Basta gettare uno sguardo di sfuggita alla classfica dei libri più venduti su Bookrepublic, una delle più grosse librerie online italiane, per notare i primi segnali di una dinamica molto interessante, la cui portata andrà valutata nei prossimi mesi: sto parlando del fatto che, per la prima volta, piccoli editori indipendenti lottano alla pari con le grandi major, arrivando addirittura a scalzarle dalle prime posizioni delle vendite.
Vediamo le prime tre posizioni: al primo posto troviamo un libro di Paolo Nori, La matematica è scolpita nel granito, libro di esordio della giovanissima casa editrice Sugaman, fondata da Nori e Alessandro Bonino, che pubblica esclusivamente in digitale; al secondo, poi, a confermare la forza dei “nativi digitali”, troviamo La mente accresciuta, un saggio di Derrick de Kerckhove, edito dalla 40k, casa editrice fondata da Marco Ghezzi e Marco Ferrario e anch’essa operante soltanto su formati digitali.
Bisogna dunque arrivare al terzo posto per trovare il primo editore “nativo cartaceo”, ISBN, che riesce a piazzare Io sono Febbraio, di Shane Jones davanti a tutti i competitors di carta, competitors che sfilano dietro a qualche lunghezza: al quarto posto la Marsilio, con un libro di Camilla Lackberg, seguito da Nord, Instar Libri e, udite udite, ancora da 40k, che riesce così a piazzare due uscite davanti al primo libro di una major, Il cimitero di praga di Eco, della Bompiani. Chiudono Newton&Compton e Longanesi.
Oltre alla insospettabile forza degli editori digitali, salta subito agli occhi l’assenza di major come Feltrinelli e Mondadori. Ma non è tanto l’assenza a pesare – assenza che certamente non allarma – quanto la presenza di queste piccole realtà completamente indipendenti capaci, almeno in questa prima fase di avvio del fenomeno ebook, di competere con realtà che, su carta, sarebbero senz’altro irraggiungibili.

Dal 3 al 5 marzo il nuovo Palacongressi di Rimini ospiterà la 1° edizione del primo evento italiano interamente dedicato all’editoria digitale: Ebook Lab Italia. La vision della manifestazione organizzata da Rimini Fiera in collaborazione con Simplicissimus Book Farm può essere riassunta da una frase di Davide Tarasconi: “La sfida del futuro prossimo non è quella di creare prodotti, ma piattaforme e servizi, dove storicamente risiede il valore nel medio-lungo termine”.
A chi è rivolto Ebook Lab Italia? Sarà utile a chi non si è ancora del tutto reso conto di quel che sta accadendo nel mercato editoriale, di come questo si stia inevitabilmente ibridando (con le tecnologie che permettono di creare esperienze di lettura/scrittura pervasive, distribuite e interattive). La selezione di temi e facce protagonisti del nuovo mercato potrà quindi mostrare la via ai prudenti, ma anche soddisfare i curiosi e dare nuovi spunti di riflessione agli entusiasti (i tre atteggiamenti rispetto al mondo dell’editoria digitale secondo la ricerca “Ereader Italia” a cura di Bruno Patierno).
Una giornata particolarmente densa di incontri stimolanti sarà quella di venerdì 4 marzo: a partire dall’analisi dei vari modelli di business per l’editoria digitale, a cura di Paola Dubini (Università Bocconi), e dalla panoramica sulle ancora inesplorate potenzialità degli “xbook”, di Davide Casali (bakerframework.com), Vladimir Carrer (telemacosrl.it) e Francesco Leonetti. Scade domani la tariffa ridotta del 25 per cento. Sul sito tutti i dettagli.

Nella campagna del Bengala. Una bambina camminava a fatica sulla piccola diga che separava due campi di riso. Portava una borsa piena di libri e di quaderni. Tornava da scuola, ed ero sicuro che dall’alba non aveva mangiato più niente. Mi rivolse un bel sorriso e mi salutò con la mano. Mi frugai in tasca sperando di trovarvi qualcosa da offrirle. Ne estrassi soltanto un biscotto e glielo diedi. Mi ringraziò come se le avessi messo in mano la luna, poi riprese il cammino. La seguii con lo sguardo. Qualche minuto dopo incrociò un cane scheletrico. Vidi che la bambina spezzava in due il biscotto e ne dava la metà all’animale.
“India mon amour racconta, attraverso scritti e immagini – scrive Dominique LaPierre nell’introduzione del suo nuovo libro - la mia straordinaria storia d’amore con l’India (…) un omaggio al coraggio, all’amore e alla speranza di tutti gli eroi ai quali dedico questo libro, come a tutti coloro che condividono il mio impegno di solidarietà per fare in modo che questo mondo sia un po’ più giusto”.
