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Tutti gli articoli con tag editoria

Un salto nel vuoto, Maurizio Cattelan si racconta in un libro intervista

pubblicato da Andrea Coccia

maurizio cattelan, un salto nel vuoto, rizzoli, libri, editoria Per Maurizio Cattelan il mondo sembra assomigliare a un testo da alterare a piacimento inserendo dettagli spiazzanti, capaci di insidiare le certezze del pubblico fino all’estremo: dai bambini impiccati all’albero, a Giovanni Paolo II spiaccicato da un meteorite, dal cavallo appeso al soffitto fino a Hitler che prega in ginocchio e al dito medio di Piazza Affari a Milano.

Ora il grande artista padovano, da sempre restio anche soltanto a rilasciare interviste, ha accettato di rompere il silenzio attraverso un libro intervista che uscirà per Rizzoli e che si intitolerà Un salto nel vuoto, scritto con Catherine Grenier. Dall’infanzia a Padova, dalla difficile storia familiare segnata dalla malattia della madre, passando per un’adolescenza non meno complicata passata a lavorare negli obitori e negli ospedali, fino alla scoperta della vena creativa e alla decisione di non accettare di farla diventare un “lavoro”, ma un’arte.

Il ritratto che emerge è quello di un uomo da sempre votato alla libertà e all’indipendenza, che ha deciso di mettersi a fare l’artista per poter “smettere di lavorare”. «A volte è salutare restare al di fuori di un gruppo», dice Cattelan, e forse ha ragione. Di certo la sua storia ha il sapore dolciastro delle avventure finite bene, tipico delle storie che non si ripetono. Ma proprio per questo, leggerla può far bene alle nostre speranze appassite.

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BeBookers, ovvero se il lettore non va alle presentazioni le presentazioni vanno dal lettore...

pubblicato da Andrea Coccia

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Una nuova iniziativa culturale sta prendendo piede a Milano. E’ iniziata per gioco qualche mese fa da un’idea di Leonardo Merlini e Marianna Albini che, spinti da un amore irrefrenabile verso la letteratura, ma anche dalla convinzione inamovibile che i libri sono molto più che importanti, fondamentali o imperdibili, sono addirittura spassosi e divertenti.

Proprio per questo i due si sono inventati una formula che unisce le due cose: profondità e leggerezza le avrebbe chiamate Italo Calvino, due delle cifre stilistiche che secondo il grande sanremese avrebbero dovuto capire come convivere nel nuovo millennio che, sfortunatamente, non gli è stato concesso di vedere nascere.Mi spiega Marianna - incontrata per caso ieri sera a Officina Italia - che il loro progetto si basa fondamentalmente sulla volontà di portare in giro la meraviglia dei libri e della lettura, quella di sempre, ma in modo molto più divertente.

«Vogliamo lasciare fuori - mi dice - tutto quello che rende l’essere appassionati di letteratura e di libri una cosa difficile, paludosa e troppo spesso noiosa». Annuisco, mi rendo conto che questa è una verità assoluta, siamo d’accordo. Ma qual è secondo loro la ricetta vincente, le chiedo. «Per noi la ricetta è molto semplice: divertirsi. Abbiamo fatto spettacoli in ristoranti, feste in libreria e anche il primo AperiWallace (aperitivo letterario dedicato a David Foster Wallace».

Manca solo che andiate a casa della gente, le faccio, con un sorriso. «Ma ci andiamo! Andiamo anche a casa di chi ci invita, volendo possiamo anche organizzare un catering, portare da bere e da mangiare». E’ in quel momento, probabilmente, che l’idea mi ha letteralmente conquistato.

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Amazon tenta gli scrittori: paura per la filiera editoriale tradizionale

pubblicato da Andrea Coccia

amazon, editoria, libri, rivoluzione Lo si aspettava da tempo, ora ci siamo: Amazon sta facendo il passo decisivo per completare l’avvio di una vera e propria rivoluzione che potrebbe mettere a soqquadro l’intera filiera editoriale così come la conosciamo ora. Dopo aver convinto i lettori del fatto che potevano fare a meno delle librerie, ora sta mettendo la pulce nell’orecchio agli autori, cercando di convincerli - e siamo sicuri che non ci vorrà molto - che possono fare a meno degli editori tradizionali.

