Ci sono dei libri che all’esperienza della lettura (di testi) affiancano anche quella della visione (lettura di immagini) con una particolare attenzione anche al contesto grafico. È il caso di Carnevale, antologia di racconti pubblicata dalle Edizioni XII in cui quattordici scrittori raccontano di maschere e misteri in una Venezia (vera o immaginaria poco cambia, dal momento che, come leggiamo nell’antologia: “Venezia è un’illusione, un paravento, una maschera per celare altro. Venezia non esiste o, se esiste, è ben altra cosa”) che fa da cornice alle varie narrazioni.
Avendo come tema il Carnevale è naturale che il gioco di testi, colori e grafica rimandi all’atmosfera carnascialesca che, se da un lato vive del fatto che “ogni scherzo vale”, dall’altro si ammanta di mistero, inquietudine e ambiguità proprio grazie alle maschere. E le maschere la fanno da padrone, nei racconti, nelle grafiche di apertura e chiusura dei racconti, nelle splendide tavole di Diramazioni che formano tutt’uno con la narrazione.
Tra i racconti che ho trovato più interessanti c’è Il sipario strappato di Zefiro Mesvell che alla ricchezza del testo e delle immagini aggiunge l’immaterialità della musica, Carnem levare di Stefano Andrea Noventa che si muove in epoche diverse e il terrificante Peste di Samuel Marolla.
Carnevale
a cura di Daniele Bonfanti e David Riva
Edizioni XII, 2010
ISBN 978-88-95733-26-5
pp. 336, con illustrazioni, euro 19,50
È sempre interessante – direi quasi emozionante – leggere il primo libro pubblicato da una casa editrice. Se poi la casa editrice si affaccia sul mercato come casa editrice esclusivamente digitale il piacere (almeno per me) è maggiore, perché all’antichità del prodotto libro associa la modernità del supporto di lettura. Se aggiungiamo che il libro è ben scritto, allora è fatta!
La casa editrice in questione si chiama Il Mondo Digitale, il libro Schegge di futuro, l’autore Nicola Roserba e il supporto per la lettura è un file formato epub (ma anche pdf). Si tratta di nove racconti, ben scritti e strutturati che quasi spaziano in un futuro, né vicino né lontano. Semplicemente futuro. Di questi racconti ho apprezzato particolarmente la cura e il modo di presentare quelle schegge che solo alla fine del racconto ti rivelano il tutto. Come, per esempio, nel primo racconto Shawnee in cui l’elemento chiave è buttato lì quasi con nonchalance ed è al termine della storia che rivela tutto il suo potere evocativo e narrativo. Oltre agli apprezzabili racconti di Roserba, la prefazione di Daniele Bonfanti è una vera chicca:
“Qui da noi se non torturi il disgraziato lettore con le paturnie (termine tecnico) mentali dell’eroe o eroina di turno mentre guida la sua automobile nel traffico cittadino, se non rimpinzi il tuo romanzo di pagine su pagine di profondissima e sensibilissima introspezione per descrivere uno che si beve un caffè, se non ci racconti del suo attualissimo e socialmente impegnatissimo trauma pregresso: allora non sei uno serio. Ah, e l’amore, poi, chiaro. Amore a profusione. Intendiamoci: il problema non è che ci sia qualcosa di male nell’analizzare paturnie e traumi e amori e attualità e società, ci mancherebbe. Il dramma è che pare oggi sia obbligatorio farlo – altrimenti vieni marchiato che neanche l’Inquisizione – e di conseguenza il novanta per cento delle volte ci troviamo di fronte a pura narrativa-placebo scritta dall’ennesimo pseudointellettuale”.
Nicola Roserba
Schegge di futuro
prefazione di Daniele Bonfanti
Il Mondo Digitale Editore, 2010
ebook formato epub/pdf
ISBN 9788890480904
euro 5,90
Come sceglie i libri da pubblicare una casa editrice? E com’è la vita di una piccola casa editrice? Di queste e di altre questioni libridinose abbiamo parlato con Daniele Bonfanti, editor-in-chief delle Edizioni XII.
Come nascono le Edizioni XII?
Dall’incontro – dapprima virtuale, all’inizio del 2007, – di un gruppo di autori e giornalisti con esperienze molto diverse ma con l’idea condivisa di fare editoria di genere che mirasse alla massima qualità del libro senza trascurare alcun dettaglio; immune alle mode, puntando soprattutto su autori italiani, osando e cercando il nuovo. Dopo due anni di sostanziale rodaggio e di consolidamento nell’underground, dall’autunno 2009 stiamo lavorando a pieno regime.
In base a quali elementi decidete i libri da pubblicare?
Debbono essere libri che hanno una personalità e un carattere molto forti; che si distinguano. Per capirci: non vedrai nostri libri con vampiri-emo. Questo a livello di individualità del libro; sincronicamente, cerchiamo una solida identità della linea editoriale sia delle singole collane che in generale. Quindi ci sono temi ricorrenti e affinità che riemergono da un libro all’altro, e che ci interessa esplorare; per citarne alcuni in ordine del tutto sparso: il lavoro sul corpo e la sua alterazione, il superamento dei limiti “umani”, gli angoli sconosciuti della mente umana, l’Archetipo, l’Alchimia, la prospettiva discronica, il territorio come protagonista vivente, il confine tra Realtà e Immaginario.
Continua a leggere: Intervista a Daniele Bonfanti delle Edizioni XII
Tarot. Ludus Hermeticus è un’antologia delle Edizioni XII – curata da Luigi Acerbi e Daniele Bonfanti – che ruota intorno al misterioso mondo dei tarocchi. Ventidue racconti – uno per ogni Arcano Maggiore più il Matto – con una introduzione e, da notare, una outtroduzione.