Al centro di questo India mon amour c’è ancora una volta l’India, “un paese di un miliardo e duecento milioni di abitanti che vivono in seicentocinquantamila villaggi, dove si parlano più di settecentocinquanta lingue. Dove si adorano venti milioni di divinità”, e “per penetrarne i misteri ci vorrebbero dieci vite”.
Vi invito a leggere qui la sconfortante cronaca dell’affossamento di un progetto di promozione della lettura. Affossamento da parte di piccoli editori e librerie indipendente: affossamento paradossale, perchè il progetto intendeva creare un ‘circolo virtuoso’ a vantaggio di entrambe le categorie.
In breve,
“ogni mese, in base a segnalazioni e scelte dai cataloghi degli editori della lista free, si sarebbe stilato un elenco di libri. Tale elenco sarebbe stato sottoposto agli utenti: tramite un sondaggio i lettori avrebbero scelto qual era il libro più interessante per loro. E poi? E poi Writer’s Dream, a spese sue, si sarebbe occupato di spedirlo a librerie, riviste, blog, biblioteche, accompagnando il libro con locandine e materiale pubblicitario”.
Perchè allora, questo ’sconfortante’ silenzio? Non se lo spiega neanche l’ideatrice del progetto, “amareggiata e infuriata oltre ogni limite”, giustamente, per non aver ricevuto “uno stralcio di risposta” da nessuno (anzi no, 3 editori avevano aderito: Diamonds, XII e BAE). Francamente, anche io non capisco la miopia da parte delle piccole case editrici interpellate. Ovvero di chi “continua a lamentarsi - scrive lei - che le cose vanno male e che non riuscite a far arrivare i vostri libri a nessuno“.
L’idea era infatti quella di offrire ai loro cataloghi uno spazio di visibilità gratuito, senza oneri per loro, nelle librerie aderenti all’iniziativa. Piccoli editori ma dove avete la testa? Non afferrate che il vostro pane quotidiano sono proprio le iniziative virali, dal basso? Le iniziative partite dai social network, aperte a un pubblico giovanile (sono i giovani quelli che leggono di più nel nostro Paese, dovreste saperlo)? Piccoli editori, se ci siete, fatevi sentire nei commenti. E aderite.
Via | Writer’s Dream
I collaboratori che redigono le rubriche sui “libri dell’anno” si grattano la schiena a vicenda come babbuini che si spulciano l’un l’altro. In rete gli autori tessono le lodi dei propri libri sotto pseudonimo. Gli effetti di queste dinamiche sono corrosivi. Librerie e biblioteche traboccano di pessimi libri corredati da quarte di copertina fallaci scritte da pusillanimi incensatori.
Non sarà che, nella nota difficoltà per ‘libri di qualità’ di emergere, e di piccole case editrici di essere visibili al grande pubblico, parte della colpa è (anche) dei recensori (su quella di autori e lettori ci siamo già interrogati)? Me lo ha fatto pensare un articolo del Sole24Ore (che si riferisce in particolare al sottobosco accademico) di cui vi riporto degli stralci. Insomma: non sarà che è anche colpa della pigrizia dei recensori che invece di andarsi a scovare libri di qualità in piccole e medie case editrici si limitano a scremare i libri delle grosse, a recensire amici di amici, a leggere quello che passano loro gli uffici stampa degli editori più grandi?
Ecco, dopo il salto, quali sono secondo l’articolista del Sole24Ore le regole che dovrebbe tener presenti un recensore corretto.
Continua a leggere: Libri di qualità poco visibili. Le colpe dei recensori

“Non c’è, nella vita, cosa più brutta che spiegare a un bambino perchè succedono cose brutte” (Enrico Bancone)
Chi l’ha detto che a Natale, anche con fondi ridotti all’osso, non si riesca a fare un regalo azzeccato ai propri amici con la passione della lettura? Io vi consiglio una scelta ideale: una agendina letteraria in total black, di stile. E’ edita da una casa editrice che apprezzo molto, Opposto.net: recentemente sono riusciti a vincere una battaglia con Amazon.com.
L’agendina 2011 è davvero carina. Quest’anno il personaggio-simbolo scelto è Don Chisciotte de la Mancia che, come ricorda la direttrice editoriale Virginia Foderaro, “rammenta al mondo intero quanto creatività e fantasia siano irrinunciabili, per le vite di ogni essere umano”.

Mi è tanto piaciuta per gli animaletti puffolosi del suo ‘Voglio essere grande così!‘. Monica Pierazzi Mitri è una delle illustratrici di libri d’infanzia che preferisco. E qui ci spiega qualcosa di sè e del suo lavoro.
