
C’è tempo fino al 31 ottobre per partecipare al Concorso letterario promosso dalla web-magazine “OublietteMagazine”. Tema è libero e partecipazione gratuita per l’iniziativa articolata in due sezioni: Poesia Inedita & Poesia Edita. E’ possibile iscriversi ad entrambe, ma con un solo testo poetico per ognuna che avrà, di conseguenza, un solo vincitore, “laureato autore vincente del mese di Ottobre 2011″, secondo l’insindacabile parere giudizio di una giuria composta dalla redattrice e critico letterario Alessia Mocci, dal recensionista Giuseppe Giulio, dalla cantante Claudia Aru e dalla poetessa e vincitrice dell’edizione di settembre (con la lirica “Alla Musa”) Carla Casu.
In palio la pubblicazione su OublietteMagazine categoria “Poesia”, tanto per cominciare, e l’inserimento nell’ebook “Anche tu su Oubliette” numero di settembre-ottobre- novembre (che uscirà a dicembre 2011 e sarà scaricabile gratuitamente sul sito) che riunirà vincitori e finalisti dei tre mesi di concorso.
Via | oubliettemagazine.com
Isbn ci riprova e, come aveva già fatto in occasione dell’uscita di Io sono febbraio di Shane Jones, lanciato un ulteriore e interessante concorso, gratuito e aperto a tutti i suoi lettori, in concomitanza con la pubblicazione del libro di Glen Duncan “L’ultimo lupo mannaro”, il primo episodio di una trilogia che sembra avere le carte in regola per diventare un grande successo e, magari, chissà, per tentare di scalzare i vampiri dalla cresta dell’onda editoriale.
Ma a differenza del precedente concorso, che metteva in palio “semplicemente” una fornitura di libri targati Isbn, questa volta in palio c’è addirittura un viaggio a Francoforte, per andare ad esplorare a ottobre, insieme alla redazione di Isbn, la giungla della Frankfurt Buchmesse, l’appuntamento editoriale più importante d’Europa, e forse del mondo intero.
Per partecipare basta, si fa per dire, scrivere un incipit, che non superi le 10mila battute, per il secondo atto della trilogia del Lupo Mannaro, spedirlo alla redazione di Isbn e incrociare le dita. E non soltanto per poter vincere un viaggio completamente spesato alla Buchmesse, ma anche per avere la possibilità di scrivere e pubblicare un reportage dalla fiera su Rolling Stone. Che dire? L’occasione è senz’altro ghiotta. Se siete interessati trovate tutte le informazioni sul sito che la casa editrice milanese ha dedicato al libro, dove troverete, tra le altre cose, anche i primi tre capitoli del libro.

I nostri lettori più attenti sanno bene che non amiamo particolarmente parlare di concorsi letterari o similia, come sanno però altrettanto bene che amiamo fare delle eccezioni quando il concorso in questione sia degno dio nota, curioso e, ovviamente, gratuito. In questo caso il concorso che ha solleticato la nostra curiosità è quello lanciato dalla storica rivista L’Indice dei libri del mese che.
Intitolato “Schedatore per un numero”, il concorso lanciato dalla redazione del mensile torinese dalla storia quasi trentennale invita tutti i suoi fedeli lettori a passare, per un numero, dall’altra parte della scrivania, a togliere i comodi panni del lettore e vestire gli spesso disagevoli e faticosi panni del critico, del recensore. Tra tutte le recensioni pervenute entro la fine di giugno, poi, la stessa redazione sceglierà le due che riterrà più meritevoli e brillanti e premierà i rispettivi autori di un abbonamento annuale alla rivista.
Insomma, anche mettendo da parte il premio finale, per la cui assegnazione la battaglia sarà certamente molto aspra, la forza di questo concorso è il fatto che, anche solo per una volta, dà la possibilità ai lettori di mettersi alla prova e dire la propria sul libro che più si è amato, o più si è detestato dell’ultimo anno solare – i libri devono essere obbligatoriamente stati pubblicati tra il 2010 e il 2011 – confrontandosi con le difficoltà che fanno del critico un lavoro sicuramente non facile, ma decisamente appassionante.
“L’Italia e’ un paese anomalo che ha il maggior numero di telefonini, suv e premi letterari del mondo. Ce ne sono troppi”. A dirlo è, in una bella intervista all’Adnkronos, Cinzia Tani, giornalista e scrittrice, autrice del saggio Premiopoli. Un indice ragionato dei premi letterari(Mondadori ed.). Tani ha commentato così la decisione di John Le Carrè di rifiutare il Booker Prize “anche se – ha aggiunto - solo chi e’ famoso e vende molti libri si puo’ permettere di rinunciare ai premi”.
