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Tutti gli articoli con tag cultura

Torna il Dizionario atipico del giallo, versione 2010

pubblicato da sara

dizionario del gialloI miei complimenti agli autori dell’originale ‘Dizionario atipico del giallo’ (Cooper ed.) che come apprendo anche quest’anno festeggerà una edizione, dato il successo della prima uscita. Complimenti perché si tratta di autori che si sono ‘fatti le ossa’ con siti web e progetti editoriali indipendenti.

Alessandra Buccheri su ‘Angolo nero’ e Maurizio Testa, fra i fondatori della Roma Giallo factory, ideando il primo magazine italiano sul giallo, ‘Il Falcone maltese’, e il NoirBook (avventure purtroppo finite).

Il libro ci ripropone così anche quest’anno, dalla A alla Z, tutto ciò che ci siamo persi nel mondo della letteratura e dello spettacolo, riguardante questo genere letterario. Non a caso, come aveva reso noto il ministro dei Beni culturali Sandro Bondi all’ultima Fiera più libri più liberi, sono proprio i gialli, insieme alle biografie, i generi letterari che più piacciono agli italiani

Nel testo anche interviste (da Nicolas Cage a Valeria Golino, da Vincent Cassel a Werner Herzog) e recensioni di libri e film.

Maurizio Testa, Alessandra Buccheri, Claudia Catalli
Dizionario atipico del giallo
Cooper
18 euro

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Lo scrittore Pap Khouma racconta la sua condizione di black italiano a Repubblica

pubblicato da lara

copertina libro pap khouma Pap Khouma è cittadino italiano, c’è scritto sulla sua carta d’identità, ma ai controlli documenti sembra che non sappiano leggere, o forse è troppo difficile andare oltre il pregiudizio e accertare la sua cittadinanza. Non ci sono abituati, dicono, è strano vedere un uomo nero italiano.

Lui è autore di un libro, uscito nel 1990 e ripubblicato nel 2006 da Baldini e Castoldi. Insieme al giornalista Oreste Pivetta ha ripercorso la sua condizione di immigrato, di venditore, lavoro che definisce “faticoso, triste, pieno di umiliazioni. C’è voluto un po’ di tempo e di avventure prima che io arrivassi a Milano, dove sono stato un inventore, perché i primi mercatini nelle stazioni della metropolitana li ho messi su io con tre compagni.”

Oggi si racconta a Repubblica, denunciando i numerosi episodi di razzismo di cui è stato vittima negli anni. Alle soglie del 2010, in una società multiculturale, si spererebbe che alcune barriere fossero state superate, invece è stupefacente come alcuni pregiudizi rimangano radicati e siano duri da estirpare. Pap, a Milano, città in cui vive, non può correre in metropolitana, perché è in ritardo sul lavoro, altrimenti viene subito scambiato per un ladro in fuga; deve stare attento a non rincasare troppo tardi la sera, altrimenti, mentre cerca di aprire la sua macchina, viene apostrofato con un “perché sta aprendo quell’auto”.

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Letteratura ed editoria: il caso Germania. Un saggio su Nazione Indiana

pubblicato da sara

pop“La febbre di contemporaneità e l’ebbrezza della velocità, che divorano senza memoria il quotidiano, le nostre vite e quegli strani oggetti materiali e immateriali a nome “libri”, sembrano aver ingoiato un’intera generazione di scrittori”, in Germania. A dirlo, in un interessante e lungo articolo-saggio pubblicato su Nazione Indiana, è Giovanni Nadiani (titolo: “Letteratura ed editoria. Il caso Germania”).

Ovviamente il consiglio è di leggere tutte e venti le pagine del saggio, ma faccio una breve segnalazione dei punti più interessanti: e cioè il fatto che la Germania è un paese di lettori forti, e nonostante questo il libro di qualità, gli autori della E-Literatur (Ernste Literatur, letteratura seria, distinta dalla Unterhaltungsliteratur, letteratura d’intrattenimento), sembrano sempre meno visibili e valorizzati dal sistema editoriale.

Il sistema editoriale cerca altro, cerca il ‘best seller’ , tanto che ormai anche grandi premi come Deutscher Buchpreis e il Buchmessenpreis della
Fiera del libro di Lipsia sembrano ispirati a questo, dice l’autore.

