Posso assicurare senza paura di essere smentita che chiamarsi Consolata non è il presupposto per una vita serena. Forse pia. Ma non serena. Consolata Bogetto sfiora veramente il dramma.
Chi è questa fulgente Anna Mittone dalla scrittura esplosiva che ci riversa addosso a ogni pagina le cadute di stile della sua sfigatissima protagonista femminile? E’ una professionista della scrittura, una sceneggiatrice, leggo nella quarta di copertina. Una che di sicuro è una fortuna avere come amica, ho pensato leggendo il suo esilarante Quasi quasi m’innamoro (Piemme).
Il romanzo è uno dei migliori chick lit italiani letti ultimamente perché lei, Mittone, la vena comica ce l’ha e le risate te le strappa davvero, facendoti immedesimare nei rovesci amorosi della sua protagonista, Consolata. Come ad esempio quando le capita di incontrare l’ex felicemente accompagnato dalla compagna (ricercatrice universitaria, mentre lei è rimasta a sgobbare in una libreria) con tanto di carrozzina rosa bon ton.
Dopo varie settimane di permanenza in classifica, ci abbandona nell’elenco dei titoli più venduti, il premio Strega Nesi e anche il Profumo delle foglie di limone, mentre entrano alcune novità.
Innanzitutto resiste sul podio la regina della chick lit estiva, Melissa Hill con Un regalo da Tiffany (Newton Compton) alle cui spalle si piazza il thriller medievale Il mercante dei libri maledetti di Marcello Simoni, stessa casa editrice, in seconda posizione.
Al terzo posto la tripletta di racconti Giudici, di Camilleri-De Cataldo-Lucarelli (Einaudi) mentre resiste in quarta posizione Il linguaggio segreto dei fiori di Vanessa Diffenbaugh (Garzanti) seguito da quello che sarà prevedibilmente uno dei maggiori best seller di queste settimane, Il tribunale delle anime di Donato Carrisi (Longanesi).
Sesto posto in rosa con il nuovo libro di Marcela Serrano (Feltrinelli), Dieci donne, mentre occupano rispettivamente la settima e l’ottava posizione il dossier Licenziare i padreterni, di Stella e Rizzo (Rizzoli) e Io e Dio. Una guida dei perplessi del teologo Vito Mancuso (Garzanti).
Al nono posto Gli ingredienti segreti dell’amore di Nicolas Barreau (Feltrinelli), seguito da Non tutti i bastardi sono di Vienna, di Andrea Molesini (Sellerio). Nel primo caso si tratta di una storia d’amore fra una chef e un misterioso scrittore che ha elogiato il suo ristorante in un suo libro, nel secondo, è una storia di vendetta privata ambientata in una villa assediata dagli austriaci durante la prima guerra mondiale.
“Sei l’esemplare tipico di un certo genere” proseguì “la “brava ragazza” che pensa che fino a un certo punto va bene, ma non oltre. La giovane Eva che continua a mordicchiare il pomo quando crede che nessuno la veda. La timida vergine nella Valle dell’Incertezza”.
Cos’è che “tutte le ragazze sanno”? Viene da chiederselo, ovviamente, a leggere il titolo di questo best seller di Winifred Wolfe degli anni ‘60, che vi consiglio se avete voglia di leggere un bel chick lit vintage molto molto sfizioso.
Il romanzo, che ebbe così successo da trasformarsi in un film con Shirley MacLaine, è infatti tutt’altro che “scaduto” per il gusto una lettrice contemporanea. Certo, bisogna abituarsi a leggere di momenti di imbarazzo superati fissandosi le finiture dei guanti al gomito (ma perchè non li portiamo più? Quanto sono eleganti i guanti!), e nei momenti morti, capita che la protagonista meccanicamente tiri fuori la cipria dalla borsa e imbellettarsi il naso, senza pensarci.
