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Tutti gli articoli con tag editoria digitale

Google Editions: a che punto siamo?

pubblicato da Roberto Russo

Google Editions: a che punto siamo?

L’annuncio era stato dato con enfasi agli inizi di ottobre: Google Editions è in dirittura di arrivo e sbarcherà negli USA entro il 2010 e nel resto del mondo nel primo semestre del 2011. Visto che il 2010 è agli sgoccioli, viene da chiedersi a che punto sia il progetto. Il Wall Street Journal prova a fare un po’ il punto della situazione parlando con Scott Dougall, uno dei responsabili del progetto:

Nel corso delle ultime settimane, diversi distributori indipendenti di libri, che dovrebbero rivestire un ruolo di primo piano in Google Editions, hanno iniziato a ricevere i contratti dalle loro associazioni. Alcuni editori hanno detto di aver scambiato i primi documenti con Google: una dimostrazione dell’avvicinarsi del lancio, affermano gli stessi editori.

Google Editions, quindi, è in fase avanzata di test. I numeri di Google Editions sono impressionanti: oltre quattrocentomila titoli a pagamento al momento del lancio e due milioni di libri di pubblico dominio. E queste cifre si riferiscono solo al lancio del progetto in USA. Considerato che Google sta lavorando con oltre trentacinquemila editori in centinaia di paese, possiamo supporre che alla fine i titoli saranno veramente molti.

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Amazon sbarca in Italia, una metafora e un dubbio...

pubblicato da Andrea Coccia

Amazon sbarca in Italia, una metafora e un dubbio...Immaginatevi un piccolo paese sperduto tra i monti in cui scoppia una faida tra famiglie rivali che si scannano per avere il controllo del commercio delle vacche nella vallata, una vallata che, seppur piccola ha un potenziale relativamente alto di acquirenti. Immaginate poi che, nel bel mezzo di questa faida (che mi piace immaginare alla Per un pugno di dollari), nella cittadina arriva un esercito di stranieri equipaggiati da marines che vogliono mettersi in mezzo nell’affare.

Ecco, più o meno è così che stamattina, quando ho realizzato che la notizia della settimana sarebbe stata lo sbarco di Amazon in Italia, mi sono immaginato la fibrillazione degli attori che si muovono sul palco, per la verità un po’ sfigato, del mercato editoriale digitale italiano, un palco che si appresta – se le voici sempre più insistenti da una settimana a questa parte – si riveleranno esatte, a dover far spazio ad un ospite ingombrante e molto goloso.

Gian Maria Volonté, nel film di Leone citato poc’anzi, ama ricordare a Clint Eastwood che “Quando un uomo con la pistola incontra un uomo col fucile, quello con la pistola è un uomo morto!”, sottintendendo che la potenza di fuoco è tutto in uno scontro. Nel film Volonté ha torto, e la scaltrezza e la velocità di Clint Eastowwod gli sono fatali.

Ora, fuor di metafora, io nutro seri dubbi che il mercato editoriale italiano – l’uomo con la pistola – possa uscire sulle proprie gambe dal duello, se duello ci sarà, con il colosso americano Amazon, più che uomo con il fucile, direi uomo in un carroarmato. Voi che ne pensate?

Editoria digitale di Letizia Sechi

pubblicato da Roberto Russo

Editoria digitale di Letizia SechiSe si parla di eBook il discorso cade inevitabilmente sui formati e si dice che quello .epub è il formato standard. Sì, ma che cos’è un .epub? Come è costruito? Quali i suoi vantaggi? Se siete interessati all’argomento o semplicemente curiosi, allora il libro Editoria digitale di Letizia Sechi, edito da Apogeo, è il libro che fa per voi. Ovviamente non si parla solo di .epub, ma di tutto il mondo degli eBook:

Sono molti anni che si parla di libri digitali, ma mai come adesso i tempi sono sembrati maturi per una loro effettiva diffusione. Il mondo editoriale è in fermento, i dispositivi di lettura si moltiplicano con velocità sorprendente, l’interesse e la curiosità dei lettori sono vivissimi. Questo libro nasce in questo clima ricco di prospettive. Quando l’ebook smette di essere un’idea di difficile realizzazione, una speculazione su quanto può essere “oltre la carta”, un oggetto dai contorni indefiniti, allora, si sente il bisogno di lasciare per un momento da parte le teorie e di entrare nel vivo della sua produzione, di capire cosa bisogna fare concretamente per pubblicare libri fatti di bit.

Dopo un primo capitolo generico che parla del libro e della sua organizzazione, il testo della Sechi entra nello specifico delle competenze tecniche necessarie per la produzione di libri digitali ed esamina i vari formati dei libri digitali stessi. Interessante il capitolo in cui l’autrice analizza la produzione sistematica dei libri digitali, ponendo l’accento su come un unico “metodo che permetta di ottenere dalla stessa lavorazione sia i file per la stampa sia quelli per gli ebook costituisce un punto di partenza interessante per ottimizzare gli attuali processi di produzione del libro, gestirli meglio e renderli più flessibili.”

