Il Messaggero, di Lois Lowry, è il terzo volume della nota ex trilogia distopica e post-apocalittica YA The Giver, ora quadrilogia (nell’autunno di quest’anno verrà aggiunto Son, il volume finale *).
Se i primi due libri della serie, The Giver. Il Donatore e La Rivincita. The Gathering Blue, vi erano sembrati slegati l’uno all’altro, il terzo, che farà da trait d’union, mostrerà come la società di Jonas e quella di Kira, i protagonisti dei due romanzi, siano, invece, frutto di uno stesso evento, la caduta dell’umanità come noi la conosciamo, avvenuta alcune decine di anni prima. Questa caduta, la Rovina, ha generato - con Il Messaggero diventerà chiaro - vari tipi di società. Quella di Jonas e di The Giver, tipicamente distopica, improntata allo sviluppo ordinato e perfettamente organizzato in cui sono bandite emozioni, libertà individuali, possibilità di scelta e quant’altro, e quella di Kira, più tipicamente post-apocalittica, con una predominanza della barbarie, dell’egoismo, della violenza e della mancanza di compassione umana. In entrambe le società, così diverse, all’apparenza, eppure così simili nel garantire la propria stessa sopravvivenza, il destino dei non sani, degli ammalati, dei non più produttivi, è un destino di morte; in The Giver ottenuta con modalità “civili”, in The Gahtering attraverso l’abbandono brutale alla “natura”.
Unica eccezione - a quello che scopriamo essere lo stesso mondo e la stessa macro-zona, tra il 2065 e il 2067 circa - pare essere un villaggio in cui i non sani e i diversi, fuggiti/sopravvissuti a situazioni simili a quelle di The Gathering Blue, vivono. E lo fanno in armonia con le persone “normali”; persone che, col passare del tempo sono state generate lì o vi sono giunte per varie vie. Un villaggio, una società di pace e benessere “spontaneo” che, nell’ottica di questa serie distopica, potremmo, a buon diritto, definire… utopica.
Picabo Swayne. Le storie della camera oscura, di Alessandro Gatti e Manuela Salvi, attivi nella letteratura per ragazzi, è un romanzo distopico YA tutto italiano e, pare, particolarmente intenso.
Siamo in un futuro prossimo venturo. Il mondo è profondamente cambiato. E’ in piena crisi energetica, e la possibilità di usare l’elettricità è circoscritta a casi specifici e limitati. Il mare non esiste più, è stato “sostituito” da rifiuti e sostanze tossiche di varia natura. Le persone che vivono in questo mondo sono identificate da un numero seriale, attraverso il quale il Governo - che non concede alcuna libertà di scelta - controlla ogni aspetto della loro vita. A sedici anni, ad esempio, le ragazze devono sposarsi e fare figli.
In questo mondo triste e grigio - archetipo di mondi distopici più “classici” rispetto alle attuali e più o meno “morbide” versioni adolescenziali, quali Matched, Delirium, Beauty, Hunger Games (e parliamo di 1984 di Orwell, ad esempio, o Fahrenheit 451 di Bradbury - anche in Picabo Swayne i libri, così come i computer e altri supporti o sistemi di informazione/conoscenza o in grado di mantenere vivi i ricordi vengono soppressi) - seguiremo le avventure della quasi sedicenne Picabo Swayne, abitante di Coldbay.

Beauty. La Trilogia, di Scott Westerfeld, vecchia conoscenza di Booksblog, è il volume che raccoglie i libri della bella serie distopica YA Uglies, Brutti, Perfetti e Speciali. Serie a cui, successivamente, è stato aggiunto un quarto volume, Extras, e una guida, Bogus to Bubbly: An Insider’s Guide to the World of Uglies.
Come molti di voi sanno, in Italia erano stati pubblicati i primi due libri, Brutti e Perfetti. Poi, per ragioni inspiegabili (forse non era ancora giunto, commercialmente, il momento delle distopie…) la pubblicazione era stata interrotta, lasciando i lettori appesi a un incredibile cliffhanger. Tempo fa, però, aveva cominciato a diffondersi la notizia che sarebbe uscito un libro che avrebbe gratificato gli estimatori della serie. Bene! Solo che, invece dell’atteso terzo volume, Specials (e magari anche di quello aggiuntivo, Extras), l’editore ha deciso di optare per un libro unico che accorpi i primi tre volumi, i due già pubblicati, dunque, e il terzo, ancora inedito. Ottima cosa per chi non ha ancora cominciato la creativa serie, meno buona per chi, come me, aveva già letto i primi due capitoli e avrebbe gradito l’uscita - prima - del volume rimanente, Specials. Peccato.
