
Vi abbiamo già parlato più volte della rivista Animals, edita da Coniglio editore, una rivista che propone un interessantissimo cross-over artistico tra fumetti e letteratura (sempre che il fumetto non possa essere considerato letteratura tout-court, ma questo è un discorso che richiederebbe molto tempo) e che, oltre ad ospitare tra le sue pagine alcune tra le migliori matite nostrane, da Gipi a Bacilieri, da Toffolo a Scòzzari, ha ospitato alcune delle penne migliori dell’Italia di questi giorni, da Michele Mari a Tiziano Scarpa.
Domani, ad orario aperitivo, l’allegra brigata di Animals, capeggiata dalla direttrice Laura Scarpa incontrerà il suo nutrito pubblico milanese in uno dei locali storici dell’aperitivo meneghino, il Bar Basso, in via Plino. Tra gli altri saranno presenti alla serata Paolo Bacilieri, Lorena Canottiere, Grégory Panaccione, se l’aereo non ritarda da Londra, anche Davide Toffolo.
Insomma un appuntamento da non mancare per tutti i fumetto-dipendenti che seguono le vicende di Animals dalla prima uscita, ormai risalente a quasi un anno fa, ma anche per i nuovo adepti e per quelli che ancora non hanno mai perso nemmeno un pomeriggio tra le sue pagine.
Via | AnimalsBlog
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Trovo sempre molto originali le proposte editoriali di Coniglio editore, per cui mi piace segnalare anche questo titolo, fra gli ultimi usciti: ‘L’urlo del piacere’ ovvero, come recita il sottotitolo, una antropologia dei gemiti d’amore.
L’idea è quella di fare un excursus sui ‘gemiti’ appunto che provoca l’amore così come essi siano stati narrati dalla letteratura. Dai latini a Caterina de Medici, passando ovviamente per il marchese de Sade. Ma non solo.
Perché l’autore analizza anche altri tipi di arte, dalla scultura alla musica al cinema, sempre concentrandosi sulla espressione fisica dell’amore erotico, sulla reazione del corpo al piacere. Analizzando anche il cambiamento dei gusti sessuali nel tempo così come possiamo appunto intuirlo dall’apparato iconografico che ci resta in eredità di altre culture.
Luciano Spadanuda
L’urlo del piacere
Coniglio ed.
14,50 euro
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Cosa hanno in comune delle vacche, dei cani, una capra, un coniglio nero e uno spaghetto? E donne, vecchi e santi? Alla fin fine sono tutti animali feroci (sì, anche uno spaghetto) come narra Manila Benedetto nel suo Donne e altri animali feroci, pubblicato da poco per i tipi della Coniglio Editore.
Dieci racconti (anzi nove più uno) che, sullo sfondo comune di delitti, si addentrano nelle vicende quotidiane e presentano la realtà che spesso soggiace ad eventi misteriosi. Il libro è costruito come un cd, con la musica che ricorre nelle pagine, e con un bonus track finale (l’ultimo racconto, appunto). E come un cd bisogna ascoltarlo: la musicalità delle parole scelte e il tema portante – donne assassine e animali feroci, alla fine si mescolano e non sai più chi sia l’una e chi l’altro – ne fanno un prezioso pamphlet sulla dinamica della vita che, spesso, passa per la morte.
Oltre al gioiellino del bonus track, il racconto che preferisco è Animale feroce: un coniglio nero. Una banale routine, in cui la storia viene presentata in maniera polifonica (per riprendere il paragone con il cd di cui sopra). Un evento fuori onda, una serie di eventi in onda visti dall’esterno e gli stessi eventi rivisti dall’interno. Una de-strutturazione del racconto che mette in luce anche la mano sapiente della scrittrice che tali testa verga.
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La rivista Animals, per chi non la conoscesse, edita da Coniglio Editore e diretta dalla brava Laura Scarpa (ho appurato telefonicamente che non ci sono parentele con Tiziano, solo un’identica provenienza veneziana) è una rivista dedicata al mondo del fumetto, della graphic novel che da tre mesi esce nelle edicole di tutta Italia.
In questo terzo numero, quello estivo che copre i mesi di luglio e agosto che mi sono appena finito di leggere, vi segnalo la presenza di un racconto inedito di Tiziano Scarpa, per chi ancora non lo sapesse vincitore del Premio Strega 2009 con Stabat Mater, che da solo varrebbe l’acquisto del numero. Ma basta sfogliarlo, questo numero, per essere trascinati nel fantastico mondo di autori come Gipi, come Bastien Vives, come Davide Toffolo (la cui copertina, qui a lato, è a mio parere veramente bella).
