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Tutti gli articoli con tag case editrici

Vita da illustratore. Intervista a Monica Pierazzi Mitri

pubblicato da sara


Mi è tanto piaciuta per gli animaletti puffolosi del suo ‘Voglio essere grande così!‘. Monica Pierazzi Mitri è una delle illustratrici di libri d’infanzia che preferisco. E qui ci spiega qualcosa di sè e del suo lavoro.

“Le mie maestre d’asilo già sapevano che avrei fatto questo lavoro, io invece ci ho messo un po’ per realizzare che una passione poteva diventare anche una professione! - spiega a Booksblog - Il disegno è sempre stato fin da bambina un mezzo di comunicazione fortissimo, il modo più semplice ed immediato per portare all’esterno un po’ del mondo brulicante che ho nella testa e per rappresentare la realtà vista attraverso i miei occhi. La mia passione è stata poi alimentata dagli studi sulla storia dell’arte, la ricerca di immagini da immagazzinare nel cervello (in questo internet è una fonte inesauribile) e l’esperienza quotidiana di vita, il tutto ben mescolato!”

Si ispira a qualcuno?
“Mi piace guardare il lavoro degli altri illustratori, c’è sempre tantissimo da imparare e ammirare, universi creativi così diversi dal mio possono solo essere uno stimolo a nuove ricerche e il mio stile in continua evoluzione è il risultato di questo processo. Tra tutti gli illustratori, sono legata in particolare a Chris Ayers, un disegnatore americano incredibilmente espressivo e dalle mille risorse tecniche, quando ho un momento di difficoltà creativa mi basta guardare uno dei suoi animali per sentire rinascere tutto l’entusiasmo per questo lavoro meraviglioso!”

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Bravi librai: raccontateci i vostri

pubblicato da sara

libraio Io conosco ne conosco di bravi librai di Roma. Posso fare i nomi e i cognomi (d’altronde è un elogio).
Come ad esempio la giovane Teresa Longo, responsabile del bookshop del Caffè letterario a Ostiense, dove troverete pochissimi best seller, ‘fagocitati’ da un catalogo di titoli di piccole e medie case editrici (che vendono molto, mi dice). Una scelta che rende, stranamente, come mi ha raccontato.

O come la tostissima sarda Luisa Aresu, della libreria Piramide. Che gestisce tutto da sola da quando ha deciso, da semplice dipendente, di prendere sulle sue spalle la libreria, gestita per vent’anni dal vecchio proprietario. Campa con le vendite dei libri di scuola, ‘e sicuro vendono più le bancarelle di fronte all’entrata della metro Piramide’. Però va avanti. E le piace leggere, tanto. Ti consiglia lei i libri, se sei in un periodo ‘un po’ così’ e non sai che comprare.

E voi? Parlateci dei vostri librai del cuore. E soprattutto: ne esistono di ‘librai’ così? Aspetto commenti anche dagli scettici.

Foto | Flickr

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Vita da illustratore. Intervista a Chiara Gobbo

pubblicato da sara

chiara gobbo Continua il nostro viaggio alla scoperta dei più bravi illustratori di libri per bambini, con Chiara Gobbo, che abbiamo apprezzato per il suo splendido “Io, nonno Carlo e la paura”.

Chiara, la nascita di una passione come quella del disegno è nata in te grazie a degli illustratori in particolare? Ti ispiri a qualcuno, per il tuo stile?
“La mia passione per il disegno nasce da un fortissimo bisogno di esprimere e tirare fuori sensazioni ed emozioni e dall’ esigenza di dare libero sfogo alla creatività. Osservo ciò che mi circonda con attenzione…ma cerco sempre di tenere “lo sguardo” ben fisso su di me, per rielaborare e fare mie le informazioni ricevute. Non mi ispiro a nessuno in particolare, mi piacciono tanti illustratori che realizzano lavori diversissimi tra loro”.

Quanto è difficile per un illustratore farsi apprezzare da un editore, in Italia? E tu come sei approdata a Lavieri edizioni?
“Si, non è facile riuscire a far notare ed apprezzare il proprio lavoro dalle case editrici. Però penso che i no facciano giustamente parte del percorso e che se si insiste (ovviamente cercando di crescere professionalmente) prima o poi qualche porta si apre.
Il mio fortunato incontro con Lavieri Edizioni è avvenuto grazie al Concorso Internazionale di Illustrazione di Bordano del 2009, al quale avevo partecipato presentando il progetto di albo illustrato “Io, Nonno Carlo e la paura”, testo di Anna Baccelliere. Progetto che era stato selezionato ed aveva ricevuto la Menzione”.

Un libro per bambini di cui avresti voluto illustrare la copertina.
“Greta la Matta”, Carll Cneut - De Kockere Geert, Adelphi Edizioni, 2005″

Ci suggerisci un libro (per bambini o meno) che ti è piaciuto, da regalare a Natale? “Io, Nonno Carlo e la paura”, Lavieri Edizioni, ovviamente! Poi “Fiori e sassolini” di Sandra Dema e Valentina Biletta, Acco Editore.

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Più libri, più liberi, stand da visitare: Intermezzi Editore

pubblicato da lara

Omino nero Vale la pena visitare lo stand di Intermezzi (H 17) fosse anche solo per scambiare due chiacchiere sul mondo dell’editoria e constatare come ci siano ancora delle persone convinte del fatto che pubblicare libri belli e rischiare in prima persona siano le caratteristiche essenziali di un buon editore. Ci sono ancora, nonostante voci autorevoli pensino che “tutti ormai si fanno pagare“, case editrici piccole che vanno avanti contando sui propri mezzi e investendo sui propri autori.

Intermezzi è una piccola realtà, attiva dal 2008 e apparsa sul mercato con un volume sulla Toscana, Slowtuscany, un viaggio “insolito” alla scoperta di una regione piena di luoghi interessanti da visitare: non solo le mete turistiche, quindi, ma anche e soprattutto “strade poco percorse, borghi abbandonati, storie misteriose, personaggi che ne hanno fatto la storia, leggende che ne costituiscono il fascino“.

I titoli in catalogo sono per ora undici. In prevalenza si tratta di testi di narrativa contemporanea, di autori italiani. Qui abbiamo già recensito Come l’insalata sotto la neve di Luca Galli. L’ultima uscita è La prigione di Ojeda, dell’argentino Martin Murphy, la storia di uomo e del suo percorso lavorativo che lo porterà a rinchiudersi in una specie di gabbia fatta di numeri e oggetti. Tutti i libri di Intermezzi sono disponibili anche in formato E-book.

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La bottega di narrazione a Milano, di Giulio Mozzi

pubblicato da lara

l'insegna di una vecchia bottega e un carrettino

Eccomi di nuovo a segnalarvi un’attività di Giulio Mozzi: La bottega di narrazione, di Laurana editore. Si tratta di un esperimento rivolto a chi abbia un progetto narrativo e lo voglia sviluppare in un ambiente stimolante. Per un anno, infatti, i partecipanti si incontreranno un fine settimana al mese e vivranno due giorni insieme, scambiandosi idee e opinioni, ricalcando il modello delle botteghe degli artisti.

Ad accompagnare gli aspiranti scrittori in questo viaggio ci sarà Giulio Mozzi che giuderà il lavoro sui testi. Ogni domenica verranno poi invitati degli autori che parleranno dei propri libri in modo diverso dalle solite presentazioni: i romanzi saranno “smontati” e analizzati per scoprirne metodo e genesi. Gli ospiti saranno: Antonio Franchini, Silvia Ballestra, Mauro Covacich, Luca Masali, Antonio Scurati, Helena Janeczek, Claudio Damiani, Giuseppe Genna, Michele Mari, Michele Monina, Gianni Biondillo e Giorgio Vasta.

Inoltre, cosa molto importante a mio avviso, a fine anno gli scritti prodotti verranno letti dagli autori a un pubblico composto dagli editor delle più importanti case editrici. Unico neo di tutta la vicenda è che purtroppo non ci sarà come per le vecchie botteghe degli artisti un ricco e appassionato mecenate a finanziare il progetto. Ogni partecipante dovrà infatti pagare la sua quota di partecipazione: sono convinta che ne varrà la pena, anche se un investitore convinto che “la cultura, a conti fatti, paghi” sarebbe stato meglio. Chissà magari uscirà fuori…
Qui potete ascoltare un’intervista rilasciata da Mozzi a Booksweb.

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Dieci motivi per non leggere

pubblicato da sara

reading Sì, avete letto bene. Proprio per NON leggere. Basta con i piagnistei delle case editrici, le pubblicità con le copertine dei libri sui bus, basta con le prescrizioni degli insegnanti che ci rovinano le vacanze. I buoni motivi per non leggere sono tanti, e proprio noi lettori Doc ne abbiamo parecchi in mente, anche se magari non ne siamo consapevoli.

Non leggete:

1) Risparmierete soldi. Un libro costa dai 10 ai 20 euro. Chiamate un amico/a, fatevi una pizza. Magari riderete di più (certo, dipende dal libro, alcuni sono anche più divertenti della vostra solita comitiva). E soprattutto eviterete di sprecare soldi. Una magliettina con etichetta potete ridarla indietro, un libro brutto comprato per sbaglio no (si, ok, per una volta potete farlo, ma cosa ne pensa il libraio se tornate a farlo più di una volta al mese? Nelle grandi catene si segnano il vostro nome dalla prima volta che lo fate, vi assicuro)

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Passione copertine: un bel blog dedicato alla grafica editoriale

pubblicato da sara

marietti” Tascabili impreziositi da una copertina rigida dai bordi arrotondati, capace di veicolare la sensazione dell’effimera protezione del cartone grezzo”. Questa la descrizione delle copertine della mitica casa editrice Mattioli 1885, da parte di un ‘degustatore’ di grafica editoriale.

