
Anche quest’anno il Festivaletteratura di Mantova sta per partire, per la quindicesima volta, con la sua valanga di eventi - quasi trecento - tra conferenze, presentazioni, laboratori e spettacoli. In occasione di questa vigilia, dunque, anche quest’anno come gli anni scorsi, mi permetto di stilare per voi una lista di eventi secondo me imperdibili. Ovviamente confido che non tutti i lettori di booksblog seguiranno queste mie parziali indicazioni, prima di tutto perché ognuno ha i propri gusti, spesso divergenti, ma soprattutto perché se così non fosse ci ritroveremmo tutti in una serie di code infinite, cosa che spero francamente di evitare.
Ma bando alle ciance, ecco al mia wishlist per quest’anno…
Mercoledì 7:
Il primo evento da non perdere - o meglio, che non mi voglio perdere - riguarda uno dei miei scrittori contemporanei preferiti, il grandissimo Bjorn Larsson, autore di libri indimenticabili come La vera storia del pirata Long John Silver o Il cerchio Celtico, che parlerà al pubblico di Mantova nel chiostro del Museo Diocesano alle 16.15. Il secondo obiettivo del mio primo giorno di festival poi, magari dopo aver fatto due chiacchiere con Larsson, è la conferenza di Baricco su quel genio incredibile di Walter Benjamin, non tanto per il relatore - che non ammiro moltissimo - quanto per il soggetto, Benjamin, il miglior pensatore del Novecento.
Continua a leggere: Festivaletteratura 2011: una scelta degli eventi imperdibili (secondo me)
Il suggerimento viene da uno spiritoso articolo del Washington Post, in cui l’autore ha la pretesa interessante di spiegare “Perchè i testi teatrali sono le letture ideali per l’estate”. Il perchè è presto detto: pensate a voi, sdraiati sotto l’ombrellone, a spiare le chiacchiere di parenti e vicini di sdraio.
O fate come il giornalista, che ad esempio ricorda ad esempio quanto fosse biecamente interessato alle chiacchiere sentimentali della sorella più grande al telefono con il fidanzato, o a quello che diceva la madre quando litigava col padre in camera da letto.
“E che cos’è un testo teatrale se non un invito ad ascoltare le cose che le persone dicono le une alle altre in privato, a volte cose brutali, a volte ridicole, sempre cariche di mistero?..Sia che tu legga un testo teatrale o 100, cosa colpisce è la storia complessa e commovente che emerge dal mero dialogo”
Fra i consigli dell’autore, i classici Arthur Miller e Neil Simon. Io personalmente vi consiglio – oltre a inevitabili classici quali Aspettando Godot e Vita di Galileo – tutte le commedie di Dario Fo, o ad esempio (uno che mi è piaciuto molto) Libri da ardere della Nothomb. Altri suggerimenti?

I casi sono due:O sei lucano e, quando nasci lucano, per trent’anni la tua regione non sembra un granchè. Compiuti i trent’anni, la Basilicata ti ha conquistato per sempre
O sei italiano, allora la Basilicata è così lontana, così piccola, che te la sei dimenticata sul banco delle elementari.
Per chi è convinto che il Lucano sia principalmente un amaro (o il bel giovanotto con le sopracciglione nere protagonista della pubblicità dell’omonimo liquore), arriva questo divertente libro di Angela Langone, Lucani. Guida ai migliori difetti e alle peggiori virtù, a ricordare che lucani sono, innanzitutto, i nati in terra di Basilicata (come in effetti i genitori del regista Francis Ford Coppola, che in effetti anche lui in quanto a sopracciglia sta messo benino).
Lucani che non si distinguono molto bene da chi non ha l’occhio allenato, è vero. Almeno finchè non aprono bocca, per sentenziare: “Qui nun g’è niend”, con il loro tipico atteggiamento di “criticare e imbruttire ciò che amano di più” (una forma di scaramanzia? Nel dubbio: mai fare complimenti a un lucano! ci avverte Langone).
Continua a leggere: Lucani. Guida ai migliori difetti e alle peggiori virtù, di Angela Langone
La frase del titolo allude chiaramente a una salvifica presa di coscienza di una situazione di certo nota a noi tutti lettori Doc: la catastrofe della propria esistenza, da un punto di vista logistico, dovuta alla iperpresenza di libri nei propri (limitati) spazi vitali.
Ecco allora per voi qualche consiglio per come affrontare questa incresciosa situazione.