Erano anni che non si vedeva nelle edicole una rivista di questo spessore, una rivista che, nel caso continuasse con questi ritmi e questa qualità, non avrebbe alcuna difficoltà a diventare un solido punto di riferimento per tutti gli appassionati.
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Dopo il Dizionario di italiano, dei sinomini e contrari, biblico o informatico, piemontese o gastronomico, e una miriade di abecedari, in libreria ha trovato posto dal 5 maggio il “Dizionario sentimentale per anaffettivi“.
Sessantaquattro pagine che vi invitano alla gioia e alla felicità: come? Semplicemente propinandovi racconti tristi quel tanto che basta per farvi sentire fortunati di come scorre la vostra vita. Storie dove chiunque potrà riscoprirsi protagonista, dove anche nel deserto privo di tivvù “tutti, anche i cactus, fanno sogni di paillettes”.
Dizionario sentimentale per anaffettivi
Laura Colla
Coniglio Editore - Collana “i Lemming”
pagine 64
€ 5,00

“Crash Tv è un’analisi filosofica applicata allo Spettacolo, una ricerca attenta e documentata sui linguaggi del conformismo di massa attraverso format, telefilm, trasmissioni, TG, spot pubblicitari che vediamo (e subiamo) quotidianamente e che, senza accorgercene, rappresentano quel campo di battaglia fra Vita e Immagine, Virtuale e Carnale, dove la vittima eccellente è la nostra anima, prima ancora del nostro portafogli…”
Trionfano codici del Nulla e dell’Indiferente laddove il senso di sè e degli altri che ci avvolge diventano preda di una vertigine capitalistica, in “Crash Tv“: libro di Carmine Castoro sulla Gomorra dei nostri sentimenti, pubblicato da Coniglio Editore. Tanto per far nomi e cognomi, per Castoro (direttore del mensile “Flow”) il trash è nipote del naufrago bolognese Carlo, quello dell’”Isola dei Famosi” (Rai2), che il 6 ottobre ebbe modo di paragonare l’imprevedibilità dello zio a quella di un “rutto”, quando proprio lui ebbe modo di paragonarla a una “scorreggia”. Che dire? Forse c’è un esempio più trash, che spinse Camilla Raznovich a “Tatami” (Rai3) del 5 ottobre 2008 a cedere 12 minuti di trasmissione alla sorelle Cristina e Benedetta Parodi, semplicemente perchè tempo prima, aveva invitato i relativi consorti Giorgio Gori e Fabio Caressa.
Se non solo volete capire se dopo uno scambio di sms con Gori, la Parodi senior era “donna de panza o di ragione”, allora questo libro darà una mano nel fare un’analisi impietosa sullo spettacolo. Dando la caccia a linquaggi del conformismo scesi a patti con la “filosofia dell’odio” per contrastare una casta di cartapesta che detta le regole del capire al di là del senso e del dissenso. Undici capitoli pieni di vigore dove, dribblando tra un cimitero telegenico e il serpente elettronico, vi troverete in media stat virus, ovvero un manifesto contro… cosa? Lo scoprirete solo leggendo.
Crash tv
Carmine Castoro
Coniglio Editore
pagine 204
€ 14,50
È nata Bang Art, una rivista d’arte come non ne esistono altre in Italia, che tocca l’art toys, il design e il pop-surrealism. In vendita anche in fumetteria è indicata per lottatori mascherati. Ne abbiamo parlato con Sebastiano Barcaroli, uno dei fondatori.
Già dal nome della rivista si nota una gran voglia di “esplodere”.
Sì, Bang Art sarà una bomba pronta a far saltare in aria le edicole italiane. Tratta di tutta quella nuova arte “ipercontemporanea”, che finalmente sta diventando una realtà consolidata anche nel nostro Paese, come il Pop-surrelism, lowbrow, art toys, design e coolhunting (la ricerca di tutte le nuove tendenze). Ecco: Bang Art tratterà in maniera approfondita queste correnti che negli ultimi anni hanno conquistato i muri delle gallerie, gli occhi degli spettatori e a volte addirittura i loro corpi (è una moda diffusa tatuarsi opere di artisti). Ci saranno interviste esclusive a illustratori, fotografi, pittori e in generale a chi fa “cose belle”. Artisti li chiamano in molti, ma forse il termine, visto l’utilizzo che se ne fa non è del tutto esatto, un po’ riduttivo quasi. Sono creativi che utilizzano ogni mezzo per esprimere se stessi. Noi li andiamo a scovare, li coinvolgiamo e li stampiamo sulle nostre pagine, che al posto dell’inchiostro, usano polvere da sparo: BANG!
