Sarà l’incipiente vecchiaia, quel trascorrere degli anni che misura la distanza tra la vita e la morte, una debolezza malcelata o tutti questi fattori insieme, a far sì che Salvo Montalbano si ritrovi sempre più spesso a cedere davanti al fascino femminile; fascino che ha sempre sentito in modo intenso, solo che ora, rispetto a prima, ne resta spesso vittima. In quest’ultima avventura il commissario di Vigata si ritrova proiettato con il cuore e i pensieri al tempo dell’adolescenza, quando immaginava con struggimento di vivere una storia d’amore con l’eroina dell’Orlando furioso.
Già perché nella storia che Camilleri ci racconta il personaggio principale si chiama proprio come la protagonista dell’opera di Ariosto, e non solo il nome porta Montalbano a rievocare le vecchie palpitazioni: “La signora Cosulich era pricisa ‘ntifica, ‘na stampa e ‘na figura, con l’Angelica dell’Orlando furioso, accussì come lui se l’era immaginata e spasimata viva, di carni, a sidici anni, talianno ammucciuni le illustrazioni di Gustavo Doré che sò zia gli aviva proibito.”
La donna compare nella vita di Salvo per via di un’indagine su una serie di strani furti avvenuti a Vigata a danno di una cerchia di conoscenti. I ladri agiscono seguendo un preciso copione: sorprendono i bersagli scelti nelle case di villeggiatura, li addormentano e poi rubano macchina e chiavi per svaligiare l’abitazione in paese. Sembrerebbe un piano perfetto se non fosse che la mente della banda ingaggia una specie di duello con il commissario: gli scrive una lettera rivelando che il suo scopo ultimo non è la refurtiva.
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I libri più gettonati in autostrada in questo Ferragosto? Oltre al panino Rustichella e al caffè, ci sono Camilleri e Lucarelli, che infatti sono gli autori dei titoli più venduti dalla rete Autogrill.
Gli Autogrill, leggo, hanno venduto oltre 200mila copie solo nel mese di agosto. Nella top ten Camilleri-Lucarelli con “Acqua in bocca”, seguiti da Jeffery Deaver con “Il filo che brucia” e da Benedetta Parodi con il suo “Cotto e Mangiato”.
Seguono “Canale Mussolini” di Pennacchi (vincitore Premio Strega 2010) e libri di manualistica. Non so perchè ma anche su di me i libri dell’autogrill hanno un fascino particolare: sono libri mainstream, di ‘consumo’, ultimi best seller, e niente di particolarmente sofisticato, eppure prende la voglia di comprarli, insieme a panini e caffè.
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E’ gustosissimo l’ultimo romanzo di Andrea Camilleri, “La caccia al tesoro”. Protagonista il solito Montalbano, of course, che questa volta ci stupisce per qualche strisciante riflessione, appena abbozzata, sugli spauracchi dell’età.
Arrivato ai 56 anni, a Montalbano vengono i primi dubbi quando si trova a inquietarsi più del dovuto davanti alla scena di una stanza piena di crocifissi, nella casa di due anziani fratelli vissuti come monaca e frate che un bel giorno si fanno prendere dalla voglia di sparare sulla folla di ‘infedeli’.
Nella stanza fra l’altro giace, mutilata, una bambola gonfiabile, che il commissario avrà l’insana idea di portarsi a casa, con grande ’scanto’ (spavento) dell’impareggiabile Adelina, e ira di Ingrid, la bella nordica per cui il tempo non sembra passare, anzi: per lei sembra andare indietro come un gambero.
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Lo hanno soprannominato ‘il Camilleri’ greco, ma il commissario Kostas Charitos non ha ‘il fisico’ dell’omologo italiano, è più avanti nell’età e soprattutto è sposato ed ha una figlia. Certo, con la sua bonomia, il continuo ’stuzzicare’ la moglie Adriana, che lo prende in giro su tutto, i motivi per starci simpatico ce li ha.
Anche quando, turista a Instanbul, si trova al centro del più classico conflitto familiare; quello fra la moglie e la figlia, che ha deciso di non sposarsi in chiesa, levando a sua moglie la soddisfazione del corredo e dell’invito in massa dei parenti. Succede in ‘La balia’, un’indagine sulla scomparsa di una novantenne, già balia di un connazionale, che sembra lasciare dietro di sè - proprio a Istanbul, una scia di morti.
La donna è infatti conosciuta da parenti e conoscenti per le sue formidabili tyropita - una sorta di sformato al formaggio - ma , introvabile, sembra aver voluto avvelenare tutti i parenti rimastile in Turchia (e in primo luogo lo stesso fratello, che ha lasciato - cadavere - ad Atene). Come? Avvelenando le sue buonissime torte salate con un comune diserbante.

Per raccontare l’illuminante incontro con Camilleri, svoltosi ieri sera all’Auditorium nell’ambito di Libri come, dovrei scrivere tre post o un solo post molto lungo che non so quanti riuscirebbero a leggere fino alla fine. Perciò cercherò di condensare il resoconto in un numero di righe accettabile. Il titolo della conferenza era Come scrivo i miei libri, ma Marino Sinibaldi che ha presentato lo scrittore siciliano, ha voluto cominciare da un’altra prospettiva, chiedendo cioè a Camilleri come è diventato lettore.
Lui si è definito “lettore precoce”; ha iniziato con Conrad e Melville, saltando a pié pari la narrativa per l’infanzia che dice poi di aver letto a vent’anni. Sinibaldi lo invita a stilare una classifica tra alcuni scrittori e lui regala il podio ad Hammett, Simenon e Allan Poe, in quest’ordine. “Hammett è primo per un fatto di simpatia umana, spiega, ho ammirato molto il suo contegno durante il maccartismo.”
Si passa poi a parlare di scrittura e del metodo dello sceneggiatore Diego Fabbri: “Ho imparato da lui a scrivere, racconta Camilleri, smontava i testi concretamente, cioè tagliava le pagine e poi li ricomponeva in un altro ordine. Era come vedere un artigiano al lavoro.” Sinibaldi poi gli chiede della sua libreria che scopriamo avere una “zona sacra” in cui vengono ospitati i libri letti e riletti, tra cui: tutta l’opera di Faulkner, Joyce, Gadda, Simenon, Sciascia, Pirandello e Proust. Sciascia viene definito dallo scrittore “l’elettrauto”, perchè quando ha le batterie scariche legge qualche sua pagina e si ricarica subito.
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Chi, come me, sente l’acquolina in bocca quando legge delle grandi mangiate di Montalbano, sarà contento di sfogliare questo libro di Stefania Campo, edito da Il leone verde edizioni. Per il protagonista dei romanzi di Camilleri il cibo è sacro e lo è, soprattutto, il momento in cui lo si gusta. Niente chiacchiere, “quando si mangia non si parla”, tutta la concentrazione deve essere incentrata sulle pietanze succulente che ci si parano davanti. Così i fortunati commensali di Salvo vengono avvertiti prima: quale che sia l’argomento di discussione verrà trattato solo dopo il caffè, in coincidenza con l’addrumata di una sicaretta.
L’idea del libro, racconta l’autrice, è nata dalla constatazione di una grande attenzione del pubblico dei lettori di Camilleri per tutto l’universo di Montalbano. Molti si recano in Sicilia alla ricerca dei luoghi e dei sapori descritti nei romanzi e chiedono di mangiare i piatti di cui è goloso il commisario di Vigata. Ne I segreti della tavola di Montalbano si possono quindi trovare tutte le ricette con cui Camilleri solletica il palato di chi legge: la caponatina della cammarera Adelina, gli arancini, i purpi alla carrettera e la pasta ‘ncasciata che finalmente ho scoperto trattasi di una pasta al forno con dentro di tutto: melanzane, uova, caciocavallo, pomodoro, carne e altro ancora. Così, quando a fine lettura di uno dei libri con Montalbano si sentirà smorcare un feroce pittito, si potrà ricorrere al libro di Stefania Campo e provare a cimentarsi con una delle tante ricette.
I segreti della tavola di Montalbano
Stefania Campo
Il leone verde edizioni, 2009
€ 10

Il mondo in cui viviamo si fa sempre più veloce e sfuggente, gli sguardi all’indietro sempre più difficili, anche nel mondo dell’editoria, decisamente affollato dalle nuove uscite, da migliaia di volumi che si accalcano e che spingono giù dagli scaffali delle librerie e dalle homepage dei blog i libri “vecchi”, scaduti dopo appena pochi mesi.
E’ così che ora, a nuovo anno iniziato da pochi giorni, dopo un paio di sguardi all’indietro a rimirare le classifiche di vendita e di gradimento, siamo già costretti a guardare in avanti, a vedere che cosa succederà nei prossimi mesi per scoprire quali sono i libri più attesi di questo inizio decennio.