Gioisca, però, chi si apre ora alla serie. Perchè Uglies, o meglio Beauty. La Trilogia (la scelta italiana non rende male l’idea portante dei romanzi) è una serie per adolescenti che merita davvero di essere letta, soprattutto a partire dal secondo, notevole romanzo.
Continua a leggere: Beauty. La Trilogia, di Scott Westerfeld. Finalmente!
Matched, di Ally Condie, è il primo volume di una pianificata trilogia distopica young adult. Il libro ha avuto molto successo in America e in breve tempo si è diffuso in un gran numero di Paesi nel mondo; in futuro, inoltre, poichè i diritti cinematografici sono stati acquisiti da Disney, è possibile che la storia approdi al cinema. Anche in Italia c’è stato un gran parlare di Matched. La campagna Fazi è stata piuttosto massiccia e ha coinvolto molti lettori nostrani. Che, poi, hanno espresso i giudizi più disparati. Sia positivi che negativi.
Il libro - vicino a serie/romanzi come Delirium, The Giver, in parte anche Uglies (sono possibili “sorprese“), e un po’ meno a Hunger Games o Unwind (indimenticato l’inquietante capitolo 61) - ci porta in un mondo futuro in cui ogni aspetto della vita è regolato dalla Società. Dalla nascita alla morte (gentilmente offerta all’età di 80 anni), dall’accoppiamento alla procreazione, all’alimentazione, allo studio, al lavoro. In questo mondo perfetto, in cui non ci sono più guerre nè malattie gravi, gli esseri umani vivono felici e sereni.
Il contesto, apparentemente più utopico che distopico, fa da sfondo alla storia della diciassettenne Cassia e dei suoi due-fidanzati-che-avrebbero-dovuto-essere-uno, Xander e Ky. (Il romanzo ha una parte romance significativa).
Continua a leggere: Matched, di Ally Condie. Una nuova e romantica distopia YA
Il giardino degli eterni. Dolce veleno, di Lauren DeStefano, è il primo volume della trilogia distopica The Chemical Garden Trilogy e l’apprezzato romanzo d’esordio dell’autrice americana.
La storia, nonostante qualche piccolo difetto, tipico di ogni “primo libro”, pare sia davvero bella, intrigante e con risvolti molto particolari, anche cupi. Sicuramente Lauren DeStefano diventerà una voce importante in questo genere di letteratura.
In un futuro prossimo venturo, nel tentativo di annullare malattie e morte e partendo da esperimenti sul DNA, i bioingegneri hanno commesso un terribile errore. Garantendo alla prima generazione ciò che effettivamente si erano prefissati, hanno condannato la loro progenie a morte programmata. Un difetto del DNA infatti, causa la fine del ciclo vitale della popolazione maschile a 25 anni e di quella femminile a 20.
In una società così strutturata, con prospettive completamente nuove e diverse, nei 70 anni successivi al grande errore, il rapporto con ogni aspetto della vita subisce modifiche sostanziali. Tutto viene anticipato e consumato freneticamente. Tra ciò che subisce un effetto devastante ci sono la sessualità e la procreazione. Da molto tempo, ormai, ragazze giovanissime si trovano sposate a età impensabili, molto spesso nell’ambito di matrimoni poligami. Ma non a tutte loro - vero soggetto debole di questa società sempre più maschilista - le cose vanno “bene”. Molte ragazze, infatti, vengono utilizzate nei bordelli e sono alla mercè - prima della loro precocissima morte - di uomini ricchi e danarosi.
Continua a leggere: Il giardino degli eterni. Dolce veleno, di Lauren DeStefano
Dentro Jenna, della californiana Mary E. Pearson, è il primo volume di The Jenna Fox Chronicles, una serie per adolescenti che mescola medicina del futuro, bioetica, biotecnologie, ma anche ricerca del sé e della propria identità e posizione nel mondo. Il ben congegnato e intenso romanzo ha riscosso sia un ottimo successo di pubblico, sia l’immediato interesse della 20th Century Fox che, tra non molto, dovrebbe portare sugli schermi il film tratto dal libro. Libro che - aggiungiamo - ha vinto anche il prestigioso premio americano ALA Best Books for Young Adults (e una lista impressionante di altri premi) ed è stato acquistato da un gran numero di editori in tutto il mondo.
Con un biglietto da visita di questo tipo, la curiosità, ovviamente, non può che scattare all’istante. Ammetto, infatti, di essere piuttosto interessata a leggere le cronache di questa Jenna Fox… Così come lo ero, d’altronde, di conoscere gli Hunger Games, La Ragazza di Fuoco, Unwind, ma anche Delirium, il futuro Matched, giusto per citare qualche romanzo di fantascienza soft di tipo distopico a cui, in parte, Dentro Jenna si avvicina, e i cui titoli, ormai, cominciano a essere familiari anche al pubblico italiano, giovane e, forse per la prima volta, anche femminile (e chissà che, di distopia in distopia, “qualcuno” non decida di ultimare anche l’interrotta serie Uglies di Scott Westerfeld…).
