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Tutti gli articoli con tag camorra

Il gioco delle copertine: Gomorra e Il coltello e il mercato

pubblicato da Manila Benedetto


Guardate l’immagine sopra e ditemi se c’è una leggera somiglianza… Ebbene sì, anche nella tipologia di testo. Si tratta, come avrete capito, di Gomorra di Roberto Saviano (Mondadori) e di una nuova uscita, Il coltello e il mercato di Marcella Marmo (L’ancora del Mediterraneo).

La scelta di due copertine così simili è della casa editrice napoletana, che per presentare il saggio storico e analitico scritto dalla Marmo, una delle principali studiose partenopee, ha voluto “ispirarsi” alla copertina del bestsellers. “…mi è sembrata una citazione postmoderna ben riuscita, in cui il colore rimanda all’attualità di Gomorra, mentre la linea dei coltelli ben si sposa con quello che è contenuto del mio libro, un’analisi sulla camorra dell’ 800 con uno sguardo particolare agli effetti, positivi, dell’Unità d’Italia.” ha dichiarato al Corriere l’autrice, intervistata sulla scelta della copertina.

Le opinioni sulla questione sono differenti, l’editore afferma di aver voluto dissacrare il mito di Gomorra, mentre alcuni giornalisti affermano che la serietà del saggio di una validissima e riconosciuta storica potrebbe essere preso poco sul serio a causa di questo divertissemant delle copertine. Voi cosa ne pensate?

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Dopo Solo per giustizia, in uscita I gattopardi, di Raffaele Cantone

pubblicato da sara

raffaele cantone Ho molto amato il libro del magistrato campano Raffaele Cantone Solo per Giustizia. Cantone raccontava il suo percorso professionale e il modo in cui era cambiata la sua vita sotto scorta, da magistrato della Dda (Direzione distrettuale antimafia), in terra di Camorra.

Per chi non lo sapesse Cantone, insieme alla giornalista Rosaria Capacchione, è stato oggetto da parte della camorra delle stesse minacce di morte che sono state rivolte a Roberto Saviano.

Lui aveva promesso: “Non sono uno scrittore, questa è una parentesi che non si ripeterà, volevo solo che chi è estraneo a questo mondo vedesse da dentro il lavoro dei magistrati”.

E in effetti questo secondo libro, I Gattopardi (in libreria dal 16 novembre), è solo una lunga conversazione con Gianluca de Feo, sul “nodo cruciale dell’intreccio, il circuito vizioso in cui le organizzazioni criminali, gli imprenditori, la società fanno “sistema” e traggono reciprocamente vantaggio gli uni dagli altri”

Dal suo primo libro verrà tratta una fiction, come vi avevamo già segnalato.

Raffale Cantone
I gattopardi. Economia e vita quotidiana nelle terre del crimine organizzato
Mondadori
18 euro

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Storia di un giudice. Nel far west della 'ndrangheta, di Francesco Cascini

pubblicato da sara

cascini Dopo la lettura del bellissimo ‘Solo per giustizia’, del magistrato Raffaele Cantone, minacciato dalla camorra con Saviano e la giornalista Rosaria Capacchione (L’oro della camorra, Bur), esce un altro libro di memorialistica da parte di un giudice.

Lui è Francesco Cascini, e la sua storia di lavoro nelle terre calabresi infestate dalla ‘ndrangheta è stato pubblicato da Einaudi. Si tratta del racconto di dieci anni passate presso la procura di Locri. Un incarico accettato non senza inevitabili timori, e portato avanti scontrandosi con le inevitabili difficoltà di applicare la legge.

Elemento comune al racconto di Cantone è la testimonianza di come, nel farlo si sia spesso privi dell’appoggio di colleghi rassegnati, che invitano a non cercare una inutile ‘rivoluzione’ dello stato delle cose. E amplificano il senso di solitudine che si prova nell’impresa di ‘restare al proprio posto’.

Francesco Cascini
Storia di un giudice. Nel far west della ‘ndrangheta
Einaudi
15.50 euro

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Saviano e le parole contro la camorra: una video-intervista

pubblicato da sara

Roberto Saviano in libreria con un nuovo libro. Lo avevamo annunciato giorni fa, e il titolo è esplicativo di quello che lui ha sempre sostenuto: ovvero il potere della parola anche contro un ‘potere forte’ come la camorra.

In questo video, trovate già delineate le linee guida del suo nuovo testo+dvd. Ammirevole la sua scelta, ovvero ‘darsi’ voce investendo sulle nuove generazioni, e sulla scuola. Rimane un perchè: chi altro punta sulla scuola, in Italia, come ‘leva’ per cambiare la nostra società?

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La storia di Giancarlo Siani in L'abusivo, di Antonio Franchini

pubblicato da sara

l'abusivo“Che ci vuole a morire. ci vuole tanto e non ci vuole niente”. Un libro da leggere se avete amato il film ‘Fortapasc’ di Marco Risi, distribuito in pochissime copie in Italia nel 2009, e incentrato sulla vicenda di Giancarlo Siani, il giornalista di Napoli morto a 26 anni per mano di camorra.

