Farm può essere riassunta da una frase di Davide Tarasconi: “La sfida del futuro prossimo non è quella di creare prodotti, ma piattaforme e servizi, dove storicamente risiede il valore nel medio-lungo termine”.

A chi è rivolto Ebook Lab Italia? Sarà utile a chi non si è ancora del tutto reso conto di quel che sta accadendo nel mercato editoriale, di come questo si stia inevitabilmente ibridando (con le tecnologie che permettono di creare esperienze di lettura/scrittura pervasive, distribuite e interattive). La selezione di temi e facce protagonisti del nuovo mercato potrà quindi mostrare la via ai prudenti, ma anche soddisfare i curiosi e dare nuovi spunti di riflessione agli entusiasti (i tre atteggiamenti rispetto al mondo dell’editoria digitale secondo la ricerca “Ereader Italia” a cura di Bruno Patierno).

Una giornata particolarmente densa di incontri stimolanti sarà quella di venerdì 4 marzo: a partire dall’analisi dei vari modelli di business per l’editoria digitale, a cura di Paola Dubini (Università Bocconi), e dalla panoramica sulle ancora inesplorate potenzialità degli “xbook”, di Davide Casali (bakerframework.com), Vladimir Carrer (telemacosrl.it) e Francesco Leonetti. Scade domani la tariffa ridotta del 25 per cento. Sul sito tutti i dettagli.

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Curiosità: La Baldini&Castoldi Dalai cambia nome, almeno sul sito.

pubblicato da Andrea Coccia

Curiosità: La Baldini&Castoldi Dalai cambia nome, almeno sul sito.

Da quando fu fondata, a Milano, nel 1897, da Ettore Baldini, Antenore Castoldi e altri, la storica casa editrice milanese ha vissuto certamente moltissime vicissitudini, ma neppure lo sfiorato fallimento, avvenuto negli anni Settanta, e il rilancio del marchio ad opera di Alessandro Dalai all’inizio degli anni Novanta, era riuscito a cancellare dal marchio il nome dei due storici fondatori.

Ora, invece, almeno a giudicare dalla testata del sito internet della casa editrice, i nomi dei due emeriti soci fondatori sembrano essere spariti, cancellati anche dal marchio che da BCDe passa al più semplice De. Il cambio, con ogni probabilità, è stato effettuato negli ultimi dieci giorni, ma apparentemente non ha causato alcun cambiamento nel funzionamento della casa editrice.

Nelle ultime uscite che ho visto in libreria, in effetti, non mi sembrava di aver notato questa differenza, e voi, ne sapete qualcosa in più?

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