La mossa di Amazon, di cui parlano anche gli amici di Downloadblog, è molto semplice: sfrondare il mastodontico edificio editoriale togliendo i rami morti, vale a dire gli editori, e prendendone il posto facendo siglare agli autori contratti direttamente con Amazon. Risultato: gli autori guadagnano di più, i lettori spendono di meno. Difficile convincere entrambi della non correttezza della mossa.

In un interessante articolo che ho letto in rete, Luca de Biase ci ricorda che “la filiera editoriale come oggi la conosciamo è partita dalla tecnologia della stampa” ed è proprio grazie alla supremazia tecnico-tecnologica e alla legge sul copyright che gli stampatori si sono trasformati - invero ci han messo qualche secolo - nei moderni editori, onnivori, famelici, ipertrofici. Alcune di queste realtà sono diventate immense concentrazioni editoriali, che negli ultimi anni hanno conquistato tutta la filiera: dalla produzione alla distribuzione alla vendita, sovvertendo le regole del mercato, sia a livello economico, sia a livello qualitativo e di librodiversità.

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Legge Bavaglio: gli editori italiani lanciano un appello alla Fiera di Francoforte

pubblicato da Andrea Coccia

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A Francoforte tra un paio di giorni comincia la superclassica dell’editoria europea, la Frankfurt Buchmesse, la più grande fiera dell’editoria del continente. Nato come luogo e momento per parlare di libri, per fare affari e compravendite, per stringere contratti di collaborazione e di traduzione, la Fiera di Francoforte potrebbe diventare, per gli editori italiani, un’occasione per parlare di politica e per organizzarsi.

Un anno e mezzo fa, a maggio del 2010, fu il Salone del Libro di Torino a servire da catalizzatore per un appello a difesa della libera informazione promosso da più di 200 editori nazionali. Ora, proprio durante la settimana calda in cui il parlamento italiano è chiamato a votare la cosiddetta Legge Bavaglio, alcuni degli editori italiani presenti alla Buchmesse - Laterza, Minimum Fax e Mauri Spagnol in primis - hanno annunciato la loro volontà di promuovere un appello a favore della libertà di informazione nel nostro paese.

A partire dalla proposta di inserire la detenzione tra le pene applicabili ai giornalisti che diffondono intercettazioni non autorizzate, fino all’obbligo di rettifica online per le testate registrate - i blog personali sono stati, fortunatamente, esclusi - il decreto legge sulle intercettazioni pone moltissime limitazioni alla libertà dei giornalisti in questo paese.

La speranza che il parlamento si opponga a questa legge c’è. Non ci resta che sperare che la presa di posizione degli editori italiani, che si aggiunge alle mobilitazioni dei giornalisti, dei blogger, della galassia Wikipedia e di molti altri, possa contribuire a fermarne l’iter.

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A Milano prove di festival letterario, questo sabato con Roland

pubblicato da Andrea Coccia

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Da un po’ di tempo si sente parlare della volontà di lanciare un Festival di Letteratura anche a Milano, una città che già ospita rassegne importanti come la Milanesiana organizzata da Elisabbetta Sgarbi e OfficinaItalia, del duo Antonio Scurati - Alessandro Bertante, ma che rischia di perderle entrambe nel prossimo futuro.

Ma mentre alcuni degli eventi editoriali più importanti della città sono in forse, ce n’è uno che sta nascendo e che vuole diventare un appuntamento fisso della fine dell’anno editoriale, più o meno a giugno dunque. Si chiama Roland, è curato da Giorgio Vasta e Marco Peano, in collaborazione con Ilaria Bernardini, Matteo B. Bianchi e Elena Quarestani e nasce con un obiettivo decisamente ambizioso:

provare a dotarsi di ulteriori diottrie per comprendere sempre più in profondità (e responsabilmente) i meccanismi che determinano l’esistenza di un libro e la sua percezione nel campo letterario.

