Allo stand L14 trovate Quodlibet e lì potrete dare libero sfogo alla vostra voracità libraria. La casa editrice marchigiana ha infatti un catalogo ricco e vario con circa 400 titoli; si occupa di buona parte dello scibile umano: dalla filosofia, all’arte, alla critica letteraria, senza dimenticare la psicologia e la psichiatria, la religione e la teologia. Negli ultimi tempi ha visto la luce una nuova collana, Compagnia extra, definita dagli editori “una “banda di pensiero” più che una mera collana di narrativa.”
Uno dei libri di questa collana è Il viaggio di G. Mastorna, la sceneggiatura del fantomatico film che Fellini non riuscì mai a girare, con contenuti extra, tra cui una lunga lettera inedita scritta da Fellini a Dino De Laurentiis. Continuando a sfogliare il catalogo, saltano fuori Gianni Celati con I costumi degli italiani 1 e 2 e Ugo Cornia con un libro di “sragionamento” sul tempo che stiamo vivendo e accanto a loro dei grandi del passato come Puskin e Kafka. Lascio a voi il piacere di scoprire gli altri titoli e magari di chiacchierare con gli editori sulle novità e sul progetto editoriale, il bello della fiera è proprio questo!
Com’è cambiata la figura del critico letterario nel tempo? A questa domanda risponde Andrea Cortellessa ospite di Ultima pagina, lo spazio di Repubblica Radio Tv dedicato ai libri. Apre parlando dell’immagine un po’ “antipatica” che si associa al critico, proprio perché già nel nome annuncia il suo ruolo di “rompiscatole”.
“Per il critico letterario, dice Cortellessa, vale lo stesso passaggio epocale che ha descritto Zygmunt Baumann per l’intellettuale: da legislatore a interprete.” Si è passati quindi dal tono cattedratico e compiaciuto della vecchia scuola allo specialismo esasperato che sfocia in intrattenimento della critica attuale. Ciò che precisa Cortellessa è che mentre prima i critici letterari erano in grado di spaziare e curare, ad esempio, uno scritto medievale e al contempo commentare l’ultima uscita in libreria, oggi invece il lavoro del critico è diventato più tecnico e settoriale.
Racconta poi di leggere molti inizi di libri, perché è dalle prime pagine che ci si fa un’idea dell’opera e di essersi formato come “critico militante” (sottolinea di non amare la definizione) ai seminari del Gruppo 63, di cui abbiamo già parlato. La giornalista chiede poi al suo ospite di indicare tre libri che gli sono piaciuti nel 2009 e uno che non ha amato per nulla. Cortellessa cita Conglomerati di Zanzotto, che definisce “il maggior poeta vivente, non solo in Italia”; Cristi polverizzati di Luigi Di Ruscio, un altro poeta contemporaneo e La vicevita di Valerio Magrelli. Per i libri che non gli sono piaciuti confessa che l’elenco sarebbe molto più lungo, ma alla fine la scelta ricade su Ammaniti del quale dice di non essere un grande estimatore.
Ho trovato l’intervista a Cortellessa stimolante e piena di spunti che cercherò di approfondire in altri post. In particolare mi riprometto di parlare delle Classifiche di qualità, un esperimento che ha preso il via all’interno di Pordenonelegge e che vuole essere una provocazione nei confronti delle Classifiche di vendita. Intanto chi volesse vedere tutta l’intervista può cliccare qui.
Libri segreti
Andrea Cortellessa
Le lettere, 2008
€ 38 acquisto on line € 32,30
In un’epoca in cui internet non era nemmeno lontanamente pensabile, la cosiddetta società letteraria era addirittura costretta a incontrarsi di persona e parlare, sentire la voce della discordia, e dare lo spazio necessario al contraddittorio.
Ci si poteva vedere a casa di un romanziere, per esempio, di un poeta o di un attore di teatro, dove l’ospite ti offriva sempre un tè, del vino, oppure qualcosa di più forte, e discutere di questo o quel libro uscito in Francia o, mettiamo, in Inghilterra. Magari, chi può dirlo?, il libro era uscito mesi prima e soltanto adesso cominciava a circolare nel nostro paese. Più che altro, però, ci si incontrava (e, spesso, scontrava) nei caffè.
E per l’appunto due caffè sono, diciamo così, protagonisti di un libro ripubblicato dopo anni da Avagliano, autore: Arnaldo Frateili, titolo: Dall’Aragno al Rosati, con un sottotitolo molto esplicito: Ricordi di vita letterari.
Continua a leggere: Dall'Aragno al Rosati, di Arnaldo Frateili
Si parla spesso di una marginalità della letteratura nella società contemporanea rispetto ad altri media o consumi culturali. I nuovi media e soprattutto le nuove possibilità di svago sembrano aver ‘messo all’angolo’ quella che una volta era considerata la miglior forma di espressione umana. Ma cosa vuol dire letteratura? Ogni giorno veniamo bombardati da continue novità editoriali e questo rende difficile l’orientamento. Abbiamo affrontato il discorso con Stefano Salis, responsabile delle pagine di “Letture” dell’inserto culturale Domenica del quotidiano Il Sole 24 Ore. Abbiamo posto ad un esperto del settore una serie di domande per cercare di capire quali sono le nuove tendenze editoriali, gli autori da seguire e soprattutto il ruolo dei media ed in particolare dei giornali, nel ‘lancio’ di una nuova opera letteraria.
In una società consumistica come quella contemporanea si parla spesso di una marginalità della letteratura. Cosa pensa Lei a proposito di questo fenomeno?
La letteratura è senza dubbio marginale ma non mi sembra una sciagura. Dubito che abbia mai occupato un posto centrale nelle società e mi sorprenderebbe che lo facesse ora, con le enormi possibilità di scelta di consumo culturale che abbiamo a disposizione. Credo che mai come in questo momento ci sia una forte richiesta di intrattenimento e la letteratura ha anche questo compito. Penso che sempre più il piacere della letteratura diventerà un atto individuale. Beato chi lo potrà apprezzare.
Continua a leggere: Intervista a Stefano Salis del Sole 24 Ore