Prima regola: liberarsi dei pesi morti. Ovvero: siamo a fine anno. Non è giunta l’ora, secondo voi
a)di buttare DEFINITIVAMENTE tutte le agendine 2010 infilate, ancora intonse, nei più vari angoli della vostra stanza?
b) oppure di eliminare tutti i libri che durante l’anno avete comprato (i più fortunati SEMPRE a prezzo pieno, in questi casi) e che già alla decima pagina vi hanno fatto venire in mente un’idea geniale su come impiegare MEGLIO il vostro tempo libero, piuttosto che perderlo leggendo QUEL LIBRO (es: iscrivendovi a un corso di lavorazione del gioiello in vetro o prenotare un volo in aliante, che ne so)?
Continua a leggere: O io o i libri. Strategie di convivenza /1
Quando volete comprare un libro, o soltanto fare un giro per annusare l’odore della carta e sfogliare delle pagine, dove vi dirigete? Siete di quelli che vanno dritti verso le librerie di catena “perché offrono di tutto” (anche se poi in bella mostra si trovano solo le novità delle grandi case editrici)?Avete una libreria di riferimento, a cui siete affezionati? O magari siete tra chi vorrebbe visitare una piccola e tradizionale libreria, di quelle con un libraio vecchio stile, ma non sapete dove andare?
Se appartenete a quest’ultima categoria, (o anche a una delle precedenti, ma siete comunque curiosi e aperti a nuove esperienze) da gennaio potrete acquistare La guida alla librerie indipendenti di Roma, la prima raccolta di tutte le librerie indipendenti della capitale. Lo stesso editore ha già pubblicato, nella stessa collana, un libro sulle librerie indipendenti di Milano di cui abbiamo già parlato. E’ motivo di vanto per noi di Booksblog comunicarvi che due delle tre autrici, Sara Regimenti e Roberta Barbi, sono della scuderia di Blogo. Le nostre penne, insieme a Egilde Verì, hanno svolto un lavoro certosino, andando, gambe in spalla, a visitare ben centocinque librerie, disseminate all’interno della città. Quel che ne è venuto fuori è una interessante guida non solo per i bibliofili, ma anche per chi vuole conoscere i quartieri e gli angoli meno battuti di Roma. Il libro è infatti diviso per rioni, con un’introduzione iniziale sulla fisionomia e la storia dei quartieri.
Ogni scheda è corredata da foto, brevi informazioni utili e una dettagliata descrizione dei titoli, dell’ambiente e del libraio che non è un semplice negoziante, ma un lettore appassionato, capace di consigliare e felice di scambiare opinioni e idee con gli avventori. La varietà è garantita: dalle librerie caffè, a quelle che offrono anche una buona selezione di vini e cibo, alle più classiche. Ciò che le accomuna tutte è la convinzione che valga la pena resistere e continuare a proporre un’alternativa alla massificazione e alle nuove modalità di acquisto, che tendono a cancellare la figura del libraio. Uno di loro racconta: “Chi fa il libraio, per me, non è sano di mente. Io personalmente leggo comunque e ovunque, volevo fare l’insegnante, ma i concorsi erano chiusi, non sono un’artista, perciò era l’ultima ipotesi che mi restava. E’ la mia libreria, l’ho fatta io e le voglio bene, mi ha fatto crescere.”
Guida alle librerie indipendenti di Roma
Roberta Barbi, Sara Regimenti, Egilde Verì
NdA Press, 2010
pp. 285 € 13,90
Eccoci con qualche consiglio di libri da regalare ad amici/che fissati con l’arte culinaria. Si tratta di testi dalle fotografie bellissime, e tutti con argomenti che sono delle vere ‘chicche’, anche per i soliti superesperti.
Ad esempio: vi piacerebbe preparare dei menù che contemplino la presenza di fiori, fra gli ingredienti? Oppure, per i maniaci del caffè, perchè non cogliere i suggerimenti su come rendere ‘davvero golosa’ la classica tazzina?
Io consiglio anche, per chi si diletta di cucina molecolare, il testo ‘Come si sbriciola un biscotto’? Oppure, una scelta che non mi dispiace è quella di acquistare un libro di cucina d’epoca, da collezionare (per regali dai 50 euro in su).

Quando un armadio si apre piano piano significa che qualcuno sta uscendo…
è il BaBau in missione
per terrorizzare i bambini, naturalmente.
Questo - “Piacere signor BaBau”, di Matteo Gubellini - è uno dei libri che più mi piace consigliare per il filone ‘come affrontare le paure e le insicurezze dei più piccoli’, per il quale vi ho suggerito già tanti titoli, anche da regalare per Natale.