Tra i primi libri che arriveranno nelle librerie nelle prossime settimane, quelli che lasceranno il segno (o che sperano di lasciarlo) sono già tanti, dal romanzo postumo di Carlo Sgorlon, al primo libro di racconti di John Grisham, al consueto ritorno di Banana Yoshimoto. Poi sarà la volta dell’inarrestabile Camilleri con “Il nipote del Negus” per la Sellerio. Sempre per la Sellerio si segnala l’uscita dell’ultimo giallo di Carofiglio.
Ma le novità appetitose dell’anno che verrà sono veramente tante: il ritorno in libreria di James Ellroy, l’ennesimo titolo di Jeffery Deaver, una raccolta di scritti letterari del premio Nobel sudafricano J.M. Coetzee. Insomma, ce n’è un po’ per tutti i gusti e, statene certi, non mancheranno nemmeno le soprese.

Andrea Camilleri è in trasferta a Pechino per una settimana di incontri tra autori noir italiani e cinesi e da lì ha dichiarato: “Al tempo del mio quinto romanzo, mia moglie mi fece notare che stavo realizzando un lungo ritratto di mio padre, aveva ragione. L’80% per cento di Montalbano ha la personalità di mio padre”.
Presenti all’iniziativa, organizzata dall’Istituto Italiano di cultura, anche altri giallisti nostrani, tra cui De Cataldo, Faletti, Fois e Lucarelli. Proprio quest’ultimo è stato contattato da alcuni editor per un’eventuale traduzione delle sue opere in lingua cinese. L’evento si è rivelato un prezioso momento di condivisione tra autori di diversa cultura, accomunati dalla passione per un genere letterario.
Sempre Lucarelli ha affermato che scrivere gialli significa “indagare sui rapporti difficili dell’individuo col potere, mettendo in scena la parte nera dei meccanismi della nostra società, non perché sedotti dal male, ma perché vorremmo far conoscere questa realtà per riuscire a cambiarla”. E con lui si è detto d’accordo Qui Xiaolong, autore noto in Italia per il suo ispettore Chen Chao, pubblicato da Marsilio.

Per gli appassionati dello scrittore siciliano lunedì 28 settembre alle 12 c’è un appuntamento da non perdere. Andrea Camilleri sarà infatti presente al Teatro India, a Roma, per la conferenza stampa dello spettacolo teatrale Festa in famiglia, insieme a tutto il cast. Lo spettacolo nasce da una collaborazione tra gli autori della pièce (Mandracchia, Reale, Toffolatti e Torres) e il celebre narratore di gialli.
Il testo prende il via da suggestioni pirandelliane ed “è una riflessione sulle dinamiche violente all’interno del nucleo familiare.” Dicono gli autori: “Il tema è drammatico e la storia che raccontiamo lascia pochi spiragli alla speranza; la sfida che ci proponiamo è quella di riuscire a raccontarne anche il lato tragicomico, di riuscire a vedere ciò che di grottesco e ridicolo si cela dietro le umane miserie.”
È proprio per la nota passione di Camilleri nei confronti del drammaturgo suo conterraneo che Mitipretese, l’associazione che ha curato il progetto, ha pensato di coinvolgerlo. Una prova della sua ammirazione Camilleri l’aveva già data, oltre che nelle citazioni presenti in molti suoi libri, scrivendo Biografia del figlio cambiato, una ricostruzione letteraria della vita di Pirandello e, in particolare, del difficile rapporto tra il giovane Luigi e il padre Stefano. La prima nazionale di Festa in famiglia si svolgerà il 5 ottobre alle 21 al Teatro India.
Cinque nuovi titoli, cinque nuove avventure del commissario Montalbano in arrivo per l’autunno: a dare la bella notizia ai numerosissimi fan del commissario di Vigata, certamente il più amato d’Italia sia nella sua veste letteraria sia in quella televisiva, è la stessa voce di Andrea Camilleri che, seppur 84enne, ribadisce ancora una volta che la sua vena letteraria è ben lontana dall’essersi esaurita.
Una delle cinque avventure in questione, in realtà, Camilleri la sta ancora scrivendo, nella fresca calma di un piccolo paese in provincia di Grosseto, Santa Flora, dove lo scrittore siciliano sta passando questi giorni torridi d’agosto. Gli altri quattro, invece, che Camilleri avrebbe già scritto da tempo, sarebbero in attesa di essere pubblicati negli archivi della casa editrice Sellerio.
La casa editrice siciliana, una delle più interessanti del panorama italiano, che tra l’altro ha appena festeggiato il suo 40esimo compleanno, sembra proprio che stia centellinando le opere dell’autore siciliano, probabilmente ben sapendo che i suoi libri, soprattutto quelli Montalbano-centrici, valgono tanto oro quanto pesano. Come dargli torto?
Via | Ansa.it
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