A scrivere ‘L’abusivo’, edito da Marsilio, è Antonio Franchini, che non si presenta come ‘amico’ di Giancarlo (è facile dirsi ‘amici’ dei morti, ce n’è una vasta schiera anche per Siani, dice) ma semplicemente come un suo ‘collega’ e conoscente.

Come Giancarlo, anche Franchini era ‘abusivo’ al Mattino. Abusivo significa, scrive, che passava senza vedere una lira dodici ore al giorno in redazione, mettendosi ‘in lista d’attesa’ per l’assunzione. Sulla scrivania di Siani non a caso era appeso il cartello ‘Schiavo’, racconta, che poi fu levato, dopo l’omicidio, e sostituito da fiori ad uso e consumo di flash e telecamere.

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Una reporter tedesca e la 'Ndrangheta: Santa Mafia, di Petra Reski

pubblicato da sara

santa mafia“La televisione e i giornali si sono concentrati sulla mafia siciliana specie dopo le stragi in cui hanno perso la vita Falcone e Borsellino e per i grandi processi politici riguardanti Andreotti, Contrada e Dell’Utri. E nel frattempo la ‘Ndrangheta ha potuto sfruttare l’ombra che le faceva Cosa Nostra” Così scrive una giornalista tedesca, Petra Reski, nel suo dossier sulla ‘Ndrangheta calabrese, ‘Santa mafia’, edito da Nuovi mondi, di oltre 300 pagine.

Un libro che analizza i ‘punti di forza’ del fenomeno criminale, sottolineando la diversa concezione dei rapporti fra i suoi affiliati. Non gerarchia ma quasi una sorta di ‘federalismo’ fra clan che sono autonomi anche se coordinati nelle loro decisione.

Pochi spargimenti di sangue, ma la preferenza accordata alla speculazione economica e alla gestione di traffici fruttuosi, la Ndrangheta come nota la giornalista è un fenomeno meno ‘eclatante’ nelle sue manifestazioni ma molto più capillare forse all’estero (specialmente nelle rotte della droga del Sudamerica) della Camorra o di Cosa nostra, come dimostra ad esempio la recente strage di Duisburg, che tanto ha colpito anche l’immaginario dei compatrioti dell’autrice.

Nell’ombra infatti, spiega Reski, ”la ‘Ndrangheta ha potuto svilupparsi, riprodursi e ramificarsi in tutto il mondo, diventando l’organizzazione criminale più ricca in Italia, con 44 miliardi di euro di presunto fatturato all’anno. Da comprare ora, anche prima che qualche grosso editore, come è già accaduto anche con Fratelli di sangue, ne faccia un best seller.

Petra Reski
Santa Mafia
Nuovi mondi
19.50 euro

Via | Nuova società

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Un libro per l'estate: Sandokan di Nanni Balestrini, ovvero la camorra prima di Gomorra

pubblicato da Andrea Coccia

sandokan di nanni balestrini Il libro che vi consiglio oggi, più che per l’estate andrebbe bene per il prossimo weekend, visto che non ci vuole più di qualche ora di lettura per arrivare in fondo alle sue 130. Si chiama Sandokan è di Nanni Balestrini ed è edito dalla casa editrice Einaudi, il suo sottotitolo è semplice e incisivo: Storia di camorra. Sandokan infatti in questo caso non è la celebre tigre della Malesia, signore di Mompracem, ma è piuttosto Francesco Schiavone, la tigre del clan dei casalesi, resa celebre dal romanzo di Roberto Saviano, Gomorra, è il re di Casal di Principe.

Sandokan è un romanzo forte, narrato in prima persona da un ragazzo che vive in un paese del casertano e assiste, e soprattutto racconta, senza usare punteggiatura e attraverso una strategia discorsiva mimetica, la storia di un degrado, quello che è alla base dell’ascesa al potere criminale di Sandokan e dei suoi uomini, quello degrado che non è una prerogativa del casertano, ma che sta diventando una delle cifre stilistiche della nostra penisola.

Questo di Balestrini, insomma, è un libro veramente notevole, scritto due anni prima di Gomorra di Saviano, anche se non ha sollevato lo stesso clamore del libro di Saviano e anche se l’autore, Nannni Balestrini, non è stato minacciato di morte e non vive sotto scorta, è un libro che merita di essere letto. Soprattutto perché non si tratta di docufiction o di ibrido di finzione e realtà, o di come volete chiamare gli esperimenti di Saviano, questa è semplicemente Letteratura.

Nanni Balestrini
Sandokan. Storia di camorra
Einaudi - Gli struzzi
euro 13,00

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L'abusivo, di Antonio Franchini. La storia di Giancarlo Siani

pubblicato da sara

SianiNon ha avuto una grossa distribuzione nei cinema Fortapasc, il bellissimo film di Marco Risi che racconta la storia di Giancarlo Siani, giornalista ucciso dalla mafia. Non ha avuto, almeno secondo me, la visibilità che meritava una storia del genere (e anche un bel film del genere).