Ma torniamo a The Adoration of Jenna Fox (bellissimo il titolo originale, e particolarmente significativo). Jenna Fox è una 17enne che si risveglia dopo un incidente e un anno di coma. La situazione, già difficile di per sé (la ragazza deve reimparare tutto, come muoversi, come parlare, come pensare…), comincia a complicarsi quando i pensieri non tornano in modo corretto, quando le viene vietato di uscire di casa, quando la nonna si dimostra insensatamente ostile. Ma anche quando, da Boston, si ritrova, inspiegabilmente, a vivere in California, quando lampi di memoria le riportano stralci di testi letterari, ma non ricordi personali, o comunque ricordi in qualche modo alterati, disgiunti dal sé, quando le pare di vivere una sorta di sdoppiamento di personalità. Tutti le dicono che lo stato di confusione in cui si trova e l’incapacità di vedere le cose nella loro giusta prospettiva dipendono dai postumi dell’incidente e del coma…
Delirium, di Lauren Oliver, già nota in Italia per E finalmente ti dirò addio, qui, è il primo volume di una pianificata trilogia YA ambientata in un futuro distopico.
«Sono passati 64 anni da quando il presidente e il Consorzio hanno identificato l’amore come una malattia, e 43 da quando gli scienziati hanno perfezionato una cura». Questo è l’inquietante inizio di Delirium. Chi parla è Lena, una ragazza americana alla soglia dei 18 anni e, quindi, dell’intervento chirurgico che la priverà della possibilità di amare e provare desideri. Mancano solo 95 giorni. Che trascorre con ansia, spaventata com’è di potersi ammalare di Amor Deliria Nervosa.
Una malattia che la popolazione, oggetto di una propaganda costante, ritiene causa di ogni male, e che il governo argina con ogni sistema. Prima dell’intervento chirurgico, infatti, i ragazzi vengono tenuti separati per sesso e sono pesantemente indottrinati, tanto che l’arrivo dei 18 anni viene visto come una liberazione: nessun contagio sarà più possibile.
Pastworld, di Ian Beck, è il primo romanzo per adolescenti di un autore inglese noto per i suoi libri illustrati e per la serie per ragazzi su Tom Trueheart.
Il contesto in cui le vicende di Pastworld si svolgono è davvero intrigante: siamo nel 21esimo secolo, nel 2048, per la precisione. Una grande Corporation, per soddisfare le esigenze della popolazione ricca e annoiata, ha trasformato Londra in un gigantesco parco a tema ottocentesco. In esso vivono sia attori sia persone che credono di appartenere realmente all’età vittoriana (alla Truman Show…). I turisti - che vi affluiscono con dirigibili molto steampunk - possono toccare con mano l’arretratezza tecnologica, sociale, giudiziaria (c’è ancora la pena di morte), sanitaria e la povertà (di dickensiana memoria). Ma anche la violenza: le gesta di Fantom, un serial killer alla Jack lo Squartatore, infatti, offrono quel brivido sanguinario, quel mistero che gli uomini di un futuro oppressivo e conformista hanno dimenticato (e che, in parte, richiamerà alla mente Sherlock Holmes).
Le vicende - narrate da molti punti di vista diversi e con varie tecniche (ad esempio, attraverso lo stratagemma del diario oppure alternando la prima persona alla terza) - ruotano attorno ad alcuni personaggi; i principali sono i diciassettenni Eve e Caleb. Eve, vive nella Londra vittoriana e, fino a poco prima, aveva creduto che la sua esistenza fosse reale; la ragazza, inoltre, non ricorda nulla della sua vita prima dei 15 anni… Caleb, adolescente del futuro, è figlio di uno dei creatori di Pastworld e si appresta a compiere il suo primo tour del parco. Quando il padre viene rapito - e lui stesso è accusato di un crimine e lasciato in balia delle antiquate leggi vittoriane - si mette in moto una catena di eventi che porterà i due ragazzi, non solo a incontrarsi e ad “avvicinarsi”, ma anche a scoprire molte cose…
Continua a leggere: Pastworld, di Ian Beck. Passato vittoriano e futuro distopico s'incontrano
Il circo dei gatti di Vishnu, dell’inglese Ian McDonald, è uno dei romanzi brevi finalisti del Premio Hugo 2010 per la categoria Best Novella; il premio è stato vinto da Palinsesto, di Charles Stross (ne abbiamo parlato qui), che ha avuto la meglio su autori come la compianta Kage Baker e Nancy Kress. Il romanzo di Nancy Kress, Atto Uno, peraltro, verrà pubblicato da Delos Books prossimamente.
