
Lo scrittore napoletano Roberto Saviano, che da anni vive sotto scorta per scontare la colpa di aver scritto Gomorra, dopo l’onorificenza del pubblico di tutto il mondo che ha comprato a milioni il suo libro, potrebbe tra pochi giorni ricevere un’altra onorificenza, questa volta istituzionale, dal governo europeo. E’ il premio Sakharov assegnato ogni anno dal Parlamento europeo “a persone o organismi che si sono distinti nella difesa dei diritti umani”.
Saviano, la cui candidatura è stata proposta dall’eurodeputata dell’Italia dei Valori Sonia Alfano, è ora in lizza per la vittoria finale con altri 8 candidati. La prima tappa, prima dell’assegnazione del premio, sarà la scelta da parte della giuria, composta dai membri delle commissioni Affari esteri e Sviluppo del Parlamento Europeo, della terna dei finalisti.
Se il destino e la giuria vorranno premiare Saviano non lo possiamo ancora sapere, ma sappiamo che il significato simbolico di un’eventuale vittoria assegnata a uno scrittore che è l’immagine della presa di coscienza e della lotta contro la mafia sarebbe enorme. Certo, i gesti reali enormi da fare per migliorare la vita di Saviano e quella di tutti noi sarebbero ben altri, ma purtroppo per ora dobbiamo accontentarci dei gesti simbolici, e affrontare da soli la realtà desolante della nostra piccola Italia.
Due libri duri sui diritti violati di bambini e adolescenti, all’indomani dell’anniversario per la Dichiarazione universale dei diritti umani. Il primo, in via di pubblicazione, si intitola ‘Il lavoro di crescere’, autore Cristiano Morsolin, dell’Osservatorio Selvas e operatore di reti internazionali per la difesa dei diritti dell’infanzia e adolescenza in America Latina.
Sottotitolo: “diversi punti di vista su sfruttamento, diritti e cittadinanza per costruire una nuova cultura di protagonismo dell’infanzia e adolescenza”, il libro racconta le realtà delle adolescenti colombiane che vanno a Cali a fare le domestiche, le bande giovanili di Medellin, i bambini lavoratori di Bogotà, che si organizzano in movimento per difendere i loro diritti.
Il secondo libro si intitola “Tania e le altre. Storia di una giovane schiava bambina” (Editore Nuovi Equilibri), e l’ha scritto una giornalista del Messaggero, Vanna Ugolini, sul destino di una giovane schiva bambina moldava, finita in Italia per sfuggire alla miseria del suo paese e uccisa dai suoi stessi sfruttatori in Valtupina in Umbria perchè non voleva più prostituirsi. Tania è simbolo, ha dichiarato l’autrice, “di una parte di umanità senza diritti né scelta né giustizia che convive ogni giorno con noi”.
Via | Agi
In occasione del 60° anniversario della Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo Mondadori Electa pubblica ” Stories on Human Rights“, che raccoglie gli interventi di dodici grandi scrittori, tra cui cinque vincitori del premio nobel.
Gli interventi vertono sui sei temi contenuti nella Dichiarazione Universale: cultura, sviluppo, dignità a giustizia, ambiente, genere e partecipazione. Tra gli scrittori che hanno partecipato al progetto, solo per citare i più noti: Gabriel Garcia Marquez, Roberto Saviano, Naguib Mahfuz, Elfriede Jelinek, Ruth Ozeki, José Saramago.
Il progetto si accompagna ad un evento mediatico, il 10 dicembre in Piazza Duomo a Milano, dove verrà proiettato un film, dal medesimo titolo del libro, composto da ventidue cortometraggi ispirati anch’essi ai temi della Dichiarazione Universale.
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