Leggete che bella anche questa descrizione della copertina di “La notte in cui morirono gli autobus” (e/o): “Il blu pastello dello sfondo richiama alla mente una notte di sogni e di giochi dove piovono autobus anni sessanta. Le vetture sembrano giocattoli eppure mantengono qualcosa di inquietante che il tratto pastello non conforta”.

Io, con la mia fissa per le copertine (in effetti l’elemento fondamentale per la buona vendita di un libro) mi ci sono appassionata.

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L'impossibile vita dei librai secondo Giulio Mozzi

pubblicato da sara

leggereGiulio Mozzi è un mio piccolo mito. L’ho anche incontrato, una volta, a casa di un’amica, e mi è sembrata una persona disponibile e molto poco spocchiosa. Quindi sono anche io fra gli appassionati lettori di Vibrisse, di cui vi segnalo un gustosissimo pezzo sulla figura del consulente editoriale, del critico, del libraio e del lettore.

Ve lo segnalo - a voi, amati lettori Doc - perchè Mozzi compie il piccolo miracolo di farci capire con pochissime battute come ‘gira’ il mondo dell’editoria. Non vi svelo tutto (leggetelo dai!) ma riprendo solo un piccolo spunto, sul mestiere del libraio:

Bella vita quella del libraio, che con un semplice (ed economico) programma per la gestione del magazzino può individuare al volo i libri che non girano, e rispedirli al mittente, conservando così in libreria solo ciò che effettivamente si vende. L’unica cosa da non fare è: avere un’opinione sul prodotto, ovvero leggere i libri, tenere in libreria libri che non vendono perché ritenuti belli, non tenere libri che vendono perché ritenuti brutti.

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La Vera Editoria, ovvero un blog interessante scritto da un editor scazzato

pubblicato da Andrea Coccia

La Vera Editoria, ovvero un blog interessante scritto da un editor scazzato Vi voglio segnalare un blog veramente interessante, soprattutto per tutti coloro che desiderano capire meglio il complesso mondo dell’editoria. Si chiama La Vera Editoria ed è lo spazio che un “editor scazzato che dice quello che pensa e pensa quello che dice” – così si autodefinisce l’autore, nascondendosi dietro l’anonimato – ha scelto per parlare di “cosa si nasconde dietro tante, belle parole”.

Dai consigli per proporre al meglio i propri manoscritti alle case editrici – vale a dire per non fare figure meschine e far gettare le proprie fatiche direttamente nel cestino – fino alle riflessioni sul mondo dell’editoria italiana, un mondo in avanzato stato di decomposizione il cui odore pestilenziale, non si sa come, non è ancora arrivato alle narici dei lettori.

Un punto di vista dall’interno, disincantato e realmente incazzato, un punto di vista che getta luce sul lato oscuro, ma preponderante, dell’editoria italiana, che parla “di quello che è nascosto sotto l’apparenza; di raccomandazioni camuffate da casi letterari; di autori magnifici trattati di merda; di mezze calzette innalzate ad Oracoli della Conoscenza. Perché? E’ molto semplice: non voglio più tacere. Sono stanco.”

Un blog da leggere insomma.

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"Tre secondi": il successo di un libro e il fascino di una casa editrice

pubblicato da Juri Testa

"Tre secondi" Roslund Hellstrom Spesso è difficile capire cosa concorre a decretare il successo di un libro. Ci può essere un’indubbia qualità del testo, una mossa azzeccata dell’ufficio marketing, il fatto che il libro vada incontro al pubblico o a un momento storico-culturale, il passaparola… insomma, i motivi possono essere molti. Uno di questi è sicuramente la casa editrice per cui esce, sia per ovvi motivi di diffusione del libro, sia per un certo fascino che alcuni marchi sono capaci di evocare.

Di recente ho avuto una conferma di questa “legge” dell’editoria, nota a tutti, in un caso, che vi voglio brevemente raccontare. Non molto tempo fa esce il romanzo “Tre secondi“, degli scrittori svedesi Anders Roslund e Börge Hellström (Einaudi). Il primo è un noto giornalista, il secondo un ex criminale. La storia non è nulla di eccezionale ma tutto sommato è ben scritta: Piet Hoffman è un infiltrato della polizia, e il suo nome in codice è Paula. Per sgominare una banda di trafficanti di droga dell’Est è costretto a diventare in tutto e per tutto un criminale, mettendo in pericolo la sua famiglia.

Di fianco a lui, ispettori, gangster, politici, e tutta una serie di personaggi affini al genere. Il romanzo è andato da subito in classifica, e ora si trova al ventitreesimo posto (nono nella calssifica della narrativa straniera). Ebbene, chi ha mai sentito parlare di altri tre libri di Roslund e Hellström già usciti in Italia? Penso ben pochi.

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