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Lingua madre: racconti di donne straniere in Italia

pubblicato da lara

Quattro donne di diversa nazionalità in primo piano
Le donne straniere si raccontano e lo fanno nella lingua del paese ospitante, in questo caso l’italiano. Un modo per uscire dal silenzio e per emergere dalla massa informe in cui spesso sono relegate le molte immigrate che ormai fanno parte del nostro tessuto sociale, delle nostre città.

Il concorso, indetto dalla regione Piemonte e ideato da Daniela Finocchi, è giunto alla terza edizione ed è un’emanazione di un progetto permanente finalizzato alla valorizzazione delle culture, delle lingue e delle tradizioni di tutti i paesi. L’iniziativa è di certo lodevole in quanto mira a evitare che le persone provenienti da altre realtà si appiattiscano sulla cultura dominante impedendo uno scambio reale e costruttivo nel rispetto reciproco.

Possono partecipare tutte le straniere residenti in Italia, purché scrivano in lingua italiana. Una sezione speciale è invece dedicata alle “penne” italiane che hanno voglia di raccontare le storie di donne immigrate con cui sono venute a contatto. Il termine per l’invio degli elaborati è il 31 dicembre 2009. Chi volesse maggiori informazioni può visitare il sito del concorso.

Foto | MilanoSanità

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Una sola parola per descrivere il mondo

pubblicato da lara

Parole in corsivo su un foglio
Nel corso del Festival della letteratura di Mantova è stato chiesto ad alcuni autori di contribuire al Vocabolario europeo, regalando una parola con annessa spiegazione, che riassumesse in qualche modo una visione del mondo. Il progetto, curato dal linguista Giuseppe Antonelli, è partito nel 2008 e mira a raccogliere diverse “voci” (scrittori e parole) che animano le lingue e la cultura europea.

Quest’anno si sono aggiunti altri quattordici lemmi, tra i quali quello della “Camilleri spagnola” Alicia Giménez Bartlett che ha scelto il termine Perro, cane, e ha spiegato che i migliori amici dell’uomo sono ben più civili dei loro padroni, “un cane non eredita i peccati dei padri, le colpe delle generazioni passate, non ha fatto l’Olocausto.”

E voi? Qual è la vostra parola? Quella che da sola racchiude il mondo dal vostro punto di vista? Io mi sto ancora lambiccando il cervello, ma prima o poi la troverò…

Via | Corriere della sera
Foto | Flickr

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Al teatro India Walter Pedullà con Il nuovo che avanza

pubblicato da lara

Foto Walter Pedullà Walter Pedullà, professore e critico letterario, ha presentato martedì 26 ottobre il suo nuovo libro nel Bookshop del teatro India a Roma. Raggiungere il luogo è stato un po’ difficoltoso… Ci si arriva percorrendo una strada poco, o niente illuminata, più o meno alle spalle della stazione Trastevere. Lo scenario che si trova dopo la scarpinata, però, è molto suggestivo e merita di essere visitato.

Insieme all’autore erano presenti Andrea Cortellessa, Arturo Mazzarella e Arnaldo Colasanti. Il titolo del libro è “Il vecchio che avanza” e scrive Pedullà: “C’è un vecchio che avanza e questo non è solo l’autore.” Riprende il titolo anche Cortellessa nel suo intervento e precisa che “il vecchio “ è anche la zavorra che in cultura e politica ci radica a qualcosa che vorremmo abbandonare e “avanza” sta per andare avanti, ma può essere inteso anche come residuo. E l’avanzo è ad esempio ciò che nel ‘900 è rimasto a margine e ora ricompare.

L’elemento da sottolineare, sempre secondo Cortellessa, sono gli articoli di politica che occupano la prima parte del libro. “In politica e in arte- si legge - la nostra è infatti l’epoca di Carlomignolo, colui che dà la felicità col minimo”. E’ un tempo in cui vige il minimalismo, sia letterario (si parla di cinesizzazione della narrativa: scritti omologati), che sociale: non c’è spazio per le grandi ambizioni. “L’Italia è una nazione di sempre più strette vedute e negata alla grandezza.”

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Libri e vacanze: i consigli degli scrittori inglesi sul Guardian

pubblicato da sara

ScoziaUn’idea sfiziosa del Guardian ( che come emerso qualche tempo fa è anche il quotidiano anglosassone più letto nel mondo, e di cui vi consigliamo le pagine culturali): chiedere a una dozzina di scrittori inglesi famosi di raccontare un libro che secondo loro descriva bene un luogo della loro terra.

