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Tutti gli articoli con tag case editrici

Edizioni Sur, ovvero come cambiare il modello della distribuzione libraria e pubblicare libri di qualità

pubblicato da Andrea Coccia

edizioni sur, ernesto sabato, letteratura sudamericana, libri, case edtrici

Da pochi giorni sono sbarcati nelle librerie i primi tre titoli di un nuovo esperimento editoriale che nasce come “costola” di minimumfax e che si chiama Sur, un nome che per chi ama la letteratura sudamericana, in particolare quella argentina, fa subito sognare.

Sur era infatti il nome della rivista di Victoria Ocampo che ospitò gli scritti dei più grandi scrittori argentini del Novecento: basti pensare ad alcuni dei più bei racconti fantastici di Jorge Luis Borges, agli interventi di Ernesto Sabato o a quelli di altri grandi nomi del secondo novecento argentino, in primis Adolfo Bioy Casares.

Tutte le buone case editrici nascono con una nobile missione, per definizione. La missione di Sur è duplice: diffondere in Italia alcune delle perle, passate o contemporanee, della letteratura sudamericana, e farlo proponendo un modello di distribuzione alternativo.

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Solite profezie di sventura: "entro 25 anni addio al mestiere dello scrittore"

pubblicato da sara

the guardian

Barnes and Nobles rileva che attualmente vende più libri digitali che libri di carta di ogni formato. Amazon… vende 242 ebooks ogni 100 libri cartacei. (…) Attualmente il 78 per cento di ciò che leggono gli appartenenti della generazione Y (i figli dei baby boomers) è in digitale, e gratis. I libri di carta hanno perso una generazione…

Quella del titolo, in sintesi, la provocazione dello scrittore Ewan Morrison al festival letterario di Edimburgo, secondo cui entro 25 anni il libro cartaceo sarà surclassato da quello in digitale. Anzi, sparirà, ha sostenuto, citando i dati che ho inserito all’inizio del post.

E questo nonostante ammetta che da sempre tali profezie di sciagura siano esistite – irrealizzate – a partire da chi nel 1939 predisse che i nuovi “tascabili” Penguin avrebbero ridotto a niente l’industria del libro, e i vhs avrebbero decretato la fine del cinema.

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Fino al 31 agosto saldi fino al 40 % dei portali di e-commerce di libri

pubblicato da sara

bol.it Sulla home page di Amazon c’è scritto nero su bianco:

Sembra ormai certo che dal 1° settembre entrerà in vigore una legge sul prezzo dei libri in lingua italiana il cui articolo principale recita: “È consentita la vendita dei libri ai consumatori finali, da chiunque e con qualsiasi modalità effettuata, compresa la vendita per corrispondenza anche nel caso in cui abbia luogo mediante attività di commercio elettronico, con uno sconto fino ad una percentuale massima del 15 per cento sul prezzo fissato”.(…)
Ti offriamo ora un’ultima possibilità di acquistare fino al prossimo 31 agosto i tuoi libri preferiti a prezzi mai più ripetibili

Uno sconto che, sembra incredibile, è del 40 per cento “minimo”, su oltre 235mila titoli. Non sono da meno gli altri grandi portali di e-commerce di libri, come Ibs, che fino al 30 agosto offre un parco tascabili di 100mila titoli al 30 per cento di sconto.


Libri in saldo
Libri in saldoLibri in saldoLibri in saldo

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Dietro le quinte dell'editoria a pagamento, Editor in maniototo

pubblicato da lara

disegno di un libro Quello che vado a porre alla vostra attenzione è un blog sul mondo dell’editoria, ideato da chi, al suo interno, occupa una posizione privilegiata. Ma non di editoria in generale si parla, bensì di quel ramo del settore attaccato, condannato, tollerato e, in alcuni casi, anche difeso, che è l’editoria a pagamento. L’ignoto autore del blog, che vi consiglio caldamente di leggere, è un editor che per utilizzare un abusato luogo comune “sputa nel piatto in cui mangia”. E lo fa in maniera egregia. Immaginiamo che il suddetto redattore lavori in quella che definisce una caga editrice e che dopo anni di silenzio e budella attorcigliate abbia deciso di mettere a conoscenza l’universo della rete di cosa accada davvero negli uffici di un editeuro.

Ma andiamo con ordine. Per chi non l’avesse intuito la caga editrice “espelle nel mondo le cose scritte dai pagautori”, termine designato per coloro che “esborsano denaro per vedere le proprie opere pubblicate”, mentre l’editeuro , che citavamo qualche rigo più su, “decide a quali traspiranti scrittori indirizzare una proposta editeuriale che compia il loro destino di scritteuri“.

Ho citato solo alcuni dei termini coniati dallo sconosciuto editor, ma nel blog troverete un lungo ed esilarante glossario. I post raccontano aneddoti, invitano a riflessioni, o propongono delle c-plots , ovvero delle trame a puntate ambientate ovviamente nella caga editrice (da lì la “c”). Per ora c’è la storia di Polonio alla ricerca dell’editor perfetto e “L’invasione dei canoscritti” ancora in corso d’opera (se vi affrettate potete recuperare le prime tre puntate e aspettare con ansia le altre).