La ragione per cui in Italia uno scrittore non può permettersi di rifiutare un premio sta però, secondo Tani, nel fatto che nel nostro Paese è difficilissimo promuovere un libro. E quindi via libera anche a quei premi “meno seri” del Viareggio, il Bautta, il Fregene, oltre che allo Strega e al Campiello (che “pur non essendo “puri” fanno però vendere i libri”).
Voi vi fate influenzare, nelle vostre scelte di lettura, dai premi letterari? Insomma: siete invogliati a comprare un libro, sapendo che si è classificato ai primi posti di un concorso?
Foto | Flickr

Cos’è il “brutto letterario”, ci avete mai pensato? A tanti sarà capitato di leggere scritti noiosi, senza vèrve, banali e piatti: mediocri, per riassumere. Ma cos’è davvero “brutto” quando parliamo di un libro? A dare una risposta a questo interessante quesito ci ha provato Carolina Cutolo, autrice del noto blog Pornoromantica, da cui è stato tratto anche un libro. L’occasione è un concorso, “Il racconto più brutto”, appunto, con il quale la scrittrice lancia una sfida a chiunque voglia raccoglierla, invitando a partecipare con un proprio racconto (è lei la prima a mettersi in gioco).
Ecco qualche esempio di ciò che contraddistingue questo tipo di componimenti secondo la promotrice:
- Un classico è l’uso inconsapevole di cliché pensando di aver inventato qualcosa: in quanti ancora utilizzano la metafora volo/libertà con compiacimento e pretese di originalità come se non fosse stato mai scritto per esempio Il gabbiano Jonathan Livingstone?
- Altro grande classico è l’emulazione sciatta dello stile Bukowsky: in quanti pensano che scrivere frasi rozze e volgarità a caso sia automaticamente letteratura e si crogiolano nel genio e sregolatezza rivendicando pigramente la propria ignoranza e dunque guardandosi bene dal mettere in discussione la loro tecnica narrativa?
- Per non parlare della retorica del dolore autobiografico: in quanti pensano che basti raccontare una vicenda drammatica che gli è capitata calcando la mano sulla tragedia per risultare interessanti? Convinti che basti raccontarla perché è la verità ed è forte di per sé ma di fatto infiocchettandola con mille barocchissimi e patetici fronzoli?
Vi invito a leggere sul blog della Cutolo l’intero bando di concorso, perché è davvero spassoso. La serata di lettura ed elezione del “Racconto più brutto” si svolgerà il 24 febbraio presso l’Hula Hop Club, a Roma, e ad aprire le danze sarà proprio la Cutolo con un suo testo. Ci saranno degli indomiti scrittori pronti a prendersi un po’ in giro e a scordare per un giorno la loro sconfinata vanità? Speriamo vivamente di sì!
Foto | Carolina Cutolo

L’idea è originale e la causa del tutto condivisibile . Si tratta di riscrivere dei testi già pubblicati, il cui protagonista è il buio, aggiungendo degli elementi di luminosità. I romanzi scelti sono di tre autori classici (Hugo, Conrad e Checov) e di un contemporaneo, Cristiano Cavina.
Il concorso si inserisce nella grande manifestazione M’illumino di meno, lanciata da Caterpillar, che quest’anno propone, per la giornata del 12 febbraio, di accendere tutti insieme le luci, adottando un sistema pulito.
Durante la trasmissione radiofonica in onda su Radio 2 verranno letti i brani da cui scaturiranno le cover letterarie. L’incipit del libro di Cavina è stato già presentato il 5 febbraio, ma è comunque possibile riascoltarlo qui. Nella puntata di oggi verrà proposto il secondo brano e a seguire, nei prossimi giorni, gli ultimi due. Il termine per partecipare è il 30 aprile e non sono previste tasse di iscrizione. I migliori otto lavori verranno pubblicati in un’antologia edita da marcos y marcos. Per maggiori informazioni visitate il sito della casa editrice.
Foto | Flickr
Anche quest’anno, per il nono anno consecutivo, si riconferma l’imperdibile appuntamento con il concorso Subway Letteratura, dedicato alle giovani penne italiane Under35 e organizzato come sempre da Davide Franzini e Oliviero Ponte di Pino con il patrocinio dell’Università IULM di Milano, Tratto Pen, e quella dei comuni di Milano e Venezia e delle società di metropolitane di Roma, Milano e Napoli.
