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Perchè gli italiani non amano gli aforismi? Intervista a Fabrizio Caramagna

pubblicato da sara

caramanga“Salve, gestisco un blog letterario poco conosciuto, anzi praticamente sconosciuto nonostante quasi un anno di attività. Tuttavia credo che sia il blog più autorevole sulla scrittura aforistica”. Con questa presentazione via mail, Fabrizio Caramagna mi ha conquistato. L’ho trovata deliziosa. Mi è piaciuto molto anche il blog, molto ben fatto e curato: belle foto, testi lunghi e senza refusi, documentati (http://aforisticamente.wordpress.com/).

“Aforistica/mente”, che è partito nel gennaio 2010, è infatti, secondo le parole del suo autore, “un blog che si occupa dell’aforisma contemporaneo in Italia e nel mondo con traduzioni, interviste, recensioni, analisi, news”.

Caramagna, come nasce l’idea di aforisticamente? Ovvero: chi è lei, che formazione ha, da quanto si appassiona di aforismi?
“Sono uno studioso (non accademico) del genere aforistico e anche un appassionato bibliofilo. Da circa dieci anni raccolgo libri di aforismi in ogni angolo del mondo, cercandoli anche nelle librerie antiquarie. Sono anche uno scrittore di aforismi e recentemente ho pubblicato una raccolta intitolata Contagocce. Consultando i tantissimi blog letterari mi sono accorto che esistevano centinaia e centinaia di blog dedicati alla narrativa o alla poesia, ma non esisteva neanche un blog dedicato all’aforisma. Il blog Aforistica/mente nasce dal bisogno di colmare questa lacuna”.

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L'ultimo libro di Zoran Zivkovic: la recensione.

pubblicato da Andrea Coccia

L'ultimo libro di Zoran Zivkovic: la recensione. Qualche giorno fa, segnalando l’uscita de L’ultimo libro di Zoran Zivkovic, recensito da alcuni come il libro dell’anno a pochi giorni dalla sua uscita nelle librerie, vi avevo preannunciato che l’avrei letto, soprattutto per cercare di capire se le voci che davano lo scrittore serbo come novello Borges, o quelle che lo paragonavano a Kafka, Eco e Calvino fossero ragionevoli oppure no.

Ebbene, dopo aver letto le 233 pagine di questo romanzo posso tranquillamente affermare che la risposta ai miei dubbi è assolutamente negativa. Paragonare L’ultimo libro alle opere di Borges o di Kafka è difatti assolutamente fuori luogo e ingiustificato, anche per un lancio da quarta di copertina (mendace in partenza), nessuno degli elementi che fanno di Kafka e Borges due degli scrittori più influenti e decisivi del Novecento si ritrovano in questo scialbo giallo dalla costruzione prevedibile e dallo stile marchiato a fuoco dai corsi di scrittura creativa.

Personaggi da soap opera, ambientazione inesistente, problematicità della trama nulla, gli ingredienti di questo romanzo non sono certo dei migliori, se poi a questi elementi si sommano dei dialoghi imbarazzanti e una densità inimmaginabile di discorsi inutili (primo sintomo di una scrittura debole) è chiaro che l’ordigno narrativo che ne viene fuori è disinnescato in partenza. Per non parlare dell’escamotage narrativo del libro assassino, francamente debole per reggere più di 200 pagine di narrazione.

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Parole illuminanti: marcos y marcos ed eni promuovono un concorso letterario

pubblicato da lara

Un libro aperto e due candele accese

L’idea è originale e la causa del tutto condivisibile . Si tratta di riscrivere dei testi già pubblicati, il cui protagonista è il buio, aggiungendo degli elementi di luminosità. I romanzi scelti sono di tre autori classici (Hugo, Conrad e Checov) e di un contemporaneo, Cristiano Cavina.

Il concorso si inserisce nella grande manifestazione M’illumino di meno, lanciata da Caterpillar, che quest’anno propone, per la giornata del 12 febbraio, di accendere tutti insieme le luci, adottando un sistema pulito.

Durante la trasmissione radiofonica in onda su Radio 2 verranno letti i brani da cui scaturiranno le cover letterarie. L’incipit del libro di Cavina è stato già presentato il 5 febbraio, ma è comunque possibile riascoltarlo qui. Nella puntata di oggi verrà proposto il secondo brano e a seguire, nei prossimi giorni, gli ultimi due. Il termine per partecipare è il 30 aprile e non sono previste tasse di iscrizione. I migliori otto lavori verranno pubblicati in un’antologia edita da marcos y marcos. Per maggiori informazioni visitate il sito della casa editrice.