Per mettere alla prova la loro ambizione e per dare un assaggio al pubblico milanese di quello che hanno intenzione di fare, i Rolandiani hanno organizzato per questo sabato un’intera giornata di eventi e di discussioni allo spazio Assab One, giusto accanto a via Padova. Il programma è decisamente sostanzioso: si parte con Michela Murgia, si continua con Giusi Marchetta e Christian Frascella per poi approdare a un ricco pomeriggio con ospiti di tutto riguardo: Helena Janeczek, Andrea Cortellessa, Marco Belpoliti, Michele Rossi, Stefano Salis, Domenico Starnone, Massimo Cirri e molti altri.

Un evento sicuramente interessante per chi sceglierà di restare a Milano per questo ultimo weekend di settembre.

Via | Rolandscritture

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Wepub.it, ovvero l'editoria al tempo dell'e-ditoria

pubblicato da Andrea Coccia

e-ditoria, ebook, editoria, wepub.it, pubblicazione inediti, Ormai non si può certamente far finta di niente: l’e-book si sta affermando sempre di più come un medium di lettura diffuso ed efficace. E, se da una parte le prospettive apocalittiche che immaginavano il libro digitale antagonista-killer di quello cartaceo paiono ridimensionarsi in direzione di una più pesata e ragionevole prospettiva “a due binari”, è pur vero che l’e-ditoria - perdonatemi l’orribile neologismo - è in fibrillazione da mesi e continua a figliare.

L’ultimo dei figli di questa nuova generazione di editori ha fatto la sua apparizione proprio in queste ore. Si chiama Wepub, è un progetto nato a Milano dalla volontà di due editori “nativi digitali” e sembra avere tutte le carte in regola per far sentire la propria voce. Ma, direte voi, cosa ti fa pensare che questa casa editrice, tra le tante che stanno nascendo come funghi nel sottobosco della rete, abbia una marcia in più.

Il motivo che mi spinge a guardare con estremo interesse a questo nuovo progetto è soprattutto il suo autodefinirsi contrario ad ogni forma di editoria a pagamento, una piaga che già affligge l’editoria cartacea e che rischia di affliggere pesantemente anche quella digitale. Mi sembra che questo sia un discorso imprescindibile per un progetto editoriale che voglia definirsi serio.

Ma i ragazzi di Wepub si spingono anche oltre, e ribadiscono la propria voglia di onestà dichiarando la volontà di prendersi cura fino in fondo dei propri e-book, scegliendo le proposte personalmente, attraverso scouting diretto, puntando sulla qualità e cercando di offrire i propri prodotti a un prezzo accessibile. A un progetto del genere noi di booksblog non possiamo che augurare buona fortuna, convinti che se sapranno restare fedeli al loro manifesto, i ragazzi di Wepub andranno lontano.

Via | Wepub.it

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Una conversazione con Enrico Deaglio. Seconda parte.

pubblicato da Andrea Coccia

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Ecco a voi il seguito dell’intervista che abbiamo pubblicato su queste pagine lunedì. Dopo aver parlato con Enrico Deaglio del suo romanzo d’esordio, Zita, il discorso è proseguito - ed era quasi un obbligo - sul futuro del giornalismo all’epoca dei supporti digitali, ma anche sul presente e, soprattutto, sul futuro del nostro paese e dell’Europa. Continua a leggere dopo il salto…

Continua a leggere: Una conversazione con Enrico Deaglio. Seconda parte.

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Marcos y Vintage, i leggendari esordi della Marcos y Marcos in vendita su internet

pubblicato da Andrea Coccia

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Forse non tutti sanno che prima di essere una delle case editrici più quotate del panorama editoriale italiano indipendente, la milanese Marcos y Marcos era praticamente una scommessa, un sogno racchiuso in una mansarda in zona Porta Venezia da dove si dice che uscissero libretti assemblati a mano e numerati.

Si dice, e per qualcuno è quasi diventata una leggenda questa storia di esordi autoprodotti, di libri inventati, di mansarde odorose di colla e carta pregiata. Ebbene, oggi questa leggenda ha un motivo in più per essere creduta vera e vidimata come Storia. Sì, perché quei leggendari libretti sono di nuovo disponibili per i collezionisti e i bibliofili - o semplicemente per gli aficionados di questa piccola grande realtà dell’editoria indipendente.