Ian McDonald, finalista o vincitore di molti premi, ha caro il tema dell’«impatto del rapido cambiamento sociale e tecnologico sulle società non-occidentali» (*); i suoi romanzi più noti, infatti, si ambientano in nazioni in via di sviluppo, emergenti o, comunque, con civiltà parzialmente arretrate (e sono spesso veicolo di metafore di critica sociale di varia natura); abbiamo, ad esempio, Chaga Saga (Chaga, Kirinya, Tendeléo’s Story), in cui l’Africa deve fare i conti con una strana invasione aliena terraformante, River of Gods, finalista Hugo e vincitore BSFA, in cui un’India del 21esimo vede convivere tradizioni antichissime, come le Caste, e intelligenze artificiali e nanotecnologie (che portano a paradossi come la Casta dei bambini geneticamente modificati), Brasyl, finalista Hugo e vincitore BSFA, che segue la storia di tre personaggi nel Brasile del passato, del presente e del futuro, che avrà risvolti “convergenti” connessi alla fisica quantistica e al concetto di multiverso.
Il circo dei gatti di Vishnu è l’ultimo romanzo breve della raccolta Cyberabad Days, 2009, composta, oltre che da Vishnu at the Cat Circus, 2009, da altri 6 racconti, tra cui anche The Djinn’s Wife, vincitore del premio Hugo 2007 nella categoria Best Novelette (pubblicato sulla rivista Delos, Robot, nr. 53, col titolo di La moglie del djinn). Con Cyberabad Days, raccolta ricca di «spiritualità, tecnologia, umanità, amore, sesso, guerra, ambientalismo, politica, media», uniti a veicolare una visione pessimistica della società (*), McDonald ritorna all’India del 2047, quell’India futuristica, distopica, paradossale e vividissima che era stata l’”oggetto” di River of Gods, 2004, il suo capolavoro.
La foresta degli amori perduti, di Carrie Ryan, è l’apprezzato primo volume di una trilogia fanta-horror, post-apocalittica, distopica e romantica YA che, in America, ha collezionato moltissime segnalazioni editoriali e si sta rapidamente diffondendo in tutto il mondo. Si tratta di un libro diverso da quelli arrivati finora in Italia nell’ambito della letteratura young adult. E ammetto di essere particolarmente curiosa di leggerlo.
Siamo in un mondo post-apocalittico. Più di un secolo prima, per cause che si sono dimenticate, la nostra civiltà ha cessato di esistere. “Qualcosa” ha colpito la popolazione umana e i morti hanno cominciato a Ritornare. In forma di zombie. Ora la Terra ne è piena. Ma c’è un villaggio - protetto da una rete metallica - in cui vivono gli ultimi esseri umani. Un villaggio che segue uno stile di vita arretrato, in cui nulla dell’era tecnologica è sopravvisuto. In esso un ruolo fondamentale è stato acquisito da un repressivo organo religioso, la Congregazione delle Sorelle (con un sistema di credenze e di gesti davvero interessante…), e la protezione è garantita dal suo “braccio armato”, i Guardiani. Fuori dal recinto ci sono quelli che questa società chiama Sconsacrati, gli zombie. Eterna, infetta e affamata minaccia.
Nel villaggio, ogni aspetto della vita è strettamente regolato (nascite, matrimoni, morti), perchè le possibilità di sostentamento sono limitate; l’acqua stessa è sacra. La protagonista, Mary, vive la sua vita seguendo le regole della Congregazione (che è certa custodisca segreti) . Ma, intimamente, crede ai sogni, ai desideri di sua madre, al fatto che qualcosa oltre la recinzione, oltre la foresta degli zombie debba esistere. L’oceano, ad esempio. O qualche altro sopravvissuto. E mentre la sua vita va avanti (vorrebbe ricongiungersi all’amato, Travis, che, però, è promesso alla sua migliore amica, Cass, quindi accetta di sposarsi col fratello di lui, Harry, che la ama da sempre) le sue ossessioni sull’out there continuano a crescere. E quando, a un certo punto, gli zombie riusciranno a enrare nel villaggio e ne uccideranno gli abitanti, Mary convicerà i sopravvvissuti (suo fratello e la moglie, Travis, Harry, Cass e un ragazzo orfano) ad andare a cercare “qualcosa” oltre la foresta dell’orrore.
Continua a leggere: La foresta degli amori perduti, di Carrie Ryan