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E-book e pirateria: un ragionamento sulla paura degli editori

pubblicato da Andrea Coccia

E-book e pirateria: un ragionamento sulla paura degli editori

La continua e inarrestabile scalata nelle classifiche di vendita degli e-book, coronata ultimamente dal grande successo delle vendite natalizie, inizia a far parlare in maniera sempre più massiccia gli addetti ai lavori del problema pirateria.

Ci risiamo: negli anni ‘80, dopo la diffusione dei videoregistratori, i produttori cinematografici denunciarono il rischio di estinzione del cinema, tra gli anni ‘90 e gli anni zero, dopo l’invenzione degli mp3, toccò ai produttori musicali allarmarsi e preannunciare il fallimento. Niente di strano, allora, se ora, appena iniziati gli anni ‘10, ora che si iniziano a diffondere gli e-book, l’industria editoriale si preoccupa, intravedendo l’estinzione dei propri guadagni stellari e la fine della letteratura.

Ma siamo sicuri che il rischio pirateria esista veramente? O meglio, siamo sicuri che la diffusione, seppur massiccia, di copie contraffatte di libri digitali possa mettere in ginocchio un sistema industriale immenso e ricchissimo come quello dell’editoria libraria? Io, in proposito, mi permetto di sollevare dei dubbi.

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Inizia la corsa agli ebook: Barnes&Nobles presenta il Nook

pubblicato da Andrea Coccia

Inizia la corsa agli ebook: Barnes&Nobles presenta il Nook

Dopo l’annuncio dell’entrata di Google nel mercato dell’editoria digitale, dopo lo sbarco anche in Europa del Kindle targato Amazon, ecco la nuova tappa della corsa all’ebook che sta riguardando alcune tra le più grandi e potenti aziende del mondo del libro: si chiama Nook ed è il risultato del lavoro della Barnes&Nobles, la grande catena americana di librerie, che lo ha presentato a New York davanti ad una folta platea.

Le caratteristiche di questo nuovo e-reader sono le seguenti: schermo touchscreen da 6 pollici per la lettura, secondo schermo a colori, 2 giga di memoria espandibili fino a 16, connettività 3G in esclusiva sulla rete AT&T e Wi-Fi permessa solo nelle librerie B&N. In più compatibilità con i file musicali MP3, ascoltabili tramite un altoparlante interno.

Ma uno degli aspetti più interessanti di questo nuovo prodotto targato B&N è la possibilità del prestito degli ebook, una possibilità che, seppur con assurde limitazioni è pur sempre un segnale di prima accettazione di un concetto che solitamente le grandi industrie faticano a comprendere: gli scampoli di esistenza più significativi di un libro sono quando passa di mano, quando viene prestato, consigliato, abbandonato e ritrovato. Tutte cose di cui speriamo di non dover sentire la mancanza nel nuovo mondo digitale che ci stanno disegnando attorno.

Via | La Stampa
Foto | Barnes&Nobles

Dalla Francia arriva l'Hyperlivre.

pubblicato da lara

Copertina Hyperlivre Io sono tra quelli che pensano che il libro cartaceo sia insostituibile. Perché mi piace l’odore della carta e il rumore che fanno le pagine quando si voltano; mi piace leggere sul letto e piegare la copertina e scriverci sopra il mio nome. Però comincio a temere che ben presto tutto questo potrebbe non esserci più.

Da Francoforte arriva la previsione che nel 2018 l’editoria digitale sorpasserà quella cartacea. Intanto arriva l’ennesima novità: l’Hyperlivre, cioè un libro di carta capace di interagire con i cellulari. Basterà scattare una foto al codice a barre nella pagina e si potranno visualizzare sul display del telefonino i contenuti aggiuntivi: interviste, canzoni, video clip.

L’autore del primo esemplare è Jacques Attali, economista e scrittore, nonché collaboratore del governo Mitterand. In realtà l’hyperlivre non è in competizione con il libro, ma io continuo a rimanere scettica e francamente non so quanto l’invezione potrà prendere piede. In fondo chi è sdraiato e immerso nella lettura, avrà voglia di scattare foto e armeggiare con il cellulare?

Le sense des choses
Jacques Attali
Laffont
€ 21

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Al via la Fiera del Libro di Francoforte, meno editori presenti e febbre alta per gli e-books

pubblicato da Andrea Coccia

Al via la Fiera del Libro di Francoforte, meno editori presenti e febbre alta per gli e-books

E’ partita stamane a Francoforte la 61esima edizione delle Fiera del Libro, la più importante e frequentata manifestazione editoriale d’Europa, manifestazione chiave sia per le grandi corporation editoriali, a caccia di affari, di compravendite di diritti, sia per le case editrici medio piccole. E’ appena iniziata la Fiera e già arrivano dati che indicano un calo degli espositori, da 7314 a 7373 (fonte AffariItaliani), un lieve calo in verità, ma che segnala una piccola inversione di tendenza a suo modo preoccupante.