Cosa contiene il primo numero?
Il podio delle interviste del primo numero è occupato da tre artisti unici. Dave Cooper, storico fumettista passato con disinvoltura alla fine-art con quadri dove donne grasse e crudeli addentano lo spettatore e non lo lasciano più. C’è poi una lunga intervista ad Autumn Whiterhurst, illustratrice americana che realizza opere digitali calde come il fuoco, come l’amore. Poi c’è Robert Yager, fotografo; per sei mesi Robert ha vissuto con la gang di Los Angeles dei LA Playboys. Di questa esperienza rimangono delle foto che sconvolgeranno i nostri lettori. E poi, molti altri, dalle foto di art toys di Brian McCarty ai fumetti felini di Jeffrey Brown; dalle illustrazioni furenti di J. J. Patradoon alle icone di un mondo diverso, non le solite icone, nel primo numero ad esempio, osanniamo Bobby Fischer, il campione di scacchi. Ripeto, Bang Art tratta l’arte come nessun’altra rivista in Italia riesce, non temiamo smentite.
Continua a leggere: Booksblog intervista Sebastiano Barcarlo per Bang Art: rivista d'arte per jedi
I criteri di scelta di un libro da leggere sono tanti, ne abbiamo parlato diverse volte. Ma è possibile che scegliamo un libro da leggere in base a una data casa editrice? La risposta potrebbe rivelarsi interessanti, soprattutto in un momento in cui nel settore editoriale va di moda il semifai-da-te (vedi Lulu, gli ebook etc).
Allora, è possibile che entrando in una libreria il criterio di scelta di un libro sia quello della casa editrice in cui un’opera è pubblicata? Che, piacevolmente sperduti fra gli scaffali, si scelga senza accorgersene di dirigersi verso le sezioni di un paio di case editrici perchè quei marchi, quel tipo di carta, quel tipo di copertine scelte dalla casa editrice risponde alla nostra voglia di lettura in quel momento?
Attueremmo così un “filtro” alle nostre scelte, che sarebbe determinato esattamente dai tratti distintivi che gli editori scelgono di dare ai loro prodotti. Ad esempio, io in questo periodo sono in fase Adelphi-economica e minimum fax.
La casa editrice Coniglio propone titoli diventati piccoli “cult” fra i giovanissimi: da “Suicidi falliti per motivi ridicoli” a “Pronti per Einaudi”, “Rospi acidi e baci con la lingua”, fino a “Memorie dell’arte bimba” e all’ultimo “La passione di Pier Paolo”, dedicato a Pasolini.
“Secondo noi l’amore per i libri esiste ancora, anche se il marketing ha imposto le sue regole e pesa su tutte le fasi del processo produttivo – ci dicono - ma è la passione che ti fa scegliere un lavoro come questo e che ti spinge a rischiare”.
Coniglio editore d’altronde è nata con l’eredità di una già lunga esperienza nell’editoria, che in passato riguardava soprattutto i fumetti e che poi si è estesa in diverse direzioni.
“Tacquero, continuando a camminare sul lungomare. Scorse in lontananza un cane che correva accanto al ragazzo che cercava di addestrarlo…e che si mise a picchiarlo…ciascuno dei due si trasformò in una massa di nervi che non voleva smettere di battersi, mentre accanimento e piacere crescevano. Il ragazzo scoppiò a ridere. Paolo si rivide in questo panorama, un piede sulla porta dell’interno, e l’altro sopra un trono di luce”
Uno psicologo si era impegnato, tempo fa, in una ricerca più unica che rara: raccogliere migliaia di testimonianze di pre-morte in tutto il continente. Nei loro racconti, quasi tutti questi testimoni dell’aldilà tornati in vita raccontavano che, oltrepassata una soglia, scorreva loro davanti come in una pellicola tutta la loro vita nei minimi particolari. Ricordavano tutto: pensieri, sensazioni provate, emozioni, di ogni minuto che scorreva davanti ai loro occhi ben definito anche se in un tempo breve.
Leggendo “La passione di Pier Paolo” di Selim Rauer (ed. Coniglio) sembra proprio di poter assistere ad un’esperienza del genere. Nel libro infatti l’autore, un regista francese, ci catapulta al centro della coscienza di P.P.P., ricostruendone nei minimi particolari le sensazioni e i pensieri che gli passarono nella testa, nel corpo, nel cuore, nei suoi ultimi 3 giorni di vita, quasi Pasolini fosse proprio un personaggio di un dramma in cui immedesimarsi fino all’ultimo capello per riuscirne a ricostruire la complessità.
Continua a leggere: La passione di Pier Paolo Pasolini di Selim Rauer