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Libros de Eloisa, una storia di coraggio per le piccole case editrici

pubblicato da sara

cartoneros
E’ una piccola storia, che si esaurisce in poche righe, eppure a guardarla con occhi sgombri suggerisce davvero tanti pensieri. Li suggerisce a chi è abituato a districarsi fra eterne lamentele delle piccole case editrici sulle loro difficoltà di “stare sul mercato”.

Li suggerisce a chi, come me, è abituato a registrare l’illusoria speranza delle stesse di “emergere” tramite titoli-shock, o peggio speculazioni su personaggi più o meno famosi. Senza considerare le giustificazioni di chi, in questo campo, chiede soldi agli autori perchè senza il loro contributo economico “proprio non ce la fa”.

Questa è infatti la piccola – e felice – storia di una piccola casa editrice nata per la passione di uno scrittore, Washington Cucurto, che si è ritrovato a vivere nell’Argentina della crisi economica più nera e ha deciso di credere, nonostante questo, nella sua opera. E il miracolo è avvenuto.

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Grafica in copertina: la più bella d'Europa è quella di Isbn edizioni

pubblicato da sara

isbnLe edizioni Isbn conquistano un riconoscimento importante per la grafica: si sono aggiudicate infatti l’European Design Award 2011 e scorrendo la photogallery qui sotto è difficile non pensare che si tratti di un riconoscimento meritato. Sono nate, per chi ricorda i loro esordi, già con una grafica “eclatante”: total white e il codice isbn, appunto.

Poi, è arrivato il colore, le foto come su una testata giornalistica (Skippy muore), i disegni (Io sono febbraio) e insomma la nuova grafica degli Special books (sezione di narrativa straniera).

A prescindere da Isbn - i cui libri a me piacciono molto sia per grafica che per contenuti - quali sono le case editrici con la grafica più bella, secondo voi? Escludendo le grandi, e per mio puro gusto personale, trovo molto belle (anche per la carta-cartone morbida, dai colori pastello, che “simula” un libro di altri tempi), edizioni come quelle di Le Nubi o Mattioli 1885.

Poi mi piacciono le “chicche” del Melangolo, ma anche piano b edizioni e Moby Dick (io sono il tipo “Adelphi” - e non nella versione economica - per capirci). Se proprio invece devo pensare alle mie preferite fra le “grandi” direi sicuramente minimum fax e Guanda. E voi?



Mattioli 1885Isbnminimum faxLe Nubi

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Writer's Dream e l'indifferenza dei piccoli editori (e delle librerie indipendenti)

pubblicato da sara

editoria Vi invito a leggere qui la sconfortante cronaca dell’affossamento di un progetto di promozione della lettura. Affossamento da parte di piccoli editori e librerie indipendente: affossamento paradossale, perchè il progetto intendeva creare un ‘circolo virtuoso’ a vantaggio di entrambe le categorie.

In breve,

“ogni mese, in base a segnalazioni e scelte dai cataloghi degli editori della lista free, si sarebbe stilato un elenco di libri. Tale elenco sarebbe stato sottoposto agli utenti: tramite un sondaggio i lettori avrebbero scelto qual era il libro più interessante per loro. E poi? E poi Writer’s Dream, a spese sue, si sarebbe occupato di spedirlo a librerie, riviste, blog, biblioteche, accompagnando il libro con locandine e materiale pubblicitario”.

Perchè allora, questo ’sconfortante’ silenzio? Non se lo spiega neanche l’ideatrice del progetto, “amareggiata e infuriata oltre ogni limite”, giustamente, per non aver ricevuto “uno stralcio di risposta” da nessuno (anzi no, 3 editori avevano aderito: Diamonds, XII e BAE). Francamente, anche io non capisco la miopia da parte delle piccole case editrici interpellate. Ovvero di chi “continua a lamentarsi - scrive lei - che le cose vanno male e che non riuscite a far arrivare i vostri libri a nessuno“.

L’idea era infatti quella di offrire ai loro cataloghi uno spazio di visibilità gratuito, senza oneri per loro, nelle librerie aderenti all’iniziativa. Piccoli editori ma dove avete la testa? Non afferrate che il vostro pane quotidiano sono proprio le iniziative virali, dal basso? Le iniziative partite dai social network, aperte a un pubblico giovanile (sono i giovani quelli che leggono di più nel nostro Paese, dovreste saperlo)? Piccoli editori, se ci siete, fatevi sentire nei commenti. E aderite.

Via | Writer’s Dream

Un punto di vista su Senza scrittori, il documentario di Cortellessa e Archibugi

pubblicato da lara

un foglio e una penna in b/n
Aveva fatto molto scalpore questa estate e ne avevamo anche parlato qui su Booksblog; mi riferisco al documentario di Andrea Cortellessa e Luca Archibugi dedicato al mondo dell’editoria. Con molta curiosità e immaginando una sala gremita di persone sono arrivata all’Esc, a Roma, un lunedì prenatalizio, un po’ in ritardo. Con grande sorpresa ho trovato lo schermo spento, la stanza vuota e Andrea Cortellessa che girava per gli stand del Critical BookeWine e chiacchierava con amici e avventori.

