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La clessidra d'avorio, di Davide Cassia e Stefano Sampietro

pubblicato da Roberto Russo

La clessidra d'avorio, di Davide Cassia e Stefano SampietroPiù che l’orologio è la clessidra che incarna l’idea del tempo che passa: i granelli di sabbia che passano da un vaso all’altro, lentamente, e rendono visibile lo scorrere del tempo, il suo fluire e il suo finire. Ed è proprio una clessidra che dà il titolo al romanzo scritto a quattro mani Davide Cassia e Stefano Sampietro, La clessidra d’avorio, pubblicato da Edizioni XII.

In un continuo camminare – tanto geografico (Salisburgo, Parigi, Bologna, Firenze, Roma), quando cronologico (il romanzo inizia nel 1592 e termina nel 2008) si narra della ricerca di un’antica clessidra dai presunti poteri alchemici. Gli autori riescono a tenere desta l’attenzione per tutto il romanzo, cosa non particolarmente facile vista l’enorme divario temporale che c’è tra l’inizio e la fine e considerato che si tratta di un libro scritto a quattro mani, con tutto il lavoro che c’è dietro a una pubblicazione del genere.

Trattandosi di un romanzo che in un certo qual modo ha il tempo e il suo scorrere al suo centro, la costruzione circolare è quella che gli si addice meglio. Non è un caso, infatti, che il libro inizi a Salisburgo nel 1592 e termini sempre lì, sempre nel 1592. Inizia con una partita a scacchi e termina con lo scacco matto.

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Gli Arcani Maggiori come ispirazione per i racconti: Tarot. Ludus hermeticus

pubblicato da Roberto Russo

Copertina del libro Tarot. Ludus HermeticusTarot. Ludus Hermeticus è un’antologia delle Edizioni XII – curata da Luigi Acerbi e Daniele Bonfanti – che ruota intorno al misterioso mondo dei tarocchi. Ventidue racconti – uno per ogni Arcano Maggiore più il Matto – con una introduzione e, da notare, una outtroduzione.

I racconti partono da un gruppo di amici in un locale che, dal mazzo dei tarocchi, scelgono due carte ognuno e su queste devono scrivere racconto. Visto che è il libro stesso ad autorizzare una scelta nella lettura, ho preso il mio mazzo di tarocchi e ho pescato a caso due Arcani Maggiori per iniziare a leggere: l’appeso e le stelle. Dai due racconti corrispondenti (L’Appeso di Enrico Proserpio e Le Stelle di Davide Cassia) è partita la mia lettura ed è interessante notare come i simboli dei tarocchi vengano declinati nei racconti. Per rimanere ai due che mi sono toccati in sorte, l’appeso è un candido pastore che però si lascia appendere ai ganci della lussuria, del furto, della violenza e, alla fine, fa proprio una brutta fine; le stelle, invece, diventano gli astri della nostra fantascienza, con tanto di Star Trek e di Stargate.

Tarot. Ludus Hermeticus è ben costruito e lo stile degli autori - seppur diverso per forza di cose - riesce a coinvolgere e a stimolare la curiosità del lettore, non fosse altro per scoprire come vengono interpretati i vari tarocchi. L’idea, poi, di scrivere dei racconti pescando a caso dei tarocchi mi sembra un ottimo suggerimento per chi si diletta di scrittura: uno spunto interessante che può portare ad affascinanti conclusioni.

Tarot. Ludus hermeticus
a cura di Luigi Acerbi e Daniele Bonfanti
Edizioni XII, 2007
pp. 332, euro 12,60

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