Nonostante la sua leggibilità, “Contro il fanatismo” di Amos Oz (Feltrinelli, 78 pagine, 4,50 euro) non è un libro semplice. Non lo è innanzitutto perché lo scrittore israeliano affronta in modo diretto una questione spinosa, la guerra tra Israele e Palestina; e non lo è perché spesso sono proprio gli europei (ma non solo) a essere soggetti alle critiche di Oz.
In questo libro, che raccoglie tre letture svolte da Oz a Tubinga, c’è una frase, che vi voglio riportare, che a mio parere condensa una grande verità, qualunque sia il conflitto che ci sta a cuore. La tragedia di quelle terre:
Non è una storia nero su bianco. Non è un film western, e nemmeno un western capovolto. Benché qui in Europa molto spesso, davvero molto spesso, incontro persone impazienti, sempre ansiose di sapere per ogni storia, per ogni scontro, chi siano i “buoni” e chi i “cattivi” (trad. di Elena Lowenthal)