“Le mie maestre d’asilo già sapevano che avrei fatto questo lavoro, io invece ci ho messo un po’ per realizzare che una passione poteva diventare anche una professione! - spiega a Booksblog - Il disegno è sempre stato fin da bambina un mezzo di comunicazione fortissimo, il modo più semplice ed immediato per portare all’esterno un po’ del mondo brulicante che ho nella testa e per rappresentare la realtà vista attraverso i miei occhi. La mia passione è stata poi alimentata dagli studi sulla storia dell’arte, la ricerca di immagini da immagazzinare nel cervello (in questo internet è una fonte inesauribile) e l’esperienza quotidiana di vita, il tutto ben mescolato!”
Si ispira a qualcuno?
“Mi piace guardare il lavoro degli altri illustratori, c’è sempre tantissimo da imparare e ammirare, universi creativi così diversi dal mio possono solo essere uno stimolo a nuove ricerche e il mio stile in continua evoluzione è il risultato di questo processo. Tra tutti gli illustratori, sono legata in particolare a Chris Ayers, un disegnatore americano incredibilmente espressivo e dalle mille risorse tecniche, quando ho un momento di difficoltà creativa mi basta guardare uno dei suoi animali per sentire rinascere tutto l’entusiasmo per questo lavoro meraviglioso!”
Continua a leggere: Vita da illustratore. Intervista a Monica Pierazzi Mitri
Se avete un bambino/a sugli 8-10 anni che vi mette in imbarazzo con i suoi ‘perchè’ e ‘per come’ su congegni tecnici sul cui funzionamento non vi siete mai interrogati, “Ecco come funziona!” è il regalo di Natale che fa per voi.
Un librone - corposo e colorato - che spiega, con illustrazioni e semplici didascalie, 250 oggetti che orami fanno tanto parte della nostra vita, che quasi non li vediamo più. Ma al nostro pargolo, ovviamente, nulla sfugge.
E così capiranno (e capirete anche voi, non fate i sapientoni!) i meccanismi che fanno funzionare il cancello elettrico del garage o a la macchinetta per il caffè. E alla fine sarete anche in grado di rispondere alla domanda: “Come fa il bancomat a sapere quanto denaro ho sul conto corrente?”.
Continua a leggere: Ecco come funziona! di Joël e Clèment Lebeaume
Neonata realtà editoriale, Laurana ha fatto il suo ingresso nelle librerie a settembre 2010 e si è già fatta conoscere anche grazie alla Bottega di narrazione di cui vi avevamo già parlato. Dietro al progetto c’è Calogero Garlisi, amministratore delegato di Melampo editore, che ha deciso di “assecondare una delle sue passioni più forti: quella per la narrativa italiana.”
L’idea è di raccontare la realtà attraverso la narrazione. Leggiamo dal sito: “Perché questa scelta? Vale a dire: come mai si è deciso di investire la narrativa di un ruolo che ci verrebbe spontaneo attribuire solo alla saggistica? Perché grazie alla narrativa le cose si possono “far vedere”, si possono “mettere in scena”, e così rendere evidenti.”
Per ora ci sono quattro titoli in catalogo: Massimo Bosonetto con Nel grande show della democrazia, uno sguardo all’Italia del futuro che somiglia molto a quella in cui stiamo già vivendo; Un po’ più lontano di Massimo Cassani, un’incursione nel mondo dei servizi segreti italiani; Sangue di cane di Veronica Tomassini che mostra, attraverso la storia di un amore, la sopravvivenza quotidiana degli immigrati; I cani di via Lincoln di Antonio Pagliaro, un’intricata vicenda di mafia senza vincitori, né vinti. Le copertine sono sobrie, color melanzana con foto in bianco e nero che riportano indietro di almeno cinquant’anni. Per fare quattro chiacchiere con l’editore e i collaboratori, raggiungete lo stand A19.
Ho scoperto Alet edizioni grazie a un bellissimo libro di Antonella Del Giudice che ho letto un paio di anni fa, L’acquario dei cattivi. Da allora, ogni anno, faccio sempre un salto, durante il tour fieristico, allo stand A 25, per vedere le novità e sfogliare le pagine e guardare le copertine, sempre di gusto, di questa interessante realtà editoriale.
Alet edizioni (il nome viene dal greco e vuol dire verità, ma anche nutrirà), spazia dalla narrativa alla saggistica, mescola fiction e non fiction, ha grande cura della veste grafica e del testo. Aspetto molto lodevole è l’importanza attribuita al ruolo del traduttore che spesso contribuisce ad arricchire le opere con una nota sul suo lavoro, e il cui nome compare quasi sempre in copertina.
Alle cinque collane tradizionali se ne è aggiunta da poco una sesta: Iconoclasti, un progetto di Giulia Belloni. Il primo titolo, I cani vanno avanti, è diventato un caso letterario già prima che uscisse in libreria.