E po’ il commissario era arraggiato con se stisso macari pirchì l’aviri tinuto tra le vrazza ‘na beddra fimmina l’aviva mittuto ‘n agitazioni come a un adolescenti. Come se era la prima volta che gli capitava. E allura che forsi la vicchiaia potiva essiri ‘na regressioni verso la gioventù? No, quanno mai, casomà era un avanzamento verso l’imbicillità.
Passano gli anni anche per il commissario Montalbano, ma le conseguenze non sono poi così evidenti: non cambia ad esempio il suo proverbiale appetito che si scatena di fronte ai piatti di Adelina e del ristorante dell’amico Enzo.
Non cambiano le “azzuffatine” di gelosia con Livia durante le telefonate della buona notte e i sussulti del fedele Ormone per colpa del quale il corpo del Commissario, discolo, in certe situazioni compromettenti non obbedisce più ai comandi del cervello.
Continua a leggere: Il gioco degli specchi, di Andrea Camilleri
“Leonardo Sciascia, Giuseppe Tomasi di Lampedusa e Andrea Camilleri portano sfiga, per un un po’ dovremmo smettere di leggerli” ad affermarlo è stato l’assessore regionale alla Formazione, Mario Centorrino, economista e professore dell’università di Messina, che ieri agli stati generali dell’autonomia a Siracusa ha tirato una riga rossa virtuale su tre dei più grandi scrittori siciliani dell’ultimo secolo.
“Destra e sinistra, tutti assieme, almeno per un anno prendiamoci una pausa, abbiamo bisogno di ottimismo” così Centorrino ha giustificato la sua terribile uscita, mettendo in mezzo l’ottimismo, dote che, a sua parere, viene messa in un angolo se si perde tempo a leggere libri come Il giorno della civetta, Il gattopardo o le avventure del commissario Montalbano.
Voi cosa ne pensate? Alla Sicilia servirebbe di più una bella dose di ottimismo e il sorriso sulla faccia, come vorrebbe Centorrino, o una altrettanto forte dose di consapevolezza e di comprensione dei mali che porta in seno, come vorrebbero probabilmente Sciascia, Tomasi di Lampedusa e Camilleri, una consapevolezza e comprensione che potrebbero alimentare, magari, qualche cambiamento in una terra dove chi governa lavora da sempre contro i cambiamenti?
Un aggiornamento: dalle pagine della Stampa la risposta di Andrea Camilleri, ultimo superstite fra i tre scrittori chiamati in causa da Centorrino.
Via | LiveSicilia.it
Foto | Flickr

La voce dell’Andrea Camilleri uomo di teatro si fa sentire nella classifica dei libri più venduti. Almeno fra quelli più graditi nella terza settimana di settembre: stando ai numeri di cui tiene conto l’Istituto Demoskopea di Milano, la raccolta “Gocce di Sicilia” tallona Margaret Mazzantini, Patrick Dennis e Paulo Coelho. Noi di Booksblog abbiamo intervistato Andrea Camilleri e abbiamo ascoltato la sua voce, calda e roca all’ombra del gasometro romano, dove il 5 ottobre (fino al 1 novembre) al Teatro India debutta “Festa di famiglia”, una riflessione sulle dinamiche violente all’interno del nucleo familiare riscritta da quattro attrici come Manuela Mandracchia, Alvia Reale, Sandra Toffolati, Mariangeles Torres (compagnia Mitipretese).
Che c’entra Camilleri?
Quando le quattro Mitipretese, che conoscevo e stimavo dai tempi che frequentavano l’Accademia, vennero a casa mia per chiedermi di collaborare ad un loro progetto, in realtà il progetto era già ben avviato e definito, tanto è vero che mi lasciarono sul tavolo una sorta di copione. La proposta mi lusingò. Si trattava solo di destrutturare i testi e ristrutturarli in un contesto nuovo; in fondo se sono stato il padre di questo spettacolo, lo sono stato come San Giuseppe, essendo intervuto a cose fatte.
La pièce prende spunto dai testi di Luigi Pirandello per parlare della violenza domestica, ma quale commedia?
La commedia sulla famiglia borghese che Pirandello avrebbe forse voluto scrivere ma non aveva osato. Qui c’è un puzzle dove sono state campionate sette sue opere: da “Questa sera si recita a soggetto” a “Sei personaggi in cerca d’autore”, passando per “L’amica delle mogli”, “Enrico IV”, “L’uomo, la bestia e la virtù” e “La vita che ti diedi”, facendo sosta davanti a “Trovarsi”. Un puzzle dove mi sono limitato a mettere qualche tassello al posto giusto. Solo che il puzzle non è un gioco d’azzardo, ma questo particolare puzzle invece lo è.
Continua a leggere: Festa di famiglia: Booksblog intervista Andrea Camilleri
Esce oggi nelle librerie l’ultima avventura di Salvo Montalbano, recentemente celebrato con una statua a Porto Empedocle, il commisario più celebre e amato dagli italiani nato dall’immaginazione di Andrea Camilleri e ormai arrivato alla sua quattordicesima avventura, il che lo fa diventare uno dei personaggi più longevi della letteratura italiana.
In quest’ultima fatica di Camilleri (anche se, data la facilità e velocità di scrittura dello scrittore siciliano verrebbe da pensare che fatica non ne faccia) il commissario Montalbano è costretto ad affrontare un grande mistero, al scomparsa del suo fido ispettore Fazio.
Un giallo tutto di azione che sicuramente scalerà velocemente le classifiche di vendita e che senz’altro terrà occupati e con il fiato sospeso, sotto il sole estivo, tantissimi italiani.
Andrea Camilleri
La danza del gabbiano
Sellerio
euro 13,00
Via | Adkronos

Come avevamo annunciato poco più di tre mesi fa, la statua in onore di Salvo Montalbano, il commissario più famoso d’Italia inventato dalla fantasia di Andrea Camilleri è stata inaugurata ieri a Porto Empedocle.
Il commissario di Vigata sarà dunque disponibile per tutti i suoi fan in via Roma, a Porto Empedocle, con una mano appoggiata su un palo, dei gran baffi e, soprattutto, parecchi capelli, caratteristiche diametralmente opposte a Luca Zingaretti, volto televisivo del commissario.
La cerimonia del disvelamento della statua, realizzata dallo scultore Giuseppe Agnello, si è svolta ieri alla presenza delle autorità e, ovviamente, di Andrea Camilleri, il suo papà letterario.
Via | Repubblica.it

Tra le novità in uscita nei primi mesi del 2009 segnaliamo il nuovo romanzo Andrea Camilleri: Un sabato con gli amici, la cui pubblicazione è prevista (pare) per il 27 gennaio.
In questo nuovo libro Camilleri abbandona il personaggio del Commissario Montalbano, che tanta fortuna gli ha portato. I primi capitoli narrano di piccoli e grandi traumi dell’infanzia di alcuni bambini. Poi la scena si sposta e ritroviamo quei medesimi bambini cresciuti anni dopo, riunitesi ad una cena.
Durante la cena succede tuttavia qualcosa di drammatico, che non sveliamo, che trova la sua origine nelle ferite che hanno segnato quei bambini ormai adulti. Si fa sentire in maniera pesante l’esperienza di uomo di teatro di Camilleri; il romanzo infatti è strutturato in maniera molto simile ad un’opera teatrale, suddivisa si può dire in due atti.