Ma l’importanza dell’appuntamento fieristico di quest’anno è sicuramente un’altra, è la galoppante editoria digitale, con gli e-books, gli e-readers e tutti i problemi e le discussioni che questi nuovi supporti (che per alcuni supereranno i loro cugini cartacei entro il 2018), un nuovo mondo da scoprire che non sembra temere la crisi.

Il primo degli appuntamenti interessanti sembra essere la presentazione del rapporto dell’Aie sull’editoria italiana che, secondo alcuni dati rivelati dall’ANSA, porterebbe notizie interessanti: come l’aumento delle esportazioni di titoli in italiani dell’1%, la diminuzione delle traduzioni dal 25% al 19%, o ancora, l’aumento, addirittura del 94% rispetto al 2001, del numero di libri italiani di cui i nostri editori cedono i diritti di edizione.

Per ora, in ogni caso, è ancora impossibile fare bilanci: la Fiera è iniziata da poche ore, ancora non sappiamo chi si porterà a casa gli affari migliori, o chi se ne tornerà a casa con più preoccupazioni di quando è partito, ancora qualche giorno dobbiamo aspettare.

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Arrivano i Vook, l'ultimà novità dell'editoria digitale

pubblicato da Andrea Coccia

Arrivano i Vook, l'ultimà novità dell'editoria digitale

Dopo gli ebook readers arriva dagli Stati Uniti l’ultima delle invenzioni architettate dall’industria editoriale per stare al passo con le nuove tecnologie. Si chiama Vook ed è un neologismo che sposa in sé le parole book e video, un nuovo termine che designa una modalità comunicativa che per molti addetti ai lavori potrebbe diventare una valida alternativa non solo ai libri cartacei, ma anche ai loro cugini digitali.

L’idea, venuta alla casa editrice americana Simon&Schuster in collaborazione con la società di Silicon Valley Vook.com, è molto semplice: unire in un unico supporto digitale la potenza immaginifica di un racconto a quella visiva delle immagini, dei video. Il tutto alla modica cifra di 6 dollari e 99 cents.

Un progetto, questo della Simon&Schuster, che sta già trasformandosi in realtà; sono infatti già pronti, e già in vendita, i primi quattro libri di questa ‘collana’ molto particolare: il primo, che pare prestarsi bene alla vookizzazione è un manuale per scoprire proprietà cosmetiche della frutta e della verdura, l’altro pare invece un po’ meno riuscito, si tratta del romanzo rosa Promises di Jude Deveraux.

Sono ovviamente già scoppiate le polemiche sulla legittimità o meno dell’intera operazione: il mondo delle lettere fa ovviamente quadrato intorno alla carta stampata, mentre il mondo editoriale appare più aperto e curioso a queste nuove aperture di mercato. E voi? Da che parte state?

Via | Sole24ore
Foto | Takeaplunge

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Svelato il Kindle cinese

pubblicato da luca v.

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E’ un Kindle? Boh, forse, no. Parlavamo questa mattina dell’attesa degli editori italiani per l’arrivo del Kindle nel mercato europeo che in Cina sono già pronti per l’uscita di un clone del famoso lettore della Amazon. L’abilità dei cinesi nella produzione di gadget clonati e’ oramai risaputa. Entro fine anno potrebbe essere la volta del Kindle 2.

In occasione della recente Digital Publishing Fair 2009, la Founder Group ha presentato una copia molto simile al lettore di e-book Amazon. WeFound, il nome del doppione, che secondo TechOn presenterebbe solo alcune differenze rispetto alla copia originale: la forma dei tasti laterali, la larghezza della parte frontale ed ovviamente il logo.

WeFound dovrebbe essere distribuito in Cina per la fine dell’anno al prezzo di 210 dollari circa. Il lettore dovrebbe essere dotato di una SIM che permetta di scaricare gli e-book direttamente sul portatile. Sebbene dalla Founder Group dichiarino che il lettore è stato sviluppato indipendentemente e non ha nulla che fare con il Kindle, alcuni dubbi rimangono. Giudicate voi.

Fonte | TechOn
Foto | Flickr

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E-book, a che punto siamo?

pubblicato da luca v.

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Attesa per l’arrivo del Kindle anche in Europa. Questa in poche parole la situazione dell’editoria digitale in Italia, uno stato di apatia volontaria in vista di qualcosa ritenuto comunque come inevitabile. Gli editori italiani avrebbero capito l’ineluttabilità degli sviluppi futuri ma cercherebbero di ritardarne l’attuazione.

Intervistato da o1Net, Antonio Tombolini, fondatore della Simplicissimus book farm,sostiene che uno dei gap dell’editoria italiana sia la mancanza di informazioni e la scarsa attenzione alle dinamiche estere. Un atteggiamento evidenziato da un mercato che vale zero a causa dell’assenza di un’offerta economica.

La svolta per lo sviluppo dell’editoria digitale dunque potrebbe verificarsi con l’arrivo di Amazon e Google che dovrebbe stimolare gli editori a muoversi nella direzione “obbligata” onde evitare di rimanere esclusi dal mercato. Un mercato che fuori si muove, ipotizza modelli di business che giungeranno anche da noi. Prima o poi.

Fonte | 01Net
Foto | Flickr

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