Tutto questo, spiegano gli articolisti, ovviamente in previsione delle vacanze, ad uso di chi volesse esplorare la bella Inghilterra facendosi guidare, appunto, da un bel romanzo. E allora abbiamo Antonia S. Byatt che consiglia un libro che descrive Londra all’inizio del secolo (L’Inghilterra e gli inglesi, di F. Madox Fox), o Jonathan Coe che ha passato le sue estati nel nord del Galles e che consiglia ‘Travelling people’ di B.S. Johnson.

David Lodge consiglia invece ‘A pair of blue eyes’ di Thomas Hardy, e Ian Rankin, spostandoci nell’Irlanda del nord, si dichiara appassionato delle storie di Colin Bateman ( I Predict A Riot). Se avete invece come me intenzione di girare la Scozia, dotatevi di ‘The Tin-Kin’ di Eleanor Thom, consigliato da Ali Smith. Una domanda mi rimane: chissà gli scrittori italiani che libri suggerirebbero per scoprire al meglio il Belpaese?

Via | Guardian
Foto | Flickr

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A Roma un teatro... in libreria

pubblicato da sara

teatroSi chiama proprio ‘Teatro in libreria’ ed è un progetto interessante da vedere, per chi abiti o frequenti la Capitale. Si tratta in sostanza dell’idea, leggo, “di portare nelle librerie, nei caffè letterari ed in luoghi di incontro culturale il trailer teatrale di romanzi di autori italiani o comunque di autori che hanno scritto un testo direttamente in lingua italiana”.

In pratica, spiegano gli ideatori, “un romanzo viene ridotto a rappresentazione teatrale con tanto di colonna sonora originale suonata dal vivo, con lo scopo di avvicinare in modo semplice e divertente lo spettatore alla narrativa, il teatro, la musica, la danza e l’arte in genere”. Protagonisti, testi di autori italiani. Il trailer viene derivato estrapolando alcune pagine ‘montate’ come una sceneggiatura. Senza svelare il finale, però.

Il progetto sembra stia piacendo a tante librerie, anche delle più grandi, tanto che leggo che gli organizzatori rappresentano trailer da Bibli, Rinascita e alla Discoteca laziale.

Via | Teatro in libreria
Foto | Flickr

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Biblioteche statali italiane al collasso?

pubblicato da sara

libroBooksblog si occupa spesso delle iniziative culturali delle biblioteche italiane, e ultimamente vi avevamo anche chiesto di suggerire idee che secondo voi servirebbero a migliorare il loro servizio. Qualcuno aveva giustamente commentato che - altro che ‘idee innovative’ - in Italia alle biblioteche mancano i fondi per i servizi essenziali.

Riprendiamo questo tema perchè, dopo la chiusura pomeridiana della Biblioteca nazionale di Roma, arriva un allarme anche da altri poli culturali statali. Leggo ad esempio che alla Braidense di Milano ‘mancano i fondi anche per rilegare i periodici’.

Non va meglio a Firenze, dove la direttrice ha ‘convinto il personale a fare gli straordinari’ fino a giugno. O a Napoli, dove ‘il personale che va in pensione non viene rimpiazzato’. Molti chiedono quando si avvierò la realizzazione promessa dal Governo del museo del libro. Ma forse le priorità da affrontare sono altre.

Via | Metro
Foto | Flickr

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Entro il 2009 The sea is my brother, opera inedita di Kerouac

pubblicato da sara

kerouacPer tutti gli appassionati di Kerouac di sicuro sarà una bella sorpresa: l’editore Harper pubblicherà, entro fine anno, The sea is my brother, opera giovanile di cui si era a conoscenza e di cui lo stesso Kerouac aveva più volte parlato in alcune sue lettere.

Di più della trama non è dato sapere, tranne che vi si narra una storia che si ispira agli anni passati dal vecchio Jack nella Marina statunitense. Come leggo, l’autore stesso la definì la storia di “un uomo che amava il mare di un amore strano e solitario”, con l’animo ribelle rispetto alla società del suo tempo. Già questa piccola anticipazione dello scrittore sembra molto suggestiva.

Via | Quotidiano.net

Foto | Flickr

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