Quando ho letto sul sito degli amici di Lapsus, una interessante rivista genovese, che Alessandro Baricco era tornato alla regia dopo l’esperimento cinematografico di Lezione 21 ho pensato ad uno scherzo, poi, dopo aver visto il video su YouTube mi sono ricreduto.
E’ proprio vero, il Bariccone nazionale è tornato dietro la macchina da presa, e l’ha fatto alla grande, dirigendo una serie di corti con due attori veramente fantastici, di quelli che hanno la comicità nel sangue e che soltanto il caso, o la sfortuna, hanno deviato sul binario morto della scrittura.
Uno è Carlo Lucarelli, scrittore affermatissimo di noir e indagatore tra i più fini dei misteri del nostro paese, l’altro è Dario Voltolini, scrittore membro della redazione del Primo Amore, il blog-rivista che conta tra i suoi collaboratori, tra gli altri, Tiziano Scarpa e Antonio Moresco. Per l’occasione però, i due scrittori si sono trasformati nei personaggi di una serie di sketch molto brillanti, Toshiro Mifune e Il Cinghiale.
Rare sono le volte che mi vedono applaudire ed approvare le mosse artistiche di Alessandro Baricco e le iniziative della Scuola Holden, ma questa è una senz’altro una di quelle. Il filmato è veramente fantastico, 3 minuti abbondanti di risate assicurate. Non siete d’accordo?
Via | Lapsus
Sarà in edicola a partire dal mese di gennaio la nuova rivista prodotta dalla casa editrice Edizioni Centouno, dal titolo Il Reportage, un trimestrale di scrittura, giornalismo e fotografia che avrà come obiettivo quello di “riscoprire e dare spazio a una forma di giornalismo, spesso a cavallo con la letteratura, un po’ dimenticata o perlomeno sacrificata nei giornali di oggi.”
Un obiettivo senz’altro ammirabile: dare spazio a quel mondo di confine che sta tra la letteratura e il giornalismo, quella terra di mezzo che vede tra i suoi portabandiera alcuni dei nomi che affollano l’olimpo della grande letteratura: da Hemingway a Buzzati, da Kapuscinski a George Orwell, fino ad arrivare alle ultime file di questo bizzarro esercito, a quelli che dalle nostre parti hanno i nomi di Roberto Saviano o di Fabrizio Gatti, per fare solo qualche esempio.
Ma oltre al giornalismo di inchiesta e al fotogiornalismo questa nuova rivista, diretta da Riccardo De Gennaro, avrà anche uno spazio fisso dedicato al mondo della fiction tout court, un angolo che in questo primo numero ospiterà un racconto di Dario Voltolini. Insomma questa nuova arrivata sembra essere una rivista di assoluto interesse, vedremo nei prossimi mesi come se la caverà, ma intanto non possiamo che fare a De Gennaro e a tutta la redazione, i nostri migliori auguri.
Via | AGINews

Forse la fine del mese di luglio non è il periodo migliore per proporre una discussione, un confronto, ma in molte delle mie attività, compreso ultimamente anche Booksblog, mi sono ritrovato a riflettere sul ruolo degli editor e delle agenzie letterarie nella produzione letteraria contemporanea, vale a dire tutta quella sovrastruttura di mediazione che negli ultimi anni si è inserita tra l’autore e il mondo editoriale.
Che sia chiaro, questa sovrastruttura esiste da sempre nel mondo editoriale, ma negli ultimi anni il suo ruolo e il suo peso sembrano essere aumentati, con il rischio (tutto da valutare) di appiattire i linguaggi e le forme sui canoni dettati dal mercato e del successo.
Su questo argomento volevo segnalarvi gli interventi che si sono susseguiti sul blog letterario Il primo amore nell’ultimo periodo, interventi di Carla Benedetti, Dario Voltolini, Benedetta Centovalli e Vincenzo Latronico, che ragionano sul ruolo dell’editing nella letteratura contemporanea, soprattutto a partire dal caso Carver, i cui racconti, ripubblicati recentemente per la prima volta nella versione senza editing in “Principiante” (versione originale di Di che cosa parliamo quando parliamo d’amore), hanno sollevato un gran polverone.
Ma cosa ne pensate voi? Voi, lettori di booksblog, tra le cui fila si nascondono sicuramente sia editor, agenti e redattori editoriali, sia autori emergenti o già affermati, critici e, soprattutto avidi lettori; qual è la vostra opinione in proposito? Siete convinti che la mediazione editoriale di editor e affini sia una parte necessaria e arricchente del percorso di genesi e di nascita di un libro o, al contrario, pensate che sia un pericoloso atto di sottomissione dell’autore al mercato e di appiattimento qualitativo dei prodotti?
Foto | Flickr

Dal 3 marzo sarà distribuito in tutte le librerie il numero 5 della rivista Il primo amore - giornale di sconfinamento, nel cui comitato di direzione ci sono i nomi di Tiziano Scarpa, Antonio Moresco, Dario Voltolini e altri scrittori e intellettuali italiani che hanno in comune un punto di vista critico verso la realtà contemporanea.
Il primo amore è una rivista quadrimestrale tematica “di sconfinamento”, vale a dire che le pagine di questa rivista, tra le più interessanti del panorama intellettuale italiano, ospitano opere ibride, sconfinamenti appunto, letteratura che si fa politica, fotografia che diventa racconto, filosofia in toni lirici. La presenza di un tema, di volta in volta differente, fornisce ai testi, alle immagini , ai documenti, a tutte le testimonianze un filo rosso che ne determina una ideale compattezza, un’uniformità.
Quello che esce oggi è il quinto numero, la linea tematica è data da una domanda: Che fare? Ripresa dal celebre titolo di un’opera di Lenin dell’inizio del XX secolo, Che fare? vuole essere un punto di partenza, secondo i curatori, per porsi davanti alla realtà e riflettere “sulla fine di un ciclo storico, economico e politico, sulle emergenze che abbiamo di fronte e, ancora di più, sulle ben più gravi emergenze occultate”. Un compito gravoso, ma doveroso per un gruppo di intellettuali che si sono stancati delle chiacchiere dei salotti televisivi e che vogliono dimostrare che una seria riflessione sul nostro presente, ma soprattutto sul nostro futuro è ancora possibile.
AAVV
Il primo amore, anno III, vol 5, Che Fare?
Effigie edizioni
euro 15,00
Via | Ilprimoamore