Continua a leggere: Tutte le ragazze lo sanno, di Winifred Wolfe

“Le quarantotto ore di ritardo, ormai diventate quasi una settimana, mi avevano subito distolto dal dubbio spingendomi con forza davanti alla luminosa croce verde al neon e alla vetrina degli ultimi ritrovati per la prevenzione dei pidocchi. In quel momento avrei voluto essere invisibile, ancora meglio che mi si materializzasse nelle mani una confezione di un qualsiasi test di gravidanza e dileguarmi alla velocità della luce… Ero uscita dalla farmacia con uno sciroppo anticatarrale, i cerotti anti herpes e uno spray nasale decongestionante. Non mi ero mai sentita più idiota in vita mia…”
Esce il 10 maggio questo Di materno avevo solo il latte, di Deborah Papisca e io - Kinsella-addicted, chick lit aholic, nostalgicamente Bridgetsoniana - sono già qui a salivare come un babbuino tibetano in attesa di leggerlo (mi sono documentata, per accuratezza giornalistica: no, il babbuino tibetano non esiste. Ma adoro citarlo, e non sono l’unica, come riporta il dio Google).
Dunque, mie appassionate amiche fan di chick lit, cercherò di spiegare anche a nome vostro le caratteristiche di questo genere letterario che ci fanno impazzire (e che questo libro sembra avere in pieno): ironia lacerante, devastante, violenta.
Continua a leggere: Mum lit italiana: in uscita Di materno avevo solo il latte, di Deborah Papisca
Cosa succede alla tua vita se decidi di avere un figlio ad un’età in cui “si consigliano sport poco faticosi e una vita che non costringa a un continuo stress?”. Ce lo spiega con spietata ironia Anna Magli nel suo ‘Mammina vecchia fa buon brodo’.
Innanzitutto, se diventi mamma quando hai superato la quarantina già da un po’, la maggior parte delle gestanti iscritte al corso pre-parto che frequenterai potrebbe tranquillamente essere tua figlia (e il feeling non sarà facile a crearsi),
Una volta che il pargolo sarà nato poi, visto che nessuno ci sperava più, il suo ingresso nella vita sarà annunciato da una parata di amici parenti e vicini di casa che neanche i re Magi, per la spettacolarità dell’accoglienza.
Continua a leggere: Mammina vecchia fa buon brodo, di Anna Magli

Sono orgoglioso della mia fossetta sul mento solo per luce riflessa; non c’è donna che sia riuscita a sottrarsi al fascino del mio mento. E’ abbastanza ridicolo perchè in realtà io penso che assomigli molto al culo di un lottatore di sumo versione bonsai. Del resto, se le persone avessero veramente buon gusto, il novantacinque per cento delle mode durerebbero meno di un caffè al bar.
Un’altra casa editrice di piccole-medie dimensioni che pubblica uno dei libri più piacevoli che ho letto in questo 2010 (anche se è un po’ datato, del 2004). Questo A sud ovest di Ferrara di Mirto Gerbato appartiene a un genere che mi piace molto, la lad lit, corrispettiva di chick lit al maschile.
Si tratta di romanzi contemporanei per un pubblico maschile giovane/giovanile, focalizzati su sentimenti e vita vissuta. Dopo averlo finito di leggere ho cercato Gerbato anche su Facebook per diventarci amica fargli i complimenti (tanto per spiegarvi quanto mi era piaciuto il libro), ma niente, non c’è. Ok, ora passiamo alla storia.
Continua a leggere: A sud-ovest di Ferrara, di Mirto Gerbato

“Se ci fosse un ufficio governativo chiamato dipartimento dell’Amore umano, una grande stanza rosa piena di donne dai grembi soffici e di teneri uomini dagli occhi scuri, questi verrebbero inondati di reclami e proteste ogni giorno. La gente intenterebbe causa all’Amore per danni inimmaginabili. Ma non può, così viene da me”
Tre persone si incontrano, un’ora a settimana, in un pittoresco studio color albicocca a Evanton, nelle Highlands scozzesi. Nella loro testa - mentre dovrebbero stare ad ascoltare, in teoria, le frasi che pronunciano gli altri - una realtà parallela di recriminazioni, aspirazioni romantiche e voglie di fuga (e di sano sesso).
Funzionano tutte così, le sedute di Rose e Harry dalla loro consulente matrimoniale, Ania. Perchè si, Rose lo confessa: “Sono una pessima madre, oltre che una pessima moglie…. una moglie che parla con suo marito soprattutto attraverso una donna polacca-scozzese, e che si dimentica di nutrire il suo figlio adolescente in modo equilibrato”.
Continua a leggere: Anteprima Booksblog: I love you, Goodbye, di Cynthia Rogerson
Hello Kitty, se non ci si sta attente, può letteralmente colonizzarci la vita. E così un giorno ti ritrovi a desiderare un copricambio con la faccia della gattina per la tua auto, o a essere tentata di chiedere al tuo ragazzo, al posto della fede nuziale, un anello con l’inconfondibile fiocchetto della creatura Sanrio.
E’ un tipico problema di molte di noi, si sa, come ci ricorda anche la protagonista di questo divertente romanzo chick lit italiano, Le avventure di una Kitty addicted, arrivato alla pubblicazione grazie al passaparola nato intorno al blog dell’autrice.
La trama, come in ogni buon romanzo chick lit che si rispetti, è spumeggiante. Diciamo che gli ingredienti ci sono tutti: una protagonista ventinovenne – Viola - che ha appena preso a ‘cannolate’ sua zia nel pieno della festa in famiglia organizzata per il suo compleanno; due amiche – Lilly e Melissa – altrettanto incasinate, che condividono con lei le quotidiane paranoie.
Continua a leggere: Passione chick lit: Le avventure di una Kitty addicted, di Eliselle
Allora: è chiaro che non posso resistere a non leggere un’autrice consigliata nientepopodimenoche da Sophie Kinsella. Quindi, Polly Williams, sei mia.
In particolare, non sono rimasta delusa da questo “Le brave ragazze combinano guai” (ma lei ha scritto anche “Tacchi a spillo e vita bassa” e “Baby o non baby”, fra gli altri. Lettori maschi non inorridite please).
Mi è piaciuto perchè contiene proprio l’ingrediente che mi fa amare questi romanzi, ovvero il caos totale che domina la vita della protagonista, Annie.
Continua a leggere: Passione chick lit: Le brave ragazze combinano guai, di Polly Williams
Gli ingredienti perchè a noi, appassionate di chick lit, piaccia questo romanzo di Leah Stewart, ci sono tutti. C’è l’amicizia fra due ragazze molto diverse, Cameron e Sonia. C’è il racconto della loro amicizia da adolescenti, che si è interrotta bruscamente, per volontà di Cameron, nel parcheggio di un autogrill.
Cameron, una ragazzona di oltre un metro e ottanta, da allora non ha fatto altro che scappare, finchè un giorno le arriva una lettera di Sonia in cui la ragazza le annuncia che sta per sposarsi. Da anni Cameron vive a casa di Oliver, un adorabile novantenne a cui in pratica fa da badante, nonostante le iniziali resistenze di lui. Oliver infatti ha accettato di averla accanto solo come ’segretaria’, dopo le insistenze della sua unica figlia, Ruth.
Fra Cameron e Oliver è nata un’amicizia speciale, fatta di rassicuranti routine quotidiane, pranzi a base di tramezzini al formaggio, e l’abitudine ad andare a letto presto, la sera. Oliver sa che la vita di Cameron, a soli trent’anni, è ‘bloccata’ e - nonostante lei assicuri che va benissimo così - vorrebbe che si rituffasse in un’esistenza normale. Quando arriva la lettera di Sonia, Oliver intuisce che c’è proprio questa ex-amica alla base del ‘blocco’ di Cameron.
Continua a leggere: Passione chick lit: Caffè con panna, di Leah Stewart