Le illustrazioni sono davvero belle, e poi è la storia che è fantastica. Immaginate che all’improvviso i bambini non abbiano più paura del loro ‘Bau bau’. Parliamo ovviamente degli strani mostri che compaiono quando nella stanza si spegne la luce, e che abitano negli armadi delle loro camerette, pronti a saltare fuori quando non c’è la mamma.
Continua a leggere: Piacere, signor BaBau, di Matteo Gubellini
Se poi la domanda è: la crescente industrializzazione dell’editoria moltiplica la scrittura e la pubblicazione di libri di merda? peggiora il nostro clima culturale? rende meno gratificante e spesso infrequentabile il mondo intellettuale? La mia risposta è: tre volte sì! (Nicola Lagioia, su Nazione Indiana)
Allora, se avete un po’ di tempo da ‘perdere’ a leggiucchiare on line, vi consiglio l’interessante serie di interviste a scrittori realizzate da Nazione indiana sul tema della ‘responsabilità civile’ dell’autore moderno.
Si parla anche di altro ovviamente, di critica letteraria. “Si possono ancora definire pagine culturali trenta recensioni da mezza cartella ammucchiate in una pagina? - scrive Claudio Piersanti - L’unica proposta culturale che mi sento di fare ai giornali è questa: perché non assumete qualche ragazzo che vi corregga gli errori? Le edizioni on-line sono cimiteri grammaticali”.
Continua a leggere: Le responsabilità dell'autore. Le interviste di Nazione Indiana

Si tratta di una nuova idea di Mozzi: brevi monologhi pratici sulla scrittura. Nella prima lezione Giulio Mozzi appare con un granchio di peluche sulla testa e comincia a parlare dell’idea narrativa. Dice che molte persone si rivolgono a lui perché pensano di avere una storia, ma in realtà hanno solo un’intuizione. A questo punto prende in mano il granchio e lo osserva, come bisognerebbe fare con l’idea. Non affrettatevi a scrivere, è il suo consiglio, perché l’intuizione deve maturare e, se scompare, vuol dire che non era buona.
In ogni puntata, in tutto sono diciassette, lo scrittore, autore del blog Vibrisse, fornisce a chi lo ascolta piccoli e efficaci strumenti per procedere nella stesura di uno scritto: i blocchi narrativi si superano cercando suggestioni in vari modi, gli intrecci si possono costruire dai fatti di cronaca, i personaggi si plasmano creando relazioni.
Molte lezioni, tra l’altro piuttosto brevi, sono supportate da esempi di libri famosi, primo su tutti il romanzo per antonomasia, I promessi sposi, di cui Mozzi si serve per spiegare alcuni meccanismi narrativi. Ironiche e metaforiche sono le ambientazioni scelte per parlare dell’uno o dell’altro argomento: la lezione sei, che tratta del tempo di un romanzo, ha come sfondo un fiume, perché, appunto, come un corso d’acqua è pieno di detriti, così anche le storie si portano dietro molti elementi, “il grigio del romanzo”, che servono a identificare il tempo e il luogo dell’azione e a creare l’attesa.
Continua a leggere: Inventare e raccontare storie: le video lezioni di Giulio Mozzi
Per qualcuno (e io ne conosco) si tratta della mamma, anche dopo i ventanni. Per altri è l’amico/a noiosa con cui riesci a passare solo qualche pomeriggio al mese. Ti segni mentalmente i titoli, e via. Per altri invece è il libraio di sempre, quello che ti ha visto crescere, e passare da Roal Dahl a Cormac McCarthy.
Si tratta del ‘Guru’ della lettura. Ovvero: qual è la persona di fiducia che vi consiglia sempre, infallibilmente, dei bei libri? Mi è venuto in mente leggendo il bel La libreria del buon romanzo (ne riparleremo, è pieno di spunti), in cui i protagonisti hanno bisogno di 300 ‘grandi lettori’ che consiglino loro i libri più belli di sempre.
Compreranno quei titoli, a scatola chiusa, perchè si fidano delle loro opinioni. Molti, già lo so, risponderanno che i loro ‘guru’ li trovano non nella realtà ma on line, o magari nelle ‘firme’ di qualche giornale. In questo caso, condividete link e indirizzi web nello spazio di commenti qui sotto. Nb: l’immagine del libro in copertina è fortemente ironica, un accostamento di senso con questo articolo molto discutibile, lo so.