Tra queste undici perle, risalenti agli anni ‘80 e acquistabili via internet direttamente dal sito della casa editrice, ci sono i Frammenti sulla poesia di Novalis, Il mio Puškin di Marina Cvetaeva, la Novella del buon vecchio di Italo Svevo o ancora La società come milizia di Ludovico Geymonat e Il diluvio di Leonardo da Vinci.

Via | Marcos y Marcos

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Crowdfunding: una strada percorribile per il futuro dell'editoria indipendente?

pubblicato da Andrea Coccia

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Un paio di giorni fa Finzioni ha pubblicato una notizia molto interessante: gli autori di una graphic novel basata su un racconto del grande H.P. Lovecraft sono riusciti a trovare i 10mila dollari necessari per finalizzare la produzione del loro progetto attraverso Kickstarter.

Per chi non lo conoscesse, Kickstarer è il capofila - nonché il più efficace - di una serie di siti di crowdfunding - un termine inglese traducibile come “finanziamento diffuso” - che, mobilitando gli utenti della rete, permette ogni anno a decine di produzioni indipendenti di film, documentari, musica, fumetti e libri, di centrare il sempre più complesso obiettivo della ricerca di finanziamenti. Oltre a Kickstarter, attivo per ora soltanto in America, sti stanno sviluppando in tutto il mondo siti di crowdfunding, da Touscoprod, in Francia, fino a Eppela, il primo sito italiano che, pur essendo ancora in versione beta, è già riuscito nell’impresa di finanziare alcuni dei progetti dei propri utenti.

Si parla molto, negli ultimi tempi, del crowdfunding come metodo alternativo ed efficace per garantire la sopravvivenza delle produzioni culturali indipendenti che altrimenti sarebbero escluse dal mercato. Per ora questo universo indie è composto per la maggior parte da produzioni audiovisuali - corti, documentari o album - ma si sta allargando sempre di più ai supporti cartacei, dal fumetto ai reportage giornalistici.

E l’editoria? Probabilmente è ancora un po’ presto, ma personalmente credo che la strada del crowdfunding potrebbe diventare nel prossimo futuro una strada percorribile anche per gli autori di finzioni o di saggi che non rientrano nel mainstream, ma soprattutto per le riviste indipendenti, e penso al circuito del Birra, per esempio. Voi che ne pensate?

Via | Finzioni

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Il primo salone del'editoria creativa e autoprodotta a Milano

pubblicato da Andrea Coccia

salone dell'editoria creativa, editoria autoprodotta, editoria, libriIn concomitanza con il Festivaletteratura di Mantova, dove da oggi a domenica sfileranno i grandi nomi dell’editoria italiana e straniera, un’altra faccia dell’editoria, molto più piccola, nascosta, ma non per questo meno preziosa e interessante sarà in scena a Milano. Per due giorni, infatti, tra sabato e domenica (10-11 settembre), negli spazi dell’associazione culturale Van-Ghé in via Bastia al 15, per la prima volta la microrealtà dell’editoria creativa milanese si è data appuntamento.

Che diavolo è l’editoria creativa? Si chiederà il lettore. La risposta è semplice, ed è anche ben spiegata sulla pagina di riferimento del salone: innanzittutto trattasi di un’editoria indipendente, completamente autoprodotta, che ha come obiettivo la diffusione di una “libertà di espressione che abolisca le forme autoritarie e omologanti della cultura ufficiale, per lasciare spazi mentali liberi, aperti e alternativi”.

Ma, alla fine, continuerà a chiedersi il lettore esigente, che diavolo significa tutto questo? Cosa c’è dietro queste belle parole? La risposta è ancora più semplice. Per una volta dietro le belle parole si nascondono delle belle cose:

Libri cuciti a mano, libri realizzati con cartoni dei supermercati, libri fatti con le buste usate, libri a fisarmonica, libri da taschino, libri autoprodotti dall’inizio alla fine, libri che si lanciano oltre lo steccato di qualsiasi bon-ton editoriale alla volta di nuove sperimentazioni e invenzioni. Copertine fatte con i vecchi dischi di vinile, con le lastre radiografiche, con i biglietti del tram usati, con le cartoline di mostre scadute, poesie rubate e stampate sui retro dei fogli usati.

Insomma, un mondo assolutamente interessante che chi passerà dalle parti di Milano durante il weekend ha l’occasione di vedere per la prima volta.

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