La prima edizione mai stampata di Moby Dick uscì grazie all’editore Richard Bentley di Londra, che il 18 ottobre del 1851 stampò il capolavoro di Herman Melville in 3 volumi con il titolo The Whale, la Balena. Ma quello stampato da Bentley era un testo rimaneggiato, potremmo dire forse censurato.
Per questo fu soltanto quando, il 14 novembre di quello stesso 1851, la Harper & Collins di New York lo ristampò in unico volume, intitolandolo Moby Dick, che si poté affermare finalmente che la prima edizione del capolavoro di Melville (anche se capolavoro fu giudicato con anni di ritardo) era stata data alle stampe.
Da quel giorno sono passati 160 anni, un’eternità per un uomo, ma anche per un libro. Nel frattempo la storia di Moby Dick e del capitano Achab è entrata a far parte nell’immaginario collettivo talmente in profondità da essere conosciuta anche da chi il libro non lo ha mai letto.
Questa ragazzi è la classica idea che “a non averci pensato prima”, ovvero chissà da quanto qualcuno avrebbe potuto realizzarla, se gli fosse venuto in mente. Aggiungere musica ai testi pubblicati in ebook. Ma certo! Data la natura digitale e quindi aperta al multimediale dell’eBook, appunto, “perchè non pensarci prima”?
E invece i primi a pensarci sono stati solo loro, quelli di Booktrack, e in particolare il 35enne Paul Cameron, fra i fondatori della società che diffonderà nel mercato eBook con opportuna “colonna sonora” pensata ad hoc per l’atmosfera dei vari passaggi del testo.
I titoli in cantiere, in uscita a settembre, sono soprattutto classici, da Huckleberry Finn a Jane Eyre, Romeo e Giulietta e i Tre Moschettieri, ma sono in programma anche titoli di Rushdie e Jay McIrney. “Amplifica la tua immaginazione e ti fa entrare più a lungo nella storia”, ha detto Cameron al New York Times.
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Pare che in questa ultima tranche estiva si siano moltiplicati i libri che ci invitano a interrogarci sul modo in cui raggiungere la felicità. Tanti i guru moderni che vogliono insegnarcela.
Ad esempio (cito in ordine sparso), Raffele Morelli con il suo La felicità è qui (Mondadori) oppure Paolo Gallina e La formula matematica della felicità, della stessa casa editrice, oppure Claudio Risè e Guarda, tocca e vivi. Riscoprire i sensi per essere felici (Sperling & Kupfer).
Ma perchè non dare invece un’opportuna chance di risalire la top ten dei best seller anche a un guru come Lucio Anneo Seneca (4 a.C - 65 d.C.) ? Il nome aulico non scoraggi, e non ci allontani dal suo pensiero, assolutamente controcorrente e per questo tanto più affascinante per chi ama le sfide dell’intelletto anche in questi tempi mentali così pigri.
Continua a leggere: Recensioni atipiche. La ricetta della felicità? Chiedila al guru Lucio A. Seneca
Mi è dispiaciuto leggere le parole di Alfieri Lorenzon, direttore generale dell’Aie, sul fatto che Cuore di De Amicis sia ormai un libro per ragazzi “superato” (al contrario di Pinocchio di Collodi, ad esempio). “Cuore non fa piu’ parte del bagaglio indispensabile dei nostri giovani”, ha detto all’Ansa Lorenzon.
Meglio Pinocchio, che riscuote ancora “risultati interessanti” all’estero, e ovviamente la letteratura per ragazzi contemporanea, fra cui in primis ovviamente Harry Potter, ma anche Geronimo Stilton e le saghe vampiresche. Ma forse non c’è niente di cui intristirsi, il mondo va avanti, i bambini di oggi sono diversi da quelli di ieri e- la conclusione è sempre la stessa - è colpa mia che sono la solita nostalgica sostenitrice del valore dei “classici”.
In generale, comunque, la nostra letteratura per ragazzi non è affatto “superata”, neanche all’estero, visto il successo che il settore riscuote soprattutto in Asia (Cina, Giappone, Corea del Sud) e nel mercato dell’America del Sud, mentre le vendite non decollano sul mercato anglosassone.
I segnali che la nostra editoria per ragazzi goda – e possa continuare a godere – di buona salute sono comunque almeno due: il fatto che, come ricorda Lorenzon, esportiamo titoli più di quanti ne importiamo, e che la nuova generazione di italiani ami la lettura (65% legge almeno un libro l’anno) molto di più dei propri stessi genitori (44%).
Foto | Flickr
Ecco qualche chicca scovata per voi, o per i vostri regali di Natale: raccolte di racconti (tradizionali, insoliti o cattivissimi) sul tema Natalizio, e romanzi ambientati proprio nel periodo delle festività.
Per chi ama i gialli, un evergreen è Delitti di Natale, l’antologia Polillo. Per i cinici della prima ora, invece, rimane sempre valido il divertente Babbo Natale è strunz (ne abbiamo straparlato) oppure Black Christmas 2.0 (ed. Zona) e ‘Caro Babbo Natale, quest’anno ti ha detto male’ di Pulsatilla. Classiche le raccolte di racconti in audiolibro ‘Racconti italiani di Natale’ (il Narratore) oppure ‘Natale d’autore’ (Ancora ed.)
C’è ‘Il Natale di George’, ovvero le feste viste con gli occhi a mandorla di un ragazzo speciale, oppure ci sono dei romanzi divertenti e ironici su come vive le feste la nostra generazione di precari sul lavoro e nella vita sentimentale, come La cena di Natale, di M.K. Andrews, oppure delle ‘chicche’ di autori classici, che trovate in photogallery.

