
Domenica scorsa, riprendendo un viral post di BuzzFeed, vi avevo mostrato una panoramica delle scrivanie delle redazioni americane: libri impilati a montagne, sfracellati al suolo, libri di ogni tipo e piccoli dettagli simpatici che rendono decisamente più umana la vita redazionale, fatta di ritmi serrati, di ora passate tra libri e computer, ma non solo.
Oggi quindi, addirittura un giorno prima di quanto vi avevo promesso, tocca alle scrivanie italiche rispondere per le rime. A conclusione di quel post, infatti, mosso - forse per la prima volta nella mia vita - da un certo fremito sciovinista, avevo lanciato un appello ai lettori di booksblog, agli amici editori, giornalisti e redattori, chiedendo di inviarmi le foto delle vostre scrivanie, colme o meno colme di libri. Volevo vedere di che pasta erano fatte le scrivanie italiane.
Bene, a distanza di una settimana le risposte sono state numerose: una dozzina tra case editrici, giornalisti freelance, redattori di riviste e lettori hanno partecipato. E i ritratto ch ne emerge - e lo vedrete con i vostri occhi nella gallery dopo il salto - è una realtà oscillante tra ordine e disordine, tra pile di libri, computer e ebook readers. Insomma, una realtà che non ha nulla da invidiare, come era ben prevedibile, a quella americana. A ben vedere la differenza è una sola: le scrivanie italiane sembrano un po’ più “castigate” rispetto alle loro omologhe americane alcune delle quali, se ben vi ricordate, erano ornate da libri erotici di varia natura.
Continua a leggere: Mucchi di libri in ufficio: le scrivanie italiane rispondono!
Sulla home page di Amazon c’è scritto nero su bianco:
Sembra ormai certo che dal 1° settembre entrerà in vigore una legge sul prezzo dei libri in lingua italiana il cui articolo principale recita: “È consentita la vendita dei libri ai consumatori finali, da chiunque e con qualsiasi modalità effettuata, compresa la vendita per corrispondenza anche nel caso in cui abbia luogo mediante attività di commercio elettronico, con uno sconto fino ad una percentuale massima del 15 per cento sul prezzo fissato”.(…)
Ti offriamo ora un’ultima possibilità di acquistare fino al prossimo 31 agosto i tuoi libri preferiti a prezzi mai più ripetibili
Uno sconto che, sembra incredibile, è del 40 per cento “minimo”, su oltre 235mila titoli. Non sono da meno gli altri grandi portali di e-commerce di libri, come Ibs, che fino al 30 agosto offre un parco tascabili di 100mila titoli al 30 per cento di sconto.
Continua a leggere: Fino al 31 agosto saldi fino al 40 % dei portali di e-commerce di libri
I dati d’oltreoceano confermano quanto i più informati di noi potevano sospettare da tempo: l’editoria tradizionale resiste alla crisi attraverso ai due puntelli fondamentali citati nel titolo, che il pubblico di lettori mostra di premiare a livello di vendite.
Si tratta in primo luogo, come riporta oggi un articolo dell’International Herald Tribune-NyTimes, delle vendite dei libri digitalizzati. In pratica, come rivela la ricerca Bookstat, condotta da The Association of American Publishers e The Book Industry Study Group, il settore è cresciuto in America, dal 2008 al 2010, del 5.6 per cento.
Crescita imputata appunto, innanzitutto (anche grazie al “minor costo dei dispositivi per l’e-reading”) , al boom degli eBook (nel 2008 i titoli digitali costituivano lo 0.6 per cento di quelli disponibili sul mercato, lo scorso anno erano il 6.4 per cento), fra cui a prevalere è la fiction (soprattutto il settore romance, mistery e thriller).
Continua a leggere: E-book e narrativa YA, speranze dell'editoria
Un’opportunità carina che segnalo a tutti gli illustratori (e le illustratrici) che ci seguono: la possibilità di far conoscere il proprio lavoro candidandosi a illustrare la copertina di Amemì (piace leggere).
Si tratta di una testata di informazioni sulle ultime novità editoriali per bambini diffusa dalle librerie Mondadori. Questo mese la copertina è affidata ad esempio alla brava Cristina Cerretti che abita a Roma e che ha scelto per tema una bimba treccioluta in bicicletta.
Per candidarsi a illustrare la copertina, bisogna semplicemente inviare qualche immagine dei propri lavori a questo indirizzo mail: eventi.mf@libreriemondadori.com.
Lucarelli, Manfredi, ma anche Concita de Gregorio e, fra gli stranieri, gli immancabili McGrath, Deaver, Lackberg. Ecco qualche anticipazione di quello che leggeremo di qui a qualche mese. Nomi che sono tutti best seller annunciati, e che i grandi editori manderanno in libreria in questo inizio estate.
C’è appunto Il sogno di volare, di Lucarelli, storia della caccia a un killer senza nome da parte di Grazia Negro, sempre più sola nel suo stato di novella ragazza-madre. Oppure Così è la vita (Einaudi), di Concita de Gregorio, che nel titolo riprende una tipica espressione dei più anziani, per introdurci a un dialogo a distanza fra un padre e una figlia.
Torna in libreria anche Valerio Massimo Manfredi con Otel Bruni (Mondadori), storia della casata dei Bruni, famiglia emiliana che attraversa con alterne vicende il periodo fra le due guerre mondiali. Personalmente attendo Ti saluto mio secolo crudele (Einaudi), di Ceronetti, visionaria panoramica del ‘900 da parte di un autore che amo molto.
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Quando finiamo di leggere un brutto libro (non occorre arrivare alla fine, naturalmente, anche perchè in genere – per definizione – con i brutti libri questa eventualità è molto rara) in genere ci rimane appiccicata addosso una spiacevole sensazione.
