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Victor Hugo scelto come simbolo della cultura francese nel mondo.

pubblicato da Andrea Coccia in: scrittori curiosità

Victor Hugo scelto come simbolo della cultura francese nel mondo.
Quasi tutte le nazioni del mondo hanno il proprio istituto per tutelare e diffondere il proprio patrimonio culturale nazionale all’estero e ogni paese, solitamente, sceglie di intitolare questo istituto ad un personaggio simbolo della propria cultura; è per questo che il mondo è pieno di sedi della Società Dante Alighieri, di quelle del Goethe Institut, dell’Instituto Cervantes, dell’Instituto Camoes, persino del Confucio Institute.

L’unico a mancare, almeno finora, era l’istituto della cultura francese che, con fare tipicamente français, ha sempre scelto di chiamarsi Institut français, convinto che fosse sufficiente la dichiarazione di nazionalità per sdoganare la propria cultura nel mondo, almeno fino a qualche tempo fa almeno.

Ultimamente infatti, anche i francesi sembrano aver capito che è più utile e più carino (e forse anche più vantaggioso a livello pubblicitario) scegliere il nome del proprio istituto nazionale pescando dal serbatoio dei grandi uomini di lettere che la Francia ha creato nella storia. E quindi, dopo un’attenta analisi, la scelta è caduta su Victor Hugo. Ma sarà quella giusta? Io personalmente avrei suggerito un provocatorio Louis Ferdinand Céline, o un incontestabile Charles Baudelaire, o un Gustave Flaubert qualsiasi, ma in fondo va bene anche così.

Via | MagazineLittéraire

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Il grande quiz della letteratura: il regalo per Natale

pubblicato da roberta in: Novità Mondo Libri curiosità

quiz letteraturaSe domandare è lecito e rispondere è cortesia, provate allora a dare la vostra risposta a questo quesito: a chi Giovanni Boccaccio dedicò Il Decamerone? a) Alle donne, b) al padre, c) ai toscani oppure d) alla peste? La risposta corretta è la prima, perchè Giovanni Boccaccio volle dedicare la sua opera alle donne in aperta contrapposizione a Dante, restituendo alle quote rosa e a un sentimento universlae come l’amore quello che l’autore della Divina Commedia aveva loro negato in virtù della sua visione religiosa.

Se non sapevate la risposta, colmerete questo buco letterario solo dopo aver sfogliato “Il grande quiz della letteratura” fatto arrivare in libreria da Magazzini Salani giusto in tempo per Natale. Indicato per fare la figura dei saputoni, in realtà si presenta come un mazzo di 50 carte ma è appassionate come Trivial Pursuit e dispensa pillole di cultura più esaustive di un’enciclopedia. Siete tra coloro che sanno qual è la più breve tragedia di Shakespeare e che mestiere fa Renée Michel, protagonista de “L’eleganza del riccio” di Muriel Barbery, oppure conoscete perché Carlo Collodi fu costretto a scrivere il suo capolavoro… leggete gente e giocate!

AA.VV.
Il grande quiz della letteratura
Magazzini Salani
Prezzo: 9,90 euro
scatola in cartone

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Sono di Dante i versi più rappresentativi dell'Italia secondo gli internauti

pubblicato da Andrea Coccia in: blog&web scuole&concorsi classici

dante alighieri “Ahi serva Italia, di dolore ostello,
nave sanza nocchiere in gran tempesta,
non donna di province, ma bordello!”
(76-78) VI, Purgatorio

Questi versi, incancellabili nella mente di chiunque abbia frequentato,ache solo sporadicamente, la commedia del sommo maestro Dante Alighieri si sono aggiudicati un curioso contest, promosso dal sito Internet della Società Dante Alighieri, www.ladante.it, attraverso il quale è stato chiesto ai lettori di scegliere i versi più rappresentativi dell’Italia, quelli che più limpidamente descrivono la nostra penisola.

