A due anni dalla sua pubblicazione non si placano le polemiche sul libro di Roberto Saviano “Gomorra”. Questa volta a scatenare un nuovo dibattito è il giornalista e scrittore Simone Di Meo che come spiega all’agenzia di stampa Il Velino, sta preparando un’inchiesta sulla genesi del libro e sul “fenomeno culturale” Saviano. L’obiettivo di Di Meo è di dimostrare “in forma di stretta indagine giornalistica che Saviano si è inventato molte delle cose scritte e come tante altre, dopo averle prese dai giornali, se le è attribuite attraverso una spregiudicata operazione di egocentrismo letterario”.
Questa però non è la prima volta che il giornalista si trova a fare i conti con il noto scrittore. Di Meo, infatti, ha fatto causa a Saviano per non averlo citato nel libro dopo aver utilizzato nel suo lavoro stralci di inchieste condotte, dallo stesso Di Meo, per il giornale Cronache di Napoli. “L’ufficio legale della Mondadori su mia segnalazione alla fine ha imposto dall’undicesima ristampa del libro in poi l’inserimento del mio nome. Almeno questo l’ho ottenuto”. Ma non è solo la vicenda personale a spingere Di Meo a portare avanti la sua inchiesta.
A questa si aggiungono alcuni dichiarazioni rilasciate da Saviano al festival di Mantova del settembre scorso: “In quell’occasione – racconta Di Meo - Saviano accusò alcuni giornali tra cui Cronache di Napoli di parteggiare per la camorra. Una cosa folle che non sta né in cielo né in terra. Oltre al quotidiano al quale collaboravo se l’è presa pure con il Roma, il Mattino e altri”.
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Uno scrittore che giura che la sua prima opera sarà anche l’ultima. Una notizia che incuriosisce, fino a quando si scopre che l’autore è Raffaele Cantone, magistrato campano anticamorra, che da anni vive sotto scorta a causa delle pesanti minacce arrivvate a lui e alla sua famiglia dai maggiori clan malavitosi della Campania.
In questi giorni presenta il suo libro in giro per l’Italia. Titolo: “Solo per giustizia”, edito da Mondadori, un volume scritto, dice lui, “per se e per i suoi figli, per poter guardare a distanza a questo periodo così intenso nel quale è riuscito pur se tra mille difficoltà a mantenere il suo microcosmo familiare”.
“Non sono uno scrittore - ha dichiarato il magistrato - questa è una parentesi che non si ripeterà, volevo solo che chi è estraneo a questo mondo vedesse da dentro il lavoro dei magistrati”.
Via | Videocomunicazioni.com
Il sottotitolo recita: La resistibile ascesa di mafia, ‘ndrangheta e camorra dall’Ottocento ai giorni nostri. A sostegno del principio secondo cui le organizzazioni criminali potevano e possono essere fermate. Oggi si parla di “emergenza”, quando avvengono fatti tragici come quello recente di Castel Volturno, come se si avesse a che fare con un fenomeno nuovo e non con una realtà che ha attraversato indenne quasi due secoli.
Il merito dell’autore sta nell’avere considerato le tre principali organizzazioni criminali da un punto di vista unitario, pur sottolineando le peculiarità di ognuna. Ciconte ripercorre la storia della criminalità organizzata partendo dalle origini e mostrando la grande capacità di mafia e simili di essere il braccio del potere: con i borboni in origine, con i liberali più tardi e con i repubblicani ancora dopo.
“Non esiste un partito della mafia - sostiene l’autore - ma è ancora peggio, perché la connivenza tra mafia e politica è trasversale. I principali responsabili della prosperità della criminalità sono i politici e i grandi imprenditori che spesso hanno subappaltato lavori ai criminali, com’è successo per la Salerno- Reggio Calabria e ancora a Gioia Tauro.”A proposito di Saviano dice: “Va bene firmare petizioni, ma finché non verranno recise le radici del sistema che protegge i camorristi, lo scrittore napoletano non potrà essere libero.”

Qualche giorno fa vi abbiamo segnalato la lettera alla mia terra di Roberto Saviano, ispirata dalla recente strage di Castel Volturno, e centrata sulle tematiche, spesso trattate dall’autore, della camorra e delle responsabilità di ognuno verso le problematiche a essa legate.
Oggi vi proponiamo un video in cui l’autore di Gomorra (il cui omonimo film è stato candidato all’Oscar) parla ancora una volta di Castel Volturno, sottolineando come ogni cambiamento in questa piccola città sarebbe fattibile solo grazie all’intervento della camorra, che, se volesse, potrebbe far andare via tutti i nigeriani da Castel Volturno in una settimana.
Per vedere il video e sentire le parole di Saviano, che spiega le ragioni della strage e le dinamiche politiche dietro a questi atti di camorra, potete cliccare su questo link nella sezione video di Repubblica.
Via: Repubblica

Oggi sul sito ufficiale di Roberto Saviano e sulla pagina online di Repubblica si può leggere un bell’articolo a firma dell’autore di Gomorra sulla strage di Castel Volturno e sulla realtà della camorra in generale.
Nell’articolo Saviano attacca la mentalità della gente del posto, con un pesante j’accuse verso coloro che pensano che nulla di ciò che accade dipenda dall’impegno di ognuno affinché questi fatti di camorra non si verifichino più.
I responsabili hanno dei nomi. Hanno dei volti. Hanno persino un’anima. O forse no.
Per leggere l’articolo di Saviano potete visitare il suo sito ufficiale a questo link, o la pagina sul sito di Repubblica cliccando qui.
Survival in Naples di Marco Maraviglia (Arduino Sacco Editore) è la prima guida di sopravvivenza per la città di Napoli, una quasi-megalopoli ormai assurta - un po’ per la guerra di camorra, un po’ per l’emergenza rifiuti - allo status di meta di turismo estremo.
Da un lato la guida di Maraviglia raccoglie aneddoti sul folklore antico e contemporaneo della città partenopea; dall’altro - facendo fede al titolo - dispensa ai turisti qualche consiglio pratico per districarsi nello spirito napoletano, fatto “di mille culure”, come dice la presentazione, conservando possibilmente vita e averi.
E’ una sorta di ironica escursione nella “trash-archeology”, per usare le parole di Maraviglia, che permette di scoprire - sotto le montagne di immondizia - le meraviglie naturali e umane che Napoli ancora riserva a chi voglia scoprirle.