Per questa edizione la giuria è alla ricerca di 18 racconti inediti della lunghezza massima di 18000 battute, scritti da chiunque sia nato dopo il 1 gennaio del 1975. Il premio è come al solito sbalorditivo per qualsiasi autore esordiente, e non solo: vedere stampato il proprio racconto, anticipato da una prefazione d’autore, in 300mila esemplari disseminati nelle più grandi città italiane a partire da maggio 2010, attraverso gli ormai celebri Jukebox Letterari.
Il concorso, oltre alla sezione Racconti Under35 prevede altre due sezioni, una dedicata agli scrittori giovanissimi (Under19), l’altra alla produzione poetica. Fatevi sotto, dunque, la corsa è aperta!
Per tutti i dettagli circa le modalità di partecipazione e i tempi, vi rimando al sito di Subway Letteratura.
Via | Subway-Letteratura
Ricordate la scena di ‘Ferie d’agosto’ di Paolo Virzì in cui Laura Morante confessa a Silvio Orlando di essersi conservata tutti i post it appesi al frigo da lui? L’amore si può esprimere anche così.
Lo sostiene anche un concorso letterario originale che ci fa piacere segnalare. Sottotitolo: “Il tuo amore non c’è…, lo pensi e nasce un’ emozione che vuoi a tutti costi comunicargli, gli lasci un post-it”. Questa la spiegazione del concorso, a cui appunto per partecipare (gratuitamente) basta mandare un post it d’amore.
Bisogna inviare entro il 30 novembre i testi in formato word a postitdamore@enricofolcieditore.com. In palio la pubblicazione (e da 1 a 10 copie di ogni libro).
Via | EnricoFolci
Foto | FLickr
La casa editrice è molto carina, e se siete appassionate di chick lit e avete un romanzo nel cassetto ma non sapete a chi cominciare a proporlo, io vi consiglio di approfittare. Si tratta dell’iniziativa ‘Chickcult’, lanciata da ArpaNet (ne avevamo parlato per la loro rivista), che vi propone di inviare i vostri manoscritti.
Dovranno essere storie scritte da un punto di vista femminile, e soprattutto (chissà perchè) ambientate in un contesto lavorativo in qualche modo legato alla cultura (un teatro, una fondazione, un museo). Per cui, se avete trama e protagonista, cambiate magari il contesto e inviate.
La cosa interessante è che viene offerta anche una retribuzione, per i manoscritti selezionati e pubblicati dall’editore, pari al 10% del prezzo di copertina di ogni libro venduto. Fateci sapere.
Via | Chickcult
“Si dice che se una farfalla sbatte le ali a Pechino, a New York pioverà. Forse fu proprio così che andò, anche quella volta, ma è difficile dirlo: sebbene tutti si accorgano quando piove, infatti, ormai nessuno è più in grado di rintracciare la farfalla responsabile…” Inizia così il primo capitolo de “Il castello sotterraneo” che Jeremy Belpois ha appena pubblicato per le Edizioni Piemme. Una nuova saga - Code Lyoko - dall’autore di “Ulisses Moore” la cui storia salpa con la KNT-17, una nave cablografica con un compito: controllare i cavi di telecomunicazione che collegavano il Giappone agli Stati Uniti.
Una banalità se solo i cavi non si fossero trovati a oltre 1000 metri di profondità sotto la superficie del mare. E qui entra in gioco Rovvy, un rov, un robot un poco complicato che comincia a innescar problemi dal 21 dicembre (quando inizia il libro), per finire il 10 gennaio (quando finisce il libro). Nel mezzo la storia, animata da un gruppo di amici che si introduce nei meandri di una fabbrica in disuso. Se non fosse per quel supercomputer abbandonato e quel passaggio segreto scoperto dai pargoli, il libro non sarebbe così labirinticamente sfizioso da leggere.
E se non fosse che vorrei proprio svelarvelo, non ci sarebbe motivo per guardare prima il booktrailer e poi viaggiare lungo mondi paralleli e realtà virtuale. Questa è la nuova avventura, che ottimamente sintetizza la seconda di copertina: dove il supercomputer “è il portale di accesso a Lyoko, un mondo digitale parallelo abitato da X.A.N.A., una malvagia intelligenza elettronica. Ma X.A.N.A. non è l’unico nemico che Jeremy e i suoi amici devono affrontare: un’organizzazione militare, infatti, si vuole impossessare del supercomputer per poter controllare il mondo reale”. Non si può aggiungere altro a meno di segnalare anche un concorso; per giocare e vincere con Code Lyoko occorre il codice personale per registrarsi. Codice contenuto nel libro che, fino al 30 giugno, mette in palio due computer portatili.
Il castello sotterraneo
Jeremy Belpois
Epiemme
pagine 260
€ 17,00
dai 9 anni in su