Siani è stato ucciso nel settembre del 1985 a Torre Annunziata, mentre andava a prendere la sua ragazza per andare a mangiare una pizza. Siani aveva 26 anni e non era ‘nessuno’. Era un ‘abusivo’, un giornalista praticante senza contratto e sottopagato dalla redazione locale del ‘Mattino’. Siani era solo una ‘firma’ sotto ai suoi pezzi, che grazie al suo intuito e ‘fiuto’ giornalistico innato riuscivano a scoprire i motivi dietro le faide e gli ‘ammazzamenti’ dei clan camorristici del suo paese. Riprendendo una citazione del film, Siani era un ‘giornalista giornalista’, e non un ‘giornalista impiegato’.

Si era conquistato così la fiducia degli inquirenti, avendo la possibilità di ottenere notizie riservate in anteprima, e stava probabilmente lavorando a qualcosa che si sarebbe trasformato in uno scoop: un giro di appalti che dimostrava il perverso intreccio fra politici locali e clan camorristici. Ed è per questo che è stato ucciso, probabilmente.

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Il libro che la Camorra non ti farebbe mai leggere di Tom Behan

pubblicato da Andrea Coccia

il libro che la camorra non ti farebbe mai leggere Tom Behan è un grande esperto dell’Italia e in particolare di Napoli, dove per anni ha vissuto, e proprio alla realtà in cui è stato immerso, a Napoli, dedica questo suo ultimo libro “Il libro che la camorra non ti farebbe mai leggere”, una dura ricostruzione della realtà partenopea, delle collusioni tra camorra, politica e società, forse per alcuni aspetti simile a quella di Gomorra di Roberto Saviano, ma da un punto di vista un po’ diverso e proprio per questo molto interessante, quello di uno straniero.

A zittire tutti quelli che potrebbero pensare che uno straniero non abbia né il diritto né tanto meno una conoscenza non sufficientemente estesa e profonda del sistema Italia per permettersi di descrivere situazioni complesse come quelle camorristiche, è sufficiente dare un’occhiata alla bibliografia di Behan che all’Italia ha dedicato numerosi studi; da quest’ultimo “See Naples and die” (da notare la differenza tra il titolo italiano e quello inglese, a svantaggio nostro direi) a “The Camorra”, sempre sulla mafia partenopea, fino a The Resistible Rise of Benito Mussolini (uno studio sull’ascesa di Benito Mussolini e sugli Arditi del Popolo), o a “Dario Fo: Revolutionary Theatre ” dedicato al geniale attore italiano, vincitore del premio nobel.

Tom Behan
Il libro che la camorra non ti farebbe mai leggere
Newton Compton
euro 12,90

Via | CasertaNews

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Da Solo per giustizia di Raffele Cantone verrà tratta una fiction per Raiuno

pubblicato da Andrea Coccia

solo per giustizia Raffaele Cantone è un magistrato napoletano, ha fatto parte della della Direzione distrettuale antimafia e ora lavora presso l’Ufficio del Massimario della Suprema Corte di Cassazione, l’anno scorso ha pubblicato per Mondadori “Solo per giustizia” il racconto autobiografico della sua vita da magistrato a Napoli, della sua lotta contro la Camorra. Dal libro di Cantone verrà presto tratta una fiction in quattro puntate che verrà trasmessa su Raiuno entro l’anno e che avrà come consulente lo stesso Cantone che, ha spiegato, vorrebbe che nello sceneggiato comparisse il meno possibile della sua vita privata, permettendo così agli eventi del quale è stato testimone di essere i veri protagonisti.

Un altro tassello, dunque, del grande mosaico della cultura di testimonianza, soprattutto incentrata sui fenomeni criminali mafiosi e camorristici, un mosaico che si sta componendo molto velocemente e che riunisce nelle stesse fila magistrati come Raffele Cantone, giornalisti come Roberto Saviano, scrittori come Nanni Balestrini (autore nel 2004 per Einaudi di “Sandokan”), registi come Matteo Garrone, ma anche moltissimi altri si cui abbiamo già parlato e parleremo, insomma un esercito folto e molto vario che sembra avanzare veloce e compatto contro il suo obiettivo.

Anche se in fondo qualche dubbio rimane sulla compattezza e sull’univocità di scopi di questo multiforme esercito, soprattutto quando vediamo tramutare un libro come quello di Roberto Saviano, la cui importanza più che letteraria è sociale, in un film come quello di Garrone, la cui importanza non è affatto sociale bensì cinematografica, che si può permettere di lavorare indisturbato per dei mesi in uno dei posti più inaccessibili e pericolosi di Napoli, soprattutto per una troupe cinematografica che sta mettendo su pellicola il più grande atto mediatico di denuncia della Camorra degli ultimi anni.

Via | Repubblica

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