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Tutti gli articoli con tag diego de silva

"Non avevo capito niente" di Diego De Silva

pubblicato da Sara Rania alias Kitsuné

Via dei TribunaliCerto che se nasci sotto il nome di Vincenzo Malinconico, e per di più succede a Napoli, non hai molte possibilità di riuscire a cavartela nella maniera più semplice. E se per di più, uno scrittore come Diego De Silva ti accolla il ruolo di protagonista del suo romanzo, “Non avevo capito niente” per Einaudi Editore, non ti resta che “guadagnarti la pagnotta”. Ma il nostro antieroe non ci mette molto a mostrare le sue doti da “filosofo della strada”, sgusciando magistralmente tra responsabilità ed avvenimenti con una nonchalance che ha un che di proverbiale. Le sue avventure non potrebbero che incuriosire, ed effettivamente è proprio la curiosità morbosa, la molla per seguire questo avvocato sfaccendato, che si dà un gran daffare per rimettere insieme i pezzi della sua vita. Solo che il risultato sembra un puzzle sbagliato, con le tesserine che non coincidono e che sembrano quasi rifiutare di attaccarsi.

Ex-marito, ma non troppo, padre part-time di due figli in piena crisi adolescenziale e professionista, senza file di clienti naturalmente, Malinconico trascorre un’esistenza caotica, infantile e terribilmente varia, che ha come sfondo una Napoli coloratissima e il suo quartier generale arredato affettuosamente con mobili ikea e popolato da coinquilini che condividono casa e incertezze. Ma la vita ha in serbo più di una sorpresa e di quelle di un certo peso. E se l’amore bussa alla sua porta inaspettatamente, sotto le splendide spoglie di Alessandra Persiano, il lavoro ha il volto meno affascinante di Mimmo ‘o Burzone, camorrista sui generis, il cui caso, assegnatogli d’ufficio, diventerà una “questione di vita o di morte”, ma anche la grande occasione per rimettersi davvero in gioco.

Via | einaudi.it

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La classifica dei libri più venduti

pubblicato da Juri Testa

La classifica dei libri piÃ�¹ venduti Eccolo finalmente, ad allontanare nuemeri primi e qualsiasi cosa si ponga sulla sua strada: Ken Follet ha inaugurato con “La caduta dei giganti” una nuova trilogia, con la quale si immerge nella storia del Novecento, e subito si accaparra il primo posto. Letteratura d’intrattenimento decisamente gustosa, per chiunque abbia letto con piacere “I pilastri della terra”, un paio di decenni fa.

Ma i numeri primi sono sempre lì, in seconda posizione, seguiti a ruota dall’altro bestseller del momento, “Mangia, prega, ama” di Elizabeth Gilbert (”il libro di quella lì del film” si sente dire in libreria). Al quarto posto l’onesta Michela Murgia, con il suo “Accabadora” (l’abbiamo intervistata qui) e al quinto posto un libro che all’inizio ha tradito le aspettative dei librai e degli editori (della Bompiani), ma che ormai si è stabilizzato: “Le valchirie” di Paulo Coelho.

Il resto è abbastanza noia, se non si dovesse registrare (forse) il termine di una contesa: tra i due stregati pare averla spuntata “Canale Mussolini” di Antonio Pennacchi (sesto posto), mentre “Acciaio” di Silvia Avallone è uscito per la prima volta dalla classifica (undicesimo). Ma, come spesso accade negli ultimi tempi, c’è una sorpresa in questa classifica.

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Mia suocera beve di Diego De Silva

pubblicato da Juri Testa

Mia suocera beve di Diego De Silva Diego De Silva torna in libreria con un nuovo romanzo, “Mia suocera beve” (Einaudi, 340 pagine, 18 euro), nel quale vengono riprese le avventure e soprattutto le disavventure dell’avvocato-filosofo Vincenzo Malinconico, già protagonista di “Non avevo capito niente”. La storia è presto detta: Vinceno Malinconico si trova suo malgrado ad assistere in diretta a un sequestro di persona. Siamo in un comune supermercato, e l’ingegnere che ha programmato il sistema video di sicurezza tiene sotto scacco un boss della camorra, responsabile dell’uccisione di suo figlio.

Questa è, in sostanza, l’ossatura del romanzo. Su questa base, però, De Silva innesca le vicende personali di Vincenzo: i rapporti con la ex moglie, con la nuova fiamma, i figli, e soprattutto con la suocera, insospettabile maestra di vita. I capitoli alternano i due scenari (il supermercato e la vita privata dell’avvocato) e questa, probabilmente, è la trovata più efficace del libro.

Perché l’umorismo che ha fatto la fortuna di De Silva c’è sempre, ma viene stemperato in una serie di lunghissime (e soprattutto numerosissime) digressioni, pseudocatalogazioni, riflessioni più o meno fortunate. così che la narrazione, a tratti, perde mordente. Alcune scene sono piuttosto divertenti, ma a mio parere il libro non riesce a togliersi quella patina da fiction e da umorismo fatto in casa.

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"Non avevo capito niente" di Diego De Silva

pubblicato da loredana

Il romanzo di Diego De Silva Diego De Silva con “Non avevo capito niente” è stato uno dei cinque finalisti al premio Strega. Sempre inserito nella lista degli scrittori di gialli o noir, De Silva riserva con il suo ultimo romanzo una piacevole sorpresa.

Protagonista della storia è una avvocato napoletano dal nome un po’ insolito Vincenzo Malinconico: un nome già tutto un programma. Divorziato con due figli, la vita di Vincenzo non sembra andare nella direzione giusta. Ma come si dice: mai dire mai! E anche nelle situazioni più disperate può improvvisamente accadere qualcosa che ti cambia totalmente la vita. E così anche per il nostro sfortunato protagonista.

Potrebbe sembrare una storia leggera e banale ma non lo è. Dietro nasconde delle profonde riflessioni sulla società moderna celate dall’umorismo e dall’ironia. Malinconico, infatti, usa lo stesso tono sia quando parla d’amore che di camorra. De Silva quindi propone un’attenta analisi sul mondo che ci circonda, affrontandola con simpatia e originalità. Il tutto poi non può lasciare il lettore indifferente che alla fine oltre ad avere spunti di riflessione può godere anche di un dolce sorriso.

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