Sensazione, a mia opinione, derivante dal fatto di aver sprecato il proprio tempo e dal pensiero che l’autore – con diversi gradi di cattiva fede – ha sprecato energie a comporre un tale disastro. Sì lo so che de gustibus etc però esistono dei libri dalle qualità davvero scarse per generalizzata opinione.
Ora invece vorrei farvi riflettere – e ancora meglio far riflettere gli editori di cattivi scrittori, o aspiranti tali – quanto faccia male non solo alle proprie politiche editoriali, ai futuri malaugurati lettori, ma anche all’ambiente continuare a pubblicare brutti libri.
Continua a leggere: Perchè pubblicare brutti libri fa male all'ambiente (e ai bravi scrittori)

Quanto è cambiato il volto del “lettore italiano” medio, in 150 anni di storia italiana? Tantissimo, visto che ad esempio nel 1861 l’Italia aveva il 70% di analfabeti e oggi siamo il settimo mercato editoriale al mondo.
A dedicare una mostra all’argomento sarà la prossima edizione del Salone del Libro di Torino (12-16 maggio) che prevede una esposizione dedicata al tema. Il percorso è organizzato in cinque filoni (150 grandi libri, 15 Superlibri, 15 personaggi, Editori, Fenomeni editoriali)
L’elenco dei personaggi, che trovate qui sotto, comprende i maggiori, ma purtroppo (ovviamente) ne mancano tanti (soprattutto qualche donna, visto che ce n’è solo una!). Io avrei inserito come minimo Matilde Serao ed Elsa Morante. Voi?
Francesco De Sanctis; Giosue’ Carducci; Gabriele D’Annunzio; Emilio Salgari; Benedetto Croce; Luigi Pirandello; Filippo Tommaso Marinetti; Giovanni Gentile; Antonio Gramsci; Leo Longanesi; Cesare Pavese; Indro Montanelli; Leonardo Sciascia; Pier Paolo Pasolini; Oriana Fallaci.
Foto | Flickr
La moda dell’eBook a conti fatti sembra pesare poco, in Italia: solo lo 0.25 per cento dei libri viene convertito in digitale e distribuito per la vendita. Siamo ad appena 9mila titoli disponibili in digitale.
Ma perchè il mercato dell’eBook (ancora) non decolla? Dipende dall’alto costo degli e-reader, dal fatto che i lettori “forti” (quelli che sostengono il mercato) sono restii a cambiare abitudini e a leggere su schermo quando per tutta la vita si sono affidati al formato cartaceo?
Eppure i vantaggi di leggere e-Book sono tanti: non solo il basso costo dei libri stessi, ma anche la comodità di portarsene appresso tanti in un unico supporto, ad esempio. Eppure i numeri, per ora, sono questi.
Secondo una intervista dell’Adnkronos al responsabile Market&Product Innovation di Telecom Italia, Enrico Lavoro, la “colpa” sarebbe in gran parte degli editori: “il problema principale del settore, a mio parere, rimane il ristretto numero di titoli convertiti in digitale. Dovremmo attendere che l’offerta raggiunga le diverse migliaia di unita’. Ma se per far questo gli editori continueranno ad attendere che il mercato parta da solo, allora rischiamo di ritrovarci in una situazione di stallo”, ha spiegato.
Foto | Flickr
Oltre che alle polemiche per la storia della falsa “terremotata” aquilana intervenuta nella trasmissione Forum, le testate italiane dovrebbero dedicare più attenzione alle tante iniziative editoriali che continuano a raccontarci il – vero – dramma delle popolazioni colpite dal terremoto del 6 aprile 2009.
Dovrebbero farlo perché, come si è detto tante volte all’indomani della tragedia, gli abruzzesi sono un popolo fiero, che nel modo in cui hanno reagito al crollo delle loro vite, riesce a dare una lezione di umanità e coraggio a tutti i connazionali.
Segnalo quindi volentieri questo Mani nude e spille al cuore, di Marianna Di Nardo (Tracce editore), che racconta le storie di coraggio e abnegazione di alcuni dei soccorritori (vigili del fuoco, carabinieri, poliziotti, volontari della protezione civile e sanitari).

“Un biglietto di Monopoli - borbottò - Sai che bella fortuna!”
Il biglietto da mille lire si agitò e diede un colpetto di tosse. (…) Poi disse:
“No Gigi, non sono un biglietto del monopoli. Sono un biglietto da mille lire vere”
Segnalo questo bel volume per ragazzi, Mille lire, per una molteplicità di buone ragioni. Innanzitutto per l’intelligenza del progetto editoriale che c’è dietro.Apprezzabile la scelta di pubblicare un volume su un pezzo della nostra storia - le lire - per i 150 anni dell’Unità d’Italia ( e per i 9 anni dell’addio alla lira, che ricorrono oggi), e scegliere di affidare il progetto - oltre che all’autore Giulio Levi, già membro del Consiglio Scientifico dell’Enciclopedia dei ragazzi dell’Istituto dell’Enciclopedia italiana Treccani - al ‘duo’ di illustratrici Cinzia Cavallaro e Valentina Martegami.
Trovo intelligente infatti aver scelto proprio loro per le illustrazioni non solo perchè insegnano illustrazione allo IED di Milano, ma soprattutto perchè il loro stile distintivo è il collage di materiali: la scelta ideale per inserire nei disegni a corredo della storia il corpo “fisico” della cara vecchia liretta che (in versione cartacea o in forma di monete) si anima nelle mani del bimbo Gigi e spunta curiosetta in mezzo ai volti dei personaggi che hanno fatto l’Italia.