Chi se non Dante poteva aggiudicarsi questo curioso concorso, che ha visto piazzarsi, dietro al glorioso 36% del Sommo, la splendida All’Italia di Giacomo Leopardi con appena il 9%. Al terzo posto, invece, con l’8% dei voti, si piazza Il canto popolare di Pier Paolo Pasolini. E voi cosa ne dite? Quali sono secondo voi i versi che meglio rappresentano il nostro paese? Io personalmente proporrei i versi finali della canzone “Ad Angelo Mai” di Giacomo Leopardi:

Or di riposo
Paghi viviamo, e scorti
Da mediocrità: sceso il sapiente
E salita è la turba a un sol confine,
Che il mondo agguaglia. O scopritor famoso,
Segui; risveglia i morti,
Poi che dormono i vivi; arma le spente
Lingue de’ prischi eroi; tanto che in fine
Questo secol di fango o vita agogni
E sorga ad atti illustri, o si vergogni.

Via | Società Dante Alighieri

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La Divina Commedia torna nelle edicole in allegato alla Repubblica

pubblicato da Andrea Coccia in: news classici

dante alighieri In un momento come quello che stiamo vivendo in questi mesi, molto duro anche per i quotidiani (senz’altro i più colpiti nel mondo dell’editoria), che vedono diminuire di giorno in giorno le entrate pubblicitarie e le vendite in edicola, La Repubblica e L’Espresso scelgono la via dei classici e annunciano che nelle prossime settimane verrà offerta la Divina Commedia in allegato alle due testate romane al prezzo di 9,90 per ogni cantica.

A partire da domani, dunque, e per tre mercoledì, insieme al quotidiano e al settimanale sarà possibile acquistare, una dopo l’altra, le tre cantiche dantesche (l’Inferno domani, il Purgatorio mercoledì 15 e il Paradiso mercoledì 22) in una edizione completa, con introduzione ai singoli canti, note e apparati critici.

Per uscire dalla crisi delle vendite, dunque, La Repubblica e L’Espresso si affidano ad un traino extragiornalistico, il libro in allegato, che fino a qualche tempo fa era considerato il miglior modo per tirare su le vendite, e lo fanno scegliendo il più grande dei classici italiani, l’intramontabile Dante Alighieri, capace nel passato di attirare un pubblico immenso (anche grazie agli esperti Benigni e Sermonti). Sarà la mossa giusta? Io credo francamente di no e voi?

Via | Primaonline
Foto | Flickr

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La crisi finanziaria colpisce i classici

pubblicato da Andrea Coccia in: news scrittori

dante L’ultima vittima della crisi finanziaria che ormai ci ha messo in ginocchio è l’italianistica, lo studio dei classici italiani, in particolare, come sottolinea un articolo pubblicato ieri su Tuttolibri di La Stampa, ad essere particolarmente colpita dai tagli del governo è la pubblicazione di alcune edizioni filologiche di autori come Dante Alighieri, Torquato Tasso, Niccolò Machiavelli e Pietro Aretino.

Si parla di tagli ingenti che metteranno in seria difficoltà la conclusione delle opere, già iniziate peraltro da qualche anno. E’ esemplare il caso di Dante, di cui era in preparazione una prestigiosa edizione che, secondo il dantista Enrico Malato, permetterebbe “a tutti gli specialisti l’accesso ai codici e alle stampe di solito riservati a pochi. Si tratta del recupero di glosse, chiose, prologhi, postille che si sono accumulati su Dante nei secoli e di cui noi stiamo curando la pubblicazione: un’avventura in cui abbiamo coinvolto i più importanti filologi”. Un duro colpo, dunque, agli studi di settore sulla risorsa letteraria più vendibile all’estero che ancora abbiamo: Dante, il sommo poeta.

