Ci scuseranno gli amici di Softblog se oggi facciamo parzialmente irruzione nel loro campo per parlare di letteratura erotica estrema. È noto che il bondage - inteso come attività sessuale basata su restrizioni consensuali della libertà personale - sia un elemento principe della letteratura erotica di ogni tempo. Da Histoire d’O di Anne Desclos a Venus im Pelz di Leopold von Sacher-Masoch, da L’Image di Catherine Robbe-Grillet ai romanzi del marchese de Sade, gli esempi sono innumerevoli.
Meno noto al grande pubblico è invece Fansadox - Dofantasy, editore internazionale indipendente che vende fumetti e, ciò che più ci interessa, romanzi erotici BDSM in tutto il mondo attraverso internet. Le opere Fansadox s’innestano nel filone della letteratura pornografica estrema, incentrata sulla coercizione psico-fisica e sullo stupro di donne avvenenti, secondo stilemi concettuali tipici, tra gli altri, del de Sade, ma reinterpretati con stili e linguaggi contemporanei.
Nascondendosi dietro un diabolico artificio retorico - «i personaggi sono mostrati mentre partecipano a giochi di ruolo consensuali finalizzati alla propria stessa soddisfazione, simulando attività che implicano dominazione e sottomissione sessuale», si legge sul sito ufficiale - i romanzi e i fumetti di Fansadox oscillano da canoni di violenza estrema o addirittura iper-realistica a, più di frequente, modelli di dominazione irreale e iperbolica, visionaria, incentrata sulla componente psicologica e soprattutto verbale del rapporto. In queste opere di solito non balenano né lividi, né ferite, né sangue, né conseguenze fisiche di alcun tipo. Insomma, nessuno spiraglio viene concesso alla realtà.

Va premesso che l’erotismo, nelle sue varie forme di racconto erotico o romanzo, nonostante gli illustri esponenti che può vantare è stato spesso relegato in ghetti letterari. Prevale cioè la convinzione che il tema dell’erotismo non sia adeguato alla letteratura o diversamente che presenti comunque una pochezza di contenuti.
La verità è diversa e gli scritti, tra l’altro, del famigerato Marchese De Sade lo dimostra appieno. Le Centoventi Giornate di Sodoma, sono insieme alla filosofia del Boudoir tra i libri più famosi del Marchese de Sade. Scritto nel 1785 durante la permanenza di De Sade presso la Bastiglia, il manoscritto originale fu smarrito e, rimasto inedito per moltissimi anni, fu ritrovato e pubblicato solo agli inizi del ‘900. L’autore l’aveva infatti trascritto su piccoli foglietti incollati l’uno all’altro, fino ad una lunghezza di dodici metri, per poterlo arrotolare e nascondere nel timore di una perquisizione. Quando fu trasferito dalla Bastiglia chiese a sua moglie di recuperarlo, insieme ad altri scritti, cosa che però fu fatto solo il 14 luglio, in occasione della presa della Bastiglia.
Il libro, incompleto, si snoda in racconti ed è concepito come una enciclopedia di tutte le perversioni immaginabili. La trama vede quattro facoltosi libertini che decidono di celebrare il trionfo della lussuria attraverso una sorta di interminabile orgia. A tal fine rinchiudono in un impenetrabile castello quarantadue giovani per asservirli al loro piacere e alle loro perversioni. La storia si dipana attraverso seicento racconti narrati per centoventi giorni da quattro donne, che fungono da spunto per l’eccitazione dei protagonisti e la messa in atto delle perversioni raccontate. E cosi che vengono esplorati tutte le possibili varianti sessuali conosciute: coprofagia, rapporti con animali, violenza fino a vere e proprie esecuzioni. Il compendio di tutto ciò che oggi viene appunto chiamato sadismo.