Dopo un po’ di attesa lo spettacolo è cominciato e ho visto il nostrano Michael Moore (così è stato definito da qualcuno il critico letterario) intervistare scrittori, editori, librai e organizzatori di premi, per circa un’ora di filmato. Il documentario è diviso in capitoli, ognuno dedicato a un settore dell’editoria: i premi (il premio Strega), le case editrici (Mondadori e Mauri Spagnol da una parte e DeriveApprodi dall’altra), le librerie, Il festival di Mantova e, in chiusura, uno sguardo a un evento che si svolge nella cittadina di Topolo (Topolove in sloveno), in cui per un mese spettacoli, installazioni e laboratori invadono le strade di questo paesino di trenta anime.

Avevo chiesto a Cortellessa di potergli fare una piccola intervista dopo la visione e lui si era detto disponibile, ma alla fine non è stato possibile, perché c’erano interventi programmati, da cui sono scaturite domande e altri interventi, perciò lancio nel web i miei interrogativi irrisolti (a cui ho provato a rispondere da sola). “A chi pensava Cortellessa quando ha deciso di girare questo documentario?” Perché alla fine della proiezione mi sono chiesta cosa di nuovo mi avesse rivelato e la risposta è stata “poco”. Gli addetti ai lavori, cioè coloro che gravitano attorno al mondo dell’editoria, sanno già che Il premio Strega è una sfilata delle vanità, che la Mondadori pubblica libri esclusivamente per trarne profitto (e quindi un imbarazzato Franchini di fronte alle domande sulla qualità dei libri che pubblica non desta meraviglia), che le librerie indipendenti stanno morendo e che anche il prestigioso festival di Mantova deve sottostare ad alcuni taciti dettami e quindi invitare la Mazzantini (che tra l’altro, in questo filmato, sembra incarnare tutti i mali dell’editoria).

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Libri di qualità poco visibili. Le colpe dei recensori

pubblicato da sara

books reading I collaboratori che redigono le rubriche sui “libri dell’anno” si grattano la schiena a vicenda come babbuini che si spulciano l’un l’altro. In rete gli autori tessono le lodi dei propri libri sotto pseudonimo. Gli effetti di queste dinamiche sono corrosivi. Librerie e biblioteche traboccano di pessimi libri corredati da quarte di copertina fallaci scritte da pusillanimi incensatori.

Non sarà che, nella nota difficoltà per ‘libri di qualità’ di emergere, e di piccole case editrici di essere visibili al grande pubblico, parte della colpa è (anche) dei recensori (su quella di autori e lettori ci siamo già interrogati)? Me lo ha fatto pensare un articolo del Sole24Ore (che si riferisce in particolare al sottobosco accademico) di cui vi riporto degli stralci. Insomma: non sarà che è anche colpa della pigrizia dei recensori che invece di andarsi a scovare libri di qualità in piccole e medie case editrici si limitano a scremare i libri delle grosse, a recensire amici di amici, a leggere quello che passano loro gli uffici stampa degli editori più grandi?

Ecco, dopo il salto, quali sono secondo l’articolista del Sole24Ore le regole che dovrebbe tener presenti un recensore corretto.

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Vita da illustratore. Intervista a Monica Pierazzi Mitri

pubblicato da sara


Mi è tanto piaciuta per gli animaletti puffolosi del suo ‘Voglio essere grande così!‘. Monica Pierazzi Mitri è una delle illustratrici di libri d’infanzia che preferisco. E qui ci spiega qualcosa di sè e del suo lavoro.

“Le mie maestre d’asilo già sapevano che avrei fatto questo lavoro, io invece ci ho messo un po’ per realizzare che una passione poteva diventare anche una professione! - spiega a Booksblog - Il disegno è sempre stato fin da bambina un mezzo di comunicazione fortissimo, il modo più semplice ed immediato per portare all’esterno un po’ del mondo brulicante che ho nella testa e per rappresentare la realtà vista attraverso i miei occhi. La mia passione è stata poi alimentata dagli studi sulla storia dell’arte, la ricerca di immagini da immagazzinare nel cervello (in questo internet è una fonte inesauribile) e l’esperienza quotidiana di vita, il tutto ben mescolato!”

Si ispira a qualcuno?
“Mi piace guardare il lavoro degli altri illustratori, c’è sempre tantissimo da imparare e ammirare, universi creativi così diversi dal mio possono solo essere uno stimolo a nuove ricerche e il mio stile in continua evoluzione è il risultato di questo processo. Tra tutti gli illustratori, sono legata in particolare a Chris Ayers, un disegnatore americano incredibilmente espressivo e dalle mille risorse tecniche, quando ho un momento di difficoltà creativa mi basta guardare uno dei suoi animali per sentire rinascere tutto l’entusiasmo per questo lavoro meraviglioso!”

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