Allora, partiamo dal presupposto che non sto parlando di ’semplici libri’ indigesti. Non sto parlando di classici. Non sto parlando di libri d’avanguardia, (prevedibilmente indigesti). Parlo proprio di best seller. Di libri che hanno venduto tante copie, attualmente lanciatissimi, che ho comprato di tasca mia spendendo di volta in volta venti o più euro.
Libri che ti fanno sentire uno schifo (quando li abbandoni definitivamente) perchè secondo la quarta di copertina hanno ricevuto riconoscimenti internazionali e premi per la qualità letteraria etc. Ma a te quei libri, dopo qualche capitolo, proprio non vanno giù e (memore del diritto Pennacchiano di lasciare i libri a metà) li abbandoni così, intonsi.
Ecco, io scrivo questo post per farmi aiutare da qualcuno che abbia letto questi libri che andrò a citare nelle righe seguenti. Qualcuno che mi convinca a non mollare. Che mi insulti, anche, mettendo in dubbio la mia sensibilità umana e il mio curriculum da lettrice (composto di tutti i libri che ho letto, non da altro): magari così mi verrà un po’ di senso di colpa e ritroverò la voglia di leggerli, che ne so.
Il consiglio, se decidete di regalare un libro ai bambini, per Natale, è ovviamente sempre quello di andare sui classici. Vi segnalo quindi questa bellissima favola di Astrid Lindgren, la ‘mamma’ di Pippi Calzelunghe, ambientata proprio durante le feste natalizie.
Ve la consiglio ovviamente prima di tutto se avete una bimba, perchè Betta vive un po’ secondo lo spirito di Pippi. Convinta di saper fare le cose da sola, di essere una ragazzina in gamba che sa fare tutto o quasi (ad esempio non sa fare lo slalom!) e soprattutto soddisfatta di se stessa se riesce a dare una mano agli altri.
E Betta come Pippi non si scoraggia mai di fronte agli intoppi della vita, neanche quando il papà a tavola annuncia che per quest’anno la loro famiglia non avrà un albero di Natale, e i suoi fratellini Jonas e Gunilla iniziano a piangere disperatamente.
Infatti, mentre Betta va a fare compere per la vicina malata, la signora Bergman, passa un camion pieno di abeti e….Delizioso.
A. Lindgren
Betta sa fare tutto (o quasi)
Il Gioco di leggere ed.
14,10 euro

Mentre infuria la classica tempesta di fine anno sui nomi dei prossimi esordienti da lanciare nella bolgia editoriale del prossimo anno, c’è una interessante casa editrice controccorrente, la Mattioli1885 (di cui spesso abbiamo parlato su queste pagine), che punta ancora sui classici, ripescando nel quasi dimenticato passato, piccole perle che vale la pena tenere d’acconto per affrontare il nostro caotico presente.
Una delle ultime iniziative di questa coraggiosa casa editrice riguarda uno dei più grandi scrittori della modernità letteraria, Joseph Conrad, autore di libri memorabili come Cuore di tenebra, Vittoria, La linea d’ombra, libri la cui lettura risulta sempre e clamorosamente attuale – non è forse questa la caratteristica che fa di un libro un classico? – anche a un secolo di distanza dalla loro prima stesura.
In questo caso la piccola perla che Mattioli1885 tira fuori dal cilindro, ripubblicandola con l’eleganza che contraddistingue i tipi della Mattioli, è Memorie, un libro che, pubblicato per la prima volta nel 1912, è una sorta di autobiografia letteraria del grande scrittore polacco.

Con la progressiva diffusione degli e-readers, a partire dal Kindle Amazon fino all’ultimo iPad, diffusione che si può prevedere sempre più capillare nei prossimi mesi, la richiesta di libri in formato digitale si fa sempre più incalzante e, come è ovvio che sia, sale alle stelle la voglia di crearsi una biblioteca, composta soprattutto di classici, in modo gratuito, semplicemente scaricando gli ebook da internet.
Ecco quindi, dopo il continua, una proposta di podio, una Top3 per dirla all’inglese, dei migliori siti che offrono la possibilità di scaricare gratis libri in formato digitale di qualità:
Continua a leggere: Ebook gratis: i 3 siti migliori per scaricare e leggere gratuitamente

Dimmi cosa mangi e ti dirò chi sei. Dev’essere più o meno da questa idea che è stato sviluppato il progetto dell’equipe di archeologi inglesi che ben presto, in un terreno della cittadina di Stratford-upon-Avon inizierà gli scavi per trovare ed esaminare i rifiuti di William Shakespeare, il cittadino più celebre della cittadina della contea dello Warwickshire.
Richard Kemp, membro dell’associazione Shakespeare Birthplace Trust che si occupa dei luoghi natale del grande drammaturgo inglese, ha affermato: “Certo, speriamo di trovare dei rifiuti organici che ci possano mostare cosa mangiava il grande poeta per cena. Ma il nostro sogno è quello di trovare la prima stesura della Tempesta, la quale, come è noto, è stata scritta proprio qui, in questa casa.”
Nella casa di Stratford-upon-Avon William Shakespeare si trasferì, pare, nel 1597, dopo averla acquistata per circa 60 sterline, una cifra che, riportata al valore del tempo fa impressione, e che ben testimonia del successo che Shakespeare già godeva tra il pubblico. Ma soprattutto in quella casa il grande bardo della letteratura inglese ci morì, il 23 aprile del 1616, mentre a molti chilometri da lì, a Madrid, si spegneva un altro grande della letteratura europea, Miguel de Cervantes.
Via | Daringtodo
Foto | The Shakespeare Birthplace Trust