Foto | Flickr

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Lidia Ravera si aggiudica la Vespa D'Oro 2008 del Sole 24 Ore

pubblicato da loredana

alla scrittrice Lidia Ravera Si aggiudica il premio Vespa d’Oro 2008 la scrittrice Lidia Ravera finalista nell’ultimo Strega con il romanzo “Le seduzioni dell’inverno”. Il riconoscimento, che ha già decorato Eco, Galimberti e Faletti, elegge il “migliore” fra gli autori che sono stati punzecchiati durante l’anno da “Le Vespe”, la rubrica dell’inserto culturale “Domenica” del quotidiano “Il Sole 24 Ore”. Il premio è stato assegnato venerdì scorso dal direttore Ferruccio De Bortoli che ha presieduto la giuria composta dalla redazione del Domenicale.

La punzecchiatura arriva dopo una frase che la Ravera aveva scritto nella sua rubrica sull’Unità riguardo le primarie per la presidenza degli Stati Uniti per le elezioni 2008. Secondo la scrittrice Hillary Clinton aveva il torto di “portarsi appresso il marito ex-porcello”. Battuta obiettata da le Vespe che hanno così rettificato l’affermazione: “Ex-presidente, tutt’al più. La carica di porcello (con o senza ali), Bill la conserva a vita”.

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Moro rapito! di Ivo Mej

pubblicato da sara

Com’era l’informazione tv prima del rapimento di Aldo Moro? E come quell’evento, viceversa, ha cambiato il modo di comunicare del giornalismo italiano? Si trattò, come rileva il libro di Ivo Mej, giornalista La7, di un vero e proprio trauma collettivo che contribuì anche a svecchiare il modo di informare.

Mentre prima l’unico referente di tale mondo era il filtro istituzionale, ora il giornalista è chiamato a parlare all’impronta (ricordate il reportage di Paolo Frajese sul luogo dove fu rapito lo statista?). Ora il giornalista si trova a non essere più il “portavoce” della politica ufficiale, ma a essere intermediario in prima persona delle terribili notizie diffuse da un soggetto “altro” rispetto ai referenti istituzionali: le Br, che pretendono di rivolgersi direttamente all’opinione pubblica, senza filtri.

Fra i tanti spunti avanzati, che fu proprio il modo in cui fu trattato il sequestro Moro a dare il via alla “spettacolarizzazione” delle notizie oggi imperante nel giornalismo tv italiano, e che in qualche modo, come scrive l’autore, fu “la stessa estensione e capillarizzazione dell’informazione ad avere spianato la strada ai terroristi” e alla loro strategia cruenta di contestazione del sistema. D’altronde, e l’autore dell’articolo (Andrea Camboni) cita Eco, neanche si poteva reagire “affermando soltanto che il comunicato è farneticante, delirante, fumoso, folle. Esso va analizzato con calma e attenzione; solo così si potrà chiarire dove il comunicato, che parte da premesse abbastanza lucide, manifesta la fatale debolezza teorica e pratica delle Br”.

Via | Fondazione Italiani

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Se un indice è un'opera d'arte

pubblicato da sara

Per sapere se un libro potrebbe piacerti o no, è interessante consultare il suo indice. Mi è venuto in mente con il libro di Francesco Bonami “Lo potevo fare anch’io” di cui nei commenti era stato chiesto se fosse “per un pubblico di nicchia”.

Non lo è, e lo si capisce appunto dall’indice, che inizia con “Introduzione o intromissione”? e Poi prosegue: 1 Trovate o capolavori 2 Tutto quadra (…) 7. A me me piace Andi Varol (…) 11. Ammappelthorpe! (…) 14.Hello Beuys! Approccio dis-sacrante e decostruttivo, di certo.

Ricordate anche gli indici dei capitoli del nome della Rosa, così suggestivi, che riportano le ore della preghiera dei monaci e anticipano quello che avverrà nell’azione successiva? O il “paratesto” (”tutto ciò che è intorno al testo”, ovvero note, prefazione, postfazione etc…), da manuale, di Dave Eggers in “L’opera struggente di un formidabile genio”, con le strepitose “Regole e suggerimenti per apprezzare al meglio questo libro”, che inizia così:

“1. Non c’è un’irresistibile necessità di leggere la prefazione. Sul serio. Essa esiste soprattutto per l’autore, e per tutti coloro che, dopo aver finito il libro, per qualche ragione dsi siano trovati con niente altro da leggere”.

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