Ma la cosa più allarmante, in fondo, non sono i tagli finanziari attuati da una classe politica che, indistintamente tra destra e sinistra, non ha più neanche il minimo riguardo per la cultura, la cosa più preoccupante è piuttosto che questo nuovo schiaffo, come tantissimi prima già avvenuti e, ne sono certo, altrettanti ancora da venire, non è recepito da nessuno nella sua reale gravità. Ma l’Italia è così, da noi la gente si mobilita per i calciatori, mica per i poeti.

Via | Tuttolibri
Foto | Flickr

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Le parole italiane più usate all'estero

pubblicato da sara in: blog&web

danteLa Societa’ Dante Alighieri ha inaugurato sul proprio sito Internet, www.ladante.it, il sondaggio “Italiano: lingua d’Europa, lingua del mondo”. Si tratta di un test che si rivolge ai cittadini europei, tradotto nelle 23 lingue ufficiali dell’UE, in cui si chiede di scegliere, in un campionario di 100 parole italiane, le 10 “entrate nella lingua d’origine che considerate piu’ importanti storicamente e culturalmente?” .

Fra le parole più usate, tantissime inevitabilmente legate all’enogastronomia, a partire da ‘pizza’ ed ‘espresso’, ma ci sono anche, ai primi posti, ‘gondola’ e ‘primadonna’.

Il campionario dei 100 lemmi è tratto dal Dizionario degli italianismi nel mondo, ancora in corso di realizzazione per la Utet a cura di Luca Serianni, Lucilla Pizzoli e Leonardo Rossi. Si tratta di una iniziativa, leggo, lanciata in occasione dell’VIII Settimana della Lingua Italiana nel Mondo. I risultati saranno resi noti alla conclusione dell’indagine.

Via |Grtv
Foto | Flicrk

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Parole straniere che non ci piacciono, da ok a week end

pubblicato da sara in: opinioni curiosità

books
Parole straniere che non ci piacciono: il quesito è stato posto dal sito della società Dante Alighieri ai suoi visitatori (www.ladante.it) che si sono dichiarati per il70% italiani.

Ne è risultato che fra le parole che non ci piacciono nella lingua scritta e parlata, c’è al primo posto “week end”, seguito da “OK”, e, più distanti, welfare (8%), briefing (5%), mission (4%), location, bookshop e devolution (3%). Ma non ne possiamo più neanche di computer, know how, privacy e shopping, per non parlare di temi legati alla politica come question time, meeting, premier, election day, authority, leadership e bipartisan.

Via | Adnkronos
Foto | Flickr

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Dante Alighieri, il fiorino del disaccordo

pubblicato da luca v. in: opinioni curiosità

dante alighieri, sommo poeta, Firenze Chissà quali parole Dante Alighieri userebbe per raccontare, in versi, la polemica che di questi giorni, in suo nome, sta spaccando il consiglio comunale di Firenze. Centrodestra da un lato, che ha proposto il ritorno a casa del sommo poeta, centrosinistra dall’altro, diviso tra favorevoli e disertori d’aula.

Nel 1302 Dante Alighieri venne esiliato da Firenze, morendo poi a Ravenna, dove sono conservate le spoglie. Lo scorso 16 giugno una mozione del consiglio comunale di Firenze ha revocato la condanna all’esilio.

Per suggellare l’avvenuto ricongiungimento con la città era prevista una cerimonia ufficiale con la consegna del Fiorino d’oro, massimo riconoscimento della città, al conte Pieralvise di Serego Alighieri, ventesimo pronipote del poeta.

Ma le condizioni che hanno portato alla revoca dell’esilio, mozione approvata di misura per un solo voto e le successive invettive di bassa lega che ne sono derivate, hanno portato il conte a rispolverare l’antico spirito battagliero e rinunciare al riconoscimento. Ci chiediamo se tutto ciò sia necessario. Ma di questi tempi, forse, non c’è da meravigliarsene.

Fonte | Ansa
Foto | Flickr

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