I racconti partono da un gruppo di amici in un locale che, dal mazzo dei tarocchi, scelgono due carte ognuno e su queste devono scrivere racconto. Visto che è il libro stesso ad autorizzare una scelta nella lettura, ho preso il mio mazzo di tarocchi e ho pescato a caso due Arcani Maggiori per iniziare a leggere: l’appeso e le stelle. Dai due racconti corrispondenti (L’Appeso di Enrico Proserpio e Le Stelle di Davide Cassia) è partita la mia lettura ed è interessante notare come i simboli dei tarocchi vengano declinati nei racconti. Per rimanere ai due che mi sono toccati in sorte, l’appeso è un candido pastore che però si lascia appendere ai ganci della lussuria, del furto, della violenza e, alla fine, fa proprio una brutta fine; le stelle, invece, diventano gli astri della nostra fantascienza, con tanto di Star Trek e di Stargate.
Tarot. Ludus Hermeticus è ben costruito e lo stile degli autori - seppur diverso per forza di cose - riesce a coinvolgere e a stimolare la curiosità del lettore, non fosse altro per scoprire come vengono interpretati i vari tarocchi. L’idea, poi, di scrivere dei racconti pescando a caso dei tarocchi mi sembra un ottimo suggerimento per chi si diletta di scrittura: uno spunto interessante che può portare ad affascinanti conclusioni.
Tarot. Ludus hermeticus
a cura di Luigi Acerbi e Daniele Bonfanti
Edizioni XII, 2007
pp. 332, euro 12,60

Lo scrittore e giornalista Luigi Milani ci consiglia dei libri per Natale (sia da leggere che da regalare). Milani è autore di una raccolta di racconti breve – Memorie a perdere – nei quali la quotidiana normalità spesso confina con l’allucinazione. Ecco i consigli di Luigi Milani:
Giulio Leoni, La regola delle ombre (Mondadori)
Un affascinante thriller storico che ha per protagonista un giovane Pico della Mirandola nelle vesti inconsuete di detective.
Luca Poldelmengo, Odia il prossimo tuo (Kowalski)
Un romanzo spietato ma assolutamente realistico nel quale la violenza non è mai fine a se stessa.
Archetipi (Edizioni XII)
Dodici storie sul fascino oscuro degli aspetti remoti dell’inconscio collettivo, scritte da nomi importanti o in forte ascesa nell’Olimpo della narrativa di genere, quali Danilo Arona, Daniele Bonfanti, Giuseppe Pastore, Biancamaria Massaro e molti altri ancora.
Foto | stuartpilbrow
I libri – almeno quelli migliori – possono essere letti in diversi modi. Uno di questi è quello di seguire l’emozione. È stata proprio una lettura emozionale quella ho fatto di Archetipi, raccolta di racconti a cura di Luigi Acerbi e Daniele Bonfanti pubblicato dalle Edizioni XII.
Archetipi. Modelli originari come malattie epidemiche, virus che si moltiplicano attraverso il desiderio di fuggire. Favole e leggende e miti che tutte assieme entrano a parte di uno schema poetico: energia allo stato brado che condiziona i comportamenti. Non solo simboli. Ma piuttosto focalizzazioni dello sguardo (pag. 7)
Le focalizzazioni dello sguardo di cui parla Gianfranco Nerozzi nella prefazione, sono plasticamente rese dalle illustrazioni di Diramazioni che accompagnano ogni racconto. Seguendo tali illustrazioni ho scelto l’ordine di lettura dei racconti. Le colonne d’Ercole de Il cartografo di Alberto Priora hanno subito attirato l’attenzione, forse anche per l’archetipo del viaggio di Ulisse che, secondo Dante, quelle colonne ha superato; il viola intenso della dea Kali – che assomma in sé anche caratteristiche del Cristo e del Buddha – mi hanno guidato nelle pagine del racconto Una cosa sola di Luigi Acerbi mentre il Golem che fa capolino dal sottosuolo di Praga mi ha invogliato a leggere La nuova era, testo pieno di simbologie scritto da Ian Delacroix. E giù giù con gli altri testi del maestro Danilo Arona, di Daniele Bonfanti (curatore della raccolta insieme a Luigi Acerbi), di David Riva, di Giuseppe Pastore, del misterioso strumm. E ancora il bel racconto Sirene di Samuel Marolla, e i testi di Elvezio Sciallis e J. Romano. Per concludere con il testo Di madre in figlia, scritto da Biancamaria Massaro, unica donna della raccolta che trasforma la linearità della scrittura maschile in un cerchio, in una spirale che è tipica dello scrivere femminile.
Non so perché, ma da un po’ di tempo mi capita di soffermarmi sulle notizie “in breve” dei giornali, soprattutto su quelle che parlano di morti “strane”: cadaveri scoperti dopo mesi, persone sparite e ritrovate senza un arto e altre amenità del genere. Per pura coincidenza mi è capitato tra le mani l’ultimo libro di Danilo Arona dal titolo Ritorno a Bassavilla. E non ho potuto fare a meno di stringere una relazione tra le due cose. Relazione che spero, prima o poi, di scoprire.
Una raccolta di spaccati, epifanie, storie che vedono al proprio centro gravitazionale le nebbie di una città particolare, che un po’ è Alessandria e un po’ non lo è […] Perché a Bassavilla – e nei suoi dintorni – di cose strane ne succedono parecchie, in questo territorio di “folclore di pianura, in cui l’occulto, la cronaca nera e le vecchie storie contadine si mescolano sovente in affabulazioni dai percorsi inestricabili”
Così Daniele Bonfanti introduce il libro. E lo stesso Danilo Arona, scrittore, giornalista, critico e autore di culto della letteratura fantastica italiana, in un’intervista precisa: