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Tutti gli articoli con tag che tempo che fa

Baricco da Fazio racconta perché si scrive: il video e qualche ragionamento

pubblicato da Andrea Coccia

Ho guardato questa nuova uscita di Baricco - la seconda in poche ore - perché un amico scrittore, uno bravo che molto difficilmente parla inutilmente, lo ha pubblicato qualche ora fa sul proprio profilo facebook includendo in calce un messaggio simile a un appello: la richiesta di unire le forze per cercare di capire il messaggio baricchiano, che al primo ascolto scivola via che è una meraviglia, ma che lascia in bocca una strana sensazione.

Incuriosito dalla richiesta del mio amico ho seguito le sue istruzioni: il monologo comincia a 11:28, forse leggermente prima, e vale la pena di starlo a sentire, non tanto perché dica cosa pazzescamente intelligenti, né utili, ma più semplicemente perché è un discorso bellissimo, talmente bello da lasciarvi storditi e vogliosi di esplorarne le profondità. E qui viene il bello.

La seconda e la terza volta che lo si osserva lo si fa, ovviamente, con più distacco emotivo, meno sospensione dell’incredulità. Alle volte ci si concede anche il lusso di tornare indietro, per rivedersi qualche passaggio. Io almeno ho fatto così. E entrambe le volte mi è sembrato di assistere al funzionamento di un gigantesco marchingegno luccicante fabbricato ad arte, perfettamente lubrificato e preciso al millesimo.

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Il manoscritto scomparso di Hemingway

pubblicato da lara

libro di hemingway

Qualcuno, in soffitta, potrebbe custodire senza saperlo un manoscritto inedito del grande Ernest Hemingway. Pare, infatti, che nel 1922 lo scrittore si trovasse in Svizzera per lavoro e lì avesse ricevuto una proposta di pubblicazione. Poiché però i suoi scritti si trovavano a Parigi, la moglie pensò di fare cosa gradita e, dopo avere infilato tutti i fogli in una valigia, si avviò alla stazione. Lì sistemò il bagaglio sul treno e lo lasciò incustodito per un po’.

Quando fece ritorno la valigia era scomparsa e, con essa, la prima fatica letteraria di uno dei più grandi autori della storia della letteratura mondiale. Cosa sarà successo quando la poveretta sarà stata costretta a raccontare la sventura al marito? Comunque andò, i due alla fine fecero pace e la donna rimase incinta dopo un mese; ma cosa ne sarà stato della preziosa valigia?

Negli anni successivi Hemingway provò a ricostruire in altri lavori la trama di quel libro perduto e scrisse anche di una moglie che fa scomparire tutto il lavoro letterario del marito aspirante scrittore. Il mistero, comunque, resta e chissà se quei fogli sono ancora da qualche parte o il ladro della valigia, deluso per non avere trovato nulla di valore, li ha gettati via, nella Senna, magari, o tra la comune spazzatura. E voi cosa fareste se qualcuno perdesse i vostri scritti? Se malauguratamente la persona a voi più cara spingesse per errore il tasto “cancella” facendo sparire un file contenente il vostro capolavoro letterario?

Via | Che tempo che fa
Foto | Flickr

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James Ellroy, con Il sangue è randagio, a Che tempo che fa di Fabio Fazio

pubblicato da Monica Cruciani alias AyeshaKru

il_sangue_e_randagio_james_ellroy_mondadorJames Ellroy, questa sera, sarà ospite di Che tempo che fa, in onda su RaiTre a partire dalle 20.10. Si parlerà dell’ultimo libro dell’autore americano, Il sangue è randagio e della sua vita, altamente drammatica e movimentata, a partire dal brutale assassinio della madre, passando per il periodo di vagabondaggi, sregolatezze, arresti e rischi per la vita (tutti raccontati nell’autobiografia I miei luoghi oscuri), fino ad arrivare al momento in cui decise di cominciare a scrivere, diventando uno dei più grandi autori crime e noir contemporanei.

Di Ellroy, i cui romanzi sono stati spesso adattati a film, ricordiamo, tra le altre cose, The L.A. Quartet (Quadrilogia di Los Angeles), composta da Dalia nera, Il grande nulla, L.A. Confidential e White Jazz, la Loyd Hopkins Trilogy (Le strade dell’innocenza, Perchè la notte, La collina dei suicidi) e la Underworld USA Trilogy che, dopo American Tabloid e Sei pezzi da mille, si conclude proprio con Il sangue è randagio, romanzo particolarmente amato dall’autore e ambienato nell’America dei tormentati anni successivi all’uccisione di Martin Luther King e Robert Kennedy e che includono il periodo in cui ebbero luogo la guerra del Vietnam, la presidenza Nixon e la morte di J. Edgar Hoover (storico direttore dell’FBI, in carica per quasi 50 anni).

Il libro è in arrivo, in Italia, a partire dal 2 febbraio. Per chi vuole entrare in contatto, sin da ora, con le sue atmosfere, Mondadori mette online il primo capitolo, con l’abituale sistema dello “sfoglialibro”, QUI.

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Dan Brown a Che tempo che fa. Parlando de Il simbolo perduto con Fabio Fazio...

pubblicato da Monica Cruciani alias AyeshaKru

dan_brown_il_simbolo_perduto Dan Brown a Che tempo che fa. Il tour promozionale per Il Simbolo Perduto (qui tutti gli articoli relativi) porterà l’autore americano dritto dritto a “casa” di Fabio Fazio.

L’imperdibile intervista (per chi ama Dan Brown e/o Fabio Fazio, ovviamente) avrà luogo alle 20.10, su Raitre, il 6 dicembre prossimo, domenica. Giorno in cui si cercherà di capire, in modo sicuramente “originale”, la portata di questo autore-fenomeno. Autore che, solo in Italia e solo per Il simbolo perduto, è riuscito a vendere, in poco più di un mese, già 800.000 copie!

Per chi non avesse ancora letto il libro e ne fosse incuriosito, la casa editrice mette a disposizione il primo capitolo online, QUI.

Dan Brown, Il simbolo perduto, Mondadori, € 24,00
Fonte | Mondadori blog, via Twitter e Facebook

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Il volto e l'anima: un viaggio nell'arte con Flavio Caroli

pubblicato da Roberto Russo

Il volto e l'anima: un viaggio nell'arte con Flavio CaroliFlavio Caroli, docente di Storia dell’Arte moderna presso il Politecnico di Milano e volto noto della trasmissione televisiva Che tempo che fa, ha da poco pubblicato con la Mondadori il libro Il volto e l’anima della natura.

La rappresentazione della natura – in un percorso perfettamente parallelo alla rappresentazione delle fattezze dell’uomo – è diventata lo schermo sul quale l’uomo ha proiettato le proprie passioni, la propria idea del mondo, e il senso della vita su questo pianeta. Per precisare le valenze introspettive di tale viaggio, a un certo punto della sua storia, esattamente in epoca romantica, l’uomo-artista ha anzi inventato la formula riassuntiva “paesaggio-stato d’animo”. Più chiari di così, non si poteva essere. (pag. 4)

In questo libro il professor Caroli traccia un percorso che parte dall’antica Roma, prosegue nel corso dei secoli e verso il paesaggio puro, per giungere alla rappresentazione della natura nell’arte cinematografica. Un percorso fatto di nomi di artisti noti e meno noti, con la descrizione di opere interessanti. Tra questi, per una mia particolare passione, segnalo la presenza di Gaspard Dughet (1615-1675):

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A margine di Emmaus di Alessandro Baricco. La presentazione televisiva con Fabio Fazio

pubblicato da Roberto Russo

A margine di Emmaus di Alessandro Baricco. La presentazione televisiva con Fabio FazioVolendo parafrasare lo stesso Alessandro Baricco di Carlo Magno, l’imbecille (in Barnum. Cronache del grande show, Feltrinelli, 1995, pag. 69), potrei dire: “A parte che l’uscita di un nuovo testo di Alessandro Baricco è degna di nota; a parte che il titolo del libro è di sicuro effetto; a parte che il salotto buono di Fabio Fazio è una garanzia; a parte tutto questo e altre amenità” la presentazione di Emmaus durante la puntata di Che tempo che fa di sabato 7 novembre mi è apparsa scialba, se non addirittura demotivante.

Mi chiedo sempre perché Fabio Fazio, la cui intelligenza è fuori discussione, debba continuamente sperticarsi in lodi che finiscono per soffocare l’autore di turno. Nella puntata in questione ci si è limitati a parlare di temi gradevolmente secondari del libro (infilandoci anche Marrazzo e trans del momento) ma tutto questo incenso ha impedito a Baricco di affrontare il tema che avrebbe dovuto rendere appetibile la sua ultima fatica: l’incapacità dell’uomo di riconoscere. A questo è stato dato un rilievo minimo, anche se il titolo richiama direttamente uno dei passi evangelici più belli in cui si affronta proprio il tema dello smarrimento. Si è parlato sì dell’incoscienza che l’uomo ha del tempo, ma non dell’incapacità che l’uomo ha di riconoscere se stesso, le proprie ideologie, e le proprie aspirazioni.

È pur vero che le presentazioni dei libri in genere sono faziose poiché si parla sempre bene del testo in questione, ma è altrettanto vero che l’esaltazione molto spesso annulla il risultato. La giusta idea di non scrivere nulla nei risvolti di copertina per invitare il lettore a penetrare personalmente nel libro, si è forse scontrata con una logica di (troppe) parole e (molte) lodi che potrebbero portare alla noia, più che stimolare la curiosità.

Foto | Anz60Emmaus, Monastero di Santo Domingo de Silos, Burgos (Spagna)

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Una vita all'improvvisa di Franca Rame

pubblicato da roberta

È uscito il 7 maggio per Guanda, “Una vita all’improvvisa“, autobiografia di Franca Rame incoraggiata da Dario Fo. La coppia l’ha divinamente presentata da Fabio Fazio a “Che tempo che fa” su Rai 3 sabato scorso, dando vita a uno show divertente e scanzonato, da rivedere enne volte sul sito della Rame per intero. Un’autobiografia nata un giorno, per caso, come ha raccontato il Nobel per la letteratura nel 1997, Dario Fo: “Cercavo delle cose che ogni tanto perdo e ogni tanto mi rubano gli amici, a casa. Quando finalmente, in un cassetto, ho trovato degli appunti: erano pagine di un discorso omogeneo che mi hanno fatto ridere come un pazzo”.

Inizia così la storia di una coppia, ma anche il racconto della storia dell’arte del teatro, che non passa per un refuso (come verrebbe da pensare) del titolo. Infatti quando diciamo all’improvviso sbagliamo: è scorretto rispetto all’origine del vocabolo, che “vuol dire andare oltre al canovaccio che serve come indicazione. Naturalmente è una disciplina straordinaria; per arrivare a recitare all’improvvisa si adoperano modi, sviluppi e giochi che hai nella memoria”, ha sottolineato Fo.

Il risultato è un racconto che parte da Franca bambina, della sua famiglia di marionettisti, della corriera detta “Balorda” con cui si spostavano di piazza in piazza, di quando Franca maggiorenne decise di fare l’infermiera e incontrò il professor Semenza, dell’amore con Dario, della loro vita, del successo di pubblico e della vicenda in Rai, dell’impegno sociale e politico, con spettacoli di denuncia, delle censure, dello stupro subito fino all’impegno come senatrice. A incorniciare il lavoro, i disegni di Dario che accompagnano per immagini questa storia, pensata come fosse una piece teatrale. Dove emerge il piacere di assaporare quanto accade nella vita, a volte straordinaria, di due miti come sono i coniugi Rame e Fo: gran signori!

Una vita all’improvvisa
Franca Rame - Dario Fo
Guanda
Pagg. 320
€ 17,50

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